La Temperanza è la virtù cardinale che ha il potere di purificare, trasmutare e trasformare la libido senza ridurre in cenere l'energia sessuale che la sostiene. Gli alchimisti orientali operano essenzialmente con l'energia sessuale attraverso tecniche di risveglio del "serpente kundalini" che perfora così la membrana che lo tiene "rinchiuso" nel primo chakra per giungere nel secondo chakra dove 'accende' gli appetiti e i desideri più profondi, collegati alla sfera istintuale e alle pulsioni primordiali, analizzati in occidente da Freud.
Gli alchimisti occidentali, poco inclini a rimanere immobili nelle posizioni dello yoga, sperimentano invece la natura ambigua della libido che essenzialmente si diversifica, nella società moderna, in "istinto di possedere" proiettando immagini, parole e gesti 'simbolici' di natura ipnotica (il segno dello scorpione) e "istinto di apparire" esibendo la ricchezza e il potere del denaro di enfatizzare l'immagine di sè (il segno del toro).
L'alchimista rinascimentale assiste all'emergere prepotente della libido affermativa in ogni ceto sociale, nessuno escluso, mentre gli artisti sono indaffarati a dipingere ritratti di nobili e di arricchiti che desiderano diventarlo. Tiziano è uno degli interpreti più consapevoli di questa forma maniacale di rappresentare se stessi e gli artisti stessi iniziano ad autoritrarsi e a firmare le loro opere per farsi conoscere e "costruire" una propria carriera. Tiziano rappresenta nell'allegoria della Prudenza (1565) la trasformazione naturale della libido sociale connessa all'energia sessuale. Il giovane è affiancato da un cane, l'uomo maturo da un leone, mentre l'anziano gira le spalle al mondo perchè ormai la libido appetitiva (il vecchio lupo) e quindi la libido sessuale è ormai in declino.
Nemmeno i contadini e i chierici di città sono esenti dalla libido di dimostrare la loro propensione alla manifestazione esuberante, sguaiata e volgare degli appetiti sessuali e di gola. Bosch li raffigura spesso più con intento denigratorio che per la passione dei paesaggi antropoformizzati. In un dipinto del 1494 dipinge un chirurgo intento a estarre la "pietra della follia" dalla testa di uno "stolto", segno eloquente della coscienza dell'artista di vivere in un mondo di uomini pazzi e assetati di potere. La malattia colpisce soprattutto il genere maschile, mentre le donne ignorano la propria libido (il libro sulla testa), i chierici la ritengono opera del diavolo e solo gli alchimisti la ritengono frutto (anzi. il fiore che fuoriesce) di una errata crescita della razionalità cerebrale.
Verso la fine del XV secolo, con l'invenzione della litografia che permetteva la diffusione simultanea di migliaia di copie in tutta Europa, diventa più semplice per gli alchimisti documentare il processo di trasformazione della libido con immagini simboliche cariche di significanti eloquenti per chi li sapeva interpretare. Il problema della libido sessuale era stato "risolto" dagli ordini monastici e dalal dottrina cattolica attraverso una rigida disciplina di astinenza e di privazioni che finiva spesso per scatenere effetti opposti. Gli alchimisti introducono invece una diversa interpretazione del fenomeno, consapevoli di come l'energia sessuale (maschile) sia di fatto il carburante della pulsione psichica (femminile) da cui evolve la "libido creativa" dell' ermafrodito di esprimere le qualità evolutive dell'anima attraverso i talenti corporei, le abilità mentali e l'immaginazione simbolica (l'intelletto androgino).
La Temperanza non è una virtù che si apprende nei libri sacri o nei testi esoterici dello yoga o dell'alchimia occidentale. Temperare la libido significa contenere l'ambizione e la volontà di emergere, di primeggiare e di vincere a ogni costo che comporta inevitabilmente "atti" di disobbedienza alle regole e ai limiti imposti dalle leggi o dalla morale condivisa. L'angelo della Temperanza dipinto da Michelangelo negli affreschi della Genesi, punta la sua spada nella nuca di Adamo per sollecitare l'alchimista della "prima materia" a purificare in primo luogo l'irrompere dell'energia mentale volitiva nel cervelletto, sede delle risposte irrazionali che scaturiscono dal "pleroma degli istinti" codificato geneticamente negli strati più antichi del proencefalo (il cervelletto situato nella nuca).
Eva si copre il viso in un gesto di improvviso pudore. Il pudore femminile non significa "senso di colpa", ma, unitamente all'arrossamento della pelle, indica che il processo di introversione della libido corporea genera il primo segno della temperanza: l'introversione della pulsione psichica e la sua trasformazione in consapevolezza corporea dei sentimenti (Eva incrocia le braccia e mostra la "facies nigra" della malinconia).
Invece nel dipinto dell'Annunciazione, il Beato Angelico raffigura la "cacciata" dei due progenitori (istinto e e pulsione) dal Paradiso terrestre, a significare che dal "contenimento" dell'energia sessuale scaturisce il processo di "divinizzazione della coscienza corporea " rappresentato dall'Arcangelo Gabriele (il Sè principiale). Per diventare "capaci di Dio", e cioè capaci di assorbire le frequenze infrarosse che trasmettano eccitazione e pulsione di morte, la coppia alchemica deve cogliere le "tre mele" che rappresentano metaforicamente i tre stadi di introversione della libido mentale e la sua completa trasformazione nella virtù della Temperanza.
L 'introversione della pulsione sessuale ha l'effetto di generare uno stato di eccitazione mentale da cui scaturisce un processo di sublimazione che si estrinseca in fantasia erotica e immaginazione creativa. Anche l'innamoramento richiede una fase di introversione e di contenimento del desiderio fisico, un intervallo di tempo che proietta la libido nel centro mistico del "cuore".
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14
apr2009
arte alchemicaColpo d'occhio: una tragedia alchemica
scritto da Marta Breuning alle 18:09
[mod] [del]
Adrian è un giovane scultore di talento, molto arrivista. Gloria è una giovane esperta d'arte, ex-compagna di Lulli, un critico d'arte cinquantenne. Adrian e Gloria si incontrano ad una mostra e iniziano a frequentarsi finché tra loro nasce una relazione sentimentale. Nel frattempo, Lulli diventa mentore dello scultore ma, nonostante continui ad aiutare l'ascesa di Adrian, fino a procurargli un invito per esporre alla Biennale di Venezia, cerca di scoraggiare in tutti i modi la sua relazione con Gloria. La brama di successo (la libido affermativa) spinge l'artista ad accettare qualsiasi compromesso per di emergere, arrivando al punto di copiare e di farsi attribuire come propria una creazione di Gloria.
Nascosto nell'ombra appare sempre più sconcertante, crudele e manipolatoria l'opera di Lulli che per vendicarsi del giovane artista, ingegna situazioni e inscena equivoci che minano la stabilità della coppia. Le motivazioni che spingono il critico a manipolare a sua piacimnto la libido affermativa di Adrian è fondamentalmente collegata alla gelosia "sessuale" e dall'invidia di essere stato lasciato da Gloria per un "maschio" più giovane e attraente.
Sergio Rubini, regista e interprete nel ruolo del cinquantenne privo di scrupoli, vendicativo, falso e spudoratamente ambiguo, mette in scena una tragedia alchemica che culmina con l'assasinio di Adrian, vittima inconsapevole della propria e della altrui libido. E' un film che bisognerebbe far vedere ai ragazzi delle superiori per far capire la facilità con cui la libido corporea (il diavolo degli alchimisti) prende possesso sia della mente (intenzioni) che dello spirito (motivazioni) pur di realizzare i propri scopi.
La libido egocentrica è desiderio intenzionale di influire sulle circostanze, le situazioni, l'ambiente e le trame delle storie pur di esercitare la volontà di potenza di piegare il destino dell'anima (propria e altrui) agli obiettivi, alle strategie e ai programmi dell' ego, da "millenni" incurante dei danni sociali ed ecologici che procura agli altri e all'ambiente. Proviamo ad immaginare cosa sarebbero state le americhe se le popolazioni indigene non fossero state sterminate dai vari Cortes, o piegate ad obbedire al Dio cristiano dai missionari cattolici.
La libido di potere, di ricchezza, di espansione ha determinato il colonialismo, lo schiavismo e lo sfruttamento selvaggio delle risorse umane e naturali. La storia occidentale è storia della prevaricazione della libido sulle istanze, bisogni e necessità dell'anima di evolvere invece in pace e in armonia con la natura. Ancora oggi facciamo finta di non capire, o non vogliamo capire, che siamo costantemente vittime designate della sofisticata tecnica di manipolazione del corpo (desideri), della mente (speranze) e dello spirito (fiducia) messe in atto dagli esperti della psiche umana attraverso una sapiente combinazione di immagini e simboli, di parole e proiezioni subconscie della libido coprorea sessuale negli oggetti /status da acquistare, oppure nei candidati da eleggere.
Veltroni ha sbagliato completamente la sua campagna politica perchè ha ignorato (o non conosceva) il potere della Libido di gettare fumo negli occhi e far apparire persino un "psiconano" più bello, attraente, seducente, intelligente e spiritualmente più evoluto di un uomo infarcito di illusioni cattoliche e incapace, per ragioni strettamente alchemiche, di dare un vero spessore spirituale alle sue parole. Non è sufficiente parlare alla gente con il "cuore in mano", con "coscienza" e illuminato distacco . Non si può rifiutare di confrontarsi sul piano della libido più "sporca e spudorata" perchè siamo "angeli".
Ci vuole "colpo d'occhio": altrimenti è una tragedia alchemica e chi soccombe è la libido dell'anima (Veltroni) di farsi interprete dei bisogni della gente "onesta, pulita e perbene", quando invece questa tipologia di persone non è mai esistita, se non nella fantasia di individui che vivono fuori dalla Realtà perchè ignorano di essere loro stessi "portatori del "Male cosmico", ovvero del karma dell'anima di rimanere cieca, stupida, ignorante e quindi vittima dell'arroganza, visibile e invisibile, mascherata e abilmente occultata, messa in atto dai più scaltri e avveduti (Berlusconi).
Grazie a Sergio Rubini, il cinema italiano ha "sdoganato" , per la prima volta, un discorso e una riflessione sulla libido. Peccato che i critici del cinema siano veramente incapaci di cogliere il "senso spirituale" delle immagini che guardano e delle parole che ascoltano. Se la cultura fosse "informata" sulle dinamiche perverse messe in atto dall'ambizione di avere successo e dal desiderio di possedere o apparire, "porterebbero" questo film sul "palmo delle mani", invece di 'osannare' opere che denunciano la violenza senza nulla aggiungere a ciò che già sappiamo.
La violenza è una conseguenza. Adrian viene ucciso, ed è una conseguenza. Ogni tragedia è una conseguenza.
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13
apr2009
arte alchemicaLa Vera Croce
scritto da Marta Breuning alle 11:07
[mod] [del]
La croce è il simbolo dell'alchimia millenaria. Piero della Francesca affresca nella Chiesa di S. Francesco ad Arezzo la "Leggenda della Vera Croce", storia delle vicissitudini "spirituali" che condurrano l'albero cresciuto sulla tomba di Adamo a diventare la croce della Passione di Cristo.
"Il soggetto delle storie illustrate da Piero è tratto da un testo del XIII secolo di Jacopo da Varagine, La Legenda Aurea, che racconta la storia miracolosa del legno della Croce di Cristo.
La storia narra come Adamo, dal suo letto di morte, abbia mandato il proprio figlio Set presso l'Arcangelo Michele, come questi gli diede alcuni semi dell'albero del Peccato Originale da mettere nella bocca del padre al momento della morte. L'albero nato sulla tomba del patriarca viene poi abbattuto dal Re Salomone e il suo legno, inutilizzabile per qualunque cosa, verrà utilizzato come ponte. La Regina di Saba, nel suo viaggio per incontrare Salomone e in procinto di attraversare quel ponte, ha la visione che il Salvatore verrà crocifisso con quel legno. Invece di attraversarlo si inginocchia ad adorare quel legno. Quando Salomone scopre la natura del messaggio divino ricevuto dalla Regina di Saba ordina che il ponte venga rimosso e il legno sepolto. Ma il legno viene ritrovato e, dopo un secondo messaggio premonitore, diventa lo strumento della Passione. Tre secoli più tardi, prima di affrontare Massenzio nella battaglia di ponte Milvio, l'Imperatore Costantino fa un sogno che gli indica di combattere nel nome della Croce per vincere il nemico. Dopo la vittoria, la madre di Costantino Elena va a Gerusalemme per recuperare il legno miracoloso. Nessuno sa dove sia la reliquia della Croce, tranne un ebreo chiamato Giuda. Giuda viene torturato in un pozzo e rivela il nome del tempio dove sono conservate le tre croci del Calvario. Elena ordina la distruzione del tempio; vengono trovate le tre croci e la Vera Croce viene riconosciuta perché provoca una miracolosa resurrezione. Nell'anno 615 il Re persiano Cosroe trafuga il legno per arricchire la sua collezione di oggetti di culto. L'Imperatore d'Oriente Eraclio muove guerra al Re persiano e, dopo averlo sconfitto, ritorna a Gerusalemme col Legno Sacro. Ma un prodigio divino impedisce all'Imperatore di entrare trionfalmente in Gerusalemme. Così Eraclio, messe da parte tutte le forme di pompa e magnificenza, entra nella città portando la Croce, in gesto di umiltà, sull'esempio di Gesù Cristo. "
La vicenda ha un evidente sapore metaforico. Adamo è il primo uomo, l'alchimista della prima materia. Dal suo corpo, sostrato fisico in cui innescano le forze biologiche naturali che scaturiscono dal Pleroma originario (istinti, pulsioni e libido), germoglia l'albero della conoscenza del "peccato". L'arcangelo Michele, simbolo della conoscenza intuitiva della natura umana, offre al Set, figlio di Adamo e quindi manifestazione dell'intelligenza creativa, i semi dell'albero del "Peccato Originale".
L'albero del "peccato originale" cresce come gli altri nel giardino dell'Eden, metafora di una dimensione innocente in cui istinto (Adamo) e pulsione (Eva) godono delle sensazioni di piacere provocate dall'insorgere della libido sessuale creativa, capace di generare immagini, giochi, seduzioni, così come avviene negli adolescenti.
Negli individui la libido sessuale evolve più o meno precocemente nella "libido autoreferente" (amor di sè) che rappresenta la "linfa dell'albero" in cui cresce il frutto della "conoscenza di Dio" e "disobbedienza verso Dio", inteso dagli alchimisti "il Dio che pone dei limiti" alla pulsione di utilizzare le facoltà mentali evolutive (il serpente kundalini dei tantrici) per affermarsi nel mondo in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo, anche a costo di uccidere il prossimo o distruggere le risorse naturali della terra.
Il Dio della Genesi rappresenta per gli alchimisti rinascimentali una personificazione delle "funzioni spirituali" del cervello razionalizzatore che codifica le Leggi biologiche, sociali e infine spirituali che permettono al corpo, alla mente e allo spirito dell'individuo di manifestarsi a sua immagine e somiglianza (Amore, Coscienza e Intelligenza). E' con queste motivazioni di carattere filosofico che Michelangelo riesce a convincere il Papa a raffigurare il volto di Dio per la prima nella storia della cristianità in deroga a qualsiasi dogma sull'argomento.
Michelangelo recide l'albero degli istinti naturali, affinchè sia la "pulsione psichica femminile" (amore per la propria anima) ad avvicinarsi al cervello (il Padre) e "apprendere" le dieci regole (le mani giunte) per contenere, ma non inibire, le passioni carnali, materiali e sociali (la Temperanza).
Chi non riesce ad evolvere attraverso "l'amore per la propria anima" , viene cacciato dal Paradiso per sperimentare direttamente la sofferenza e il dolore generato dall'amore egocentrico (amor di sè), considerato "il peccato originale" che macchia la coscienza dell'individuo fino alla morte simbolica dalla libido (il distacco) sulla "Vera Croce" di Cristo
Una stupenda pagina di La Rochefoucauld descrive l'amore egocentrico, espressione sublime della libido mentale di autorealizzarsi a scapito di qualcuno e divenire il Dio creatore di se stesso (la volontà di potenza descritta da Nietsche)
"L'amor proprio è amor di sè e di ogni cosa per sè; rende gli uomini idolatri di se stessi, e li renderebbe tiranni degli altri se la fortuna ne desse loro i mezzi; non indugia mai fuori di sè, e si sofferma su argomenti estranei come le api sui fiori, per trarne ciò che gli è necessario. Nulla è più impetuoso dei suoi desideri, nulla è più segreto dei suoi progetti, nulla è più astuto della sua condotta; le sue sottigliezze non si possono descrivere, le sue trasformazioni superano quelle delle metamorfosi, le sue finezze quelle della chimica....al riparo dagli occhi più perspicaci, egli vi compie mille giri viziosi. Spesso è invisibile anche a se stesso, vi concepisce, vi nutre, vi alleva, senza saperlo, un gran numero di affetti e di odii; ne forgia di così mostruosi che, quando vengono alla luce, li rinnega o non può risolversi ad ammetterli.
Da questa notte (l'ombra subconscia) che lo protegge nascono le ridicole convinzioni che ha di sè; da cui derivano i suoi errori, le sue ignoranze, le sue rozzezze e le sue idiozie sul suo conto....quando si tratta dei suoi maggiori interessi, dei suoi affari più importanti allorchè la violenza dei suoi desideri ridesta tutta la sua attenzione, vede, sente, capisce, immagina, sospetta, penetra, indovina tutto...esso incarna tutti i contrari: è imperioso e obbediente, sincero e dissimulatore, misericordioso e crudele, timido e audace...Ecco il ritratto dell'amor proprio, di cui tutta la vita è soltanto una lunga e grande agitazione (e una grande rottura di c... per tutti quelli che gli stanno attorno, aggiungo io); il mare ne è una immagine sensibile, e l'amor proprio trova nel flusso e nel riflusso delle sue onde continue una fedele espressione della successione turbolenta dei suoi pensieri, dei suoi eterni movimenti". (La Rochefoucauld, "Massime")
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12
apr2009
arte alchemicaCrocifissione, morte e ressurezione
scritto da Marta Breuning alle 10:58
[mod] [del]
Velazquez, "Crocifisso nel paesaggio"
Nel RInascimento esisteva una profonda e circostanziata conoscenza della natura umana (il paesaggio). Le virtù e i vizi capitali erano considerati valori opposti che scaturivano dalla medesima forza evolutiva: la libido. Conoscere la libido significava tuttavia avere una esperienza diretta di ciò che poteva tradursi in salvezza psicosomatica o perdizione dell'anima nella effimera ricerca di beni materiali e piaceri sensoriali.
Avere una esperienza diretta della libido poteva comportare dei rischi, poichè spingeva l'alchimista ad infrangere tabù, prescrizioni, comandamenti e regole sociali, religiose o dogmatiche. Sperimentare la libido significava per gli alchimisti avere una esperienza concreta del peccato, ma anche della grazia, proprio grazie alla quale avviene il riconoscimento dell'amor proprio (libido naturale) e della sua forza.
Il riconoscimento dell'assoluto egoismo, dell'assoluto determinismo, cui niente sfugge, è infatti il riconoscimento stesso della grazia; non come realtà esterna, operata ad arbitrio di Dio, ma come esperienza della libertà di questo medesimo riconoscimento. Riconoscere la libido dentro noi stessi e negli altri è un procedimento che porta a contemplare nella crocifissione di Cristo il modello perfetto di questo stesso riconoscimento.
Per gli alchimisti infatti non è necessario sperimentare la libido tramite l'azione nel mondo, ad imitazione di Gesù che predica in tutta la Palestina attirando su di sè l'ira dei ricchi e dei potenti, ma è sufficiente riconoscere, contemplare e quindi attivare le facoltà evolutive (femminili) della percezione.
Attraverso la percezione disincantata, informata e attenta della libido è possibile realizzare l'esperienza del distacco, la morte apparente dell' io, per cui, nella soggezione assoluta al determinato, lo spirito (la coscienza di sè) riconosce di non essere quell'io psicologico che al determinato è sottomesso.
Allora, quasi per miracolo, avviene una piccola resurrezione dello spirito (il Sè) e si scopre che tutto è bene, che tutto è grazia, ovvero cessa di provenire dal determinismo razionalizzatore, dall'amore di sè, dalla libido, per giungere invece dall'"amore puro", da una forza celeste.
Il distacco dall'io psicologico e dall'io proiettato nella realizzazione delle aspirazioni dell'anima o dell'ego sociale, conduce l'alchimista a comprendere nell'esperienza di "Jesus Nazareno, Re dei Giudei", una metafora compiuta del distacco totale dalla libido politica/sociale e intellettuale/spirituale. E' per questo motivo che il Cristo alchimista dirà: "io non morirò, ma risorgerò al terzo giorno", poichè allude ai tre giorni, ai tre atti dell'opera, necessari per espandere la coscienza discriminante, capace di distinguere i "peccati dai peccatori" e concepire una "scala" ben precisa di peccatori (Il Cristo del Giudizio).
Nel distacco (il teschio) indotto dalla contemplazione della croce, Velazquez inserisce un elemento significativo. Un libro è appoggiato vicino alla croce e al teschio per ribadire l'importanza delle opere scritte dai mistici, dai filosofi e da coloro che hanno testimoniato la violenza prevaricatrice della libido in tutti i suoi aspetti. Se si comprende a fondo il concetto, si impara a riconoscere nelle parole dei politici, ma anche del fruttivendolo poco onesto, il determinato incedere della libido egocentrica, il peccato che ci distoglie dal nostro dharma, dal vero scopo della nostra vita.
Se impariamo a riconoscere i trucchi, gli inganni, i ricatti, ma anche gli alibi, le false promesse e le manipolazioni messe in atto dalla libido maschile e femminile potremo dire a noi stessi: "Non sono questo e nemmeno quello" e cioè ribadire di essere pervenuti alla vera "discriminazione" e giunti infine sul cammino (Emmaus) che conduce alla definitiva liberazione dall'ego e l'inevitabile resurrezione nel Sè.
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11
apr2009
arte alchemicaL'incoronazione di spine
scritto da Marta Breuning alle 12:51
[mod] [del]
Caravaggio, Incoronazione di spine
Caravaggio dipinge l'Incoronazione di spine sul capo di Cristo in modo alquanto singolare per l'epoca. Uno dei tre carnefici è dipinto con abiti di foggia moderna e sembra assistere da testimone e commentare la scena, più come elemento narrativo esterno alla vicenda che come protagonista dell'evento. La sua mano destra è appoggiata sullo spigolo della balaustra che lo sorregge, mentre il dito medio è messo in risalto dall'artista sulla superficie superiore illuminata, a definire chiaramente il "livello metaforico dell' interpretazione"
Il codice delle dita utilizzato dagli artisti, ma anche dal papa, descrive infatti i cinque involucri di energia in grado di "sostenere" la consapevolezza di sè (la mano destra) in coscienza corporea (pollice), sensoriale (indice), mentale (medio), spirituale (anulare) e creativa (mignolo). Ancora oggi se uno ti chiede come stai e non vuoi rispondere con le parole, sollevi il pollice per dire "tutto bene". Se invece sei incuriosita da una borsa e sei davanti alla vetrina, istintivamente punti l'indice per indirizzare lo sguardo dell'amica. Con un intento ovviamente diverso mostriamo il medio per dimostrare al prossimo che siamo svegli, attenti e non ci facciamo inc... da nessuno, anzi siamo reattivi e pronti e mandiamo chi ci prova a fare in c... da qualche altra parte.
Le espressioni volgari sono espressioni di una precisa consapevolezza mentale, mentre le imprecazioni e le bestemmie indicano che il piano psichico ci soverchia e ci domina. Le donne sposate mostrano l'anulare con l'anello per indicare che hanno realizzato un sogno, un desiderio e una aspirazione che ha comunque origine dalla libido (il medio), mentre le single lo mostrano intenzionalmente per far capire che sono illibate e disponibili. E' probabile che queste forme di comunicazione sottile provengano dall'argotigo, la lingua che ha ispirato il gotico, le cattedrali, la poesia rimata, i giochi verbali, gli indovinelli, i tarocchi, i romanzi d'amore e glii intrighi di ogni genere.
Il dito medio indica la sostanza mentale che è la premessa per iniziare l'opera alchemica di purificazione della libido sessuale (opera al nero), di trasmutazione della libido sociale (opera al rosso) e trasformazione della libido di evolvere in desiderio di conoscenza (opera al giallo) e volontà trascendente (l'opera al bianco). Caravaggio dipinge il cavaliere vestito di nero, mentre Cristo è avvolto nella tunica rossa a significare che la "Passione" è solo una fase della trasmutazione metallica della libido in comprensione dei "peccati" e dei "peccatori".
Il "peccato" degli alchimisti non è frutto della tentazione della carne come invece predicano i cattolici da secoli. Gli istinti sono di per se stessi puri, ciò che li rende peccaminosi è la libidine che li accompagna, per cui gli istinti sono veicolati verso un oggetto in grado di soddisfare gli appetiti e la mente elabora, escogita, trama e opera affinchè la vittima designata cada nel tranello, nell'imboscata, nel trabocchetto. La mente (il serpente del Paradiso terrestre) porta con se la mela, il frutto della conoscenza della libido e la sua possibile trasformazione tramite le facoltà psichiche, creative e immaginative di Eva.
La conoscenza del serpente, la conoscenza della libido che lo accompagna simbolicamente, libera dal peccato. Piero di Cosimo dipinge San Giovanni nel gesto di benedire il serpente contenuto nel calice, come a dire che l'ostia consacrata da Cristo, il suo corpo purificato dalla libido, non potrebbe essere tale senza la necessaria conoscenza della libido stessa. Il gesto della benedizione può avvenire quando l'alchimista realizza la congiunzione della Mente con lo Spirito (indice e medio congiunti), e cioè è giunto a liberare il sostrato che informa la coscienza (il leone) dalla libido regressiva (il serpente e la sua tentazione)
Per chi osserva il dipinto con occhi "informati", si accorge che la verga di iniziazione all'Arte è sostenuta da Cristo nella parte mediana tra l'indice e il medio a ribadire il carattere sociale della trasformazione. Ciò che bisogna apprendere non è come fustigare e ridurre in cenere la pulsione sessuale, o il desiderio di evolvere sul piano mentale, ma l'aspetto sociale della libido, e cioè l'ambizione di volersi affermare nel mondo a tutti i costi, anche calpestando i diritti, sfruttando le risorse e facendo proprie le intuizioni, le conoscenze e le scoperte altrui.
La corona è composta da dodici spine. Già al tempo di Caravaggio l'opera di Frate Basilio Valentino era molto conosciuta. "Le dodici chiavi de la filosofia" xilografate dal frate benedettino contengono i principi fondamentali della conoscenza della libido e descrivono in forma metaforica i processi mentali che si devono compiere per diventare ricchi e famosi (la dodicesima chiave) senza danneggiare nessuno .
Nell'immagine si vede l'alchimista che ha rinunciato all'ambizione sociale di possedere ed apparire (il leone sputa il serpente) e, coltivando il "duplice fiore" della vera conoscenza (materiale e spirituale), realizza il principio "INOXIA FLORET" che vuol dire: "fiorisco, cresco, evolvo materialmente e intellettualmente, senza nuocere a nessuno".
Nel dipinto di Caravaggio si nota che Il carnefice di destra è coperto da una tunica gialla nella parte inferiore del corpo, colore simbolo dello IOSIS (ingiallimento della materia) , la conoscenza della libido, mentre il carnefice di sinistra è vestito di bianco , con una fascia bianca sulla testa, per ribadire l'imminente fase dell'albedo (l'alba ) di una rinnovata (rinascente) consapevolezza del "peccato" e conoscenza dei " veri peccatori".
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10
apr2009
arte alchemicaLa Flagellazione
scritto da Marta Breuning alle 09:15
[mod] [del]
Ci sono molti modi per distruggere la reputazione di una persona, ma il più efficace e utilizzato è quello del parlar male, del pettegolezzo, del mobbing e di tutte quelle forme di dispregio pubblico che si attua con dichiarazioni ai media, oppure attraverso lettere anonime e "sentenze di morte" di stampo mafioso.
Il Rinascimento della Controriforma , e prima ancora il Medioevo della caccia alle streghe, è stato teatro orribile e nefasto di ciò che era genericamente definita "Illazione". Gli alchimisti furono i primi a pagare con la vita il fenomeno di difesa del potere religioso che prende avvio dalla scomunica delle comunità religiose degli Albigesi, dei Catari, dei Valdesi e degli Umiliati da parte di Papa Lucio III a Verona nel 1184.
Che cosa si rimprovera a Cristo, ai movimenti laici religiosi e a Giordano Bruno? Essenzialmente di usurpare uno dei monopoli del potere religioso giudaico e della Chiesa, la predicazione. Gualtiero Map, arcidiacono di Oxford, è il primo a indignarsi: "Come le perle ai porci, la Parola sarà data ai semplici che sappiamo essere incapaci di riceverla e, ancor più, di dare ciò che hanno ricevuto?". Usurpazione tanto più scandalosa ai suoi occhi in quanto era questione non solo di uomini laici, ma anche di donne.
Gli alchimisti era consapevoli che la diffusione della Bibbia in lingua volgare costituiva il primo passo di liberazione dall'egemonia spirituale imposta dalla chiesa cattolica, l'unica religione a pretendere di possedere il copyright sul Vangelo. Già alla fine del 1200 i laici rivendicavano l''accesso diretto alla Scrittura, senza ostacolo del latino e la mediazione del clero, il diritto al Ministero della Parola, la pratica della vita evangelica nel secolo, nella famiglia, nel lavoro, nella condizione di laico. Bisogna aggiungervi l'aspirazione all'uguaglianza dei sessi che professavano gli Umiliati della Lombardia, i Penitenti del Veneto, le Beghine e i Begardi dei confini settentrionali della Francia.
Bosch, San Gerolamo
Gli artisti/filosofi del Rinascimento furono bene attenti a praticare la predicazione, ritenuta anche dall'Alchimia la forma più pericolosa di manipolazione della coscienza dell'individuo ingenuo, ignorante e sprovveduto. Bosch dipinge più volte il tema della manipolazione, della truffa e del furto compiuto da chi parla bene, incanta con le parole e nel frattempo si impossessa del consenso e o dei beni altrui, mentre è significativo che già prima di Botticelli gli artisti esaltassero il ruolo di San Gerolamo, il primo a tradurre la Bibbia dal latino al volgare.
Con l'invenzione della stampa di Gutemberg avviene una vera e propria rivoluzione. La Bibbia inizia a circolare ovunque, in ogni parte d'Europa, prima in latino e poi nelle varie lingue, favorendo così il successo della Riforma Luterana e la progressiva emancipazione del pensiero laico da quello religioso. L'effetto immediato è che la vicenda della "Passione di Cristo" viene interpretata dagli artisti in chiave "moderna", e cioè alla luce del fenomeno della libido individuale di diventare ricco, potente e influente che emerge in ogni strato sociale, dai contadini ai commercianti, dai clerici agli eruditi, in coincidenza con la scoperta delle Americhe.
Non è privo di significato il fatto che Caravaggio dipinga il Cristo della "Flagellazione" torturato da tre personaggi. Nella concezione alchemica della trasformazione della libido in amore, coscenza e desiderio di conoscenza, la purificazione dello Solfo avviene per tre volte. All'interno del sostrato fisico la libido sessuale si purifica in amore, creatività e autocoscienza; all'interno del sostrato mentale la libido materiale, sociale e l'ambizione trasmuta in intelligenza, coscienza e conoscenza di relazione, mentre all'interno del sostrato spirituale (coscienza) la libido di insegnare, predicare e diventare un maestro, un vescovo o un guru , si trasforma in umiltà, rinuncia e abbandono di ogni forma di elevazione pubblica di natura intellettuale o spirituale.
L 'autoflaggelazione corporea da farsi con il cilicio, considerata una tecnica "simbolica" efficacie all'interno della "Compagnia di Gesù", poteva essere una soluzione per "purificare" la libido sessuale, ma non per questo era sufficiente a garantire la successiva trasmutazione della libido materiale di accumulare beni, anche se il bene della chiesa veniva anteposto a quello personale.
La "flaggellazione" caravaggesca suggerisce invece la necessità di affrontare consapevolmente il karma di dover pagare le conseguenze della proprie azioni. La libido sessuale, materiale e spirituale provoca danni irreparabili e nessuno è esente dal "peccato originale". La libido è il dato originario dell'intelligenza per cui si evolve per mezzo della propria libido, attraverso la libido altrui e in nome della libido di conoscere, fare esperienza e metterci alla prova (il Dio della Bibbia).
Cristo è l'emblema dell'alchimista che compie per intero la triplice opera immaginata dagli alchimisti che consiste nel purificare la libido sessuale attarverso l'amore carnale e spirituale (ama il prossimo tuo come te stesso), trasmutare la libido materiale attarverso il confronto, spesso fallimentare, con la libido altrui (porgi l'altra guancia) , e infine trasformare la libido di influernzare, istigare e giudicare il prossimo riflettendo bene sulle proprie esperienze (non fare agli agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te stesso).
L'essenza dell'insegnamento cristiano è un avvertimento psicologico in quanto trasmette la tecnica alchemica per farsi "flagellare" con amore, per amore e in nome dell'amore. Se non si apprende l'arte di riconoscere la libido dentro noi stessi e gli altri, nella vita individuale e collettiva, fin dentro le istituzioni civile, religiose e culturali, non potremmo mai difenderci dall'illazione..... poichè la comprensione umana e la compassione per i "deboli, gli afflitti e gli ignoranti" non può essere frutto di una "prescrizione medica", ma scaturisce dal cuore di chi è già stato "flagellato" dal mondo intero e non sente alcun bisogno di difendersi dalle accuse.
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09
apr2009
arte alchemicaEcce Homo
scritto da Marta Breuning alle 14:23
[mod] [del]
Per gli alchimisti rinascimentali la libido è la madre (l'energia mentale) di tutti i vizi e tutte le virtù e rappresenta quindi il sostrato mentale che può condurre alla perdizione (l'inferno) o alla salvezza (il Paradiso). L' opera alchemica si colloca quindi in mezzo, tra l'inferno e il paradiso, poichè si concretizza come una tecnica di purificazione della mente, trasmutazione dei fattori mentali e trasformazione del pensiero speculativo finalizzato agli scopi (il Diavolo) nel pensiero intuitivo che scaturisce dalla percezione, intuizione e conoscenza della natura umana (Ecce Homo).
Il Purgatorio alchemico è principalmente un "luogo" cerebrale. La mente, intesa come il sistema automatico di regolazione delle funzioni cerebrali, è alterata nelle sue funzioni dalla presenza della libido sessuale, materiale, sociale, religiosa, politica e spirituale nel cervelletto, sede dell'elaborazione istintiva delle risposte che l'individuo manifesta quando è sottoposto a stress psichico o a sollecitazioni esterne che possono compromettere stabilità, equilibrio, sicurezza e stili di vita.
Bosch dipinge "Cristo portacroce" circondato da orribili ceffi, metafora degli effetti abberranti provocati dall'irruzione della libido mentale (pensiero finalizzato al proprio interesse) nel cervelletto scollegato dai due emisferi cerebrali superiori, mentre Cristo incarna l'alchimista che porta su di sè la croce degli istinti e delle pulsioni ed elabora autonomamente il processo di trasformazione della libido in virtù.
Bosch è stato l'artista/filosofo che più di altri ha indagato il fenomeno della libido. Accanto a Cristo l'artista dipinge una donna intenta a mostrare una tela su cui è dipinto il volto di Cristo, metafora elequente di come la libido operi in forma sottile, utilizzando le virtù e i talenti altrui per realizzare comunque i propri interessi (libido di apparire)
La salita del Calvario descrive il graduale processo di evoluzione della libido all'interno del tronco encefalico in cui sono riposte le risposte istintive più infami, al punto che Cristo sulla croce dirà la famosa frase "perdona loro perchè non sanno quello che fanno". Anello dopo anello l'energia mentale sale lungo le sette cervicali che si innescano nel cervelletto per dare origine ai sette vizi capitali.
I sette vizi capitali compaiono in Aristotele che li definisce "gli abiti del male". Al pari delle virtù, i vizi derivano dalla ripetizione di azioni che formano nel soggetto che le compie una sorta di "abito" che lo inclina in una certa direzione. Nel Medioevo i vizi sono visti come un'opposizione della volontà umana alla volontà divina. Nell'Età dei lumi la differenza tra vizi e virtù perde importanza, poiché anche i vizi, come le virtù, concorrono allo sviluppo industriale, commerciale ed economico. Dopo il periodo illuminista i vizi compaiono in alcune opere di Kant che vede nel vizio un'espressione della tipologia umana o di una parte del carattere. Da "l'Antropologia pragmatica" di Kant nell'Ottocento sono stati scritti grandi trattati di psicologia umana. I vizi diventano la manifestazione della "psicopatologia" dell'uomo. I vizi diventano quindi malattie dello spirito. (da wikipedia)
Bosch dipinge i sette vizi capitali all'interno della sezione più esterna al cerchio, mentre invece colloca il Cristo proprio al centro, nel canale centrale che i tantrici chiamano Sushumma. Non esiste differenza tra alchimia orientale e occidentale; cambia il linguaggio simbolico, ma la sostanza filosofica e "neuropsicologica" è la stessa. La sostanza mentale della libido che inquina la mente nel suo complesso è una materia grezza (mercurio vulgaris) che può essere purificata, raffinata e trasmutata in sostanza più luminosa (mercurio philosophicus) fino a diventare la luce luminosa e incandescende che illumina il canale centrale della suschumma, il filo d'argento che conduce l'energia elettrica fino al cervelletto (argentum vivum).
Nel purgatorio alchemico (Il laboratorio chemico) l'alchimista trasmuta l'informazione chimica (bile nera, rossa, gialla e infine bianca) che giunge al cervelletto e stimola i comportamenti psichici irrazionali in " informazione magnetica" (il liquido cerebrospinale che scorre all'interno della colonna vertebrale), sensibile alle eclissi di luna e quindi alla tristezza, alla malinconia e alla depressione.
La "facies nigra" dipinta sul volto dell'angelo della Malenconia di Durer descrive il passaggio dal metabolismo "chimico" a quello "magnetico" che anticipa la Grande Opera di trasformazione della "corrente magnetica in corrente elettrica" che scaturisce dalla realizzazione della Pietra Filosofale.
Come Scrive Frate Basilio, la Pietra dei Filosofi è di colore rosso rubino e si forma nelle meningi, alludendo così alla linfa cerebrospinale che si condensa e "impietrisce" mischiandosi al ferro contenuto nel sangue, e cioè allenando le meningi a veicolare l'energia mentale presente nel cervelletto nei due emisferi superiori attraverso lo studio, la riflessione e la contemplazione.
Ecce Homo ha realizzato la "Pietra Filosofale" dentro di sè e le sue azioni sono prive di aggressività, arroganza o protervia. Ha compreso che la vita è dominata dalla libido, ma ciò non significa che se ne sia liberato definitivamente. Condannato per la "Superbia" (il vizio più deprecato) di aver affermato di essere "Figlio di Dio", Ecce Homo incarna l'alchimista che comprende di dover crocifiggere la "libido spirituale", l'ultimo ostacolo da superare per poter poi aprire le porte del Paradiso celeste (Coscienza Transpersonale)
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08
apr2009
arte alchemicaCaos Calmo
scritto da Marta Breuning alle 10:04
[mod] [del]
Nelle trame dei romanzi cavallereschi scritti nei primi decenni del tredicesimo secolo il cavaliere deve affrontare animali che rappresentano simbolicamente le forze primarie della psiche in "azione" all'interno del corpo umano. Alla fine di un percorso di trasformazione dell'istinto di fuga in coraggio e autodominio e della pulsione cieca e vendicativa nelle virtù dell'onore e del rispetto della vita, il cavaliere affronta i mostri della libido che originano dal desiderio istintivo (subconscio), mentale (inconscio) e "culturale" (iperconscio) di integrare dentro se stessi gli aspetti 'spirituali' di cui siamo carenti.
La libido subconscia ci "guida" nella scelta del partner, del lavoro, degli amici, delle persone e degli ambienti da frequentare e nella scelte delle cose da acquistare, specialmente quando desideriamo apparire e influenzare il prossimo con la nostra immagine. Il subconscio è rappresentato dagli alchimisti come una palude nera che si deve attraversare per conoscere le motivazioni che ci spingono verso certe direzioni invece che altre, ed evolvere in quella consapevolezza di relazione (l'Araba Fenice) che va oltre la semplice intelligenza di vivere secondo le regole della "buona educazione".
La libido inconscia invece funge da freno, da forza retroattiva e ha la funzione di rimescolare "le carte" secondo un ordine apparentemente irrazionale. Se ci allontaniamo dal nostro Daimon interiore, che rappresenta il nostro programma in termini di "talento, vocazione e destino" , e non pratichiamo "l'adorazione del Sè" nel quale sia l'anima che l'io convergono per ritrovare la beatitudine dell'unità con il Tutto, accade che la libido inconscia si concentra sugli aspetti karmici della personalità , per cui emergono sogni, visioni e intuizioni, ricordi e persone che ci "avvertono" di ritornare sui nostri passi, sulla retta via del Dharma. La libido inconscia è simboleggiata dalla selva, oppure dal bosco, metafora eloquente di un luogo buio e intricato dove è facile perdersi ed essere assaliti da belve pericolose, ma è altrettanto facile riconoscere gli elementi "numinosi" che ci possono indicare il cammino, "poichè la retta via era smarrita".
La libido iperconscia invece rappresenta lo stadio in cui si entra finalmente nella città celeste, regno dei simboli dell'anima evolutiva, e si apprende l'arte di "collegare" le frequenze di luce emesse dagli oggetti, dalle persone e dalle opere dell'arte con un particolare stadio evolutivo della propria coscienza, per cui diventiamo consapevoli di percepire, desiderare e apprezzare solo le cose di cui abbiamo veramente bisogno. Nella dimensione della libido iperconscia desideriamo, pensiamo e diventiamo ciò che è codificato nel programma spirituale iscritto nel dna, per cui iniziamo a seguire un percorso di crescita che ci porta progressivamente fuori dal mondo materiale (il Folle dei tarocchi). In questa fase il Cavaliere incontra il Leone, simbolo dell'affermazione di sè nel mondo e quindi di successo, fortuna economica, prestigio sociale, carriera, soddisfazione .
La prova contro il leone è la più difficile. Il cavaliere deve "castrare" la sua coda, metafora della libido di affermarsi nel mondo materiale, per poterlo così domare, salirgli sulla groppa e proseguire a utilizzare l'energia sessuale come "fuoco della trasmutazione metallica del mercurio " e di trasformazione chimica, magnetica ed elettrica dell'energia sessuale nel mercurio di fuoco (adrenalina nel sangue).
Nell'immagine in alto si vede il cavaliere (il sole dell'eclissi) in sella sulla groppa del leone intento a "duellare" e confrontarsi con la dimensione iperconscia dell'esistenza (cultura, religione, modelli spirituali). Nella dimensione ipercoscia (l'eclisse di luna) i simboli convivono con gli archetipi, le allegorie, le metafore e gli emblemi che sintetizzano i processi di tarsformazione alchemica della libido in amore, creatività, conoscenza e coscienza.
Il film " Caos Calmo" tocca i tre punti nevralgici attraversati dal cavaliere senza macchia.
1. Il protagonista non si ricorda le circostanze che hanno preceduto la morte della moglie. Anzi, ha completamente rimosso la dinamica dell'incidente che rimane così nell'Ombra. La moglie (simbolo dell'anima subconscia dell'alchimista) frequentava un cartomante (distacco dal proprio dharma, o scopo della vita) e aveva una relazione epistolare con uno scrittore di favole (fantasie subconscie di fuga dalla realtà)
2. Il protagonista ripete per tre volte una lista di nomi: la lista delle compagnie aeree, la lista delle vie in cui ha abitato e una lista di cose che non avrebbe mai voluto fare. Il procedimento mnemonico imita la ricodificazione operata dalla libido inconscia attraverso i sogni e i simboli. Nanni Moretti si dedica alla figlia (la creatività dell'anima) e sperimenta il transfert psicologico quando si accorge che la figlia non soffre della perdita della madre perchè lui stesso non prova "dolore" per la perdita della moglie, simbolo delal dimensione subconscia in cui permane l'anima psichica e la mente psichica (la sorella della moglie è proietatta nell'irrazionale)
3. Il protagonista rinuncia a diventare Direttore generale, rifiuta la promozione e decide di coltivare le passioni dell'anima (la figlia). Castrando la libido affermativa, Nanni Moretti sale sul leone rosso e iniza a duellare con amici, parenti, conoscenti, sconosciuti, e immagini (la bella ragazza con il cane). Rimanendo fermo e immobile l'alchimista rigenera l'energia sessuale che, introvertendosi, stimola il cervello e quindi percezione, intuizione supercosciente e conoscenza simbolica della realtà. Anche il sesso si trasforma e diventa un atto istintivo e liberatorio; privo della libido affermativa, il corpo (privo di ego) manifesta la libido sessuale senza inibizioni e diventa lo strumento di comunicazione "giocosa" con la dimensione iperconscia della libido (Il gioco della "luce e del suono" fatto con un ragazzo down, il rapporto con il barista, le madri, ecc...)
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07
apr2009
filosofia della conoscenzaTrasmutazione della Libido
scritto da Marta Breuning alle 08:26
[mod] [del]
Velazquez, La fucina di Vulcano
Gli alchimisti orientali descrivono la libido come la sete (trishna) che da sola riassume tutte le avidità, le passioni (di vincere, di possedere, di distruggere, o semplicemente di vivere) e di tutte le forme di attaccamento che immancabilmente ne derivano.
Per placare la sete, fonte di tutta la sofferenze procurate dalle passioni che turbano lo spirito, lo fuorviano, lo illudono e lo sgomentano, la saggezza orientale prescrive di seguire una via di austerità che si avvale di tutte le tecniche che servono a padroneggiarare i registri della vita interiore: controllo del corpo, dei sensi, dell'immaginazione, degli affetti e delle emozioni; una rigorosa disciplina i vita, vigilanza e attenzione permanenti sui desideri e sulle pulsioni inconscie.
In definitiva ciò significa coltivare la vita dell'anima a discapito della vita dell'io che invece desidera affrancarsi dallo stato di bisogno, evolvere nella dimensione materiale, affermarsi nella vita sociale, procreare e godersi la vita sviluppando le facoltà mentali in grado di assimilare e generare quelle espressioni più elevate della libido che sono la cultura, l'arte e tutte le forme di trasposizione del desiderio in fantasia e immaginazione creativa.
L'occidente cattolico che si configura dal III secolo D. C, e si afferma dopo la caduta dell'Impero romano, dimenticherà ben presto la lezione dei greci che furono in grado di coniugare, unici nel panorama delle civiltà mediterranee, la realizzazione della felicità materiale con la realizzazione spirituale. La filosofia greca, figlia della sapienza alchemica che emana dalla mitologia, pur riconoscendo la libertà per ogni individuo di perseguire la via più affine al proprio temperamento, individua, non diversamente dal Buddha, una via equidistante tra la rinuncia ai piaceri mondani (il sannyasin orientale rinverdito dallo stoicismo) e una vita spesa invece nel ricercare stimoli sensoriali, affinare piaceri corporei e godere di beni voluttuari (la versione estrema dell'epicureismo)
La libido è un fuoco che deve essere mantenuto sempre vivo, acceso e non deve essere consumato troppo presto, sciupato e additrittura spento da un eccesso di severità, rinuncia e privazione dei godimenti terreni. La libido è ciò che ci fa diventare intelligenti. Privi di problemi da risolvere non saremmo in grado di stimolare le facoltà creative connesse ai due emisferi.
La libido sessuale ci fa provare l'emozione del contatto e il piacere del corteggiamento, della seduzione e dell'eros poichè si nutre di immagini suscitate dalle fantasie e dall'immaginazione e proietta in continuazioni segnali, messaggi e simboli. Buddha utilizza altre metafore, come quella corda che deve tirata, ma non spezzata, o dell'imbarcazione che navigando nella corrende deve assecondare il flusso per non rovesciarsi, ma il concetto non è dissimile nella sostanza.
La libido è l'energia spirituale evolutiva che ci permette di sviluppare i talenti corporei, le abilità mentali e le facoltà creative e cognitive dell'intelletto, ed è quindi il fondamento della trascendenza spirituale attuata attraverso l'amore del corpo, e non attraverso la sua negazione, concetto ancora incompreso dal cattolicesimo contemporaneo.
Nell'antica Grecia, e poi a Roma, le vestali vegliavano giorno e notte il fuoco acceso nel tempio di Estia, simbolo della perfetta fusione tra vita interiore (la famiglia, la casa) e vita sociale, tra bellezza interiore e conoscenza, tra ricerca di castità e ricerca di piacere. Il fuoco della libido deve essere sempre moderato, per non bruciare il "mercurio" (la mente evolutiva) e compromettere la riuscita di ogni operazione alchemica. La libido è quindi una sostanza che deve essere forgiata dal fuoco di Vulcano (razionalizzazione degli istinti e delle pulsioni che covano nel sottosuolo subconscio), lavorata con la tecnica dei metalli conosciuta dai fabbri e trasmutata dai cinque aiutanti di Vulcano in una meravigliosa armatura, metafora del contenimento delle passioni all'nterno di una struttura "mentale" (ragione discorsiva) e "spirituale" (sentimenti morali, valori etici e principi spirituali).
Tuttavia il dipinto di Velazquez ispirato dalla mitologia greca, pone l'accento su una questione quanto mai spinosa e attuale. Su quali regole "filosofiche" deve essere costruita l'armatura che Vulcano sta forghiando per Marte, emblema della libido sessuale, materiale e sociale che emerge spontanea sin dall'adolescenza?
La libido naturale di Marte, ovvero il desiderio di godere della vita tramite i sensi corporei, l'autoepressione, la sessualità, la fantasia e l'immaginazione, non deve essere castrata dai costumi morali, così come la libido creativa stimolata dalla pulsione al piacere non deve essere frustrata o inibita dall'educazione famigliare o da prescrizioni di carattere religioso, ma deve essere "veicolata" nella fornace alchemica (introversione creativa) per trasmutare all'interno delle cinque guaine di coscienza (i cinque aiutanti di Vulcano) in autentica intelligenza (Mercurio) e coscienza di relazione (Iside e Osiride, Apollo e Diana, Gabricius e Beya, fratello e sorella).
La libido di Marte non deve essere ingabbiata attraverso processi di razionalizzazione di ciò che è giusto o sbagliato fare. Non è modificando il comportamento che la libido trasmuta in intelligenza di relazione. La vicenda mitologica ci descrive il momento in cui Apollo, Dio della cultura edonistica, avverte Vulcano che Venere non ama convivere con chi stabilisce a priori i tempi dell'amore, del piacere, dello studio, del sesso e nemmeno desidera rimanere moglie di chi modella la libido sulla base di convinzioni religiose, filosofiche o culturali.
Botticelli, Mercurio con i calzari di Marte dissolve la libido sessuale con il caduceo
Venere fugge da Vulcano e lo tradisce con Marte, che però non è più quello di prima: impulsivo, violento, aggressivo e libidinoso sessualmente, ma è diventato sensibile alla bellezza, bravo nel corteggiamento, paziente nell'attesa e soprattutto intelligente nel comunicare le sensazioni (Bellezza interiore), le emozioni (Piacere sensoriale) e purezza di intenzioni (Castità momentanea).
Marte trasmuta la libido in due modi: concentrando la libido nello studio, nello sport, nel lavoro, nell'impegno mentale quotidiano e l'immaginazione autoerotica, oppure frequentando le donne e imparando da Venere l'arte di trasferire il desiderio sul piano mentale in cui diventano eloquenti i gesti, gli sguardi, le parole e le immagini che hanno il potere di stabilire l'intervallo di tempo sufficiente a Mercurio per trasmutare in Eros, Amor, Hermes e infine Cupido, il putto bendato che scaglia la freccia, metafora della passione che colpisce al petto l'anima che sa aspettare, agire e comunicare con castità di intenzioni (Nella Primavera di Botticelli , Cupido scaglia la freccia in direzione di Castità, una delle Tre Grazie).
Botticelli, uomo con medaglia
Tuttavia non è facile mantenere moderato il fuoco delle passioni e nemmeno fingere di essere privi del desiderio di possedere o apparire. Orgoglio e vanità sono due aspetti contrapposti della stessa medaglia. Nessuno è esente dalla libido, per cui il problema non è come "regolare" il comportamento, ma come trasmutare la sostanza mentale che alimenta gli istinti, le pulsioni e le passioni più focose in autentica consapevolezza di relazione (Animus), comprensione di relazione (Spiritus) e conoscenza di relazione (Intellectus ), la triade di qualità mentali che caratterizzano la nascita di Hermogene (l'uomo con la medaglia, simbolo della comprensione della dualità implicita nella sostanza mentale di ogni individuo).
L'archetipo Estia
Estia era la maggiore delle tre dee vergini. A differenza delle altre due, non si avventurò nel mondo a esplorare luoghi selvaggi come Artemide, o a fondare città come Atena. Rimase nella casa o nel tempio, racchiusa all'interno del focolare.
A uno sguardo superficiale, l'anonima Estia sembra avere poco in comune con un'Artemide dalla vivace intraprendenza o con un'intelligente Atena dall'armatura dorata. Eppure, qualità fondamentali e impalpabili accomunavano le tre dee vergini, per quanto fossero diverse le loro sfere di interesse o le loro modalità d'azione. Tutte e tre erano “complete” in , se stesse', qualità che caratterizza la dea vergine. Nessuna di Ioro fu vittima di divinità maschili o di mortali. Ciascuna aveva la capacità di concentrarsi su quanto la interessava, senza lasciarsi distrarre dal bisogno altrui o dal proprio bisogno degli altri. Estia è l'archetipo della concentrazione sul mondo interno. È il 'punto fermo' che dà senso all' attività, il punto di riferimento che consente a una donna di rimanere ben salda in mezzo al caos del mondo esterno, al disordine o alla consueta agitazione della vita quotidiana. Quando Estia è presente nella personalità di una donna, la sua vita acquista un senso.
Il focolare di Estia, di forma circolare, con il fuoco sacro al centro, ha là stessa forma del mandala, un'immagine usata nella meditazione come simbolo di completezza e di totalità. A proposito del simbolismo dei mandala, Jung ha scritto: “Il loro motivo di base è l'idea di un centro della personalità, di una sorta di punto centrale all'interno dell' anima al quale tutto sia correIato, dal quale tutto sia ordinato e il quale sia al tempo stesso fonte di energia. L'energia del punto centrale si manifesta in una coazione pressoché irresistibile, in un impulso a divenire ciò che si è; così come ogni organismo è costretto, quali che siano le circostanze, ad assumere la forma caratteristica della propria natura. Questo centro non è sentito né pensato come lo, ma, se così
si può dire, come Sé”.
Il Sé è ciò che sperimentiamo internamente quando sentiamo un rapporto di unità che ci collega all' essenza di tutto ciò che è fuori di noi. A questo livello spirituale, 'unione' e 'distacco' sono paradossalmente la stessa cosa.
Quando ci sentiamo in contatto con una fonte interna di amore e di luce (metaforicamente, scaldate e illuminate da un fuoco spirituale), questo 'fuoco' scalda coloro che amiamo e con cui condividiamo il focolare e ci tiene in contatto con chi è lontano.
Il sacro fuoco di Estia ardeva sul focolare domestico e nei templi. La dea e il fuoco erano una sola cosa e univano le famiglie l'una all' altra, le città-stato alle colonie. Estia era l'anello di congiunzione spirituale fra tutti loro. Quando questo archetipo permette la concentrazione sulla spiritualità, l'unione con gli altri è un' espressione del Sé.
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06
apr2009
filosofia della conoscenzaCaravaggio: la conoscenza della Libido
scritto da Marta Breuning alle 10:52
[mod] [del]
Per gli alchimisti l'Ombra è la dimensione subconscia dell'anima e viene rappresentata simbolicamente come la parte oscura della luna non illuminata dal sole durante la fase di luna crescente che culmina con la luna piena. Durante questa fase di crescita della coscienza (la luna), e quindi di espansione della percezione della libido presente come l'Antico Drago in ogni parte della terra, si entra in contatto con le forze subconscie normalmente represse, inibite e controllate che diventano fonte di stress, conflitto e disagio interiore.
Si percepisce la libido (propria o altrui) attraverso le sensazioni del contatto, le emozioni suscitate dai rapporti affettivi e sentimentali, e i sentimenti conflittuali che scaturiscono dalle relazioni di lavoro, d'affari o di semplice "consulenza o dipendenza".
Entrare in contatto con la libido altrui significa subire i sottili ricatti, le violenze psicologiche, i modi arroganti e la prevaricazione di chi difende in tutti i modi i propri affari, interessi e scopi materiali anche se non esiste un rapporto diretto tra le parti, ma sono le leggi e le regole del gioco a stabilire i rapporti di forza.
In questo caso la libido utilizza i "consulenti" e il sistema delle intimidazioni formalizzato dalle raccomandate e dagli avvisi. Forse l'aspetto più odioso di questa tipo di contatto è quello che si instaura con l'istituzione, l'ente o l'istituto di vigilanza pubblico che in forme asettiche ci costringono a subire malservazioni, disservizi, multe contro le quali è quasi impossibile opporsi in forma diretta e personale.
Come scrive l'alchimista benedettino Basilio Valentino, la Libido è un drago velenoso e aggiunge nella descrizione: "Sono padre e madre, giovane e vecchio, forte e gracile, morte e resurrezione, visibile e invisibile, duro e molle, discendente nella terra e ascendente al cielo, grandissimo e piccolissimo, leggerissimo e pesantissimo.....ma i filosofi mi chiamano anche Mercurio".
Ciò significa che il desiderio di possedere (il padre) e di apparire (la madre) , di dominare (il forte) e di far rispettare le leggi quando fanno comodo (il gracile) è il vero male che affligge l'umanità e in particolare l'anima dell'alchimista della coscienza (il Cristo) che porta a "calcinazione" la libido, la riduce e la crocifigge per poi risorgere a uno stadio più evoluto di coscienza.
La libido è visibile e invisibile e quindi richiede una precisa conoscenza di come opera nel mondo, attraverso il suo AntiCristo (il Sig. Smith di Matrix), i suoi funzionari (I tre ego che accompagnano il Sig. Smith e diventano come lui moltiplicandosi all'infinito) e le tecniche di manipolazione dell'etere (immagini, simboli, propagande...) che "Le" permettono di entrare nella testa di chiunque, ricchi e poveri, ignoranti e dotti, omologando tutti e tutto (la libido entra nella testa per contagio e si impossessa del corpo).
La trilogia di "Matrix" descrive con precisione le tecniche utilizzate dalla libido per continuare a dominare il mondo. Il suo braccio armato è nascosto nelle schiere di comandanti, funzionari, burocrati, manager e consulenti che obbediscono alle Logiche di dominio senza riflettere, completamente privi di una propria coscienza critica e morale. In matrix il braccio armato di Smith sono le "seppie" che si attaccano a qualsiasi cosa generi energia e quindi ricchezza, potere, prestigio, per assorbirne tutto il potenziale creativo fino alla distruzione totale.
Le "seppie" sono anche i parlamentari, le banche, gli avvocati, i giornalisti asserviti al potere e i burocrati che seguono le regole dettate dalla Libido universale, rappresentata nel film come un "mostro tecnologico" in cui confluiscono tutte le risorse umane e creative delle anime che invece evolvono la libido in amore, creatività, conoscenza e coscienza spirituale (il sottosuolo di Zion)
Sono le "seppie" che distruggono il mondo, poichè la vera libido, quella più pericolosa, non si sporca mai la mani, come le varie caste di potenti e di colletti bianchi ci dimostrano da decenni. Purificare l'Ombra della Luna, simbolo della Coscienza individuale e collettiva, significa portare l'attenzione su come il potere viene esercitato, su come la libido dei politici, delle multinazionali e dei gruppi di potere spende il "denaro" per incaricare qualcuno a fare il "gioco sporco", e il gioco sporco avviene sempre di più sul piano mediatico.
La preoccupazione maggiore della Libido è di spostare l'attenzione pubblica (e quindi la percezione) sui problemi emergenti e contingenti al fine di avvalorare scelte di emergenza che non lasciano nessuno spazio alla riflessione. La libido gioca sempre sul tempo, sull'ansia, il senso di precarietà e di paura, di timore e di bisogno. Quante volte ci siamo sentiti ricattati quando siamo andati a chiedere un prestito e un semplice sostegno da parte di qualcuno che credevamo amico?
Il subconscio si "rivela" ogni qualvolta l'anima che si riconosce nell'onestà, nei sentimenti del cuore, nell'amicizia, nella fedeltà, negli affetti, nell'onore della parola data, nella sincerità, nell'amore incondizionato, nel sacrificio di sè per il bene comune, ecc..., viene trafitta dalle parole del drago, dalla sua lingua appuntita. La sofferenza psichica, all'origine delle malattie psicosomatiche, è generata dalle pressioni esercitate dalla libido sul corpo, la mente e lo spirito dell'anima (Il Cristo)
L'individuo che si illude, come il buon cattolico, che la società sia fatta di uomini pii, giusti, buoni, onesti e rispettabili e ha fede nel potere della parola di Dio di redimere i peccati e i peccatori, è destinato a morire di cancro ai polmoni, di tumori alla prostata, di neoplasie alle reni, mentre se appartiene alla schiera delle "puttane", e cioè delle "seppie" specializzate nello spremere il prossimo "perchè è il loro lavoro", il karma prevede la morte per incidente, ictus, embolo, arresto cardiaco.
Vi siete mai chiesti perchè sono sempre i più miti a morire per primi? O perchè un brillante avvocato precipita in montagna o muore di infarto a 40 anni finchè fa jogging ? Il Karma dell'anima è di perire a causa della libido altrui, o della propria. L'energia psichica che si introverte per motivi esterni alla volontà dell'anima, a causa delle pressioni psicologiche, le ingiustizie, le discriminazioni, le persecuzioni e le crocifissioni alle quali è sottoposta, è soggetta alla "legge del Karma" , intesa come conseguenza logica dell' ignoranza della libido (ignavia).
Conoscere la libido ci salva dallo stress. Riconoscere la libido ed imparare ad evitarla ci salva la vita. E' questo l'insegnamento di Caravaggio quando dipinge la "Deposizione del corpo di Cristo" sulla Pietra Nera, la pietra angolare che ci permette di evolvere in consapevolezza "cognitiva" delle sensazioni di rabbia (la donna solleva in alto le braccia), comprensione "cognitiva" delle emozioni di dolore (Maddalena piange a capo chino) e conoscenza "cognitiva" dei sentimenti del conflitto provocati dall'insorgere e dalla manifestazione della libido nei cinque "involucri" della coscienza umana (La Vergine Maria allarga le braccia e mostra le cinque dita della mano destra, intersecando il filo della percezione che collega tra loro i due apostoli intenti a deporre il corpo di Cristo sulla Prima Pietra).
Se si procede a riconoscere le motivazioni profonde che spingono gli uomini all'azione, si potrà giungere, nella fase della luna nuova, a "illuminare" la parte oscura che si cela dentro noi stessi, anche se ci crediamo buoni ed esenti da ogni peccato dettato dalla libido. La libido si cela nell'Ombra, evita infatti di farsi conoscere in pubblico e riconoscere, evita di stare sotto i riflettori, ma agisce di nascosto, in forme subdole e invisibili, invisibili anche al nostro comune modo di pensare, di vedere e interpretare i fatti. Le società segrete nascono dalla libido spirituale di voler dominare la libido materiale e sociale che sostiene le ambizioni degli individui e dei gruppi di potere minori, utilizzando le armi seduttive della conoscenza iniziatica.
San Francesco di Sales , riferendosi a questa incapacità dell'anima di cogliere l'effetto perverso della libido nei comportamenti umani, suggeriva di tagliare i "fili", di scollegare i circuiti che collegano il cuore al pensiero riflessivo che si chiede continuamente il "perchè" delle cose e dei fatti senza accorgersi che la libido è all'interno di Matrix, dei nostri pensieri , già alla nascita, connesso alla sostanza mentale che sostiene ogni forma di analisi e riflessione critica.
E' per questo motivo che bisogna prendere le distanze dalla sostanza mentale (Caravaggio illumina il dito medio di Cristo, piegandolo verso la pietra) e praticare la meditazione che, perfettamente condotta, porta al raccogliemento perfetto, ossia alla contemplazione.
Il protagonista di Matrix, al termine del duello con il Sig. Smith, rinuncia alla propria identità e si lascia assorbire dall'identità di chi è pervaso di libido. Mr. Anderson sembra morto, definitivamente sconfitto, ma è solo un gioco di simulazione che permette alla Coscienza di purificare l'Ombra dalla propria Ombra, e di riemergere nel cervello purificata dai contenuti subconsci. Neo fa esplodere la libido del suo doppio per poi proseguire il suo "viaggio di conoscenza" fino alla fonte biologica della Libido, la Mente.
Dal profondo dell'inconscio emerge la "testa incoronata" della mente finalmente libera dai processi mentali che ci impediscono di vedere chi veramente siamo. Neo, che nel frattempo ha acquisito i poteri della percezione simbolica, si distende orizzontalemente e sembra accettare una "seconda morte" che però non è fisica, ma "intellettuale e spirituale".
La meditazione è la morte del pensiero sostenuto dalla "desiderio di evolvere", mentre la contemplazione segna la rinascita a una nuova visione della realtà, visione che ci libera dall'angoscia, poichè la conoscenza è liberazione.
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05
apr2009
arte alchemicaLa Pietra Nera
scritto da Marta Breuning alle 09:44
[mod] [del]
Libido è una parola latina che in origine significava semplicemente desiderio, poi nel medioevo divenne sinonimo di appetito sessuale, considerato l'ostacolo più arduo da superare nel camminio spirituale. La pulsione psichica naturale della donna, biologicamente indifferente a qualsiasi regola di comportamento umano, ma subordinata alle leggi di natura, venne considerata la causa principale della perdizione, oggetto di desiderio impuro e quindi infetto.
Nel corso del XXIII secolo emerge nelle corti della Francia Meridionale una rivalutazione del desiderio suscitato dalla bellezza femminile, dall'amore delle cortigiane e dall'assimilazione delle forme poetiche peculiari del corteggiamento amoroso arabo-orientale, che si propaga in tutta Europa. Nella Toscana delle libere città- stato di FIrenze, Arezzo e Siena, l'anelito amoroso si traduce in una straordinaria condivisione dell' alchimia dell'appetito sessuale in creatività poetica.
In particolare Dante va oltre la semplice sublimazione del desiderio in creatività artistica, poichè la frustrazione amorosa e sessuale che egli prova per Beatrice stimola l' introversione dell'energia psichica che è la premessa della realizzazione della Libido, già teorizzata e ben conosciuta dai latini e prima di loro dai greci. La libido non è un semplice appetito da soddisfare, ma è una forza che, se indirizzata convenientemente, ha il potere di risvegliare il potenziale spirituale afrodisiaco che giace dormiente all'interno di ogni individuo.
Il contenimento forzato dell' appetito sessuale è spesso causato da una frustazione. Quando nella favola di Esopo la volpe si accorge di non poter raggiungere l'uva posta troppo in alto per le sue possibilità, introverte l'energia psichica ed elabora una risposta razionale (opzione) che è all'origine di ogni forma sostitutiva e giustificativa dell'azione e quindi di fatto "simbolica". Allo stesso modo quando Dante prova sofferenza e frustrazione dovuta al matrimonio e alla morte di Beatrice, l'introversione dell'energia psichica che ne deriva lo conduce ad avviare l'esperienza simbolica della Divina Commedia che culmina nella visione della rosa celestiale che corrisponde al mandala supremo delle iniziazioni buddhiste.
La frustazione sessuale e amorosa gettano un'ombra e un peso nella vita dell'artista tali da sfociare nell'introversione dell'energia psichica che diventa sempre più profonda man mano che tristezza diventa malinconia "adusta "(passiva) o malinconia "generosa" (attiva e quindi creativa). La frustazione diventa per Dante un punto di partenza di un'esperienza interiore vissuta fino in fondo, grazie all'intensità e al persistere delle forze emotive scatenate dall'amore.
L'introversione della pulsione psichica di godersi la vita con il corpo, attivata dalla frustazione amorosa, dalla penuria di risorse o dalla precarietà contingente, stimola l'energia mentale (il Dragone Mercuriale) che è il sostrato che genera la doppia natura della libido. La lbido non è un semplice appetito fisico (la volpe azzanna la gallina) e nemmeno, come affermano gli psicanalisti contemporanei, una forma evoluta di energia psichica (il gallo lotta per riappropriarsi del bene), ma si autogenera (il dragone) quando ci sono problemi immediati da risolvere (la fame aguzza l'ingegno), difficoltà da superare (chi fa sa sè fa per tre) e stati di penuria, crisi, conflitto, fallimento e frustrazione da affrontare (il fine giustifica i mezzi) e sussiste una precisa conoscenza "tecnica" di come poterlo fare (il dragone ha la lingua a freccia, simbolo di conoscenza intuitiva di come orientare e dirigire la libido verso gli scopi prefissati dalla razionalità).
La libido è la "pietra nera" dei filosofi alchimisti perchè rappresenta il nucleo di energia mentale in cui è possibile innescare processi chimici, magnetici ed elettrici all'interno del corpo fisico (Adamo) e del cervello (Adamo celeste) in grado di stimolare l'ingegno speculativo e il genio creativo. E' la libido nel cervello che stimola infatti il talento corporeo, le abilità mentali e il genio dell'intelletto creativo che permette all'Adamo celeste di sfiorare le dita del DIo Creatore.
Dante (nato sotto il segno dei Gemelli) è l'alchimista che ha sufficiente energia mentale per affrontare le tre belve generate nella selva oscura, metafora del cervelletto (proencefalo) quando questo è scollegato dagli emisferi superiori, rappresentati dalla collina in cui si trova invece Virgilio, la sua guida spirituale.
Quando la libido entra nel cervelletto, sede degli istinti e delle pulsioni primarie che modellano le azioni dell'individuo privo di scrupoli morali, l'alchimista supera le "colonne d'Ercole", bypassa Cerbero, il cane a tre teste, che difende l'io dall 'autodistruzione, e sperimenta forme di egopatia, oppure fome di vittimismo infantile, sintomi nevrotici e anche psicotici che portano con sè disperazione e inerzia paralizzante.
Dante incontra le tre belve e i polsi gli fremono per la paura, ma intravede sulla sommità della collina la figura di Virgilio e decide di andare avanti e sperimentare, uno dopo l'altra, la libido appetitiva (la lupa), la libido appagativa (la lonza) e la libido affermativa (il leone). E' il primo atto dell'opus che gli alchimisti chiamavano 'magistero semplice, o 'piccola opera' che si conclude con la trasformazione della pietra nera (libido) nella pietra bianca (coscienza della libido), attraverso le fasi intermedie della pietra rossa (comprensione razionale) e della pietra gialla (conoscenza intuitiva).
Affrontare le belve significa di fatto diventare consapevoli degli aspetti subcosci della psiche, fase indispensabile per purificare l'Ombra dalla sua sostanza (la libido carnale, materiale e sociale), per poi compiere l'opera sull'Ombra stessa" . Ciò indica che la sostanza nera, o "terra nera" , è stata purificata, il che corrisponde alla presa di coscienza della presenza della libido regressiva (conscia e subconscia) in ogni aspetto della vita indivisuale e collettiva e della concreta possibilità di utilizzare la "pietra nera" (da cuocere lentamente, con fuoco moderato, affinchè non si distrugga) come pietra angolare del "tempio di Salomone", metafora della Grande Opera.
Infatti, quando si è venuti a patti con l'egoismo e il motivo del potere, con l'avidità e con la lussuria, con la pigrizia e le tendenze regressive, si è pronti per intraprendere l'impresa ben più seria e impegnativa del 'grande magistero', l'Opus Magnum degli alchimisti.
E' facile intuire che l'Ombra (l'inconscio) purificata dalle forze corcitive subconscie stimolate dall'irruzione della libido nel cervelletto, dischiuda all'io sperimentatore (il marte purificato dipinto da Velazquez) all'esperienza della "libido" intesa da Jung come desiderio di evolvere attraverso la "conoscenza delle immagini".
La libido dell'alchimista non serve solo a togliersi degli sfizi, e nemmeno la volontà di possedere (il drago) o di apparire (il Pavone), ma è l'energia mentale che "infiamma il cuore" del desiderio di conoscere "Bellezza di Afrodite", la Dea delle immagini che ha il potere di attirare la libido nel "cuore" e di sciogliere i "nodi" che impediscono all'ego di intravedere la "luce del Sè".
In quanto sinonimo di desiderio di evolvere la libido ha anche una direzione verso l'oggetto e contiene sempre l'immagine del suo scopo; essa è dotata non solo di intensità ma anche di direzione. Se volessimo usare i termini della fisica dovremmo considerarla quale energia vettoriale, e le direzioni possibili sono le sue immagini, i suoi percorsi simbolici.
Accendere la libido nel cuore (Nessuno) significa di fatto desiderare di comprendere l'inconscio individuale e collettivo attraverso le immagini realizzate dalla libido di filosofi, artisti, scrittori, scienziati. La libido parte dal cuore e ritorna al cuore accresciuta in complessità. Questo avviene perchè è indissolubilmente composta da un soggetto desiderante (Ulisse) e da immagini (archetipi, simboli, emblemi) di una meta, raggiunta la quale (la Pietra Filosofale), il soggetto non è più quello di prima.
Una volta purificata l'Ombra (una figura bianca volteggia nello sfondo) e scoperta la "Pietra dei Filosofi" (Avicenna indica il corpo di Afrodite) l 'energia trasmessa dalle immagini inizia a "penetrare" nella "libido spirituale" (Elixir) che ritorna indietro come vera esperienza, e l'esperienza trasforma.
Questo centro a cui la libido ritorna non può essere lo stesso centro desiderante e unificante da cui era partita. Il risultato del viaggio di Ulisse, il suo ritorno, è l'esperienza, conoscienza e costruzione di sè e del mondo simbolico. Il filo di Penelope (la coscienza razionale intuitiva femminile) lo riconduce a tornare nel punto di partenza solamente per cacciare dalla sua casa gli avidi pretendenti di Penelope e "perforare" con il suo arco (la percezione cognitiva) i dodici cerchi, metafora delle dodici modalità con cui la libido si manifesta nel mondo della materia. Con lo stesso intento simbolico, Gesù entra a Gerusalemme a cavallo dell'asino (la pulsione psichica) e caccia i mercanti dal Tempio.
Per la filosofia alchemica rinascimentale è la Coscienza del potere trascendente della libido spirituale (La pietra bianca del Bambino Gesù) che rende l'essere umano capace di un processo evolutivo, di andare oltre la sua condizione e di realizzare stati sempre più evoluti di consapevolezza psicologica, comprensione filosofica e sapienza alchemica.
Esopo, Fedro , La volpe e l'uva
"Una volpe affamata vide dei grappoli d’uva che pendevano da un pergolato, e tentò di afferrarli. Ma non ci riuscì. "Robaccia acerba!" disse allora tra sé e sé; e se ne andò. Così, anche fra gli uomini, c’è chi, non riuscendo per incapacità a raggiungere il suo intento, ne dà la colpa alle circostanze."
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04
apr2009
arte alchemicaLa voce del cuore
scritto da Marta Breuning alle 08:30
[mod] [del]
Robert Fludd, i cinque elementi della "materia convenzionale", 1617
La psicologia alchemica viene descritta compiutamente nella Piccola Opera. Generalmente la conoscenza di se stessi dovrebbe avvenire nella fase dell'adolescenza (14 - 21 anni), periodo in cui si inizia ad avere esperienza diretta delle "forze primordiali" che sono iscritte geneticamente nel corpo del corpo umano, all'interno della struttura del "Pleroma".
I romanzi di formazione scritti da Rousseau (la nuova Eloisa), Goethe (Werther), Sade (Justine), Jane Austen (Emma), descrivono il processo di formazione dei sentimenti che scaturiscono dall'inevitabile conflitto che si instaura tra le forze subconscie suscitate dal Pleroma (istinti, pulsioni, libido) all'interno della nascente consapevolezza individuale e l'ambiente (morale, cultura, etica, potere e ideologia).
I protagonisti di questi romanzi sono impegnati, come gli alchimisti della Piccola Opera, a confrontare, mettere in discussione, criticare e adattare il proprio vissuto emozionale con le richieste, le esigenze, le leggi e il sistema delle abitudini consolidate dalla società in cui vivono. Il vissuto emozionale è figlio dal conflitto tra forze contrapposte. I sentimenti "corporei" stimolano la mente a modificare espressioni, concetti e comportamenti al fine di regolare il conflitto e innescare una opzione che è all'origine di un nuovo ordine interiore in cui emerge la decisione di abbandonare le convenzioni materiali (Terra), emotive (Acqua), culturali (Aria) e religiosi/ideologiche/culturali (Fuoco) per ascoltare invece la "voce del cuore" (l'Etere, il quinto elemento).
Robert Fludd, un alchimista dell'arte di sintetizzare i concetti filosofici in immagini simboliche (i trattati alchemici), elabora il concetto disponendo i quattro elementi della materia in forma concentriche e collocando al centro dell'universo "interiore" l'immagine del sole, simbolo del cuore umano. E' sufficiente abbandonare le convinzioni, il sistema delle abitudini, il conformismo morale e l'ideologia di gruppo ed ascoltare la "voce del cuore" per sperimentare l'armonia tra "interiore" ed "esteriore". Per gli scrittori romantici, perfetti esempi di psicologia alchemica, il nostro cuore - fonte di tutte le nostre gioie e sofferenze virtuose - coincide con la natura.
Julie scrive a Claire: "Ah, cugina mia, che mostri infernali sono questi pregiudizi che mandano alla depravazione i cuori migliori e fanno tacere a ogni istante la natura". Werther scrive: "Anch'egli giudica la mia intelligenza e i miei talenti più del mio cuore, che è pure l'unica cosa della quale sono superbo, che è pure la fonte di tutto, di ogni forza, di ogni beatitudine e di ogni misera".
Tuttavia l'alchimista non è un ingenuo. Il cuore umano rimane collegato, anche per tutta la vita, al Pleroma biopsicosomatico costituito dagli istinti (realizzazione condizioni di sopravvivenza e conservazione dell'io), alle pulsioni (paura del 'castigo' e della miseria) e alla libido naturale (ricerca del piacere e del massimo utile con il minimo sforzo). Il romanticismo segna la nascita del "cuore opportunista" e del "cuore sofferente", il "Bacchino malato" da cui ha origine il mondo borghese dei sentimenti che modellano tuttora la nostra attuale cultura, in bilico perenne tra conservazione e rinnovamento dei costumi e dei modelli di comportamento.
Il "cuore borghese " giunge sempre a un compromesso con l'ambiente, coinvolto da modelli famigliari, sociali, religiosi e culturali che inibiscono e reprimono la manifestazione degli istinti sessuali e delle pulsioni emotive, ma incitano l'individuo ad esprimere con forza creativa, carattere, identità e personalità la propria libìdo di "emergere" dalla massa e avere successo nella vita.
Per la pedagogia alchemica è necessario un cambiamento radicale del paradigma che si trova a fondamento dei drammi, delle crisi e dei conflitti che divampano nella vita individuale e collettiva (vedi la recente crisi finanziaria ). La Piccola Opera immaginata dagli alchimisti si propone di "istruire il cuore" con alcune avvertenze di fondo, descritte da Durer nel dipinto di "Gesù dodicenne tra i dottori".
Gesù dodicenne, emblema dell'alchimista che conclude la Piccola Opera, inizia dal pollice della mano sinistra per spiegare ai "dottori" le cinque dimensioni della materia inquinate dalla presenza sottile, quasi invisibile, del "Pleroma (i tre uomini che circondano Gesù) che dominano le cinque dimensioni della realtà.
L'istinto aggressivo (l'uomo più brutto dipinto da Durer con la cuffia bianca) può essere contenuto (la cuffia) dall'educazione civile (il dottore con il libro aperto che gli sta di fronte). La pulsione omicida e la follia psichica possono essere arginate (l'uomo in alto a sinistra) con le Leggi (il dottore in primo piano con il libro aperto). Ma la Libìdo (l'uomo dipinto sull'estremità destra del dipinto) è ovunque e dappertutto, in ogni manifestazione individuale e collettiva della bramosia di possedere (il drago) o apparire (il pavone) e non può essere controllata in nessun modo (il dottore "ebreo" chiude il libro e ascolta Gesù).
Il "cuore borghese" occidentale è saldamente ancorato alla libìdo sessuale (pollice), materiale (indice), sociale (medio), "spirituale" (anulare) e creativa (mignolo). Nel mondo dei sentimenti borghesi il conflitto scaturisce dallo scontro tra le diverse disposizioni del Pleroma per cui l'istinto maschile si scontra con la pulsione femminile, la pulsione femminile con la libido maschile e la libido (maschile e femminile) contro tutto e tutti.
La libido della figlia si scontra con la libido della madre (la matrigna delle favole), la libido del figlio si scontra con la libido del padre (il figliol prodigo), la libido individuale (ercole) con la libido collettiva (le dodici prove) e la libido naturale (Adone) con quella selvaggia (il Cinghiale).
Si perviene alla consapevolezza dell'istinto e della pulsione attraverso l'etere quotidiano generato dai giornali, dalle televisioni e dai "media" che testimoniano la guerra, la strage, l'omicidio, lo stupro e la violenza provocate dalla forze incontrollate, ma la libido rimane sempre un argomento difficile da affrontare con lucidità di pensiero. La libido opera in forme sottili e con armi sofisticate.
E' presente nella politica, nella finanza, nella categoria dei consulenti e in ogni società segreta. Meno evidente di quella economica che si propone apertamente di generare un profitto che produce ricchezza e benessere per tutti, la lìbido più pericolosa è quella che utilizza le leggi, le istituzioni, la religione e la discriminazione sessuale per imporre una logica di dominio che produce di per sè profitto, vantaggio, rendita o privilegio materiale e psicologico.
Velazquez, ritratto di nano
Nel Rinascimento i buffoni, quasi sempre nani, avevano il compito di puntare il dito sugli aspetti più sottili e meschini presenti nell'animo umano. La libido di possedere o di apparire è la fonte di ispirazione di ogni tragedia (Shakespire), commedia (Moliere), farsa (Goldoni) e spettacolo comico (le compagnie dell'Arte).
Beppe Grillo è il nostro buffone di turno, amato dalla massa e disprezzato dalla politica. Velazquez invece dipingeva i buffoni di corte con molto rispetto. I nani sono liberi dalla "libido di apparire" e possono così esercitare il diritto di criticare e di insegnare la "Piccola Opera" con leggerezza, comicità, ironia e senso di verità.
Anche il cinema comico alla "Totò" ci fa sorridere delle nostre debolezze e fungere da specchio della nostra follia psichica, ma non è ancora possibile insegnare a nessuno come "arginare" la follia speculativa e la volontà di dominio provocata dalla Lìbido gestita dai "manager, dai consulenti o dai dittatori".
Berlusconi, nato sotto il segno della Bilancia (libido femminile di apparire), è abile nel gestire, veicolare e indirizzare la libido maschile di dominare , peculiare del segno dell'ariete. Fini e Bossi sono come gli uomini manipolati dalle donne che promettono di darla, ma non lo fanno mai. Si diventa ricchi sfruttando le risorse e la libido altrui. Le donne lo sanno da millenni e se ne approfittano, spesso e volentieri.
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01
apr2009
filosofia della conoscenzaCaravaggio, il Drago e il Pavone
scritto da Marta Breuning alle 12:44
[mod] [del]
"Io sono il Drago velenoso, presente dappertutto, che può essere acquistato a un prezzo irrisorio. La "cosa" su cui riposo, e che su di me riposa, sarà trovata in me da chi saprà frugarmi come si conviene. La mia acqua e il mio Fuoco distruggono e compongono. Estrarrai dal mio corpo il Leone rosso e quello Verde...." (Frate Basilio Valentino, Azoth)
La psicologia e la cultura contemporanea trascurano da molti decenni il problema della Lìbido e della sua possibile trasformazione. Nel Rinascimento alchemico la libido era considerata il fuoco infernale della dannazione o l'acqua benedetta della salvezza, poichè le due cose dovevano andare insieme. Non poteva esserci salvezza possibile per l'anima se l'alchimista non sperimentava direttamente il "velenoso Drago", presente ovunque e dappertutto, in ogni aspetto della vita umana, individuale e collettiva.
L'immagine descrive la tecnica sociale di trasformazione alchemica della libido naturale attraverso i giochi, la lotta e la competizione e, a un livello rappresentativo pubblico, tramite l'attività diplomatica, la consulenza dei saggi e la delega dell'attività giudicante ad esperti neutrali. Tuttavia per diventare alchimisti della Libìdo è necessario contenere il "drago tricefalo" all'interno di un vaso chiuso ermeticamente (vas Hermeticum) per conquistare il controllo totale delle redini dei due cavalli descritti da Platone, metafora delle passioni dell'anima (il cavallo bianco) e delle passioni dell'ego ( il cavallo nero)
Ambizione sociale. materiale e spirituale (drago nero), sete di ricchezza, fama e successo (drago rosso), volontà di dominio, prevaricazione e potenza (drago bianco) sono solo alcuni degli aspetti più eclatanti della manisfestazione pubblica della Lìbido dell'ego "maschile", che volutamente ignoriamo e facciamo finta di non vedere, poichè affligge anche il nostro animo di individui proiettati a "soddisfare" la Libìdo dell'ego "femminile", e cioè le aspirazioni dell'anima al confort, all'agio e all'equilibrio, il desiderio di tempo libero, di piacere e bellezza e la volontà di controllo e mantenimento dello status sociale, economico e spirituale.
Lo scrittore latino Petronio è stato un vero mestro a descrivere nel Satyricon splendori e miserie della libido del suo tempo, fondamentale nell'educare l'individuo alle virtù alchemiche. L'Opera al Nero immaginata dagli alchimisti rinascimentali, e praticata da Caravaggio in tutte le sue fasi, educa infatti alla consapevolezza della presenza del Drago all'interno della struttura psichica degli individui, mentre è "organica" all'interno delle istituzioni, poichè, come dice Grillo, ci sono più "delinquenti" (assetati di potere) in parlamento che per le strade, e più puttane (assetate di denaro) nelle associazioni "politiche, religiose e filantropiche" (vedi lo scandalo dell'associazione dei "Legionari di Cristo" in Vaticano) che nei 'bordelli'.
Il Drago velenoso viene dimezzato dalla conoscenza della Lìbido:
"Se non mi conosci perfettamente, il mio fuoco ti distruggerà i cinque sensi. Dalle mie narici esce un veleno immaturo, che per parecchi ha costituito la fine. Separa dunque , ingegnosamente, lo spesso dal sottile, a meno che non ti trovi bene nell'estrema povertà. Con te sarò prodigo di forze virili (il sole: pazienza, prudenza , pratica, esperienza, conoscenza di sintesi) e femminili (la luna: speranza, speculazione, ragione, salute e ricchezza interiore), celesti (la discriminazione) e terrestri (le virtù cardinali). I misteri della mia Arte devono essere trattati con magnaminità e coraggio....(Frate Basilio Valentino, Azoth)
Caravaggio rappresenta la libido dell'ego maschile nei bari che truffano il malcapitato, e la libido dell'ego femminile nella zingara intenta a sfilare abilmente l'anello dal dito del cliente mentre gli legge la mano. In tre anni, dal 1592 al 1595 Caravaggio compie il Primo Atto dell'Opera al Nero ispirata dall'Arte Alchemica per testimoniare a se stesso e al mondo di aver compreso il significato del Drago (libìdo maschile) e del Pavone (libìdo femminile).
Ma se il Drago è il simbolo della libìdo maschile di "possedere per apparire", il Pavone è l'animale che descrive la lìbido femminile di "apparire per possedere". Proiettiamo immagini di bellezza, di ricchezza, di benessere allo scopo di manipolare la percezione altrui e instaurare un rapporto che ci procuri dei vantaggi.
Il pavone deve essere chiuso nel "vas hermeticum" allo scopo di elaborare la libìdo femminile, identica sia nell'uomo che nelle donne, per essere trasformata in attenta e avveduta discriminazione delle immagini, rappresentata dai due corvi che trainano il cocchio di Giunone, guidati dalla percezione di intuitiva, logica e simbolica, di Hermes.
Nel piano nobile di Villa Montruglio, nelle vicinanze di Vicenza, si trova una sala completamente affrescata da Francesco Aviani nel 1714 in cui l'artista dipinge, proprio sopra l'ingresso, l'immagine di un drago con le ali di pavone, sintesi originale dei concetti appena esposti.
Il simbolo è collocato nella sala delle arti a significare gli effetti straordinari che derivano dalla trasformazione della libìdo sessuale in amore per l'arte e la cultura, fantasia e immaginazione creativa, temi che troviamo raffigurati nell'immagine delle donne intente a suonare il liuto e "utilizzare" l'energia sessuale per divertirsi e far divertire.
TAG caravaggio (20)
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31
mar2009
filosofia della conoscenzaDal Pleroma alla Pietra Filosofale (Revolution Road)
scritto da Marta Breuning alle 09:26
[mod] [del]
Gli alchimisti rinascimentali propongono una strada rivoluzionaria, antitetica alle posizioni dei movimenti religiosi che dal medioevo predicano l'astinenza sessuale, la rinuncia ai beni terreni e la mortificazione del corpo. Lontani anni luce dal dogmatismo papalino, i primi alchimisti operano all'interno degli ordini monastici dei francescani, dei benedettini e dei domenicani, e spesso ne fuoriescono dopo aver sperimentato la prima fase di contenimento degli istinti, delle pulsioni e della libido sessuale osservando le regole dell'ordine: povertà, umiltà e rinuncia a tutte le forme di gratificazione sensoriale dell'anima.
A differenza dell'alchimista orientale che apprende dalla propria energia spirituale (l'energia kundalini risvegliata) le tecniche di controllo del corpo, della psiche e della mente attraverso le posture dell'hatha yoga, la meditazione tantrica e l'istruzione dello Jnana yoga, l'alchimista occidentale sperimenta il percorso tracciato in gran parte dalla cultura greca-romana, alessandrina e araba e infine riattualizzato dall'esperienza mistica e rivelatrice di San Francesco d'Assisi.
La psicologia alchemica individua nell'essenza epigenetica di ogni essere umano un nucleo di forze primordiali che giacciono dormienti all'interno del corpo umano. A questo insieme di forze genetiche, chimiche, elettriche e magnetiche, fu dato il nome di Plèroma degli istinti, rappresentato visivamente e metaforicamente come una massa informe simile alla "Pietra Grezza". Compito dell'alchimista della "Prima materia" (istinti, pulsioni e libido sessuale) è di divenire consapevole di essere facilmente spodestato, manovrato e illuso dalle tre forze coercitive che si attivano automaticamente (il Se istintuale) nel corpo in condizioni di precarietà, pericolo, stress e bisogno materiale.
Eracle cattura Cerbero, mosaico romano
Già nel periodo alessandrino, tra il primo e il terzo secolo dopo Cristo, esisteva una precisa rappresentazione del percorso che doveva condurre l'io del ricercatore (Eracle) alla scoperta della Pietra filosofale. L'alchimista doveva infatti "scendere" dentro se stesso, nelle regione infernali, fino a incontrare Cerbero, il custode della Pietra, il mostro tricefalo messo a guardia dell'Ade. Cerbero non è un mostro da uccidere. Eracle nella sua ultima prova lo soffoca, lo addormenta, lo stordisce poichè Cerbero è una "struttura biogenetica" che deve difendere (il se istintuale), proteggere (il Se razionale) e infine aiutare (il Se intuitivo) l'Io dai pericoli di una possibile disintegrazione, e non ha caso è raffigurato come un "cagnaccio" (Dante)
Eracle (coscienza psichica) deve superare dodici prove prima di giungere a Cerbero ed accedere così a un grado di "fuoco" superiore, l'inferno alchemico in grado di trasformare la libido individuale (la pietra grezza) in libido spirituale (la Pietra Filosofale). Anche la "Piccola Opera" immaginata dagli alchimisti rinascimentali procede in Quattro Atti (nigredo, rubedo iosis e albedo) attraverso "tre gradi di fuoco psichico" attivati dalle tre teste di Cerbero, posto a difesa dell'io psichico dal "fuoco infernale" scatenato dalla "Libido mentale" (i Golosi di Dante).
Prima di accedere nell'Ade, l'inferno in cui Plutone (la trasformazione dell'istinto sessuale in volontà generativa e affermativa) tiene prigioniera l'anima creativa di Proserpina, l'alchimista deve affrontare le dodici prove di Ercole che lo condurranno ad addomesticare Cerbero (il Se psichico) e contenere, controllare, veicolare e trasformare l'energia psichica (rabbia, risentimento, gelosia, invidia) in coscienza creativa.
Dante accompagnato da Virgilio (il Sè intuitivo) entra nel girone dei "Golosi", metafora degli individui che cercano di soddisfare in tutti i modi possibili gli appetiti, i desideri della gola e i piaceri carnali. Quando la libido appetitiva (la lupa) evolve in libido appagativa (la lonza) e infine affermativa (il leone), anche l'individuo, la sua coscienza cambia, e la sua mente inizia ad andare alla ricerca di ciò che gratifica le ambizioni dell'ego e le aspirazioni dell'anima.
L'alchimia descritta da Dante non è diversa dall'alchimia raccontata nel trame del cinema. Anche i due protagonisti del film "Revolution Road" si trovano sulla soglia dell'Inferno e vi entrano ancora privi della conoscenza dei pericoli connessi all'esperienza della libido affermativa. Entrambi sono due "leoni" e cioè sono in grado di trasformare la pulsione psichica in coscienza creativa; si sentono diversi dagli altri e lo sono, poichè la donna (Kate Winslett), attrice di scarsa fortuna, è alla continua ricerca di realizzare le aspirazioni dell'anima, mentre il marito (Leonardo di Caprio), impiegato di seconda categoria, aspetta sempre l'occasione per realizzare l'ambizione dell'ego (identità, status sociale e professionale).
Dopo il matrimonio, i figli, la casa, la sicurezza economica, sentono di essere ancora frustrati e inappagati, irrisolti e inespressi. Cerbero (Il Se istintuale, razionale e intuitivo) "opera" senza sosta per difendere l'io, la famiglia e l'equilibrio psicologico della coppia, ma alla fine la libido affemativa dell'anima deve cedere alla libido affermativa dell'ego. Nell'alchimia rinascimentale il conflitto viene rappresentato dalla lotta tra i due leoni che si fronteggiano fino alla morte di uno dei due.
Anche nel film avviene la stessa dinamica mortale. L'interruzione della gravidanza, metafora di una consapevole volontà di spostare la libido affermativa femminile dal piano biologico a quello sociale, si trasforma in tragedia. Cerbero viene rimosso da entrambi e prevale l'egoicità di perseguire l'ambizione dell'ego a scapito delle aspirazioni dell'anima.
Il filosofo alchimista avverte : "Del maschio e della Femmina....e avrai la Pietra dei Filosofi."
La Pietra Filosofale è il nucleo di esperienza, coscienza e conoscenza dei processi di metamorfosi dell'energia contenuta del Pleroma in "Libido affermativa", considerata dagli alchimisti l'origine di ogni peccato di superbia (Lucifero), di egoismo (Belzebù) e di volontà di prevaricazione, possesso e successo (Satana).
Viene rappresentata come una sfera divisa in tre sezioni, metafora dei tre gradi di evoluzione della coscienza che avviene nei Tre Atti fondamentali della "Grande Opera".
La Pietra Filosofale ( o Aura Apprehensio) contiene al suo interno il programma evolutivo del Cristo alchimista. Diventare consapevoli della libido propria e altrui (Animus), comprendere le motivazioni profonde che spingono gli uomini ad eseguire "automaticamente" certe azioni (Spiritus) e conoscere la libido (Intellectus) in tutti i sui più efferati e invisibili risvolti umani, sociali e spirituali (Passione, Morte e Resurrezione della libido affermativa di INRI in coscienza omnicomprensiva) non significa imitare il Cristo dei cattolici, capro espiatorio della libido collettiva.
Il Bambino è il simbolo che introduce alla Grande Opera, metafora di un percorso di conoscenza da compiere virtualmente attraverso le immagini dell'arte, le trame del cinema e dei romanzi e le vicende della mitologia greca e contemporanea.
La "Revolution Road" praticata dagli artisti rinascimentali insegna a godersi la vita, poichè rinunciando alla libido affermativa sono riusciti a fare della proprio corpo (il Sè cognitivo) il luogo della beatitudine della coscienza libera definitivamente dal Peccato Originale.
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30
mar2009
filosofia della conoscenzaL' Arcangelo Michele
scritto da Marta Breuning alle 08:20
[mod] [del]
Ermete Trismegisto, emblema dell'intelletto alchemico in grado di sconfiggere la libido corporea ( il DIo Marte è a terra), tiene in equilibrio la sfera, simbolo del Sè intuitivo (l'arcangelo Michele)
Ci sono due modi di conoscere la realtà: tramite l'intelletto speculativo (emisfero sinistro) che si esalta nelle arti meccaniche, nella scienza e nella tecnica, oppure tramite l'intelletto intuitivo (emisfero destro) che si estrinseca nelle arti liberali che utilizzano espedienti analogici, anagogici e letterali (lettere, parole, forme retoriche, simboli munerici, astrologici e religiosi) per argomentare in forme metaforiche, allegoriche ed esoteriche un processo di rivelazione della verità che procede per induzione, deduzione e intuizione.
In entrambi i modi la razionalità e i metodi di razionalizzazione, gli strumenti di analisi e le logiche di ragionamento sono fondamentali per procedere nell'astrazione matematica o simbolica degli elementi e dei dati sensibili che vengono elaborati attraverso tesi, ipotesi e sintesi dal pensiero razionale "matematico" e assimilati tramite induzione, deduzione e intuizione dal pensiero razionale "artistico".
L'intelletto occidentale ha codificato il primato della razionalità scientifica su quella filosofica, della razionalità matematica su quella artistica, della razionalità economica su quella psicologica, della razionalità psichiatrica su quella sociologica poichè tutto ciò che non è dimostrabile scientificamente, attraverso il metodo fondato sulla dialettica dell' esperimento e della verifica delle ipotesi in laboratorio o per "simulazione in ambiente controllato", è considerato privo di qualsiasi valore e attendibilità.
Se ciò è vero nel campo della scienza applicata, per cui non sarebbe possibile immaginare di esplorare Marte nemmeno con la fantasia, non è però altrettanto positivo nei campi del sapere in cui l'elemento umano, e il Caos, il Caso, il Karma e il Destino (i 4 Cavalieri dell'Apocalisse) che lo caratterizzano, hanno un peso preponderante e si intrecciano con il ragionamento razionale. La psichiatria, la psicologia e la psicoanalisi sono considerate delle "arti liberali" deboli. Allo stesso modo l'economia, la politica, la sociologia e persino la statistica sono "arti meccaniche" in cui regna invece l'incertezza, l'imprecisione, la differenza e la coincidenza "planetarie".
Il Fato (caos), il Destino, l'incidente di percorso (Caso) e la sincronicità degli eventi (Karma dell'anima) rappresentano invece il fondamento della "Teoria delle Catastrofi" che mira invece a fornire una logica plausibile a tutto ciò che sfugge alla razionalità umana. E' impossibile controllare la vita individuale, mentre invece è possibile guidare un veicolo a motore nel traffico senza metterci un conducente in carne e ossa.
Gli alchimisti rinascimentali erano consapevoli di essere giunti a un punto di svolta nel pensiero occidentale. L'irrompere della libido individuale in ogni settore della vita collettiva (1492), compreso quella religiosa e spirituale, aveva in pochi decenni mutato profondamente i rapporti tra gli uomini. La volontà di prevaricazione politica, sociale, economica, razziale e religiosa era diventata un fenomeno diffuso in ogni ambiente e alimentava in ogni parte d'Europa il colonialismo, lo sfruttamento massivo delle risorse umane e naturali e il desiderio di emergere acquistando titoli nobiliari e principati.
Ma l'effetto più spregievole provocato dalla libido, avvertito per primo dal filosofo alchimista Nicolò Macchiavelli, fu la prevaricazione del pensiero speculativo razionalizzatore su ogni altra forma di comprensione della realtà. La libido carnale (appetitiva) e psichica (appagativa) diventa mentale (affermativa) quando il pensiero si orienta a trarre il massimo utile con minimo dispendio e realizzare i fini, gli scopi e gli obiettivi con qualsiasi mezzo.
La "libido affermativa" sostenuta dal "pensiero speculativo" (Satana) era un fenomeno così evidente che ritornarono in auge le lettere di San Paolo e il Quarto Vangelo di Giovanni in cui veniva affrontato il male alla radice. Giovanni affermava che la realtà spirituale dell'uomo è frutto di una rinascita, con la quale si entra nel Regno di Dio, che è qui e ora, dentro di noi.
La rinascita presuppone però la morte dell'elemento carnale (libido appetitiva) e psichico (libido appagativa) per cui "chi ma la sua anima la perde, e chi la odia in questo mondo, la salva per la vita eterna". Anche l'ascesi spirituale prescritta ordini monastici era improntata sulla rinuncia, il sacrificio della libido e la conseguente mortificazione del corpo e dell'anima, ma l'alchimia rinascimentale comprende che il corpo è lo strumento della Salvezza, il tempio in cui è possibile trasformare la libido in amore, creatività, coscienza e conoscenza (i Quattro Evangelisti).
Raffaello, San Michele sconfigge Satana
Sconfiggere Satana significava quindi estirpare il pensiero speculativo razionalizzatore dai processi mentali, poichè è proprio Satana a tentare Gesù nel Vangelo promettendogli il possesso della ricchezza terrena. Per Raffaello la libido corporea, specie quella sessuale, rappresenta invece il "fuoco della trasformazione" dell'uomo che permette alla "carne" di farsi "spirito" (amore, creatività, coscienza e conoscenza di Sè).
L'attenzione si sposta quindi sugli effetti della libido nel cervello umano che sono quelli che ancora affliggono l'umanità: volontà di potere, desiderio di ricchezza, fama, onore, sesso, piacere, bellezza e possesso di ogni oggetto verso cui la "libido" volge lo sguardo.
L'arcangelo Michele rappresenta quindi uno stadio evoluto di consapevolezza corporea (animus) e comprensione intuitiva (spiritus), incarnando una delle "Quattro potenze" dell' Intelletto alchemico (I Quattro Arcangeli) da cui emerge una profonda conoscenza di relazione esistente tra la mente e le cose, gli oggetti e le immagini percepite dai sensi.
Le immagini svolgono un ruolo dominante nell'eccitare la libido corporea, psichica e mentale. Il desiderio di possesso è attivato dal sistema della percezione visiva collegato ai due emisferi cerebrali. E' un collegamento automatico che "produce" l'immagine del dollaro negli occhi di Paperon de' Paperoni , stimola la salivazione negli uomini (la bava) ed eccita la psiche femminile a comportamenti lascivi, seducenti e persuasivi.
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29
mar2009
filosofia della conoscenzaCorpo e Natura
scritto da Marta Breuning alle 12:35
[mod] [del]
Tiziano, concerto campestre
Foucault evidenziava nell'evoluzione dell'umanità la presenza millenaria della "tecnologia del Se". La tecnologia del Se descrive una precisa capacità dell'individuo di modificare il corpo, modellare la psiche e trasformare la mente al fine di raggiungere livelli più elevati di adattamento all'ambiente (confort, benessere, civilizzazione), di risposta alle necessità, ai bisogni e ai desideri dell'anima (famiglia, religione, integrazione) e di successo dell'io nel mondo sociale (natura, cultura e spiritualizzazione) e nell'universo archetipico (simboli, coscienza e trascendenza dell'ego nel Se)
Da millenni l'umanità pratica l'alchimia degli istinti maschili (lotta e realizzazione delle condizioni di sopravvivenza) con quelle femminili (conservazione delal specie e adattamento all'ambiente) e modella le pulsioni psichiche di matrice femminile (ansia, paura, insicurezza) predisponendo leggi, tecniche e misure di controllo "maschili" (civili e religiose) al fine di mantenere l'ordine e l'equilibrio psichico sociale e individuale.
Non tutte le civiltà sono state in grado di elaborare la "tecnologia spirituale" per cui è possibile, per ogni individuo, indipendentemente dalla razza, dalla cultura o dalla condizione sociale, di "trasformare" la mente attraverso una progressiva tecnica di "Illuminazione" dei contenuti subconsci e inconsci presenti nel "codice dell'Anima" sin dalla sua nascita.
James Hillman, riattualizzando il "mito di Er" descritto da Platone, riafferma la necessità di riconoscere dentro se stessi la presenza del 'daimon', lo spirito che ci guida all' esplorazione della dimensione spirituale dell'esistenza nelle sue tre componenti primarie: Talento, Vocazione e Destino. Per gli alchimisti egiziani il daimon è una divinità interiore chiamato "Ermete Trismegisto" (tre volte grande), considerato il fautore "iperconscio' della trasformazione della Mente in Conoscenza ermetica, Coscienza alchemica e Trascendenza nel mondo dei Morti.
La cultura occidentale ha sviluppato una "Tecnologia del Se" molto sofisticata, ma l'attività di controllo sulla Psiche e sulla Natura (principi entrambi femminili) si è tradotta in un rapporto di dominio e sopraffazione che esapera i processi di razionalizzazione e sfruttamento delle risorse naturali e umane. Gradualmente il corpo ha perso il suo carattere naturale di "tempio dell'anima" o di "grotta del cuore", per diventare sempre più strumento di affermazione dell' egoicità ispirata dalla libido maschile (possedere) e femminile (apparire)
Come scrive Antonella Iurilli, la tecnologia applicata al corpo e alla psiche produce risvolti sociali, politici e relazionali inquietanti:
"Il dominio o l’integrazione della natura sono una allegoria riferibile ad ogni sorta di meccanismo di controllo e sopraffazione. L’ecofemminismo ha rilevato che la natura corrisponde al femminile denigrato e a ogni forma di realtà ghettizzata e sopraffatta mettendo in luce quattro forme di dominio comprendenti: razza, classe, genere e natura.
Spesso si considera una qualsivoglia critica al sistema dominante come una specie di idiosincrasia da parte della ragione a favore della irrazionalità, ma la critica di un sistema basato sul dominio e l’esclusione, non implica l’abbandono di ogni forma razionalità, individualismo e scientificità; piuttosto, propone una loro ridefinizione che tenga conto dai danni causati all’ambiente e all’umanità dall’uso esasperato di categorie ed opposizioni.
La natura nel suo processo di asservimento e svalutazione, è stata vista come: passiva, un non soggetto, una comparsa silenziosa piuttosto che una protagonista di valore, un invisibile sfondo utile ai veri protagonisti costituiti dalla ragione o dalla la cultura delle classi dominanti occidentali, maschiliste e di pelle possibilmente chiara. Le classi rese inferiori, e tra queste includiamo: natura, razza e classe sono una sorta di “terra nullius”, una risorsa priva di scopi propri, di prerogative e significati; pertanto la loro annessione o se vogliamo il loro fagocitamento da parte di ragione, intelletto, classi e razze dominanti costituisce una realtà più che giustificabile.
Ma per chi subisce sottomissione, si trova a sperimentare una dimensione nettamente separata, alienata e sminuita, una sorta di regno sottostante il cui dominio da parte di chi o ciò sta sopra è qualcosa di assolutamente inevitabile oltre che naturale. Muovendoci dalla natura in se e dalla natura delle cose, un tale trattamento è oramai, una sorta di standard nelle culture occidentali dove persino la logica del dualismo è utilizzata in funzione di uno schema concettuale che struttura diverse categorie di potere ed oppressione .
Secondo tale prospettiva anche il corpo umano con i suoi contenuti emotivi viene posto al di fuori del valore attribuito al razionale, e relegato ad una condizione di progressiva svalutazione, in quanto non valore è anche inferiore alla tecnologia e subisce la stessa sorte toccata alla natura.
Ai suoi albori la tecnologia si è rivolta alla natura, oggi si rivolge al corpo umano e sviluppa una vera e propria tecnologia del corpo, con una differenza sostanziale; mentre la tecnologia applicata alla natura è servita a salvare energia umana e pertanto il suo costo è stato assorbito dal sistema industriale; la tecnologia applicata al corpo umano invece, non parte dall’interesse da parte del sistema che se ne assume i costi ma è l’individuo stesso a farsene personalmente carico per sostenere per tale trasformazione.
Il processo di tecnologizzazione del corpo viene generalmente descritto come un processo lineare al di fuori di dinamiche e conflitti di potere, di fatto però è un processo politico difficile da rivelare dal momento che coinvolge quei luoghi strategici di rappresentazione sociale che disonestamente fanno passare per naturale ciò che in realtà non lo è mai stato.
Disgraziatamente il corpo naturale è costantemente preso di mira e sarà condannato a sparire."
Il corpo naturale, luogo privilegiato degli affetti, dei sentimenti e degli slanci del cuore, sta scomparendo man mano che il processo di adattamento istintivo alla realtà sociale (corpo- psiche) e di manifestazione sociale della libido mentale orientata verso scopi materiali (corpo- mente) prenderrano il sopravvento sui processi di nascita e sviluppo dell'anima (la donna nuda dipinta da Tiziano attinge l'acqua dei sentimenti dalla fonte/corpo) e di apprendimento e manifestazione della coscienza (la donna nuda con il flauto in mano).
Tiziano dipinge la scena campestre fuori dalla città a significare il carrattere individuale e intimo dei processi di integrazione dell'anima e della coscienza femminile (ANIMA) all'interno del Corpo maschile (CORPUS). Mentre all'interno della città è indispensabile esercitare una tecnologia del corpo e della mente per migliorare le "prestazioni" dell'io, all'esterno delle mura ( e all'interno di se stessi) è necessario imparare l'arte di suonare le "dodici corde" del liuto, metafora della conoscenza dei "dodici archetipi" che strutturano la mente alchemica (Ermete).
Integrando dentro di sè la conoscenza dei sentimenti corporei femminili che si traduce in consapevolezza dell'anima (l'Animus) e il godimento della "musica" generata dalla coscienza femminile che si traduce in comprensione (lo Spiritus), l'alchimista (Il giovane che suona il liuto) realizza l'Intellectus alchemico (il giovane amico che gli sta di fianco) in grado di attirare a sè l'attenzione di coloro che vogliono ancora evolvere attraverso le facoltà creative e cognitive del corpo naturale (in lontananza si intravede un pastore di pecore che si avvicina al gruppo).
La realizzazione della percezione, dell'intuizione e della conscenza spirituale peculiare dell'Intellectus, rivela il volto del "daimon" e la potenza di "Ermete Trismegisto". Tiziano lo dipinge come un compagno di danze, giochi e musica a sottolineare il carattere squisitamente edonostico, estetico ed estatico dell'esperienza connesso alla sviluppo trascendente dell'io nel Se.
Scoprire Ermete significa entrare nel Mondo dell'Arte Alchemica in cui pullulano i miti, le metafore, le allegorie e i simboli della trasformazione "tecnologica", e per questo alchemica (Venere Urania), del corpo, della psiche e della mente razionale ad opera delle potenze femminili.
I principi alchemici sono solo tre:
1. Il corpo naturale (maschio) diventa "Animus" (consapevolezza della libido) attraverso l'amore istintivo femminile (lo zolfo)
2. La psiche (femmina) diventa "Spiritus" (comprensione) attraverso un procedimento di "solve e coagula" tra la la coscienza maschile (il liuto) e la coscienza femminile (il flauto). I sette principi della coscienza alchemica (il Sale) scaturiscono dalla fusione delle qualità materne : amore, coscienza e sacrificio delle madri (il cigno che si ferisce il petto per nutrire la prole) e quelle paterne: coraggio, onore e sacrificio di sè in mome di ideali più elevati (il leone rosso).
3. La mente (neutra) diventa Intellectus (percezione, intuizione e conoscenza simbolica) grazie ai primi due principi che attivano il terzo elemento (Ermete/Mercurio)
TAG daimon (1), egiziani (1), ermete (1), foucault (2), hillmann (2), jung (6), tiziano (10)
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26
mar2009
arte alchemicaLo Specchio della Coscienza
scritto da Marta Breuning alle 08:34
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Velazquez, Las Meninas
Diventiamo ciò che desideriamo, pensiamo e conosciamo. Il nostro corpo è un laboratorio biochimico permanente in cui avvengono lunghi o improvvisi processi di trasformazione dell'energia psichica (pulsioni) in energia mentale (desideri) e spirituale (riflessioni).
L'Arte alchemica è l'arte di guardare la natura umana (la Meninas) come in uno specchio. Osservando la realtà attraverso lo "specchio della coscienza" (il pittore dipinge la bambina guardando dentro uno specchio che si trova difronte a lui) diventiamo consapevoli della pulsioni istintive, psichiche e mentali (il cane e le due nane). che rappresentano gli stadi inferiori della coscienza.
Osservando la Realtà attraverso lo "specchio della coscienza" è possibile comprendere il significato dei desideri consci e inconsci (le due damigelle che pettinano e accudiscono la bambina) e riconoscere nei nostri pensieri e riflessioni (il Re e la Regina osservano la figlia mentre il pittore la sta dipingendo) il sottile processo di trasmissione iperconscia dei simboli ( il volto dei genitori riflessi nello specchio posto in fondo alla parete), dei modelli (il Tutore della Bambina osserva la scena dal corridoio) e degli archetipi (la Governante della casa nascosta nel buio) che "vibrano" invisibili nell'etere.
Velazquez dipinge la figlia dei Re di Spagna con l'intento di rappresentare il significato della Filosofia dello "Specchio" che è il fondamento dell'Arte di vedere la Realtà (limmagine della Bambina) senza dimenticare di "riflettere" sui simboli (i due genitori), i modelli (il tutore) e gli archetipi (la governante) generati dall'Anima dell'Artista (la tela del dipinto) nel processo di trasformazione alchemica dell'energia psichica evolutiva in energia spirituale (consapevolezza, comprensione e conoscenza di se stessi come della realtà visibile e invisibile).
La Filosofia di Afrodite (mitologia della coscienza) e dell'Arte alchemica (mitologia della conoscenza) si fondano entrambe sul concetto del Sè Testimone (l'artista rappresenta se stesso all'interno del dipinto nell'atto di osservare la Realtà attraverso lo specchio) elaborato dalla spiritualità indiana. Il Sè Testimone rappresenta lo stadio più evoluto di coscienza di se stessi in rapporto alla Realtà in quanto l'individuo non si identifica più con il nome, il ruolo sociale, la ricchezza matetriale, lo status intellettuale, ma indaga la realtà osservando se stesso e gli altri riflessi dallo specchio della Coscienza (il Sè).
La Coscienza del Testimone non è nè maschio nè femmina, non è nè ricca nè povera, non è intelligente nè stupida, e nemmeno istruita o ignorante, ma si impone all'interno di ogni individuo consapevole di diventare ciò che desidera, pensa e conosce. Per secoli la filosofia orientale (Gianinismo e Buddhismo) ha dibattuto sul'esistenza del libero arbitrio e sulla concreta possibilità per ogni individuo di accelerare con sforzi individuali (pratiche ascetiche, meditazioni, contemplazioni, rituali magici e iniziatici, danze, mantra e operazioni simboliche) la liberazione dal ciclo delle rinascite e dalle impressioni (samskara) accumulate nelle vite precedenti.
Il Rinascimento alchemico elabora invece in soli tre secoli (1330 - 1660) gli emblemi di una possibile trasformazione del modo di vedere, concepire e conoscere la realtà attraverso lo "specchio della coscienza". Se desideriamo accumulare beni materiali diventiamo imprenditori e ci identifichiamo nei modelli (il Tutore) di successo che ci ispirano "pensieri, parole, immagini e azioni" che hanno il potere di veicolare l'energia psichica, mentale e spirituale (la volontà dell'io) verso una unica direzione.
In tutto ciò non c'è nulla di negativo. Il desiderio di ricchezza (Shiva si presenta a Parvati a cavallo di un magnifico toro) è la molla di ogni evoluzione della prima materia (istinti, pulsioni e libido). Velazquez è stato per tutta la sua vita un artista di corte, al servizio del Re di Spagna, ma non per questo ha rinunciato ad esprimere il suo punto di vista ed evolvere nella coscienza del Se testimone.
Per l'alchimista occidentale, ben più radicato alla realtà materiale ed economica di quello orientale, è importante diventare consapevole della natura dei desideri, delle parole e delle immagini che hanno il potere di "accecare, velare e suggestionare" l'anima creativa ("Il Re è nudo!", esclama il ragazzino mentre vede il Re passare in carrozza vestito di niente).
La manipolazione, la suggestione e la persuasione operano a un livello "occulto", invisibile ai sensi corporei, mentre diventa una realtà "visibile" se si apprende l'arte di evolvere nei sensi mentali (la conoscenza delle parole e delle immagini collegate alle sensazioni corporee) e spirituali (la conoscenza dei simboli e degli archetipi collegati alle emozioni del cuore). Se ti fidi dei "sensi spirituali" allora sei diventato il "Se testimone" descritto nelle sacre scritture vediche.
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23
mar2009
arte alchemicaL'Animus Mercurius
scritto da Marta Breuning alle 08:17
[mod] [del]
Lo 'Spirito alchemico' è impalpabile, invisibile e inafferrabile. E' presente nel T'chi dei taoisti e circola nel prana degli induisti, mentre nell'occidente cristiano è veicolato dallo Spirito Santo nel giorno della Pentecoste. Gli alchimisti rinascimentali si recavano in pellegrinaggio nella cattedrale di Compostella per "ricevere" il simbolo geometrico della stella, simbolo dell'intreccio cosmico (compos stellae) che avviene incessantemente tra le potenze della natura maschile (Yang, essenza, sole e Purusha) con quelle della natura femminile (ying, esistenza materiale, luna e Prakriti).
La vita del corpo e della materia è generata dall'unione, dalla fusione e successiva trasformazione tra le due forze contrapposte che sono all'origine dello saktismo, la corrente fisolofica indiana che concepisce una inseparabilità della coppia maschile-femminile per cui il principio cosmico maschile Siva è vivo solamente per grazia del principio cosmico femminile, Parvati.
Lo Spirito alchemico è descritto nella mitologia dal ruolo di Mercurio, figlio di Zeus (la conoscenza della Natura) e messaggero degli Dei (informazione/conoscenza). Mercurio non è altro che il Prana dei tantrici, essenza doppia in grado di organizzare il macrocosmo universo così come il microcosmo uomo. Mercurio è quindi l'informazione (archetipica e simbolica) che definisce le regole del gioco e stabilisce il rapporto tra gli eventi definendo i ruoli, i compiti e i mezzi necessari per realizzare la compenetrazione tra il macrocosmo (il mondo delle idee, la musica delle sfere) e il microcosmo dell' uomo (la realtà dominata dal caos, dal caso, dalla necessità e dal destino).
Lo Spirito Alchemico entra nel corpo fisico attraverso l'aria che veicola l'energia del "prana", considerato il soffio vitale in grado di modificare e rimodellare i rapporti tra le polarità maschili (il conscio) e le polarità femminili (subconscio). Lo Spirito Mercurialis (pranashakti), trasmesso ad esempio dal Gu- ru (la luce e l'oscurità), fa emergere alla coscienza del discepolo le potenze femminili di Mercurio (le kundalini shakti) in grado di rigenerare la mente individuale e di ricollocarla al centro nella Mens universale, ovvero al centro dell'energia universale (T'chi).
Il maestro alchimista che realizza il Tao senza forma, simbolo della realizzazione del perfetto equilibrio della propria mente armonizzata con le frequenze del T'chi, arteficie dell'organizzazione di tutte le forme viventi e degli infiniti giochi di coscienza che vibrano negli archetipi (le vicende mitologiche) e nei simboli, diventa una incarnazione vivente del Tutto, dell'Assoluto, una emanazione della Divinità cosmica (Shiva) in grado a sua volta di incarnare l'archetipo generatore (il Dio degli alchimisti) che crea, modella e distrugge le infinite forme del mondo vivente.
La visione alchemica dell'Universo differisce profondamente da qualsiasi concezione religiosa di Dio. La religione è considerata dagli alchimisti la via del cuore, il cammino delle Virtù indispensabili per veicolare la "libido" nelle forme della devozione e dell'amore incondizionato verso Dio. La religione è la via della devozione che conduce l'individuo (Ego/Anima) a concepire se stesso come una parte infinitesimale di Dio, premessa mentale per poter assorbire attraverso il prana (il mercurio) del maestro (pranashakti) una più provonda ed efficacie "consapevolezza di relazione" (Animus mercurius).
La mitologia descrive in forma allegorica il processo di trasmissione dell'Animus Mercurius. Mercurio ruba i buoi di Apollo e poi mette alla prova un vecchio di nome di Batto che lo aveva sorpreso e gli aveva promesso di serbare il segreto.
La Prima Materia degli alchimisti da trasformare e fatta da "istinti, pulsioni e libido", mentre la seconda è costituita dalla mente individuale che diventa attiva quando l'individuo riflette sulle "motivazioni, le decisioni e le scelte" da compiere con consapevolezza di sè. Batto è vecchio, a significare che è dotato di una personale e completa consapevolezza di sè, ma è ancora privo di Animus, cioè della consapevolezza di relazione di chi mantiene le promesse, la parola data e gli impegni con il prossimo.
Il piccolo Mercurio lo mette alla prova e, sotto mentite spoglie, gli estorce la confessione con le lusinghe e la persuasione delle parole. Batto si lascia corrompere e cede alle false promesse, agli inganni e alla furbizia di Mercurio che, come il prana, è doppio, messaggero di conoscenza , ma anche artista nella persuasione e nella manipolazione delle evidenze e delle immagini che sono il fondamento di ogni truffa.
L'animus mercurius è quindi consapevolezza della duplicità della natura umana, furba e ingenua, scaltra e stupida, arrogante e mansueta, ecc., e quindi della natura dei rapporti esistenti tra gli uomini, specie tra chi detiene una qualsiasi forma di potere (i buoi che Mercurio ruba al fratello Apollo) e chi non lo ha.
La consapevolezza di relazione si trasmette attraverso il "prana", il contatto diretto con il corpo, la mente e lo spirito del maestro. E' sufficiente frequentare una persona esperta della vita, degli affari o un consulente per capire l'arbitrarietà delle parole e l'inconsistenza delle promesse.
TAG mercurio (1), mitologia (18)
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22
mar2009
filosofia della conoscenzaLo Spirito Mercurialis
scritto da Marta Breuning alle 08:07
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Statua di Ermes con caduceo e borsa, 4 sec. a.C
La filosofia di Afrodite elaborata dai Greci e prima di loro dalla filosoia indiana, fornisce infomazioni sulla realtà percepibile, sul sistema della percezione e sui poteri della psiche di indagare le verità nascoste nella materia. Analizza le facoltà cognitive, intuitive e razionali, dell'uomo e le operazioni della sua mente, valuta le diverse teorie sulla conoscenza umana e individua i metodi e le leggi della logica, classifica i sensi e studia i processi sensoriali, mentali e spirituali attraverso cui le esperienze vengono apprese e assimilate, interpretate e comprese.
I filosofi del Rinascimento si appropriarono della filosofia "femminile" di Afrodite, per sua natura rivolta alla conoscenza dell' essere, in netta contrapposizione alla filosofia "maschile" del divenire, più attenta a studiare le Leggi universali, il cosmo e la natura e trarre dall'osservazione dei fenomeni le regole dell'agire. La Bellezza non era considerata un fenomeno marginale rispetto alla speculazione filosofica, ma rappesentava lo stadio finale della trasformazione alchemica dell'anima, il nucleo portante che conteneva i semi di ogni riflessione sui valori etici e le regole morali.
Il filosofo rinascimentale è una artista e ogni artista che apprende l'arte nella bottega del Maestro diventa suo malgrado un filosofo, perchè è chiamato a riflettere sul significato dei moti d'animo, dei sentimenti e degli sguardi e di come rappresentarli attraverso la pittura e la scultura. In tempi successivi deve apprendere il significato del linguaggio del corpo, delle mani e delle dita e l'arte di rappresentare gli stadi di metamorfosi dell'anima attraverso un dispiegamento logico di simboli. metafore ed allegorie. La filosofia di Afrodite percorre tutto il Rinascimento in forme trasversali, sottili e a volte impenetrabili, in stridente contrasto con gli interessi e le motivazioni del potere religioso e politico, i modelli sociali e delle stutture del potere.
Il contrasto non è determinato da una diversa concezione del vivere e dell'agire, ma sull'interesse primario che ogni individuo deve porre sul significato della conoscenza e dell'esperienza. Non è sufficente essere informati per evolvere sul piano sociale ed esistenziale, ma è indispensabile la trasformazione di sè, un cambiamento radicale della natura dell'uomo e, quindi, un rinnovamento della sua comprensione del mondo e della vita stessa. La filosofia di Afrodite praticata nel Rinascimento si configura quindi come arte della trasformazione della prima materia (istinti, pulsioni e libido) nella Pietra dei filosofi, metafora del completamento della trasformazione attraverso le sette pietre (stati di coscienza), le Sette Arti liberali (livelli di conoscenza), le Sette Muse (livelli di intuizione), i Sette principi (livelli di consapevolezza) e le sette iniziazioni (livelli di esperienza).
La trasformazione artistica della "Prima materia" genera Bellezza, la settima Arte, mentre la trasformazione della Seconda Materia (motivazioni, scelte e decisioni) genera lo Spirito dell'Alchimia (l'Ottava Arte). La sintesi di Bellezza interiore e Spirito Alchemico (animus, spiritus e intellectus) è il fondamento della "Filosofia di Afrodite" (la nona Arte), descritta in Oriente dal rapporto che si instaura tra il maestro indù e il suo discepolo. L'allievo si inchina ai piedi del Maestro (Afrodite) per adempiere al supremo compito della Realizzazione (la Decima Arte).
In tal senso la filosofia di Afrodite si avvicina alla religione molto più di quanto faccia il pensiero critico e secolarizzato dell'Occidente moderno. Pitagora, Empedocle, Platone, gli stoici, Epicuro, Plotino e i neoplatonici, sant'Agostino, Meister Eckart, Ficino, Giordano Bruno, Jacob Bohme, Shopenhauer sono stati gli allievi più famosi di Afrodite, la Divinità che incarna il principio femminile della Realtà. Senza questa premessa non è possibile comprendere il Rinascimento e il fenomeno artistico che lo caratterizza, poichè è più con le immagini che con le parole che si "propaga" lo Spirito alchemico.
Il problema di fondo degli artisti rinascimentali era quello di rappresentare nel miglior modo possibile i processi di purificazione della Prima materia (1), di trasmutazione della Seconda materia (2) e di trasformazione della Terza Materia (consapevolezza, coscienza e conoscenza) (3), poichè raggiungendo una sintesi nella Quarta Materia (il Phyton rappresentato nell' incisione) in cui è possibile uno stato di liberazione dalle illusioni, dai retaggi karmici e dall'ignoranza, (4), diventa facile sommare le parti (1+2+3+4=10) e conquistare la perfezione (10).
L'artista/filosofo, utilizzando una comprensione intuitiva e non semplicemente intellettuale ed erudita della realtà, deve realizzare un cambiamento del cuore, deve andare al di là dei condizionamenti, al di là dei limiti dell'imperfezione e dell'ignoranza umana e trascendere il piano terreno dell'essere.
Mercurio/Ermete nelle vesti di Phyton, la quarta materia sintesi delle altre tre, descrive la conoscenza dei simboli della libido e quindi morte delle illusioni, disintegrazione dell'ignoranza e dissipazione del karma.
La filosofia di Afrodite trasmette al discepolo dell'Arte lo Spirito alchemico (Spirito Mercurialis) che lo aiuterà ad entrare nel mondo dei simboli, degli emblemi, degli yanra e dei mantra. La trasmissione dello Spirito alchemico (Mercurio psicopompo) avviene per contagio (il corpo astrale delle donne), attraverso i libri e le opere dell'arte (corpo mentale) e l'aureola dei santi, dei maestri e degli alchimisti (il corpo buddhico).
E' difficile descrivere il fenomeno dell''Alchimia se non si sperimenta la suggestione, lo spaesamento e l'annullamento dell'ego provocato dalla Bellezza. Mercurio psicopompo accompagna le anime nell'aldilà, a significare il ruolo decisivo dello Spirito trasmesso dalla Filosofia di Afrodite, di accompagnare l'anima a compiere le prove della morte simbolica (iniziazione) e trasformazione dell'egoicità (la libido) nel Sè.
TAG alchimia (35)
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20
mar2009
filosofia della conoscenzaLe sette arti liberali
scritto da Marta Breuning alle 13:07
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Arti liberali
La definizione di ‘arti liberali’, che risale al mondo classico, era comunemente derivata dall’idea che attraverso lo studio di dette discipline l’essere umano poteva liberarsi progressivamente dal peso della sua condizione di essere materiale, ed elevare così la propria natura; questa idea era poi strettamente connessa al presupposto per cui tale possibilità spettava in modo peculiare agli uomini liberi, che soli potevano dedicarsi all’attività propriamente umana del conoscere.
Le arti liberali rappresentavano già in epoca antica il complesso del sapere, la cui organizzazione in nove discipline fu trasmessa da Varrone (che includeva tra queste anche architettura e medicina), mentre l’articolazione in sette che conobbe ampia fortuna nel medioevo è opera di Marciano Capella (V secolo d.C.), che nell’opera poetica De nuptiis Mercurii et Philologiae, indicò grammatica, dialettica, retorica, aritmetica, geometria, musica, astronomia come il fondamento della conoscenza umana. Le arti furono raggruppate attorno ai due poli del linguaggio e della misurazione: le arti del trivio (o sermocinali) introducevano alle strutture della lingua latina, all’analisi logica e semiologica, alla costruzione del discorso persuasivo, mentre le arti del quadrivio (o reali), vertevano sulla conoscenza della realtà del numero, dello spazio, dell’armonia, dei moti degli astri.
Nel De doctrina christiana Agostino sostenne che le arti liberali potevano costituire il gradino iniziale di accesso alla filosofia, o alla sapienza cristiana; oppure potevano essere considerate esse stesse costitutive della filosofia, che veniva così ad essere concepita come il sapere nella sua complessità. L’identificazione della filosofia con l’insieme delle arti liberali così formulata permane nel medioevo, attraverso i suoi differenti momenti. A partire da questa concezione le discipline del trivio e del quadrivio andarono a costituire la base dell’acculturazione che accompagnò i processi di cristianizzazione delle regioni periferiche d’Europa nell’Alto Medioevo e il nucleo di un genere letterario le cui radici affondano nella tarda antichità e che conoscerà ampia fortuna per tutto il Medioevo, quello dell’enciclopedia.
Le arti liberali e le sette muse sono legate tra loro da un doppio filo. Dentro la testa dell'alchimista avviene un nuovo metabolismo dell'informazione. Attraverso la propriocezione (il pozzo che collega il sistema limbico con il cuore) la mente collega tra loro parti sempre più vaste di realtà. Le "sette arti" non sono altro che l'esperienza esistenziale dell'individuo tradotta in forma sintetica, facilmente accessibile al sistema della percezione collegata alla memoria (la musa che si trova al centro).
Esperienza (il triangolo con il vertice verso l'alto) e conoscenza (il triangolo con il vertice verso il basso) si compenetrano (la stella a sei punte) per generare la pietra filosofale, il perfetto equilibrio tra gli opposti, tra il maschio e la femmina, tra Realtà e Verità.
Nella parte superiore dell'incisione l'alchimista dispone cinque stelle in grado di collegare l'azione del corpo (il sole) con l'energia universale (la luna all'ultimo quarto, simbolo di chiaroveggenza). Oltre le sette muse, e la Trinità dello spirito umano, esistono altri cinque gradi di evoluzione, annullamento, morte, rigenerazione e trasfigurazione dell'intelletto in Coscienza universale (l'Atman dei tantrici, il Cristo della Trasfigurazione).
Trasfigurare nello Spirito divino, e quindi elevarsi al di sopra del Monte Tabor, (il cervello razionale intuitivo), significa ridurre in cenere l'egoicità connessa alla conoscenza delle sette arti liberali e all'ascolto delle sette muse (intuizione supercosciente).
Anche lo Yogi costruisce il corpo buddhico (i sette chakra) per poi trasfigurare nel corpo spirituale, metafora di un processo di distacco dalla coscienza individuale per conquistare invece la forma perfetta dell'Uovo aurico, simbolo di realizzazione della conoscenza/esperienza in grado di "solvere e coagulare" qualsiasi forma di contrapposizione.
Le cinque stelle rappresentano i cinque stadi di annullamento della Materia nello Spirito e viceversa. L'Ermafrodito, l'Androgino, il Rebis androgino, il Rebis, e il Lapis sono i cinque stadi di trasformazione dell'identità individuale, sessuale, sociale e materiale, nell'identità del Sè (il Cristo).
Anche per l'Alchimia orientale ci sono cinque stadi di coscienza da "perforare", (le cinque guaine), prima di raggiungere il nada Brahma, il filo d'argento che collega la Dea Kundalini con l'energia universale. All'interno della colonna vertebrale (la sushumma) scorre l'energia spirituale del Sè (l'Atman) che ha la stessa natura dell'Assoluto (il Brahman). Per giungere all'Assoluto bisogna illuminare il Sè principiale (evoluzione), il Sè supremo (annullamento), il Sè spirituale (morte), il Sè universale (rigenerazione) e il Sè Assoluto (Trasfigurazione), ovvero i cinque stadi di "morte e trasformazione" dell'intelletto in Coscienza Universale.
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giovedì 16 aprile 2009
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