Per i filosofi alchemici la "manipolazione culturale, politica e psicologica" (la stregoneria contemporanea) dei bisogni dell'anima psichica (la massa) filtra attraverso messaggi, informazioni e "decreti" sapientemente zuccherati. (la favola di Hans e Gretel)
Mentre il desiderio di conoscere (Hans) e la curiosità dell'anima di esplorare (Gretel) "crescono" (come bambini affamati) nel processo di introversione melanconica (il bosco), il sistema sociale finalizzato a rispondere ai bisogni psichici collettvi (la strega cattiva) coltiva il vizio di attirare "coloro che hanno 'fame' di risposte (sicurezza, casa, lavoro, istruzione) con proposte ad alto contenuto di falsità (lo "zucchero") e quindi "drogate" con il giusto mix di parole suggestive e immagini accattivanti, di estetica e slogan alla moda, di cataloghi e gadget 'appetitosi', ma completamente prive di realtà e concretezza.
La favola di Hans e Gretel trasmette un avvertimento serio e fondato.
Prima o poi i "due fratellini" trovano il modo di ficcare la strega nella stufa e liberarsi così della sottile "arte della persuasione" che impedisce di fatto una reale riflessione sui contenuti di coscienza trasmessi dai politici o dagli esponenti della cultura e dell'informazione.
Per i filosofi alchimisti l'anima psichica è una "funzione transitoria" che evolve in due modi che sono tra loro complementari:
1. attraverso le "crudeli" esperienze che si possono affrontare "virtualmente" nel "bosco" dell'introversione creativa (al cinema, al museo o nel laboratorio artistico)
2. esercitando la percezione disincantata e poi cognitiva di tutte le arti di manipolazione, suggestione e persuasione psichica delle immagini che la "stregoneria contemporanea" ci sottopone quotidianamente attraverso i media.
Lo scopo dell'introversione creativa della pulsione non è di dipingere i "colori dell'anima", o di scrivere le poesie del cuore, ma di individuare "l'itinerarium mentis Deum" indispensabile per intraprendere l'esperienza di trasformazione dell'"Anima" in "Coscienza".
Un angelo con la stella a sei punte sopra la testa accoglie l'alchimista che esce "annerito" dalle esperienze di cui è spesso vittima inconsapevole l'anima che si fida degli "stregoni".
La stella a sei punte descrive un percorso circolare di introversione della pulsione psichica (la bile nera), creativa (la bile rossa) e cognitiva (la bile gialla) in grado di evolvere l'anima psichica, per sua natura ingenua (cappuccetto rosso) e impreparata ad affrontare la libido altrui (il lupo), in coscienza della realtà e del mondo.
La "stella" si riceve nelle notti di Novembre, sotto il segno dello scorpione, segno in cui la luce del Sole (la Realtà oggettiva) illumina i tentativi di persuasione, manipolazione e suggestione occulta perpetrata ai danni della luna, simbolo della pulsione psichica che giunge, come i genitori di Hans e Gretel, a uccidere i figli per mancanza di cibo, amore e prospettive di lavoro.
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02
nov2008
arte alchemicaLa malinconia d'amore
scritto da Marta Breuning alle 10:54
[mod] [del]
Lepenies (1969) considera la malinconia un sentimento di vita tipico dell'individuo borghese. Ne distingue addirittura di tre tipi: quello nobile, quello borghese e quello non più borghese. Tutti sono caratterizzati dalla coscienza storica e riflettono ugualmente, sia pure in maniera diversa, sull'assenza di un compito adeguato alla 'borghesia' e cioè a quella massa di individui che ha il tempo, le risorse economiche o la 'vocazione' a prendersi cura della vita interiore e delle "frustrazioni dell'anima".
Sotto questo punto di vista la malinconia è un sentimento che nasce da una introversione dell'azione a cui corrisponde un impedimento dell'agire, più subito passivamente che cercato.
L'introversione malinconica può essere un sentimento di 'moda', utile a dimostrare al mondo l'esistenza di un mondo interiore "unico e originale" da contrapporre alla 'volgarità e alla banalità' del mondo esterno.
E' questa la "palude melmosa" dello psichismo emotivo che l'alchimista è chiamato ad attraversare per verificare i limiti dell'anima di "guardare in faccia la realtà", di "intuire le verità nascoste" e di" comprendere la Verità assoluta".
Uscire dagli "acquitrini" delle emozioni "borghesi" significa diventare consapevoli che il tempo del romanticismo idealizzato, dell'estetica fine a se stessa, dell'anelito creativo e dei buoni sentimenti è finito per sempre e non si può più tornare al mondo dell'infanzia o dell'adolescenza.
Occorre distinguere bene il sentimento della malinconia, peculiare dell'età borghese, dall'introversione creativa (la melancholia generosa) sperimentata emotivamente dalle donne e, in forme artistiche, dagli alchimisti del rinascimento.
Le donne non smettono di essere romantiche anche quando "guardano in faccia" i pregi e i difetti del partner. La "melancholia generosa" è il "lucido romanticismo" che nasce dall'introspezione e non è una manifestazione edulcorata o struggente dei sentimenti d'amore.
Amplificare la percezione delle sensazioni, delle emozioni e dei sentimenti corporei ( I due angeli e il Bambino che protende le mani) che scaturiscono dall'incontro amoroso, soprattutto erotico, significa entrare nel Regno dell' Alchimia interiore (l'Hortus conclusus definito dal muro di cinta dipinto da Botticelli alle spalle della Vergine) che ha il suo epicentro mistico e biopsicologico nel cuore fisico (la veste rossa della Vergine irradia le pieghe a partire dal cuore)
Nel centro del cuore convivono metaforicamente il Re e la Regina , la coppia di opposti che conducono alla realizzazione spirituale. Nel gergo romanzato di Coelho, il Re rappresenta la tradizione solare, la stessa praticata da Cristo, mentre la Regina, la madre di ogni trasformazione energetica, incarna la Tradizione lunare individuata dagli alchimisti nella figura di Maria Vergine.
Amare con il cuore conduce all'illuminazione dell'anima, della coscienza e dell'intelletto di Maria che trascende, nello stadio finale della metamorfosi, nella "Regina del cielo". Purtroppo la dottrina cattolica non ci ha permesso di accedere ai misteri di Maria, conservati con gelosia dagli iniziati cristiani che hanno scelto il ritiro dal mondo, all'interno di conventi o eremi. Solo nelle pareti affrescate della Certosa di Pavia è possibile ammirare le opere degli artisti che hanno descritto per intero il processo di metamorfosi della pulsione psichica, creativa e cognitiva (il Transitus di Maria descritto dagli alchimisti arabi) nella "consapevoelzza di sè", raffigurata dal Bambino Gesù. frutto del suo "seno".
La "consapevolezza di sè" è l'espressione corporea, mentale e spirituale dell'anima alchemica attraverso il corpo. Per gli alchinisti la manifestazione dell'anima alchemica (Venere Urania) avviene attraverso le facoltà motorie, verbali e creative del corpo (Marte) e per questo motivo assume una immagine maschile.
L'iniziazione alla consapevolezza avviene attraverso il rito del "Battesimo del cuore", metafora di una simbolica presa di coscienza della funzione evolutiva connessa alla consapevolezza del piacere provato dall'anima attraverso il corpo. Consapevolezza di sè e Piacere dell'anima , inteso come capacità orgasmica che ha il suo epicentro nel cuore, sono strettamente connessi. Tutta l'arte nasce da questo incontro e le numerose immagini della "Vergine con il Bambino" sono la testimonianza del potere della devozione del cuore (il Bakthi yoga dei tantrici) di accendere il fuoco celeste della trasformazione spirituale.
Il battesimo del cuore avviene quando si permane per qualche giorno in uno stato di introversione creativa dell'anima. Durante questo breve periodo vengono di nuovo gustate le sensazioni e le emozioni provate durante l'atto sessuale.
Tale pratica richiede una precisa alchimia tra memoria e immaginazione per cui è possibile rivivere le emozioni sperimentate nel rapporto. Le donne sono esperte in questa pratica alchemica, gli uomini un pò meno; eppure è il fondamento della trasformazione della pulsione psichica (Clori), in pulsione creativa (Flora) e infine pulsione cognitiva (Venere), per cui alla fine "sento di amare" perchè il cuore mi trasmette senza sosta le sensazioni, le emozioni e i sentimenti dell'amore.
Il cuore diventa come il sole (Giove in leone) e inizia ad irradiare la luce dell'anima, sintesi di amore, coscienza e conoscenza. Questo fenomeno ha un potere taumaturgico. I santi sono venerati per questo motivo, ma il lavoro di trasformazione del "rospo in principe" viene svolto dal cuore delle donne, artefici, volenti o nolenti, della trasformazione dell'ego maschile in consapevolezza dei sentimenti dell'amata.
Fino a pochi decenni fa, fino a che la chiesa cattolica spingeva le donne a diventare "sante" in nome della famiglia, l'emissione di luce era gratuita. Adesso le cose sono cambiate. Se vuoi crescere, evolvere e imparare a goderti la vita devi "pagare" un giusto prezzo. Non è possibile farsi succhiare il "latte" dell'anima (il lac Virginis) dal il primo "rospo" che passa... e se ne va senza dare nulla in cambio, dopo essre stato trasformato dalla moglie o dalla compagna in "principe".
L'anima è un bene prezioso. Gli alchimisti definivano l'anima come il denaro del corpo ed è per questo che avevano riconosciuto il potere della trasformazione in chi aveva la fortuna di nascere sotto l'egida di Venere in Taurus, segno simbolo del denaro in quanto emanazione della ricchezza interiore (l'anima).
TAG alchimia (35), arte (34), botticelli (17), certosa (1), coelho (1), rospo (1)
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03
nov2008
psicologia della percezioneL'introversione cognitiva
scritto da Marta Breuning alle 16:00
[mod] [del]
Sandro Botticelli, Il Centauro con Pallade Atena
Il Centauro è l'archetipo dell'uomo 'civilizzato' a metà, separato dalla parte animale, dagli istinti e dalle pulsioni e quindi incapace di interpretare la verità che "prorompe dalla sua natura".
Abile nel saltare i fossi e superare gli ostacoli con la razionalità delle proposizioni verbali, il Centauro non conosce il significato dell'introversione cognitiva rappresentata da Pallade, figlia di Atena, la sapienza alchemica.
La coscienza umana evolve dal contenimento degli istinti e più precisamente dalla capacità dell'individuo di stabilire un intervallo di tempo tra lo stimolo e l'azione (consapevolezza sensoriale) e tra l'azione e la soddisfazione dei bisogni (consapevolezza mentale).
La religione e le regole morali, etiche e spirituali sono il prodotto concreto della necessità culturale di evolvere da una condizione animale (il Minotauro), a una condizione metà umana e metà animale (il Centauro), fino a una definita evoluzione nella dimensione semidivina (Ercole e le dodici fatiche).
La mitologia greca e cretese non fa che descrivere il tragico percorso evolutivo intrapeso dall'individuo e dalla società durante le diverse fasi di purificazione dell'istinto (Inferno) , di trasmutazione della pigrizia nel fuoco della conoscenza (Purgatorio) e di trasformazione della coscienza egocentrica nella coscienza allocentrica (il Paradiso).
Prometeo ruba il fuoco della tecnica a Zeus e lo consegna agli uomini affinchè possano evolvere nelle qualità divine degli dei dell'Olimpo. La Technè si contappone alla Psichè, così come la tecnica dell'introversione si oppone alla Pulsione di agire e soddisfare i bisogni nel più breve tempo possibile. Creare un intervallo di tempo significa apprendere l'arte dell'introversione, e cioè l'arte della malinconia.
Per gli alchimisti esistono tre gradi di introversione: l'introversione della pulsione istintiva (malinconia adusta), l'introversione della pulsione creativa (melanconia generosa) e l'introversione della pulsione cognitiva , chiamata anche "furor" o "stato di grazia". Per gli alchimisti arabi tale tecnica era basata sul contenimento della bile nera (rabbia, gelosia, invidia, accidia, ecc) e sulla sua progeressiva trasformazione in bile rossa e gialla.
Ciò significa che la consapevole rinuncia ad aggredire il prossimo conduce ad espandere le potenzialità spirituali dell'individuo.
La cultura della non violenza predicata dagli orientali è in effetti una tecnica di contenimento degli istinti e di trascendenza delle pulsioni primitive in consapevolezza di sè.
Putroppo tale tecnica è travisata in occidente, poichè viviamo separati dai nostri istinti e operiamo una ferrea censura delle nostre pulsioni. In queste condizioni, peculiari del Centauro, siamo incapaci di fermarci in tempo e saltiamo gli ostacoli e i veri problemi di relazione con abili parole o affascinanti concetti. Parliamo e scriviamo d'amore ma non conosciamo l'amore del corpo, predichiamo il rispetto e l'amicizia, la tolleranza e la pace fraterna, ma poi siamo i primi a rinnegare i nostri buoni propositi.
Siamo tutti figli di Alberoni e dei preti che per secoli ci hanno inculcato un concetto di bene che non può esistere all'interno della natura umana.
Per gli alchimisti la natura deve essere purificata, purgata, lavata e ricondotta al suo primigenio splendore.
E' questo il senso del ritorno al Paradiso, luogo terrestre in cui è possibile manifestare il desiderio e l'amore del corpo senza più inibizioni, censure o sovrastrutture culturali e ideologiche.
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04
nov2008
arte alchemicaL'anima psichica e l'anima razionale
scritto da Marta Breuning alle 11:41
[mod] [del]
Vicki Cristina Barcellona. film di Woody Allen.
Vicky (Rebecca Hall) e Cristina (Scarlett Johansson) sono grandi amiche ma ciò nonostante hanno un approccio totalmente diverso verso l‘amore. Vicky è una ragazza molto posata ed è fidanzata con un ragazzo molto rispettabile. Cristina invece è sessualmente ed emotivamente disinibita ed è alla continua ricerca della passione travolgente che la faccia camminare a due metri da terra. Quando Judy (Patricia Clarkson) e Mark (Kevin Dunn), lontani parenti di Vicky, invitano le due ragazze a trascorrere un‘estate a Barcellona, le due accettano di buon grado per motivi diametralmente opposti: Vicky desidera trascorrere gli ultimi mesi da ―single‖ facendo delle ricerche per il suo Master mentre Cristina vuole cambiare aria e allontanarsi per un po‘ dall‘ultimo disastro sentimentale. Una sera, mentre si trova in un galleria d‘arte, Cristina, - tanto per cambiare – incrocia lo sguardo con l‘uomo più intenso e provocante della sala, Juan Antonio (Javier Bardem), un fascinoso pittore. Cristina è ulteriormente attratta da lui quando Judy le sussurra all‘orecchio che Juan Antonio ha avuto una relazione talmente torrida con la sua ex-moglie Maria Elena (Penélope Cruz) che hanno tentato di ammazzarsi a vicenda. Più tardi quella sera, quando Vicky e Cristina stanno cenando, Juan Antonio si avvicina al loro tavolo con un‘audace proposta: le invita a trascorrere con lui il fine settimana nella cittadina di Oviedo, dove potranno visitare le bellezze del luogo, bere dell‘ottimo vino fino a fare l‘amore tutti insieme. Vicky reagisce scandalizzata alla proposta mentre Cristina è letteralmente rapita dalla franchezza e dal carisma dell‘uomo e convince Vicky ad accompagnarla.
Il film di Woody Allen descrive l'intreccio alchemico che avviene quando l'anima (per sua natura femminile) incontra la libido creativa (per sua natura maschile).
La trama mette insieme le due anime che convivono all'interno della psiche umana. Già Platone descriveva il rapporto conflittuale esistente tra l'anima psichica e quella razionale, poichè solo l'anima razionale è in grado di evolvere nella coscienza storica ed esistenziale da cui ha origine la filosofia, mentre la prima è destinata a decadere nel fondo buio e irrazionale della psiche.
L'anima psichica (Scarlett Johansson/Cristina) è impulsiva. proiettata a soddisfare i desideri nell'immediato, nel tempo presente, alla perenne ricerca del significato delle emozioni, alle quali si abbandona con "spirito libero", giudicato invece imprudente dall'anima razionale (Rebecca Hall/Vicky).
L'anima razionale evolve dal contenimento e spesso dall'inibizione delle pulsione psichica. Ciò garantisce solidità nei rapporti, agiatezza economica, sicurezza e prestigio sociale, ma certamente non permette all'individuo di sperimentare l'ebbrezza della passione, peculiare di chi invece vive nel presente e gode di ciò che possiede giorno dopo giorno.
Di solito le due anime convivono all'interno della mente; Allen le separa e le caratterizza fino all'estremo. Cristina si lascia facilmente sedurre dall'artista, mentre Vicky oppone una ragionevole resistenza di natura emotiva e morale, anche se, all'interno di un preciso contesto di 'abbandono' all'istinto del piacere, anche lei finirà per essere sedotta e travolta dalla passione.
Woody Allen gioca con gli archetipi, al punto che introduce a fianco dell'artista (Bardem) la sua controparte femminile, l'ex moglie Maria Elena/Penelope Cruz.
La libido creativa, intesa com manifestazione di una volontà creativa dell'anima che trascende le paure, le insicurezza e i sensi di colpa dell'anima psichica e razionale, ha il potere di annullare la Pulsione nell'anima psichica e di accenderla nell'anima razionale.
Quando subentra Maria Elena, emblema dell'anima creativa femminile che non accetta di essere manipolata e sfruttata dalla libido altui (maschile o femminile), avviene un ulteriore stadio di metamorfosi del'anima psichica.
La pulsione creativa femminile non ha pudore o regole alle quali obbedire. Se si manifesta all'interno dell'anima psichica, cioè in chi non è in grado di contenere la passione, la gelosia o l'invidia, può provocare la follia cieca che conduce all'omicidio o al suicidio.
Penelope Cruz è straordinaria nell'esprimere la rabbia incontrollata di chi si sente sfruttata dalla razionalità creativa dell'ex marito, colpevole di copiarle lo stile e di nutrirsi delle sue intuizioni.
Juan Antonio/Javier Bardem e Maria Elena/Penelope Cruz sono manifestazioni concrete dell'anima creativa che convivono anch'esse nella mente degli artisti e degli individui creativi.
La parte maschile (l'emisfero sinistro) elabora le intuizioni provenienti alla sua parte femminile e le trasforma in opere commerciali, concrete, collegate alla dimensione sociale.
La parte femminile (l'emisfero destro) esprime invece il talento corporeo in forma istintiva, scollegata da ogni mediazione intellettuale razionale.
Se le due nature (anima psichica e anima razionale) evolvono nella stessa mente, come consigliato dall'alchimia rinascimentale, la duplice natura si trasforma nel Rebis, sintesi neuropsicologica delle potenzialità creative connesse all'uso simultaneo dei due emisferi cerebrali.
Se le due nature creative (anima psichica creativa e anima razionale creativa) imparano a convivere nella stessa casa (l'intelletto dell'anima) l'alchimista diventa un Lapis, un maestro nell'Arte di comprendere il significato dei simboli e degli archetipi.
Diamo atto a Woody Allen di essere diventato un Lapis, un vero artista alchemico.
Grazie Woody!
TAG cinema (31), lapis (1), platone (3), rebis (2), woody allen (1)
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06
nov2008
arte alchemicaConfronti sul film di Woody Allen
scritto da Marta Breuning alle 19:27
[mod] [del]
l'ho visto pochi giorni fa e debbo dire che la tua spiegazione calza a pennello...usa i due artisti (molto bravi fra l'altro)come mezzo di trasmissione di questo conflitto che tu citi...una follia psichica e una razionale anima
...permettimi di dirti però che la prima, anche se distruttiva dell'animo, mi affascina di più come essenza trasmessa?!...così come preferisco la lettura dell'Inferno a quella del Paradiso nella Divina Commedia...chissà Marta , forse sono un folle anche io nel mio viaggio evolutivo verso la razionalità dell'anima;-) ciao..
Marta
Sono d'accordo con te, e lo è anche Woody Allen quando fa dire a Maria Elena che Cristine è l'ingrediente che mancava alla coppia creativa. Ciò significa che l'anima psichica, per quanto folle e irrazionale, è l'unica a percepire e offrire ispirazione.
Occorre nutrire la sensibilità psichica con amore e ragione; è lei la nostra musa interiore, sempre connessa al ciclo della luna (la mente subcosncia) e il sole (coscienza universale che si manifesta in tutte le opere dell'arte)
ciao.
Marco Marenzio 11/05/2008 10:54 PM
Non credo. L'anima creativa di Juan Antonio e' Maria Elena che e' una donna.
In sostanza Maria Elena e' l'anima profonda di Juan Antonio cosi' come Vicky lo e' di Cristina.
Con quattro personaggi ci sono possibili sei possibilita' di accoppiamento considerando amore,amicizia e sesso; nel film ce ne sono solo cinque;manca quello risolutivo e purtroppo irrealizzabile fra Vicky e Maria Elena,ossia fra le anime piu' autentiche di quelli che in fondo sono "due" protagonisti sdoppiati .
Se nella breve stagione della giovinezza (la romantica estate catalana) non si riuscira' ad aprire il proprio cuore invece di limitarsi agli eleganti marivaudages della seduzione,si restera' insoddisfatte tutta la vita come la moglie di Mark, o chiusi in un nobile isolamento pieno di rimpianto come il padre di Juan Antonio.
Marta
Gli alchimisti affermavano che il primo passo da compiere per dare inizio all'Opera era di emarginare dalla propria vita la razionalizzazione dei sentimenti (saturno).
Sia la moglie di Mark, specchio dell'infelicità emotiva sofferta dall'anima razionale di cui è interprete Vicki, sia il padre di Juan Antonio rappresentano invece il tentativo (fallito) di realizzare la felicità dell'anima all'interno di una "gabbia dorata" costruita attraverso l'inibizione (saturno) della pulsione creativa(la fedeltà coniugale della moglie di Mark), o la rinuncia a comunicare al mondo le proprie opere (l'isolamento autorefenziale del padre di Juan Antonio, modello perfetto del poeta saturnino).
Concordo quando affernmi che Maria Elena è l'anima profonda di Juan Antonio, così come Vicki è l'anima profonda di Cristina. Entrambe a loro modo incarnano la voce della coscienza profondamente radicata nell'istinto di conservazione femminile.
Vicki, attraverso le parole del fidanzato, critica il comportamento compulsivo di Cristina, mentre Maria Elena, facendo esplodere la sua rabbia, avverte Juan Antonio, e per riflesso l'ambiente dell'arte dominato dalla razionalità maschile, di essere l'anima psichica creativa eternamente sfruttata e derubata del proprio talento. Un colpo di pistola ferisce di striscio la mano di Vicki, l'unica ad essere trasformata dalla vicenda, ma in realtà incapace di modificare le sue scelte, a dimostrazioen che il denaro è più importante di ogni effimera emozione.
Marta
E poiché l'anima razionale di Vicky sceglie la vita agiata, condannadosi così all'infelicità emotiva, il rapporto alchemico con l'anima psichica creativa di Maria Elena non potrà mai avvenire.
Marco Marenzio 11/06/2008 01:43 PM
Ma scusa, dici tu stessa che il primo passo e' di non razionalizzare i sentimenti?
E allora lasciamo perdere per un attimo le anime psichiche e le altre categorie utilissime in altri casi ma non in questa commedia che parla del cuore.
Perche' qui si parla solo della paura e della convenienza che ti impediscono di fare il grande salto: mettere in gioco il tuo cuore; che in fondo,dal punto di vista maschile, significa riconoscere che il cuore ce l'hanno anche gli altri (Juan Antonio nei confronti di Vicky);e dall'altro lato,quello femminile, che non sei l'unico ad avere bisogno di protezione e che a volte sei tu a doverti prendere cura degli altri (Vicky nei confronti di Juan). E by the way vorrei farti notare che il colpo di pistola parte quando e' Juan Antonio a tenere l'arma.
Alla fine e' proprio come diceva Jago: non posso andare in giro col cuore tra le braccia perche' me lo beccherebbero i corvi.
La voce narrante del film sa gia' cosa succedera' perche' c'e' cascato anche lui; con il tono cantilenante dell' east coast tenta senza convinzione di ammonire i nuovi venuti,ma sa perfettamente che ne' lui,ne' i suoi personaggi e nemmeno i suoi spettatori si libereranno mai da questa "maladie de la jeunesse" troppo dolorosa da curare. Marivaux avrebbe apprezzato.
Hai gia' parlato di Batman il cavaliere oscuro?
C'e' molto da dire anche su quel film.
Marta
Definire delle categorie di anime è da sempre il nucleo della filosofia alchemica. Ciò che avviene nel film di Allen avviene anche nella vita reale. Siamo tutti diversi uno dall'altro e non solo tra uomini e donne, ma pure tra uomini e uomini e donne e donne.
Non sono semplici differenze di carattere (ermafrodito), di temperamento (androgino) o di individualità (rebis), anche se queste tre cateriorie di origine pre- alessandrina sono a loro volta il fondamento della psicologia alchemica.
Quando scrivo di categorie cerco di mettere in scena opinioni non mie, ma di chi ha rappresentatp in forme simboliche, metaforiche o allegariche il teatrino della vita del cuore di cui parla tristemente Jago. Anche questa è una commedia del cuore. La tua analisi è perfetta.
Ma al suo interno si snoda una trama invisibile che Allen struttura alla maniera della mitologia greca.
Il cinema è la nostra mitologia contemporanea. Se lo analizziamo con gli stessi occhi con cui analizziamo e siamo curiosi di conoscere il mito di Sisifo, ad esempio, scopriremo una ricchezza di contenuti "pedagogici" illimitata.
Batman, non meno del Gladiatore o del protaginista di Cast Away, è un eroe "mitologico" per la nostra cultura.
Le ragioni del "cuore", le sue passioni, i suoi turbamenti,le sue meravigliose espressioni emotive e creative da cui hanno origine poesia, arte e bellezza, non sono facilmente decodificabili dalla psicologia contemporanea, ma possono essere comprese se si compone la vicenda all'interno di un dramma, una tragedia, una commedia, un teatrino, un cinema... o di un "sitema di relazioni" non molto diverso da internet.
Rodolfo Cubeta 11/06/2008 06:53 PM
Ciao Marco, molto pertinente il tuo intervento però io credo invece che l'anima di Juan Antonio non sia Maria Elena...secondo me lui è ancora alla ricerca di una vera essenza della sua anima...lo dimostra il fatto che viene ibridato anche pittoricamente da lei e poi anche il modo con cui esce allo scoperto senza mezzi termini con le altre due donne...Maria Elena forse è solo la parte più sofferente della sua anima...certo è che Maria Elena è soggiogante nei suoi confronti e lo riduce ad un bimbo che fa alla fine ciò che la mamma gli dice...
No non credo proprio che Juan sia consapevole ancora della sua anima...è ancora alla ricerca seppur ancora legato al forte carattere di cui è dotata Maria Elena.
Marco Marenzio
Rodolfo forse ti sfugge il fatto che quando e' Maria Elena a sparare non si fa male nessuno;ma quando la pistola la tiene in mano Juan Antonio parte un colpo che ferisce Vicky. E guarda caso il padre di Juan Antonio,chiuso nel suo nobile isolamento,e' molto,troppo attaccato a Maria Elena...ed e' proprio questa la causa del suo isolamento...;)
TAG cinema (31), dibattito (1)
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07
nov2008
arte alchemicaCappuccetto Rosso
scritto da Marta Breuning alle 16:06
[mod] [del]
Per la psicologia del Rinascimento la natura umana evolve in tre stadi: il corpo-anima, la mente-coscienza, lo spirito (identità)- intelligenza.
Ciò avviene naturalmente nel tempo, a condizione che l'individuo instauri una serie di relazioni significative con i sentimenti corporei (anima-animus), la percezione dei bisogni, delle necessità e dei desideri dell'anima (coscienza- spiritus) e la conoscenza diretta o indiretta di ciò che è buono, giusto e utile per l'evoluzione spirituale (intelligenza- intellectus).
Ci sono due modi per assimilare i tre elementi cardine dell'alchimia: l'animus-amore, lo spiritus-comprensione e l'intellectus-sapienza. O tramitre l'esperienza diretta del dolore e del piacere, della sofferenza e della gioia, dell'ignoranza e dell'illuminazione generata dai rapporti con il mondo esterno (Alchimia della materia) , oppure tramite le esperienze virtuali descritte dalla vicende mitologiche, dalle leggende, dai romanzi, dalle favole e persino dalle trame del cinema o delle telenovelas televisive (Arte Alchemica).
Gli antichi greci avevano compreso l'importanza della simulazione nei processi di apprendimento.
I sentimenti, le intuizioni e le consapevolezze cognitive possono essere indotti attraverso immagini cariche di simboli , oppure stimolati dalle allegorie e dalle metafore racchiuse in ogni intreccio narrativo in cui viene descritta l'avventura dell'uomo alla ricerca della bellezza, della verità e della perfezione.
Anche le favole partecipano a questo gioco millenario di insegnare all'uomo l'arte alchemica di fondere insieme divertimento ed esperienza assimilata virtualmente. L'arte alchemica è infatti l'essenza del raja yoga orientale, lo yoga che ha generato le sacre scritture, il kamasutra, la Bagavadgita e le innumerevoli storie e favole che descrivono nel dettaglio la trasformazione alchemica dell'anima psichica in coscienza e intelletto.
L'anima nasce dalla trasformazione dell'energia psichica in consapevolezza sensoriale.
L'anima psichica è così sensibile ai colori, alle forme, alle parole, ai suoni da rimanere spesso suggestionata e soggiogata dal potere persuasivo di chi conosce l'arte della manipolazione della pulsione psichica istintiva (Eva), creativa (Venere) e cognitiva (La Vergine Maria).
Nell'Annunciazione avviene un passaggio decisivo di status/identità. La Vergine Maria, china sui libri a studiare l'Arte Alchemica contenuta nelle sacre scritture, abbassa gli occhi e introverte la pulsione psichica istintiva (Eva) trasformando la consapevolezza sensoriale creativa (Venere) e cognitiva (la Vergine) in una nuova e più profonda "consapevolezza di sè" (il Bambino Gesù/coscienza del cuore).
L'arcangelo Gabriele, simbolo della realizzazione dell'amore del cuore (Animus), fa confluire attraverso le sue ali multicolori il senso concreto di ogni esperienza sensoriale. L'anima psichica inizia a comprendere il significato delle opere dell'arte simbolica e delle favole ed evolve nella dimensione mentale della coscienza alchemica.
Ciò significa che l'anima psichica non deve passare per forza attraverso le esperienze materiali per imparare a sue spese il limite di diventare l'anima razionale (la coscienza della madre o del padre), ma può trascendere nella dimensione dell'anima creativa "capace" di DIo, e cioè di accogliere dentro se stessa le "frequenze di luce" che le permetteranno di evolvere nello spiritus/comprensione e nell'intellectus/sapienza, rimanendo all'interno dell'Immacolata Concezione della Verità.
La favola di Cappuccetto Rosso racconta come ciò sia possibile.
"La favola di Cappuccetto Rosso ha una struttura più complessa di quanto si possa immaginare. In molti si sono cimentati a interpretare la storia dal punto di vista sociologico, psicologico, psicoanalitico e persino politico.
Come tutte le favole concepite a cavallo tra il 1600 e il 1700, anche la vicenda della bambina che si dimentica di ascoltare le raccomandazioni della madre appartiene ad un specifica corrente della filosofia alchemica che proprio in quei decenni aveva rivolto l'attenzione sul ruolo svolto dalla percezione come strumento di indagine e consapevolezza mentale della realtà.
La madre, simbolo dell'esperienza trasmessa dalla saggezza delle donne esperte, dai saggi e dai filosofi alchimisti, "invita" la figlia (l'anima psichica ancora ingenua e sprovveduta) ad affrontare le esperienze dei sentimenti (la Rubedo, ovvero "arrossamento", da cui il significato simbolico dela cappuccio rosso) portando con sé il "cestino" degli insegnamenti alchemici (metafora di una specifica conoscenza della natura umana).
L'anima dimentica presto le raccomandazioni della madre di non perdere tempo lungo il tragitto; Cappuccetto è attratta dalle esperienze sensoriali e si sofferma a raccogliere fiori, fragole, frutti di bosco, metafora della ricerca di emozioni visive, estetiche e 'culturali' che contraddistinguono la dimensione psichica dell'esperienza soggettiva.
La filosofia alchemica afferma infatti che la fase della conoscenza delle emozioni sensoriali deve essere compiuta nel tragitto più breve possibile, poiché l'anima psichica, se rimane tale e non evolve nell'anima razionale (la nonna), corre il rischio di rimanere vittima della "libido" altrui (il lupo).
Il lupo è sempre in agguato, pronto a "cibarsi" dell'anima ingenua che non si accorge di essere osservata, studiata, analizzata e manipolata in molteplici aspetti, anche quelli a sfondo commerciale, politico e demoscopico.
La seconda parte della favola descrive il processo con cui l'anima psichica viene "inglobata" nel ventre del lupo, metafora del "sistema delle abitudini" che agisce attraverso sistemi occulti di manipolazione della psiche individuale e collettiva. Noi non ce ne accorgiamo, ma il lupo veste i panni della nonna (la razionalità ritenuta saggia e buona) molto più spesso di quanto crediamo.
Dietro l'apparente "grandezza" esteriore delle immagini proiettate attraverso i mezzi di comunicazione (Che occhi grandi che hai...) e "grandezza" morale sucitata dalle parole confezionate con arte (Che orecchie grandi che hai...) si nascondono le fauci fameliche di coloro che conoscono i "trucchi" per ammaliare, suggestionare, convincere e inglobare l'anima psichica all'interno del sistema, del mercato o del business...
Che il sistema si chiami società consumistica, conformismo morale, passività intellettuale, ecc..., non ha importanza. L'individuo può salvarsi se affina la percezione sensoriale, critica e razionale e la trasforma in percezione intuitiva (il fiuto del cacciatore!) e colpisce al "cuore" il sistema fondato sulla manipolazione psichica delle immagini e delle informazioni (vedi i telegiornali,la pubblicità occulta e la propaganda...).
Solo in questo modo l'anima psichica può riemergere ancora viva e "fuoriuscire" dal conformismo delle abitudini adeguate agli scopi della sopravvivenza e della conservazione (il ventre del lupo) e raggiungere un grado di consapevolezza "razionale e intuitiva" sufficiente per proteggersi da ulteriori agguati.
TAG beato angelico (4), favole (11)
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08
nov2008
psicologia della percezioneIl sangue del Leone - parte prima
scritto da Marta Breuning alle 07:57
[mod] [del]
"Tormenta l'Aquila fino a farla lacrimare, e finchè il Leone non si sia debilitato e piangendo non implori la morte: il sangue di quest'ultimo è il tesoro terrestre , che si congiunge con le lacrime dell'Aquila. Questi animali, a causa del loro reciproco amore, sono soliti divorarsi, perseguitarsi e uccidersi l'un l'altro, assumendo la proprietà della Salamandra.. Se ciò che ne risulta rimane illeso nel fuoco, allora esso è in grado di distruggere le più grandi infermità degli uomini, dei metalli e degli animali."
L'aquila è il simbolo dello spirito, e per spirito si intende l'istinto di trascendenza che tracima nel senso religioso dell'esistenza. La religione, la new age e la moltiplicazione delle organizzazioni esoteriche, comprese quelle di matrice alchemica, rappresentano il "fondo valle" in cui plana alla fine il volo dell'aquila. Nell'immagine si vede l'alchimista arabo Avicenna (980 - 1037) che indica l'aquila legata a un rospo ed esclama: "l'aquila che vola nell'aria e il rospo che striscia per terra, sono il magistero".
A una prima analisi sembrerebbe che la ricerca spirituale non debba essere disgiunta dalla conoscenza delle pulsioni istintive di cui il rospo è l'immagine. Non si può salire verso l'alto senza prima affrontare le esperienze connesse alla manifestazioni del subconscio di matrice femminile.
Mentre è relativamente facile per un ricercatore sublimare l'istinto sessuale e ridurlo in cenere, più difficile è diventare consapevoli del fuoco che cova sotto la cenere, ovvero delle pulsioni irrazionali e spesso distruttive generate dai sentimenti di avversione, di fastidio e di rigetto (il rospo delle fiabe).
La pulsione psichica (il rospo) è una cosa diversa dall'istinto primario (il serpente). E' la pulsione a darci la sensazione di essere vivi, vitali, attivi e coinvolti con i sensi nella ricerca del piacere e di ciò che accade qui e ora. E' la pulsione che ci spinge a riempirci lo stomaco di cibo oltre misura, a ricercare i piaceri oltre i limiti, a gonfiarci di aria (e di ego) fino a scoppiare (come nelle favole di Esopo). E' la pulsione istintiva a farci scoprire l'egoismo e, al contempo, il dolore, la sofferenza, l'opposizione e l'antagonismo in quanto logica conseguenze delle nostre azioni.
La vita umana, intesa come manifestazione quotidiana di relazioni emotive e di rapporti definiti da sentimenti morali, valori etici e principi spirituali (i due cigni in basso), è permeata dalla pulsione istintiva di relazionarsi con l'altro sesso (il serpente regale), dalla pulsione istintiva di evolvere sul piano mentale per conquistare posizioni sociali e spirituali più elevate (l'aquila regale) e dalla pulsione istintiva di esprimere il senso di identità attraverso l'esperienza creativa (il leone regale).
Sono questi i tre fuochi che covano sotto la cenere creata dal contenimento dell'istinto primario, che rischiano, ognuno a suo modo, di disperdere l'anima psichica, considerata dagli alchimisti il carburante di ogni trasformazione e il forno (l'athanor) dentro cui l'energia degli istinti (il serpentello dentro il braciere) può essere trasformata in energia/coscienza delle pulsioni psichiche (la salamandra).
Diventare una salamandra, capace di resistere al fuoco della pulsuione istintiva, ha un profondo significato evolutivo. Non è un caso che gli intellettuali- alchimisti del Rinascimento abbiano dedicato molti affreschi a questo tema.
Molta parte della psicologia rinascimentale è dedicato infatti al tema della trasformazione dell'energia psichica vitale nella coscienza delle pulsioni che agitano il cuore umano, considerato l'organo principale (il sole) attorno a cui ruotano i dodici segni dello zodiaco, metafora della complessa manifestazione dell'energia vitale (il ciclo soli- lunare) all'interno dei dodici centri energetici.
Palazzo Chiericati, progettato da Palladio, è l'esempio tangibile dell'insegnamento pedagogico elaborato dall'Arte Alchemica in quel periodo. Sui soffitti del palazzo sono decorate le immagini che definiscono le tre tappe di conoscenza della pulsione.
Nella prima sala, detta del firmamento, si vede in primo piano il Carro del Sole che Fetonte guida verso il tramonto, metafora della pretesa dell'ego di voler condurre a compimento l'istinto di piacere senza fare i conti con i dodici segni dello zodiaco.
Fetonte, spaventato dalle pulsioni di matrice femminile, perderà il controllo del carro e il padre Sole, per non causare una deflagrazione universale, una implosione dell'essere nello stadio orale che contraddistingue il bambino, lo farà precipitare e morire. Straordinaria l'immagine del Sole con il capo incorniciato dall'immagine della luna calante, simbolo di un progressivo processo di rivelazione dei contenuti subconsci della psiche (la luna nuova).
continua.
TAG alchimia (35), avicenna (1), chiericati (2), fetonte (1), palladio (2)
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09
nov2008
pedagogia dell'animaPedagogia della Pulsione
scritto da Marta Breuning alle 09:51
[mod] [del]
Palazzo Chiericati, progettato da Palladio, è l'esempio tangibile dell'insegnamento pedagogico elaborato dall'Arte Alchemica in quel periodo. Sui soffitti del palazzo sono decorate le immagini che definiscono le tre tappe di conoscenza della pulsione.
Nella prima sala, detta del Firmamento, si vede in primo piano il Carro del Sole che Fetonte guida verso il tramonto, metafora della pretesa dell'ego di voler condurre a compimento l'istinto di piacere senza fare i conti con i dodici segni dello zodiaco.
Fetonte, spaventato dalle pulsioni di matrice femminile, perderà il controllo del carro e il padre Sole, per non causare una deflagrazione universale, una implosione dell'essere nello stadio orale che contraddistingue il bambino, lo farà precipitare e morire. Straordinaria l'immagine del padre di Fetonte con il capo incorniciato dall'immagine della luna calante, simbolo di un progressivo processo di rivelazione dei contenuti subconsci della psiche (la luna nuova).
Nel Rinascimento, e prima ancora nel Medioevo e nella cultura ellenistica, la Pulsione era considerata la "rossa energia" che pulsa all'interno del cuore di ogni uomo coinvolto dalle passioni. Ci sono passioni che avvelenano il sangue e fanno "precipitare" l'individuo nella depressione (la bile nera), e passioni che suscitano eccitazione ed emozioni che scardinano ogni forma di controllo delle proprie azioni (la bile rossa).
I sentimenti di rabbia suscitano la pulsione di vendicarsi dell'offesa o del torto subito, fenomeno ben conosciuto dagli ultras che tifano nelle curve degli stadi di calcio, mentre la rivalità amorosa, politica o agonistica innesca fenomeni psichici che conducono spesso all'assassinio, all'inganno o a perseguire azioni di danneggiamento di natura materiale o psicologica.
Le trame dei film, in forma a volta minore rispetto alle complesse trame delle vicende reali, hanno documentato ogni forma di follia provocata dalla Pulsione.
Abbiamo visto al cinema donne che uccidono le rivali con astuzia e perfidia, oppure uomini di potere che eliminano l'antagonista senza nessuno scrupolo morale, mentre le cronache dei giornali riportano quotidianamente notizie di faide, eccidi e pestaggi compiuti per vendetta e ritorsione.
La pulsione è ovunque e dappertutto. La più pericolosa per l'equilibrio mondiale delle nazioni, non è quella che si manifesta nell'anima psichica delle donne (rabbia) o nell'anima creativa di artisti e sportivi (furore).
Sylvester Stallone ha fatto di Rocky Balboa l' emblema della possibile trasformazione dell'orgoglio ferito in trance agonistica e di Rambo il simbolo di chi è stato offeso nell'amore del cuore (la patria) e cerca una propria personale vendetta contro le istituzioni, percepite dal cittadino come una riedizione moderna del mostruoso Minotauro cretese.
Le istituzioni sono infatti in balìa della pulsione collettiva che merge dall'anima razionale.
All'indomani dell'11 Settembre le madri, le mogli e le sorelle delel vittime, espressione dell'anima razionale dell'istinto sociale delle donne, hanno chiesto che il sangue dei propri cari fosse vendicato.
E' questa la forma di pulsione più pericolosa, quella che convince le istituzioni a muovere le leve del potere militare.
Esiste una pulsione istintiva individuale o di gruppo che si manifesta nel cuore di persone normali, colti da raptus omicidi da desideri di vendetta circoscritti alla famiglia o all'ambiente, e una pulsione istintiva collettiva e universale molto più pericolosa che è il fondamento delle guerre, delle distruzioni e degli eccidi di massa.
Anche gli intellettuali del Rinascimento avevano a cuore la pace sulla Terra (Cibele) , considerata la Madre di tutti gli uomini e quindi, in forma metaforica, la matrice biopsicologica di ogni essere vivente. Nella seconda sala di Palazzo Chiericati, chiamata Sala del Concilio degli Dei, gli affreschi narrano di un concilio voluto da Giove e da Giunone, insieme a Nettuno e Cibele.
Giunone, Dea della conoscenza della natura femminile da cui emergono le pulsioni peculiari dell'anima psichica e razionale, è affiancata dal Pavone, animale simbolo del processo di trasformazione della pulsione sessuale nei comportamenti sociali della seduzione e del corteggiamento amoroso che operano una procastinazione della soddisfazione nel tempo.
Ciò significa che l'umanità già conosce la tecnica per prorogare nel tempo la reazione compulsiva derivata dall'insorgenza della pulsione. Il comportamento sessuale degli uomini rappresenta infatti per gli alchimisti il modello naturale di sviluppo della pulsione sessuale, psichica, mentale e cognitiva in consapevolezza, comprensione e conoscenza di sè e dell'altro.
La danza del pavone descrive in metafora l'intervallo di tempo che deve intercorrere tra la pulsione e l'azione. in questo intervallo scaturisce uno spazio estetico in cui si può godere della "triplice" trasformazione della pulsione sessuale istintiva (Marte/Venere) in pulsione creativa (Nettuno con il tridente associato a Giove, il cui simbolo è l'aquila).
L'alchimia della bile nera (depressione) e della bile rossa (esaltazione) in bile gialla (consapevolezza della pulsione) e poi bianca (conoscenza dei fenomeni psichici) richiede la formazione di un sale inibitore (il litio) , capace di sedare la pulsione istintiva e di limitare la sua circolazione nel sangue.
Non è privo di di suggestione che gli alchimisti chiamassero questo sale Lithios spermatikos, alludendo all'immagine dell'albero della conoscenza in grado di crescere al posto del pene di Adamo.
L'albero della conoscenza che ha origine dalla trasformazione naturale dell'energia sessuale (il Tantra yoga orientale è il corrispettivo dell'Arte Alchemica occcidentale) in energia creativa, ha continuato a fruttificare ed espandersi nei secoli.
Non è che prima di Freud non si conoscesse la Pulsione, ma Freud è stato il primo a dotare la sua ricerca di un linguaggio moderno, preciso ed esauriente, sulla stregua di un metodo di ricerca e di analisi delle esperienze collaudato dalla scienza.
Come dimenticare infatti "Madame Bovary" di Flaubert, oppure i romanzi do Tolstoj, passando ovviamente per Goethe e Jane Austen.
Goethe fa dire a Werther: "Passione, ebbrezza, follia....sono stato ubriaco più di una volta, le mie passioni non sono mai state molto lontano dalla pazzia, eppure non me ne pento: poichè nel mio piccolo sono riuscito a comprendere che tutti gli uomini straordinari i quali hanno compiuto qualcosa di grande, qualche cosa che varcava i limiti delle nostre normali possibilità sono sempre stati diffamati come ubriachi o come pazzi".
Eppure c'è ancora una parte della psiche umana ancora incompresa e sottovalutata. Gli uomini straordinari di cui parla il "Giovane Werther" di Goethe evolvono in consapevolezza creativa mantenendosi fedeli alla propria anima psichica evolutiva (Eva).
Ma ci sono uomini straordinari che, raggiungendo forme parossistiche di passione e di vibrazione della pulsione creativa (Vedi gli artisti rinascimentali e il furore di Michelangelo), giungono ad affrontare le contraddizioni archetipiche contenute nella "psiche collettiva" che evolve dall'anima razionale.
I peggiori mostri non sono nascosti nel cuore degli individui confinati nei reparti psichiatrici, ma covano all'interno di individui considerati razionali, normali, religiosi o addirittura saggi.
La follia umana, quella che conduce alla morte collettiva, al suicidio di massa, al sacrificio della propria vita in nome di ideali politici o promesse religiose e alla distruzione della natura sulla terra in nome degli interessi economici, è ben radicata nel cuore dell'anima razionale, unica vera colpevole di ogni disfatta spirituale che si perpetua nei secoli in ogni parte della terra.
Non è un caso che Alien, il terribile mostro alieno, trovi rifugio nel petto di una donna razionale, perfettamente consapevole di dover obbedire alle regole biologiche, culturali e morali che informano poi la razionalità del fare e del pensare umano.
Gli alchimisti lo avevano compreso con insospettabile lucidità e lo avevano rappresentato in allegoria.
Le Dodici Fatiche di Ercole rapprentano la lotta compiuta dall'alchimista contro la Pulsione collettiva fomentata dall'anima razionale.
Non è suffciente in questo caso la sola forza fisica per contrastare la follia di certe Leggi che tutelano l'interesse di pochi, oppure per opporsi alle perverse distorsioni generate dalle istituzioni stesse per salvaguardare la democrazia di facciata.
L'ingiustizia sociale, e quindi la Pulsione collettiva di rabbia, è fomentata dalla "folle razionalità" di certe leggi che ottengono spesso l'effetto contrario.
Ercole, l'uomo più forte sulla terra, è il protagonista di una trasformazione sostanziale.
Non si tratta più di combattere con la sola forza, ma è indispensabile utilizzare la pulsione creativa (il leone) e cognitiva (l'aquila di Zeus) per vincere la "lotta politica" compiuta contro i numerosi mostri che si affacciano alla ribalta della nostra vita a compromettere la stabilità psichica, emotiva e materiale di chi sacrifica la pulsione sessuale ( e quindi il piacere di godersi la vita) in nome dei figli e della speranza nel tempo futuro.
Non è possibile che ricchezza necessaria per "godersi la vita" sia nelle mani della solita oligarchia che da secoli si perpetua sulla sommità olimpica delle istituzioni, qualsiasi esse siano. Figlie dell'anima razionale dei greci, le città/stato sono destinate ad essere incendiate e distrutte, così come la protagonista di Alien si getta volutamente tra le fiamme per distruggere definitivamente il mostro che cova dentro il suo cuore.
L'amore, l'arte, la bellezza eil benessere psicofisico richiedono un dispendio notevole di energia psichica e di denaro.
E' per questo che gli alchimisti ritenevano che "denaro e pulsione" fossero Romolo e Remo, i figli della lupa (istinto di conservazione), capaci di fondare non solo la città di Roma, ma l'idea di una autentica democrazia del piacere e della bellezza condivisa.
E' tempo che le caste siano ridimensionate. La Pedagogia della pulsione lo richiede, in nome dell'Arte, della Verità e dell'Amore che ancora si respira ancora nei Palazzi del nostro straordinario Rinascimento alchemico.
TAG adamo (1), austen (1), chiericati (2), cinema (31), ercole (1), goethe (1), litio (1), mitologia (18), palladio (2), psichiatria (1), rinascimento (4), romolo e remo (1), sylvester stallone (1), tolstoj (1)
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10
nov2008
neuroscienza cognitivaDal diluvio al libero arbitrio
scritto da Marta Breuning alle 08:51
[mod] [del]
Per gli alchimisti il "Diluvio universale" rappresenta una straordinaria metafora dell'irrompere della pulsione istintiva nella vita civile regolata dalle leggi, dai comandamenti religiosi, dalle prescrizioni morali e dalle consuetudini dettate dalla buona educazione.
Dio è il legislatore, è colui che detta le regola, che impone i sacrifici agli uomini, che definisce dei limiti. Non si deve disobbedire a Dio, per una semplice ragione: gli uomini sono animali psichici e per loro natura tendenzialmente folli, irrazionali, compulsivi e spinti ad agire dal bisogno (la lupa), dal piacere (la lonza) e dall'ambizione (il leone). Se non ci fossero le leggi definite dalla Ragione (Dio Padre) non sarebbe possibile nessuna forma di convivenza e di sviluppo culturale ed economico della società.
La sopravvivenza e la conservazione della specie sono salvaguardate dal codice degli istinti che non è dissimile da quello da quello degli altri animali. Tuttavia la necessità di vivere fuori dallo stato di natura, dovuto ad evidenti carenze istintuali, ha determinato l'insorgere della pulsione psichica peculiare dei sentimenti corporei femminili, come la paura, l'ansia, l'instabilità emotiva e il comportamento compulsivo. L'istinto di adattamento all'ambiente e l'istinto di portare in equilibrio la condizione psicosomatica alterata dalle condizioni esterne, appartengono al filamento femminile del genoma e hanno rappresentato nei secoli, gli elementi sostanziali della trasformazione delle regole epigenetiche e di evoluzione della civilizzazione.
Quando gli alchimisti rinascimentali affermavano di obbedire alla "Nostra Donna" e di essere "figli di Eva", volevano mettere l'accento sulle potenzialità della psiche umana di riuscire ad elaborare e contenere la pulsione istintiva (la pulsione di uccidere e di annientare il nemico ad esempio) attraverso le parole, i gesti e un sistema di retroazione delle esortazioni di carattere "morale" (il grillo parlante) che rappresenta il fondamento della coscienza della conseguenza delle nostre azioni.
Il film "Minority Report" descrive efficacemente il processo di trasformazione della "pulsione istintiva cognitiva" del protagonista Tom Cruise in consapevolezza di sè e quindi facoltà di scelta. Il film descrive in metafora ciò che avviene nel cervello di un individuo che deve analizzare la pulsione, prevederne le risposte e anticiparne le conseguenze quasi sempre disastrose per il singolo e la collettività.
La mente di Tom Cruise (percezione cognitiva) è collegata infatti al sistema psichico di autoavvertimento delle frequenze degli infrarossi, rappresentato nel film da una piscina piena d'acqua in cui galleggiano i "Tre veggenti", metafora delle ghiandole cerebrali che costituiscono il sistema limbico (amigdala, ipotalamo, talamo). La pulsione istintiva "vibra" infatti nelle frequenze invisibili degli infrarossi. Rabbia, collera, gelosia omicida, vendetta, furia cieca e volontà di uccidere si manifestano all'interno di una precisa banda di frequenze che possono essere percepite solo da chi è "amico" dell'anima psichica, l'unica a manifestare le qualità della chiaroveggienza e dell'intuizione supercosciente.
Tuttavia non è sufficiente essere "collegati" all'anima psichica per evolvere nella coscienza, e cioè in quel nucleo di valori spirituali (animus, spiritus, intellectus) da cui dipende la facoltà di scegliere e di decidere sulle azioni da compiere. Non diversamente dall'uomo dipinto da Michelangelo nel Diluvio Universale, colto nel gesto di prendersi sulle "spalle" l'anima psichica, anche Cruise trascina con sè la "Prima Veggente", per interrogarla sul futuro e scoprire una possibile via di redenzione dagli aspetti coercitivi connessi alla pulsione istintiva.
La neuroscienza non può spiegare in termini neurologici i fenomeni della telepatia, della chiaroveggenza e della percezione estrasensoriale in genere. Sembra che le tre ghiandole poste all'interno del sistema limbico siano in grado di filtrare e decodificare le frequenze invisibili presenti nelle estremità dello spettro visivo. Questo tipo di informazione, associato alla memoria semantica, viene poi analizzata dalle funzioni cognitive peculiari dei due emisferi cerebrali.
E' ormai riconosciuto che la ghiandola dell'amigdala registra le frequenze dell'aggressività e che comandi le surrenali per avviare la reazione psichica o la fuga motoria. Quando la ghiandola "viene scollegata" dalle altre due (ipotalamo e talamo) diventa un elemento prezioso per l'evoluzione della coscienza. Così come Cruise porta la veggente fuori dall'acqua, la ghiandola entra in comunicazione con la Pituitaria, la ghiandola che ha il compito di impartire gli ordini a tutte le ghiandole del corpo.
Accade così, nelll vita comune come nel film, che il protagonista giunga all'estrema conseguenza delle proprie azioni e sia sul punto di uccidere una persona. Ma la veggente (amigdala/pituitaria) lo avverte in tempo e Cruise, per la prima volta, sente di poter decidere il proprio destino e di autodeterminarsi, finalmente libero dalla pulsione istintiva che, per quanto orientata , focalizzata e quindi "lucida" possa diventare con l'addestramento, non ammette facoltà di sceltà.
Il libero arbitrio è un fenomeno che prende avvio dall'Alchimia della Pulsione. Non si può possedere libertà di scelta se non si resiste, come la salamandra, al fuoco delle pulsioni istintive. Minority Report ci spiega come ciò possa avvenire attivando le risorse in nostro possesso, ma già Michelangelo ci aveva avvertito sull'importanza di prenderci cura della psiche femminile, dingendo nella Cappella Sistina i tre stadi di evoluzione della pulsione istintiva in consapevolezza delle facoltà creative e cognitive connessa alla pulsione creativa (il leone rosso) e cognitiva (il leone verde)
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11
nov2008
neuroscienza cognitivaIl Silenzio degli innocenti
scritto da Marta Breuning alle 12:40
[mod] [del]
Inibire la produzione di adrenalina significa di fatto contenere la pulsione della paura e della reazione incontrollata, come la fuga o l'azione offensiva, motoria o verbale. Non si può insegnare a un individuo a non avere paura.
E' una questione di esercizio e quindi di metodo e applicazione costante delle facoltà logiche. Ad esempio è facile travisare il senso delle parole della persona che amiamo e persino il tono della sua voce ci può procurare ansia, sospetto, gelosia, rammarico, tristezza, e così via fino alla depressione più profonda.
Anche le trame del cinema d'azione sono imperniate su personaggi che hanno sviluppato un perfetto controllo dell'energia psichica (l'adrenalina) nel sangue.
Quasi sempre sono ex soldati, specialisti dei servizi segreti o delle forze speciali, e quindi individui addestrati a contenere la paura e a trasformare rapidamente la percezione psichica in azione.
Uno dei più recenti è quello interpretato da Matt Damon in "Bourne identity", modello perfetto di freddezza e di precisione nell'individuare con i sensi gli ostacoli, i pericoli e i possibili agguati.
Gli alchimisti definivano questa fase di trasformazione chimica della materia con il nome di "Trasmutazione metallica". Cos'è che trasmuta in effetti? L'adrenalina continua a scorrere nel sangue così velocemente da diventare il Mercurio volatile, quello con le ali ai piedi, simbolo dell'informazione psichica che raggiunge prima il cervelletto (reazioni istintive) e poi il mesencefalo,il sistema che coordina la percezione sensoriale (reazioni riflesse).
Quando i filosofi affermano che la consapevolezza scaturisce dalla capacità dell'individuo di stabilire un intervallo di tenpo tra pulsione e reazione, significa che l'informazione psichica contenuta nel sangue (il mercurio di fuoco) viene trattenuta per qualche secondo all'interno di un secondo circuito costituito dalle 72000 terminazioni nervose (chiamate nadi dai tantrici) che si diramano su tutta la superficie corporea. La costruzione del "corpo psichico" richiede un preciso percorso di contenimento dell'adrenalina e quindi della pulsione all'interno di se stessi.
I Buddhisti predicano la compassione, la pazienza, la non violenza per esercitarsi a inibire la risposta e trattenere l'adrenalina comprimendola nellelnadi. I cristiani, non meno inclini all'alchimia interiore dei cugini orientali, mettono in praticano gli insegnamenti del Cristo e "porgono" spontaneamente "l'altra guancia".
Il meccanismo è certamente masochistico, visti i tempi che corrono, ma gli effetti sono straordinari.
Avete presente i capillari di sangue e le vene che si intravedono nelle gambe e nelle braccia dei culturisti?
L'espansione della forza fisica investe il sistema muscolare e una maggior quantità di sangue scorre fino alla periferia del tessuto muscolare; allo stesso modo il contenimento dell'adrenalina nelle nadi, nelle terminazioni nervose che irrorano e vivificano il corpo del mistico o dell'innamorato, produce una sempre maggiore ramificazione dei circuiti psichici, al punto che il corpo diventa "ebbro" di eccitazione psichica e quindi di amore, gioia e beatitudine provocata dal rilascio delle endorfine nel sangue.
La cultura occidentale come al solito ha escogitato delle scorciatorie.
Mentre l'alchimista orientale costruisce il "corpo psichico "sottoponendo il corpo fisico alle posizioni "stressanti" dell'hatha yoga, l'alchimista occidentale, come un fachiro della psiche, ricorre all'esercizio consapevole del masochismo fisico. L'autoflagellazione con il cilicio per i mistici, la fustigazione dell'amato e lo stress causato dal rapporto di coppia in cui uno dei due recita la parte dell'infelice, determinano condizioni adrenaliniche collaudate da almeno dieci secoli.
Molto più semplice, ai giorni nostri, contenere la rabbia mentre si viaggia in automobile o limitarsi a imprecare sottovoce quando al parcheggio si scatena la pulsione omicida causata dell'arrogante e del menefreghista di turno.
"Porgere l'altra guancia" ha per gli alchimisti un significato simbolico. Non significa subire l'affronto senza reagire, in uno stato di stupida passività, ma esercitare il "contenimento" consapevole della reazione, al punto da disinnescare la pulsione altrui.
Il fenomeno è conosciuto anche tra i cani. Il cane che emette l'odore dell'adrenalina viene subito assalito e azzannato.
Anche il protagonista del "Silenzio degli innocenti" è di fatto un alchimista della pulsione. Conosce così bene le reazioni umane stimolate dalle parole o dalle immagini e il funzionamento del cervello da sviluppare le doti dell'ipnosi e dell'intuizione preveggente.
Nel Rinascimento gli alchimisti immaginarono invece un diverso dispiegamento di simboli, ancora più pertinente a ciò che avviene all'interno della psiche. Il contenimento della pulsione si traduce alla fine nella rinuncia ad esercitare una ritorsione o una vendetta contro chi ci ha offeso e schernito.
Chi lo fa, è un vero Re, simbolo dell'individuo in grado di contenere e controllare ogni possibile forma di reazione fisica, verbale e materiale.
Il Re getta nel fuoco il proprio "lupo", simbolo della pulsione psichica fomentata dal bisogno.
Il Re non ha bisogno di nulla. Il Re ha tutto e non chiede niente a nessuno. Sentirsi ricchi come un Re, materialmente e spiritualmente, significa di disinnescare quasi tutti i conflitti causati dal desiderio di possedere il denaro o l'amore altrui.
Questa condizione psicologica, che molti scambiano a ragione per snobismo, altergia, presunzione, arroganza, falsa regalità e disponibilità e mistificazione delle proprie reali risorse economiche, deve essere accompagnata da un ulteriore sacrificio.
Il Re deve infatti rimanere inerme e farsi sbranare dall'ingordigia e dalla "fame" altrui.
Ecco allora che per gli alchimisti tantrici (come quelli dell'Arte Alchemica) l'atto di "porgere l'altra guancia" acquista un significato di sacrificio estremo del proprio ego, compiuto però nel ristretto campo sessuale.
Il segreto dell'alchimia tantrica è di ricondurre ogni trasformazione dell'energia psichica in ambito coniugale (il vas hermeticum) e sessuale (l'athanor) poichè in "amore ogni cosa è lecita" e spesso ciò che si ritiene un danno viene considerato nel tempo una grande fortuna. (Magia dell'alchimia sessuale).
Chi affronta l'amore di coppia con lo spirito di un vero alchimista scoprirà con il tempo di essere stato forgiato nel carattere e di aver acquisito il temperamento di un "soldato". Solo allora sarà pronto e potrà gettare l'anima psichica istintiva (la donna nuda) all'interno del fuoco purificatore, affinchè sia per sempre distrutta e trasformata la fonte di ogi pulsione irrazionale collegata ai sentimenti della paura.
Sconfiggere la paura è un traguardo diffcile, ma non impossibile. Chi sogna la salamandra, l'animale che resiste al fuoco, potrà dire di essere capace di affrontare ogni forma di pressione psichica e psicologica e ogni forma di provocazione verbale e materiale.
Perfettamente a loro agio nelle intemperie della vita, distaccati sia nel dolore che nel piacere, gli alchimisti affrontano la separazione dal coniuge come un atto necessario alla trasformazione della pulsione istintiva (il rospo) in pulsione creativa (il leone). Entrambi si affrontano e si sbranano, liberando ulteriore adrenalina nel sangue, la stessa che alimenterà il fuoco segreto della trasformazione spirituale della materia.
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12
nov2008
filosofia della conoscenzaLa Grande Opera (in sintesi)
scritto da Marta Breuning alle 09:42
[mod] [del]
L'Opera alchemica si può compiere in tre fasi diverse che dipendono dall'evoluzione del carattere psichico in temperamento creativo e coscienza di relazione (personalità spirituale).
Ognuno di questi tre passaggi evolutivi definisce un "colore" dell'opera: opera al nero, al rosso e al bianco.
L'opera al nero (nigredine della pulsione) si compie sperimentando i quattro atti di trasformazione alchemica del carattere collerico, in carattere flemmatico, sanguigno e melanconico (l'ermafrodito)
L'opera al rosso (rubedine dell'anima) si compie sperimentando i quattro atti di trasformazione alchemica del temperamento melanconico , in temperamento creativo, cognitivo e spirituale (l'androgino).
L'opera al bianco (albedine della coscienza) si compie sperimentando i quattro atti di trasformazione del temperamento spirituale in coscienza di relazione individuale e universale (il Rebis), fino alla resurrezione della coscienza egocentrica nella coscienza del Sè (il Lapis o Atman).
Ogni atto definisce un particolare stadio di evoluzione dell'azione (nigredo dell'azione), di esperienza (rubedo delle esperienze), di conoscenza di sè (iosis della conoscenza) e infine di consapevolezza della propria natura umana, creativa e spirituale (albedo della coscienza).
A partire da questo schema, considerato il fondamento metodologico della Grande Opera immaginata dagli alchimisti, è possibile comprendere il codice simbolico utilizzato dagli artisti del Rinascimento.
Ad esempio il Vangelo è interpretato dagli artisti rinascimentali come un trattato di Alchimia della trasformazione.
Balthus, Le fruit d'or
I 12 Apostoli, emblemi dei 12 tipi di pulsione vitale e creativa che anima il cuore di ogni individuo consapevole dei propri sentimenti corporei, rappresentano in sintesi il carattere universale che è possibile sperimentare e quindi conoscere nei dodici mesi dell'anno, ogni qual volta la luna congiunge il sole. La trasformazione del piombo in oro segna la realizzazione del frutto d'oro (la mente intuitiva) conquistato dall'anima che si ferma a meditare sulle molteplici e complesse emozioni del cuore.
La trasformazione del carattere psichico in temperamento creativo richiede una profonda introversione della pulsione vitalistica. I dodici apostoli ricevono sulla sommità della testa il fuoco della Pentecoste ed iniziano un lungo viaggio di conoscenza dell'Arte Alchemica. La pulsione psichica istintiva ripiega in se stessa e l'individuo inizia ad esprimere un nuovo temperamento creativo, rappresentato dai quattro Evangelisti.
Tuttavia il percorso di trasformazione non si esaurisce nel redigere, analizzare , commentare e interpretare le proprie esperienze, al fine di trasformarle in opere comprensibili agli altri.
Durer, San Giovanni con Pietro, San Paolo con San Marco
L'alchimista deve evolvere nella coscienza di relazione individuale (San Paolo/Marco evangelista) e nella coscienza di relazione universale (San Giovanni evangelista/San Pietro), poichè è necessario apprendere i fondamenti biopsicologici delal natura umana (san Paolo) ed evolvere nella comprensione dei simboli (san Giovanni Evangelista).
Attraverso questa duplice identificazione con la sapienza degli alchimisti della materia e dell'arte è possibile diventare il Rebis, la cosa doppia, incarnata dalle vicende evangeliche di Gesù (la coscienza di relazione individuale) e Cristo (la coscienza di relazione universale)
A questo punto può avere inizio l' albedine della coscienza cristica. Il temperamento spirituale evolve nella personalità spirituale (la persona blu rappresentata dal Lapis o Atman) ed avviene l'ultima definitiva trasformazione. L'alchimista non ha più bisogno di identificarsi in un nome, una professione, una cultura o una religione, ma diventa una cosa sola con il Cristo risorto.
Tiziano, Cristo risorto
Il Cristo risorto segna la morte dell'ego materiale, sociale e intellettuale e una effettiva rinascita in un nuovo mondo di coscienza, dove il mio e il tuo sono banditi, e vige la legge dell'equilibrio, dell'amore e della comprensione. L'alchimista diventa il Lapis, la perla blu, e si manifesta nelle forma assoluta, priva di attributi umani (ego, identità) della "Pura Coscenza", chiamata dagli alchimisti orientali, il Sè Assoluto, o Atman (la Grande Anima)
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14
nov2008
arte alchemicaWhat the women want
scritto da Marta Breuning alle 23:53
[mod] [del]
Durer, Madonna della pera
Le donne dispongono geneticamente di una percezione sensoriale più sviluppata e sofisticata degli uomini. Percezione che gli uomini studiano abilmente per trarne ispirazione creativa e produrre quelle idee che diventeranno gli oggetti di maggior consumo commerciale e quindi di maggior successo.
La percezione delle donne guida ogni decisione di acquisto e attraverso le sue inclinazioni e preferenze, i suoi commenti e passa parola, determina il successo di un libro, di un film o di un artista, oppure di un profumo, di uno stilista o di una campagna pubblicitaria.
Il film "What the woman want" analizza il fenomeno e coglie sia l'aspetto "sociale" che quello "spirituale" connesso alla percezione sensoriale femminile e alla sua possibile evoluzione in percezione critica, intuitiva e cognitiva.
Monica Bellucci
La natura le ha dotate di un 'sistema sensoriale' che può diventare un sofisticato strumento di indagine dei sentimenti e di esplorazione delle verità che sono nascoste alla vista o occultate sotto la superficie delle parole e delle immagini.
Quando la percezione sensoriale diventa cognitiva, e cioè sostenuta dalle giuste osservazioni, analisi, informazioni e "studi settoriali", diventa come un freccia che si conficca nel bersaglio.
Ogni donna è in grado di intuire le verità nascoste dispiegando i sensi psichici, ma, a differenza dello scienziato che sottopone l'osservazione a una attenta analisi e sintesi delle evidenze, la percezione femminile, non diversamente da quella di San Sebastiano, è incapace di indagare il significato profondo e autentico delle informazioni provenienti dal sistema della percezione.
Le frecce le si ritorcono contro, e la razionalità metodica maschile è abile nell'infondere insicurezza di analisi, incertezza di giudizio e dubbio.
Leonardo; studi sull'ottica
La percezione intesa dagli artisti del rinascimento non è quella visiva, ma è il "frutto" (il frutto della pera dipinto da Durer) di una sintesi tra le sensazioni recepite dal sistema delle ghiandole endocrine (la luna) e degli organi vitali (il sole) e le immagini recepite e decodificate dalle tre ghiandole che strutturano il sistema limbico (amigdala, ipotalamo e talamo).
All'interno di ogni ghiandola che forma il "trilocale" della nostra mente disegnato da Leonardo, avviene la congiunzione tra le frequenze infrarosse e ultraviolette avvertite dalla retina e gli impulsi chimici (bile), magnetici (flegma) ed elettrici (elixir) che giungono al 'tronco encefalico' e poi al 'cervelletto' per essere sintetizzati in emozioni, sensazioni e sentimenti cognitivi.
Questa capacità di congiungere per tre volte l'informazione visiva con il materiale psichico, creativo e cognitivo proveniente dal sistema sensoriale corporeo è il fondamento della coscienza alchemica, ovvero quella particolare struttura psichica e mentale che in oriente chiamano Chakras o ruote di energia.
Sentire significa essere coinvolti in qualcosa e, nello stesso tempo (ma non per tutti), significa disporre di un "criterio di misura" in grado di giudicare le immagini sulla base di un 'personale' punto di vista morale che ha origine dall'esperienza della vita, dei rapporti e dei sentimenti.
Socrate affermava che il suo maestro spirituale era Diotima, una donna esperta della vita e dell'amore, mentre Leonardo affida alla coscienza morale di Sant'anna il compito di guidare la percezione sensoriale della figlia Maria a prendersi cura delle informazioni che provengono dalle emozioni provate dal figlio Gesù, simbolo di una nascente consapevolezza dei significati simbolici, metaforici e allegorici connessi alla percezione cognitiva delle sensazioni, alle emozioni e ai sentimenti suscitate dalle relazioni (l'agnellino)
Leonardo. Sant'Anna, la Vergine e il Bambino
L'arte alchemica (la Vergine) è figlia delle esperienze della percezione sensoriale cognitiva (Sant'Anna): Per chi volesse saperne di più veda Arte e percezione
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16
nov2008
arte alchemicaMalèna e il bianconiglio
scritto da Marta Breuning alle 08:51
[mod] [del]
L'etere è la dimensione fisica in cui si propagano le frequenze elettromagnetiche della luce visibile all'occhio.
Il termine luce (dal latino, lux, lucis) si riferisce alla porzione dello spettro elettromagnetico visibile dall'occhio umano, ed è approssimativamente compresa tra 400 e 700 nanometri di lunghezza d'onda, ovvero tra 750 e 428 THz di frequenza. Questo intervallo coincide con la regione di massima emissione da parte del sole. I limiti dello spettro visibile all'occhio umano non sono uguali per tutte le persone, ma variano soggettivamente e possono raggiungere i 380 nanometri, avvicinandosi agli ultravioletti, e i 730 nanometri avvicinandosi agli infrarossi.
Il campo visivo è definito dalla media delle frequenze elettromagnetiche che intercorrono tra il limite degli ultravioletti e il limite degli infrarossi. Oltre la banda di visibilità della luce, continua a manifestarsi il mondo invisibile e l'incessante propagazione degli archetipi (la luce divina) che rimangono occulti alla coscienza ordinaria.
Le regole sociali, il sistema della abitudini, il conformismo e il sistema delle credenze hanno l'effetto di abbassare la media delle frequenze percepite dall'uomo al fine di preservare la società dall'irrompere delle pulsioni istintive che si agitano sui bordi estremi dello spettro.
I tabù sessuali, sociali e religiosi hanno lo scopo di delimitare il campo della percezione e di strutturare il conformismo morale da cui dipende in larga misura il comportamento etico. Quanto più una società limita l'espansione della percezione degli ultravioletti e degli infrarossi, quanto più il corpo psichico, influenzato dalla coscienza di gruppo, somatizza la visione del sangue o sente ripugnanza nel vedere miseria, povertà, degrado, violenza, scene di sesso e soprusi.
CI si dovrebbe aspettare, a questo punto, l'emergere di una coscienza etica sensibile alla violenza perpetuata sui "deboli" e a una presa di posizione forte, individuale e collettiva, rispetto alla guerra e alle ingiustizie, ma non è così. Il conformismo morale riduce il campo della percezione al punto che la coscienza critica individuale ripiega in quello della massa (il fondo anonimo), determinando il fenomeno del "gregge" che deve essere guidato verso la Terra Promessa (ebraismo) o la Terra degli antenati ariani (nazismo)
In questo contesto di annullamento della coscienza critica si producono viceversa gli fenomeni più efferati dal punto di vista etico, morale, ecologico e sociale, poichè la percezione sensoriale definita all'interno di uno spettro limitato di frequenze è facilmente manipolabile da messaggi subliminali, da slogan ipnotici, da promesse reiterate, ma mai mantenute. Mosè è stato il primo a comprendere che la pace poteva essere mantenuta dalle tavole della Legge, ma che per raggiungere la felicità (la terra promessa) c'era bisogno di un diverso atteggiamento, chiamato dagli alchimisti "Coraggio spirituale".
Se rivediamo oggi i primi film erotici girati nel 1975 con protagonista Laura Antonelli, scopriamo che persino la cinepresa era accessoriata di due tendine mascherate da foglioline. Le frequenze dell'eros, e le immagini del sesso esplicito sono oltre il limite dei 730 nanometri degli infrarossi. Al di là di tale soglia si provano le emozioni del contatto, dell'eccitazione psichica e il batticuore. E' divertente osservare come i bambini siano attratti da queste frequenze, mentre il film "Malena" di Tornatore, con Monica Bellucci, rappresenta perfettamente il fenomeno alchemico provocato dall'Eros, il demone in grado di innalzare la media delle frequenze percepite ed espandere la percezione sensoriale.
Entrare nella dimensione invisibile degli infrarossi è un viaggio di conoscenza, lo stesso compiuto da Ulisse nell'Odissea. L'amore sessuale per la maga Circe è lo stesso provato dal protagonista di Malena. L'eccitazione psichica contenuta nel cervello produce infatti il fenomeno delle fantasie erotiche e dell'immaginazione creativa e quindi determina, per il fenomeno dell'omeostasi psichica dei due emisferi cerebrali, un imprevisto sfondamento della percezione nel campo degli ultravioletti.
L'arte alchemica funziona allo stesso modo.
Il contenimento della pulsione psichica istintiva stimolata dalle immagini intrise di infrarossi (eros), produce un innalzamento della soglia della percezione degli ultravioletti (immaginazione) per cui la pulsione dell'anima istintiva (Clori) evolve nella pulsione creativa (Flora) .
Il film di Tornatore descrive lo stesso fenomeno e lo rende ancora più esplicito: la bellezza estetica, la sensualità e l'erotismo delle donne (Bellucci/Circe) stimola una nuova consapevolezza e trasforma il rospo (istinto) in principe (creatività) e poi in Re (conoscenza).
Chi non realizza la trasformazione alchemica del seme (lo sperma maschile e il sangue femminile) in fantasia (la favola del fagiolo magico), è destinato ad essere trasformato in maiale, come accade ai compagni di Ulisse.
L'Arte alchemica di Afrodite opera una trasformazione della coscienza individuale e collettiva operando sul principio di equilibrio (omeostasi) connesso alla percezione sensoriale femminile.
Non è una novità che le donne "devote" (a dio, al marito, ai valori sociali) si rivelino spesso delle "puttane", e che la percezione femminile finalizzata alla conservazione della vita (propria o dei figli) produca comportamenti ritenuti amorali dalla società (vedi la vicenda di Malèna).
Più ci si costringe all'obbedienza, alla devozione e alla fedeltà, più forti sono le fantasie erotiche, e l'immaginazione di uscire dallo stato di autocostrizione confezionato dal " senso di pudore" condiviso.
Gli artisti del Rinascimento avevano compreso il segreto della perfetta identità di amore carnale (infrarossi) e conoscenza dei simboli (ultravioletti). Più si espande la percezione dei valori etici, morali e spirituali, più lo sguardo è in grado di indagare nel mondo invisibile in cui divampano le passioni amorose, politiche e religiose e dove si compiono le più efferate manipolazioni della percezione e quindi della coscienza. Studiare l'arte significa quindi aprire gli occhi sulla Realtà visibile e invisibile, così come fare l'amore con il cuore stimola l'intelligenza emotiva e la coscienza di relazione.
Non è un caso che le vesti della Madonna siano rosse e blu e che il Cristo dell'Ultima Cena dipinto da Leonardo indossi una tunica equamente divisa tra i due colori, così come appare evidente che la conoscenza dell'Arte sacra e dei suoi simboli (ultravioletti) abbia l'effetto di stimolare la dimensione subconscia della psiche che si trova nella banda invisibile degli infrarossi.
Carrol Lewis, scrittore, matematico e fotografo inglese, ha utilizzato lo stesso metodo sperimentato dagli alchimisti rinascimentali nell'immaginare la vicenda di Alice (l'anima psichica) mentre esplora il Paese delle Meraviglie.
A differenza di Ulisse che entra nella dimensione degli infrarossi (esperienza diretta) e inizia un viaggio di conoscenza dei simboli e delle pulsioni che costellano la Psiche (il mare), Alice entra dalla parte opposta (la tana del coniglio, attraverso lo specchio, il retro dell'armadio) direttamente nella dimensione degli ultravioletti (esperienza virtuale), regno della fantasia, dell'immaginazione e delle regole morali assimilate dall'iperconscio collettivo, ovvero dalle leggi, dalle inibizioni e dalle censure che caratterizzavano la società inglese del tempo. (1865)
In questo viaggio nella fantasia si incontrano gli animali, simboli archetipici delle pulsioni istintive che si agitano all'interno di ogni essere che chiedono di essere accuditi, amati e trasformati in autentica coscienza attraverso l'alchimia della percezione.
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17
nov2008
arte alchemicaLa via dell'Umiltà
scritto da Marta Breuning alle 16:25
[mod] [del]
Piero della Francesca, Madonna con otto santi e il Duca di Urbino.
San Bernardo da Chiaravalle, fondatore della famosa Abbazia, è stato il primo alchimista religioso uscito dal seno della Chiesa Cattolica.
La via dell'umiltà da lui predicata richiede una profonda trasformazione della pulsione psichica istintiva (il peccato originale commesso da Eva) in consapevolezza di sè (la Vergine Maria con il Bambino ), comprensione della natura umana (la Madonna con il Bambino con gli angeli) e conoscenza razionale e intuitiva dell'energia psichica evolutiva (la Madonna con il Bambino disteso in orizzontale).
In uno dei suo Sermoni invitava i fedeli ad avere fede in Maria (l'autocoscienza), ritenuta la scala con cui i peccatori giungono a comprendere l'amore, la verità e la giustizia di Dio.
"Ricorri a Maria. In Maria, infatti, c'è una umanità pura, pura non solo nella corruzione, ma pura anche per singolarità di natura. Il Figlio esaudirà la Madre e il Padre esaudirà il Figlio. Figlioli, Lei è la scala dei peccatori, Lei la più grande mia fiducia, Lei la ragione di tutta la mia speranza..." (Sermoni)
Queste quattro fasi di metamorfosi di Maria (la coscienza di sè) permettono all'anima di accedere all'amore di Dio e all'illuminazione della coscienza alchemica (Grazia plena). A ogni stadio di metamorfosi corrisponde un determinato grado di amore, consapevolezza di sè e coscienza di relazione.
"Nel De diligendo Deo, San Bernardo spiega come si possa raggiungere l'amore di Dio, attraverso la via dell'umiltà. Secondo Bernardo esistono quattro gradi sostanziali dell'amore, che presenta come un itinerario, che dal sé esce, cerca Dio, ed infine torna al sé, ma solo per Dio.
I gradi sono:
1) L'amore di se stessi per sé:
« [...] bisogna che il nostro amore cominci dalla carne. Se poi è diretto secondo un giusto ordine, [...] sotto l'ispirazione della Grazia, sarà infine perfezionato dallo spirito. Infatti non viene prima lo spirituale, ma ciò che è animale precede ciò che è spirituale. [...] Perciò prima l'uomo ama sé stesso per sé [...]. Vedendo poi che da solo non può sussistere, comincia a cercare Dio per mezzo della fede, come un essere necessario e Lo ama. »
2) L'amore di Dio per sé:
« Nel secondo grado, quindi, ama Dio, ma per sé, non per Lui. Cominciando però a frequentare Dio e ad onorarlo in rapporto alle proprie necessità, viene a conoscerlo a poco a poco con la lettura, con la riflessione, con la preghiera, con l'obbedienza; così gli si avvicina quasi insensibilmente attraverso una certa familiarità e gusta pura quanto sia soave. »
3) L'amore di Dio per Dio:
« Dopo aver assaporato questa soavità l'anima passa al terzo grado, amando Dio non per sé, ma per Lui. In questo grado ci si ferma a lungo, anzi, non so se in questa vita sia possibile raggiungere il quarto grado. »
4) L'amore di sé per Dio:
« Quello cioè in cui l'uomo ama sé stesso solo per Dio. [...] Allora, sarà mirabilmente quasi dimentico di sé, quasi abbandonerà sé stesso per tendere tutto a Dio, tanto da essere uno spirito solo con Lui. Io credo che provasse questo il profeta, quando diceva: "-Entrerò nella potenza del Signore e mi ricorderò solo della Tua giustizia-". [...] »
(San Bernardo di Chiaravalle, De diligendo Deo, cap. XV)
tratto da wikipedia
Piero della Francesca dipinge il quarto grado di amore.
L'alchimista realizza l'intelletto dell'anima (la Madonna con il Bambino) e conquista la conoscenza completa, razionale ( i santi a sinistra) e intuitiva (i santi a destra), dell'energia psichica evolutiva (la kundalini dei tantrici), perchè la sua energia mentale (mercurio, il figlio Gesù) è ora completamente dispiegata (il bambino disteso in orizzontale).
Dalla volta architettonica (il cervello razionale) scende una perla bianca appesa a un filo alla conchiglia che riveste il soffitto (la mente alchemica), metafora del compimento della trasformazione della pulsione psichica istintiva in coscienza razionale e intuitiva (la perla bianca), l'ultimo grado evolutivo dell'anima in grado di ispirare il vero amore, umano e spirituale, e la giustizia tra gli uomini.
Ai suoi piedi si inginocchia con umiltà Il Duca di Montefeltro, emblema dell'individuo che vive nel mondo e cerca la giusta comprensione per agire secondo virtù (Temperanza, Prudenza, Fortezza e Giustizia).
TAG finanza (3), piero della francesca (7), san bernardo (2)
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18
nov2008
psicologia della percezioneAlchimia della pulsione: da pollo ad aquila
scritto da Marta Breuning alle 08:56
[mod] [del]
Avete mai visto una donna staccare improvvisamente il "filo" dell'energia psichica?
Accade spesso che una donna punti gli occhi su soggetti maschili ritenuti interessanti e "investa", anche se solo per poco tempo, tutta la sua energia psichica nel tentativo di "farsi notare", di apparire attraente, di sostenere una conversazione interessante, di interagire non solo con le parole, ma anche con il sorriso, lo sguardo e i movimenti del corpo.
La serie televisiva "Desperate Housewifes" ha rappresentato un vero campionario di situazioni in cui le donne, spesso frustrate nelle loro "lodevoli" intenzioni di conoscere la verità, si impicciano sempre dei fatti altrui, oppure vengono coinvolte in situazioni complicate, difficili da sostenere se non con artefatti, stratagemmi, bugie e pettegolezzi creati ad arte.
Gli alchimisti individuarono nella curiosità delle donne attivata dalla pulsione istintiva di conoscere, di interagire e di comunicare, con le parole e con le immagini, pur di farsi amare, il fondamento dell'arte ermetica, ovvero l'arte di comunicare il desiderio attraverso gesti, metafore e simboli volutamente intrisi di erotismo.
In effetti tale pulsione non aveva un nome specifico, ma veniva rappresentata con immagini di animali che avevano lo scopo di spiegare il processo naturale di trasformazione della pulsione istintiva ingenua (il pollo), in pulsione creativa focalizzata alla seduzione (il pavone) e infine in pulsione cognitiva finalizzata agli scopi (il corvo nero).
Le donne, uniche vere interpreti naturali di questo fenomeno, percorrono istintivamente questo sentiero di trasformazione.
Quando puntano gli occhi su un uomo, si fanno belle, si pavoneggiano, proiettano immagini diverse dalla realtà, seducono con la loro femminilità e, se sono fermamente decise a "farsi sposare", non esitano a "strappare gli occhi" alle rivali, come corvi neri. Tuttavia, se scoprono che l'uomo è già sposato, oppure impegnato sentimentalmente con un altra, improvvisamente "staccano" il filo dell'energia psichica e quindi diventano fredde, incapaci fisicamente di nutrire interesse, curiosità, desiderio, emozione e l'amore del cuore.
A volte è sufficiente un piccolo particolare, un gesto o una parola sbagliata a far dissolvere la magia creata dall'irrompere della pulsione psichica creativa nel cuore e a determinare quella "confusione" peculiare delle donne che dicono di non capire se stesse.
Altre volte, specie nell'ambiente del "commercio di favori", la pulsione creativa concentrata nel cuore viene utilizzata ad arte da donne e uomini, per ottenere attenzione, servigi, aiuti, sostegni, oppure il consenso del partner ad acquistare un oggetto di lusso o la disponibilità psichica del cliente ad acquistare un prodotto.
In questo caso la pulsione psichica cognitiva evolve negli aspetti deteriori del Dragone, dal cui corpo fuoriescono le due nature sociali dell'essere umane: la volpe e il gallo. (vedi Chiave I di frate Basilio Valentino).
Le immagini degli alchimisti non hanno una funzione pedagogica. Non c'è nulla da insegnare, perchè l'alchimia naturale della pulsione accade comunque e divide gli uomini in due categorie: i furbetti e i mafiosi, gli opportunisti e i corporativisti, gli speculatori e i controllori, i corruttori e i corrotti.
Si tratta solo di aprire gli occhi e riconoscere i pavoni, i corvi e il "corpo mentale" (il dragone) che genera i peggiori modelli della società occidentale.
Antonella Iurilli, artista e psicologa, così descrive la sensazione di essere circontata dalla vacuità generata dalle due categorie umane:
"Essere. Apparire... Apparire....Essere, quale il confine?
Quanto di sincero, di concreto, quanto di noi stessi svela il modo di mostrarci agli altri nella nostra esteriorità, nel nostro apparire?
Quanto siamo in grado di leggere la verità di chi ci sta innanzi quando la negazione del nostro istinto animale ci fa credere in qualunque travestitismo?
Qual è il confine tra ciò che si è e l’immagine esterna che si proietta da noi, in noi?
Quanto il vuoto interiore spinge a ricercare spasmodicamente un riflettore sempre acceso nonostante il rischio di bruciarsi come falene alla luce impietosa della realtà del mattutina?
Ogni giorno si incontrano persone che millantano di essere quello che non sono, che mentono sapendo di mentire o che semplicemente spingono il limite della verità un po’ più in là, per dimostrare di essere migliori, per acquistare credito presso qualcuno oppure scisse, schizoidi inconsapevoli delle proprie azioni?
False identità di disancorate dalla natura incapaci di autorigenerazione vacui vessilli d’anima vagano come vampiri assetati eppure incapaci di attingere e contribuire al fiume della vita"
L'alchimia invece afferma la necessità spirituale di andare oltre gli schemi definiti dalla pulsione psichica cognitiva (gli uccelli in genere) per trasformare la libido di affermarsi nel mondo in una diversa coscienza di relazione (il serpente regale, l'aquila regale, il leone regale).
Il passaggio da pollo ad aquila non è difficile.
L'aquila vola in alto, espande la percezione della realtà e la visione del mondo, e conduce l'essere ad atterrare in una diversa dimensione dell'essere, dove la pulsione creativa (nel cuore) è vissuta per gioire, divertirsi e godersi la vita insieme agli amici, e non per "fregare" il prossimo.
Bisogna stare attenti a discriminare i veri amici da quelli falsi. La felicità dell'anima è definita da uno stato di perseveranza della gioia provocata dalla pulsione psichica nel cuore. Ciò avviene nel tempo presente, attimo dopo attimo.
Non bisogna mai staccare i fili, l'aquila deve rimanere ancorata al rospo (ai bisogni psichici e materiali) fino a che non inizi a lacrimare. Solo allora le lacrime dell'aquila potranno mischiarsi con il sangue del leone per generare la "rossa tintura", ovvero quella sostanza mentale che induce chi ti è vicino a sorridere, a stare bene, ad eccitarsi psichicamente ed ad invitarti spontaneamente a cena, così, solo per diletto, curiosità e "inspiegabile interesse".
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giovedì 16 aprile 2009
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