giovedì 16 aprile 2009

fino al 19 ottobre 2008

Sotto la facciata normale della coscienza, con il suo preciso ordine morale e le sue buone intenzioni, si nascondono le forze istintive primitive della vita, che, simili a mostri del profondo, senza sosta divorano, generano, combattono. Sono forze in massima parte ignote, ma è dalla loro spinta e dalla loro energia che la vita stessa dipende: senza di esse gli esseri viventi sarebbe inerti come pietre.

L'Alchimia contemporanea non è una scienza esoterica, ma è un universo complesso in cui confluiscono, intuizioni provenienti da studi umanistici e scientifici come la psicologia, la filosofia e la neuroscienza. Nel Medioevo lo studio della natura umana era giunto a uno stadio superiore a quello attuale. Certo, erano assenti le dimostrazioni scientifiche di alcune ipotesi, ma la teoria assimilata dalla filosofia antica, greca, cristiana e poi araba era sufficiente per costruire un universo di significati unitario così forte da ispirare, in forme conscie o inconscie, una rilettura creativa dei miti e delle vicende bibliche e uno straordinario proliferare di leggende, favole e proverbi.

La simbologia alchemica occidentale descrive in "serpenti, draghi, orchi e animali mitologici" i "mostri del profondo" al fine di rendere visibili e "concrete" le forze ignote che, se fossero lasciate funzionare liberamente e senza alcun controllo, avrebbero il potere di ridurre la vita al mero ciclo di nascita e morte e l'individuo a un "ammasso" biologico di bisogni, necessità e desideri da soddisfare, come nel mondo brulicante delle paludi primordiali. Senza un consapevole contenimento di queste forze gli uomini sarebbero come pietre scagliate da forze ignote da "Leggi cosmiche" cicliche e ripetitive, così pesanti e corcitive da far pensare a un eterno ritorno delle stesse identiche cose, degli stessi "programmi" gia visti e rivisti.

Nella creazione dell'Arte e della Cultura l'uomo ha cercato, anche se inconsciamente, di porre un freno a queste forze naturali e di incanalarle, almeno in parte, l'energia in forme adatte a perseguire scopi diversi. Con la nascita della coscienza di relazione (la libido degli alchimisti), che si concretizza nello sviluppo delle città medioevali fortificate, valori culturali e valori psichici hanno cominciato a contrapporsi alle mete puramente biologiche e materiali del funzionamento inconscio delle pulsioni, rappresentato simbolicamente dalle Istituzioni delegate al loro controllo (Chiesa, Stato).

La coscienza di relazione nasce dal conflitto. All'interno delle mura, come all'interno del cerchio di un mandala, le forze psichiche si confrontano e duellano. Le esigenze della vita sociale e le stesse necessità materiali hanno imposto una notevole disciplina dall'esterno, mentre una spinta forse anche maggiore proveniva dall'interno dell'individuo stesso, nella forma di simboli ed esperienze a carattere numinoso che si traducono in rituali e dogmi di carattere religioso e politico. Fino a che le forme religiose e sociali sono capaci di contenere e di soddisfare in una certa misura i bisogni della vita interiore degli individui che compongono la comunità, le forze istintive restano come addormentate e ci si dimentica in massima parte della loro esistenza. Ma quando il senso di precarietà, la penuria di risorse, la stupidità della istituzioni, le difficoltà economiche, l'incertezza degli "investimenti", lo stress quotidiano, famigliare e sociale, giungono a livelli superiori alla media, allora si innesca una imprevedibile "consapevolezza della materia psichica" per cui le forze istintive (serpenti, draghi, orchi e animali mitologici) si destano dal loro stato di assopimento e chiedono di essere "combattuti, contenuti, incanalati, veicolati e ammaestrati" da una forma di coscienza superiore (San Giorgio). continua.








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03
ott2008
arte alchemicaAlmodovar e l'alchimia sessuale
scritto da Marta Breuning alle 09:07
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Almodovar è il regista che più di ogni altro ha messo in scena il rapporto conflittuale primario che esiste tra uomo e donna e per riflesso, tra l'individuo e la società.

Nel film "Carne Tremula" Angela Molina, moglie di un poliziotto, diventa l'amante di Victor Plaza. Tra i due c'è un legame occulto, poichè il giovane, pur innocente, era finito in carcere a causa del marito della donna. Clara gli insegna l'arte di fare all'amore alchemico in tredici lezioni, che è in sintesi (allegorica) il percorso compiuto dall'alchimista per diventare cosciente della presenza invisibile della libido sexualis (il serpente) e della libido sociale (il drago).

Nel fim si assiste solo alla prima lezione in cui Angela spiega al giovane che per fare all'amore bisogna essere in due, che non si deve avere fretta di giungere alla "fica, di leccarla o di penetrarla, perchè sarà la fica a dirgli quando sarà il momento" (testuali parole).

La coscienza di relazione, come ogni altra lezione dell'Alchimia della coscienza, inizia a letto, tra le braccia dell'amato. E' incredibile come la cultura cattolica e scientista sia riuscita in pochi secoli a fare "tabula rasa" degli insegnamenti alchemici sviluppati per tutto il Rinascimento (1330 - 1660), al punto che la riscoperta freudiana della nozione di "Libido" appare ancora oggi il frutto di una "intuizione geniale" del padre della psicoanalisi. Ma non è così. Già Sant'Agostino, nel 300 d. C, aveva affrontato il tema della libido come fattore preminente e fondamentale dell'animo umano, punto critico di sviluppo del desiderio in volontà consapevole e chiave segreta di interpretazione della crocifissione di Cristo sulla croce. Gli alchimisti del '600, affrancati finalmente dal potere demagogico della morale cattolica, elaborano nei Trattati alcune immagini molto significative.

Il serpente crocifisso sulla croce non è un simbolo cristiano, ma descrive il primo grado di trasformazione della libido sessuale in coscienza di relazione, così come l'immagine dell'eroe che combatte il drago rappresenta il conflitto che l'individuo deve sostenere con la propria libido sociale, materiale e intellettuale ( itre draghi contenuti nel vas hermeticum) per emergere a un grado di coscienza di relazione più ampio e significativo. Alla base del conflitto c'è l'insorgere della pulsione psichica attivata dagli istinti principali. Non sono stati sufficenti 5000 anni di civilizzazione della società umana e trasformazione degli istinti primordiali per trasmettere la comprensione spirituale della "nuova coscienza" che emerge dalle pagine del Vangelo.

La coscienza della libido, e per riflesso la coscienza di relazione, di cui si fa interprete Gesù Cristo fino alla crocifissione è ancora un argomento incompreso e irrisolto nella cultura occidentale. (continua)


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04
ott2008
psicologia della percezioneLa coscienza dell'anima
scritto da Marta Breuning alle 18:20
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Velazquez: Venere allo specchio

La coscienza e lo specchio

Da anni mi guardo allo specchio.
E' uno specchio fragile, multiforme, intercambiabile,
uno specchio che non vive in nessun luogo e in nessun momento,
che non è sinonimo né di spazio né di tempo:
è lo specchio multiplo della mia coscienza e forse anche della tua.

Alda Merini



finestre

In queste tenebrose camere, dove vivo
giorni grevi, di qua di là m'aggiro
per trovare finestre (sarà
scampo se una finestra s'apre).

Ma finestre non si trovano, o non so
trovarle. Meglio non trovarle forse.
Forse sarà la luce altra tortura.
Chi sa che cose nuove mostrerà.

(C.Kavafis)



Si misura la bellezza di una persona dal modo e dall'intensità con cui si manifesta la sua libido sessuale, materiale, sociale e "intellettuale". La libido è inversamente proporzionale alla coscienza di relazione. Quando la libido si approssima a zero e la coscienza di relazione tende all'infinito, avviene un nuovo passaggio evolutivo e l'individuo sperimenta la "coscienza dell'anima."

Lo fa in due modi:

1. filtrando le esperienze attraverso la coscienza/ specchio costruita durante la fase di manifestazione attiva o passiva della libido propria o altrui. (Merini)

2 Facendo filtrare la "luce" (gli infrarossi) da nuove finestre, al fine di stimolare un confronto dialettico tra i desideri ispirati dalla libido e i veri bisogni dell'anima. (kafavis).


La coscienza dell'anima (lo specchio di Venere) si manifesta nella poesia delle donne

Tu stai arrivando, stai arrivando, vero?
Ma il tempo dell’attesa quanto dovrà durare?
Come mi opprime il pensiero d’amare
un solo uomo, io, nel mondo intero!

Vivere di me stessa solamente!
Nitida come un sogno la vita costruirei –
dei tuoi pensieri son più puri i miei,
gaie pietruzze in liquida corrente!

Mite la luna in cielo sta brillando,
ho la notte e le stelle su di me:
dimmi una sola ragione perché
dovrei, caro, per te perdermi amando?

Sara Teasdale



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05
ott2008
filosofia della conoscenzaEva e il serpente
scritto da Marta Breuning alle 09:32
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Michelangelo, Cappella Sistina

La Libido e il Desiderio

"La libido è come un quantum di energia potenziale da cui ciascun individuo è costituiti alla nascita; si manifesta subito come tendenza a rendere esplicito un mondo latente di relazioni, appetiti o intenzionalità verso gli "oggetti" del mondo per acquisirne il possesso, assimilarne le qualità e svolgere quell'energia in manifestazione, come un seme si traduce in frutto." (Augusto Vitale, Solve e coagula).

Per gli alchimisti la libido, l'energia potenziale, ha origine dal "corpo del Dragone", metafora di un centro di energia incandescente e violenta da cui fuoriscono due nature, quella maschile (la volpe) e quella femminile (il gallo). Il seme diventa frutto e il frutto della libido occidentale produce una coscienza distorta della Realtà. L'alchimia orientale è più chiara nel descrivere il frutto della libido, chiamato in genere "Kama", desiderio di possesso. Nella Bhagavadgita, Krsna spiega ad Arjuna il significato del Kama:

"Il Desiderio (Kama) - questa passione furiosa e irosa che nasce dal guna dell'azione violenta (il Dragone) - è il grande male, la grande brama. Sappi che nel nostro mondo questo è il peggior nemico".

Dalla libido fuorisce la duplice natura del Desiderio. Desiderio di possedere o di conservare, di conquistare o di difendere. In ogni caso il Desiderio offusca la ragione, l'organo con cui è possibile percepire e discriminare ciò che è vero, giusto e buono per se stessi e l'umanità.

"Come il fuoco avvolto dal fumo, uno specchio dalla polvere e un bambino nell'utero della placenta, così la ragione è avviluppata dal desiderio. Anche la più alta intelligenza dell'uomo è avviluppata da questo nemico eterno, il Desiderio, che assume tutte le possibili forme ed è insaziabile. ...Pertanto, controlla gli organi dei sensi e uccidi questo Maligno, il distruttore della conoscenza e della comprensione." (Krsna)

La Percezione come controllo dei sensi

Per gli alchimisti rinascimentali il controllo dei sensi avviene sviluppando le doti della percezione (l'arte della spada). Tuttavia anche l'individuo dominato dal Kama sviluppa il controllo dei sensi e orienta la libido su obiettivi sempre più elevati, anche dal punto di vista spirituale, come un cardinale che aspiri a diventare papa. L'alchimia distingue due tipi di evoluzione della percezione, descritte dalla Seconda Chiave di Frate Basilio Valentino.



1. La percezione asservita alla libido finalizza la percezione della realtà alla realizzazione di fini materiali o sociali. La percezione utilitaristica è rappresentata dal Grifone, l'uccello che guida la spada dell'alchimista di destra.

2. La percezione alchemica che evolve attraverso le sei modalità dell'anima: autoavvertimento, propriocezione, introspezione, proiezione/autoanalisi , visualizzazione e meditazione.

La percezione alchemica è rappresentata dal serpente attorcigliato sulla spada, simbolo della capacità dell'occhio di percepire le azioni modellate, suggerite e ispirate dal desiderio di possedere e dominare qualsiasi cosa, compreso i sistemi dell'informazione e della conoscenza, della comprensione e della saggezza.

L'alchimista con il grifone è costretto ad indietreggiare, abbagliato dall'intuizione e dalla discriminazione di Hermes, emblema dell'intelligenza capace di sintetizzare, amalgamare e riunificare la ragione razionalizzatrice di Saturno e la ragione discorsiva di Zeus (i due caducei impugnati con le due mani).

L'alchimista con il serpente invece avanza e si avvicina sensibilmente alla percezione delle molteplici Verità che emanano da una unica realtà.

Realtà dominata dal desiderio, il frutto proibito della conoscenza dell'anima. offerto dal serpente (la libido) ad Eva, l'anima femminile capace di trasformare il quantum di energia potenziale (la mela/desiderio) in amore, creatività e coscenza di relazione.




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07
ott2008
psicologia della percezioneLa coscienza di relazione
scritto da Marta Breuning alle 15:22
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Michael Maier: "Del maschio e della femmina e avrai la Pietra dei Filosofi..."

La coscienza di relazione si configura attraverso

la conoscenza della differenziazione sessuale. Per gli alchimisti la polarità sessuale non si confronta unicamente a livello biologico e psicologico. ma si espande a tutti i livelli comprendendo il sistema della conoscenza, della cultura e dei comportamenti consci e subconsci.

Il "Maschio e la Femmina" sono all'origine di ogni discorso sulla realtà che gli uomini instaurano attraverso le relazioni e poichè ogni aspetto della vita e dell'esistenza è incernierato da rapporti umani (materni, famigliari, sociali, lavorativi e culturali) che definiscono rappporti di "forza" (patriarcali, matriarcali, materiali, professionali e cognitivi), è facile intuire come sia importante assimilare i due principi sessuali secondo un'ottica più vasta, la stessa che conduce a teorizzare l'esistenza del binomio ying-yang.

La coscienza di relazione è uno degli aspetti più qualificanti della personalità. La consapevolezza della natura delle relazioni che esistono non solo tra gli uomini, ma anche tra gli uomini e gli avvenimenti, conduce a pensare la vita come un fenomeno dominato da "innumerevoli fili' di energia, per cui ogni essere è collegato agli altri con cui è in relazione attraverso una sottile rete di energia mentale.

Carlos Castaneda apprende dallo stregone yaqui a riconoscere la molteplicità di fili luminosi che fuoriescono dall'ombelico, dal cuore e dalla sommità della testa. Anche scalare una montagna richiede un rapporto di empatia con la roccia, altrimenti alla perdita del legame connettivo corrisponde una perdita di concentrazione, di feeling e di "compatibilità". Le madri, le donne innamorate e gli artisti in genere percepiscono il sottile filo che li unisce al figlio, all'amato o alla propria opera. La coscienza di relazione va oltre l'aspetto istintivo dell'anima di rimanere ancorata al cordone ombelicale materno, al filo del cuore appassionato o al filo della mente subconscia con cui l'artista produce spesso le sue opere migliori.

Diventare coscienti della relazione Maschio/Femmina significa infatti percepire quelle differenze psichiche sostanziali per cui "posso agire e comunicare" (maschio) solo perchè c'è qualcuno che me lo permette e che mi "fa entrare" in comunicazione (femmina). Il giornalista Gianni Brera qualificava le squadre di calcio in due categorie: quelle maschie e quelle femmine, distinguendo due atteggiamenti di fondo ben definiti. il concetto si può estendetre all'infinito. Nel libro dell'Es, lo psicanalista Goddreck , esamina con attenzione e ironia come l'energia femmina sia diversa da quella maschile maschile anche nei piccoli gesti, come pulirsi la bocca con un fazzoletto o gesticolare con le mani.

A livello sociale le differenze diventano più difficili da interpretare, anche se nel Medioevo esisteva la capacità di discriminare al primo sguardo chi possedeva l'arte di soverchiare il prossimo, da chi invece soccombeva per difetto di aggressività.

Nella spirtualità induista il Dio Krsna è l'amante di cento pastorelle, a significare la capacità dell'anima di espandere la coscienza di relazione attraverso molteplici rapporti sessuali, mentali, cognitivi e spirituali.

Tuttavia a livello sociale le diffenze non sono così semplici da percepire. Esiste una natura femminile altrettanto diabolica di quella maschile. Espandere la coscienza di relazione significa infatti comprendere i "percorsi compiuti dalla libido" per esercitare il "diritto" (di nascita) a soddisfare il Desiderio (kama).

Nel Seicento la "coscienza di relazione" collettiva si manifesta come risposta ai soprusi compiuti dalla religione cattolica e dal regime nobiliare nei confronti degli individui che reclamavano appunto il diritto di soddisfare i desideri individuali e di coltivare le proprie passioni, come quelle del potere e del denaro, ma anche dell'immaginazione e della fantasia. Il Don Chisciotte di Cervantes è il modello perdente dell'individuo che non è in grado di contenere l'energia della libido nei due emisferi cerebrali, al punto da manifestare evidenti segni di ragionevole follia e di irragionevole lucidità di pensiero. Ma sono le favole a comunicare con sottigliezza i "misteriosi" tragitti percorsi dalla libido prima di giungere al "castello del Principe".

E' facile intuire come la circolazione della libido nell'emisfero sinistro maschile possa generare l'ambiguità del serpente, l'irosità aggressiva del drago, il trasformismo dell'orco (vedi il Gatto con gli stivali) e la furbizia accattivante e disonesta del Diavolo. Tuttavia ben pochi capiscono e percepiscono quando la libido circola impunemente nell'emisfero sinistro femminile, poichè le donne sono da sempre ritenute "veline" che si esibiscono nei meandri dell'emisfero destro collettivo, al fine di soddisfare la libido sessuale maschile in cambio di benessere materiale e status sociale.

Invece persevera nella società occidentale una "forma occulta e perniciosa di potere" che si appoggia indebitamente sulle qualità peculiari della libido femminile. E' in quest'ottica che è possibile rintracciare il significato psicologico delle "streghe", delle "madrine", delle "fate" e delle potenze demoniache femminili.

Nella versione originale di Cenerentola, la ragazzina uccide la madre al fine di essere libera da ogni forma di persuasione, suggestione o manipolazione sottile della pulsione psichica che si manifesta quando la libido inizia a circolare nel cervello. Gli effetti della libido nell'emisfero cerebrale sinistro femminile (identità, razionalità finalizzata agli scopi, linguaggio e memoria sinestetica) sono infatti amplificati dalle parole e dai suggerimenti della "madrina", metafora dei sistemi di credenze e di comportamento sociali finalizzati al successo. Dal grembo della Madrina nascono due figlie, le due sorellastre di Cenerentola: una è abile e creativa e sviluppa le doti dell'opportunismo peculiare di chi vuole fare carriera sfruttando le risorse altrui, mentre l'altra è incapace, goffa, priva di talenti, eppure così "ruffiana" da destreggiarsi egregiamente in ogni settore della vita e della politica. Nell'ambito sociale la "libido femminile" ha sempre più successo di quella maschile: i politici sono lì a dimostrarci quanto sia importante la demagogia delle parole, la ruffianaggine e la "prostituzione" della mente per avere successo e mantenersi ai vertici del potere. Nell'ambito artistico la "libido femminile" è esercitata da stilisti omosessuali che ben sfruttano il talento dell'emisfero sinistro femminile di emergere attraverso la bellezza delle vesti e degli accessori, e cioè attraverso la proiezione di immagini di successo.

Alla fine non resta da fare una considerazione. Le donne non trovano posto nella politica, nella società e nell'arte perchè gli uomini hanno imparato a sfruttare al meglio le risorse della libido in entrambi gli emisferi sinistri, sia quello maschile che femminile. Il successo di Berlusconi è dovuto al fatto che è sia "predatore" che "ruffiano", sia attivo nelle azioni che passivo nelle percezioni (i sondaggi, ecc), sia maschio che femmina nel manifestare la libido. Non è omosessuale, ma è come se lo fosse, poichè l'energia della libido inverte di segno ogni volta in cui è possibile trarne un qualche vantaggio, materiale o d'immagine. Questa disponibilità della libido di cambiare sesso, indipendentemente dai costumi sessuali dell'individuo, è una prerogativa dell'uomo contemporaneo, diventato ovunque e dappertutto, in ogni ambiente sociale, paraculo e opportunista, leccaculo e arrivista. Anche le donne lo sono. Per loro natura sarebbero più dotate degli uomini, ma il modello archetipico di Cenerentola continua a persistere, così come il sogno di conquistarci da sole un posto per il prossimo ballo.






















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08
ott2008
arte alchemicaLa settima musa
scritto da Marta Breuning alle 21:06
[mod] [del]



Esiste un solo modo per evolvere nella "coscienza di relazione" (il Pyton, il serpente che avvolge il corpo dell'alchimista e "illumina" la coscienza "storica"), considerata dagli alchimisti l'unico antidoto per non essere soffocati dalla libido del serpente, inceneriti dal fuoco del drago, ingoiati dall'orco o gettati nel fuoco dell'inferno dai soliti diavoli. Per sviluppare gli anticorpi l'alchimista deve ingerire ogni sorta di veleno: l'arsenico, la mandragola, la "zuppa di fagioli" e l'antimonio, oppure apprendere l'Arte Alchemica.

L'Arte Alchemica non è una pratica artistica.

Nell'Aureum Vellus, un testo alchemico pubblicato nel 1598, c'è un detto che sintetizza l'essenza di questa Arte:

"Studia cos'è la tua arte,

di cosa faccia parte,

quel che tu sai di quest'arte,

davvero è la tua arte,

tutto quello che è fuori di te,

anche dentro è,

così scrisse Trismosin"

L'Arte Alchemica non richiede niente di particolare, ma solo esercizio, costanza, perseveranza e intenzione. Tuttavia non è semplice da praticare, perchè richiede di focalizzare l'energia psichica sul "sistema della percezione", sintesi di percezione sensoriale corporea e di percezione sensoriale mentale.

La coscienza di relazione (il Mercurius vivus) si espande attraverso la percezione in due direzioni. Verso l'interno e verso l'esterno.

Per essere consapevoli di qualcosa l'individuo deve prima accorgersi di tutte le sensazioni interne e degli stimoli esterni. Procedendo verso l'interno l'artista deve sviluppare le tre modalità della percezione sensoriale corporea: l'autoavvertimento psichico cognitivo che mi avverte di ciò che accade qui e ora, la propriocezione che mi permette di analizzare la fonte interna del "segnale" (enterocezione) e la fonte esterna del segnale (esterocezione), e infine l'introspezione con cui analizzo la qualità e l'intensità dei segnali recepiti dal sistema della percezione.

Procedendo verso l'esterno l'artista deve sviluppare le tre modalità della percezione sensoriale mentale: la proiezione delle sensazioni cognitive, la visualizzazione creativa e la riflessione critica, sensoriale e razionale. In genere esercitiamo la Percezione, la Nostra Arte, in forma subconscia. Molto spesso i segnali rimangono celati alla mente razionale e quindi trasferiti nel limbo (il sistema limbico), in attesa che l'inconscio entri in azione per trasformare le informazioni in immagini oniriche. Secondo questa ipotesi i sogni sono espressione di informazioni psichiche non decodificate dalla mente. Se le informazioni provengono dall'interno, come l'emicrania, l'inconscio elabora immagini ripetitive nel tentativo di ristabilire l'omeostasi dell'organismo alterato da sostanze intossicanti. Se le informazioni provengono dall'esterno, accade che l'immagine onirica contenga elementi simbolici in grado di rivelare gli stadi di trasformazione della "materia psichica" (la pietra grezza) in materia mentale (la pietra nera, rossa, gialla e bianca) e infine in materia spirituale (la pietra filosofale).



L'arte alchemica è ispirata dalle "Sei Muse" raccolte insieme all'interno della montagna, metafora di una dimensione "cerebrale" in cui la dimensione psichica (autoavvertimento, propriocezione e introspezione) e la dimensione mentale (proiezione, visualizzazione e riflessione) integrano le sensazioni, le emozioni e i sentimenti corporei (la dimensione lunare) in pensieri consapevoli, dotati di significato autentico (la dimensione solare)

L'Arte alchemica è quindi la Settima Musa, quella che si trova al centro del gruppo intenta a suonare la cetra, simbolo della capacità dell'anima di interpretare le emozioni provenienti dal profondo (il pozzo).

Di solito la natura femminile sviluppa la percezione psichica cognitiva (la musa in alto a sinistra con il triangolo rivolto verso l'alto), mentre la natura maschile espande la percezione mentale cognitiva (la musa in alto a destra con il triangolo rivolto verso il basso). Lo scopo della filosofia alchemica è di integrare la percezione femminile e quella maschile nella "stella a sei punte", simbolo dell'integrazione di energie contrapposte. L'alchimista che "compone" la stella a Santiago di Compostella, conclude il cammino e realizza una autentica "coscienza di relazione".

La Musa al centro esprime valori di sintesi che emanano incessantemente dal gioco delle percezioni contrapposte che permettono di indagare le verità nascoste o occultate deliberatamente dalla libido maschile o femminile. Il profitto delle banche, degli usurai e degli avvocati avviene sempre a discapito di qualcuno che cerca di risolvere bisogni, problemi e conflitti con il prossimo o le istituzioni. E' il gioco delle parti, così come certe donne aspettano al varco che la libido dell'amante si traduca in regali costosi. Le rendite di posizione, le speculazioni finanziarie e le ricchezze immobiliari non sono prive di effetti negativi per la società, l'economia e l'ambiente. Sembrano ragionamenti banali...ma purtroppo sono diventati quanto mai attuali.

La "coscienza di relazione" generata dall'alchimia della percezione non può ammettere che le banche siano protette dalle istituzioni pubbliche con il denaro dei contribuenti; è un controsenso.

Le banche devono essere ridimensionate o fallire attraverso la defezione dei clienti al fine di ristabile il giusto "costo del denaro" che scaturisce dall'incontro di domanda e offerta. Immettere liquidità significa di fatto mantenere inalterato il potere del sistema bancario di continuare a speculare impunemente a danni della collettività.

L'economia marxista e poi keynesiana sono figlie della "coscienza di relazione", ovvero dalla consapevolezza che deve esistere un equilibrio tra chi possiede i mezzi di produzione e chi possiede la forza lavoro, tra chi chiede e chi offre. Esiste invece sempre più forte una coscienza di casta che nega la "percezione" di una delle due parti.

Le lobbies economiche e di potere, le società di mediazione, e tutti coloro che sfruttano rendite di posizione, privilegi di casta, di professione e persino di natura religiosa, sono i nemici dell'Arte alchemica, da sempre ispiratrice della bellezza, dell'armonia e della giustizia.

Condividere la percezione è un passo decisivo per la democrazia. La percezione non deve essere manipolata dai mezzi di informazione, suggestionata dalle immagini pubblicitarie o persuasa dalla demogogia generata dalla contraffazione dei documenti o dei dati di fatto.



La "settima musa" sintetizza la percezione della realtà interiore, quella dell'anima alchemica, con la percezione della realtà esterna mediata dalla riflessione critica, intuitiva e razionale. L'equilibrio è una questione di giusti pesi e misure.

Se si realizza il giusto equilibrio tra gli elementi che strutturano la "coscienza di relazione", per cui si comprende a prima vista che "al successo di qualcuno corrisponde il fallimento di un altro, alla ricchezza di pochi corrisponde la povertà di molti, al potere degli Enti corrisponde la debolezza della massa, ecc..", allora si produrrà una diversa corrente di pensiero, più attenta alla "percezione dell'anima", che non a risolvere i problemi con lo "stato di emergenza", o difendere gli interessi dei forti.

Chi realizza l' Arte Alchemica impugna la percezione come una spada, conosce la realtà (il sal philosophorum) e comprende il significato simbolico degli avvenimenti (sigilium Hermelis).

Solo a questo alchimista si apriranno infine i poteri dell'immaginazione, della contemplazione e della meditazione creativa (il potere di Shiva/Nettuno), contemplati nella decima chiave di Frate Basilio Valentino.



Francesco Hayez, Meditazione, 1851



La meditazione è come una donna con il seno destro scoperto. Nutre la mente con il "latte della Vergine", metafora dell'abilità

dell'anima di elaborare razionalmente le sensazioni psichiche in emozioni cognitive e sentimenti morali. Se sono consapevole dello stress e medito sulle cause dello stress, è probabile che la percezione (il Sè cognitivo) mi conduca a risolvere i problemi in forme subconscie (azioni istintive come le dimissioni da un posto di lavoro), inconscie (sogni rivelatori) o iperconscie (intuizioni e ispirazioni). La meditazione ripone ogni percezione nella memoria evolutiva affinchè nulla venga perduto (il libro), o sacrificato in nome della libido altrui (il crocifisso).

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10
ott2008
psicologia della percezioneIl Dio Legatore
scritto da Marta Breuning alle 08:18
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La "coscienza di relazione" è da sempre il punto di forza degli Istituti di Credito.

Nato come ammortizzatore sociale e quindi come sistema di "autofinanziamento" in momenti di crisi, il Monte dei Pegni ha rappresentato per secoli l'espressione più concreta della "coscienza di relazione" collettiva condivisa, fondato su una temporanea rinuncia di un bene prezioso a sulla promessa di una possibile restituzione nel tempo.

Nel Dopoguerra le Banche hanno rappresentato un modello di coscienza di tipo paternalistico, disponibile a offrire denaro ai "figli" che si impegnavano a lavorare per costruire le fondamenta del proprio futuro. Nei primi decenni si ricorreva al credito unicamente per finanziare l'avvio delle attività produttive, ma poi il ricorso al credito diventò decisivo nel finanziare tutte le fasi di transazione delle merci nel Mercato.

Poi, negli anni 0ttanta, le banche "si accorsero" che il Mercato finanziaro permetteva di arricchirsi in modo esponenziale utilizzando il denaro dei risparmiatori e delle aziende e si trasformarono in operatori economici che attingevano ingenti risorse di liquidità attraverso lo strumento della "cartolarizzazione" dei crediti. Anche in questo caso le Banche utilizzarono come forma di pressione lo strumento della "coscienza di relazione" per cui : "una mano lava l'altra", "condividiamo rischi e utili", " devi investire il tuo credito così ti saremo riconoscenti", fino a innescare strumenti coercitivi ricattatori, "per cui ti concedo un prestito in cambio di un investimento in titoli", ecc..

La coscienza di relazione rappresenta uno stadio evolutivo fondamentale nella psiche umana, tuttavia può essere sfruttata abilmente da soggetti come strumento di persuasione e di manipolazione occulta, soprattutto quando l'individuo ha bisogno del sostegno degli altri o dell'ambiente. Anche la Mafia intreccia saldamente i suoi fili con la "coscienza di relazione" che si forma nell'ambiente economico di gruppi di persone che condividono gli stessi obiettivi. Alla psiche non interessa discriminare se la coscienza di relazione sia tenuta insieme dall'amore o dal denaro, dal desiderio di ricchezza o di potere. Nella mitologia antica il concetto veniva rappresentato dal Dio Legatore, simbolo di una potenza invisibile in grado di realizzare i nodi che tengono uniti gli esseri tra loro.

Siamo tutti collegati da fili invisibili annodati dal Desiderio, dalla Brama, dalla Volontà e dalla Necessità, i quattro figli della Libido. Se non introduciamo dentro noi stessi la consapevolezza che nessuno "fa niente per niente" e che "la vita di relazione richiede continui investimenti di libido e relativi fallimenti", non potremmo mai estirpare la "cattiva coscienza cattolica" che da almeno cinque secoli ci impedisce di "guardare in faccia la realtà".

Non esiste più la categoria dei "risparmiatori". Chi porta il denaro in banca e investe in titolo a rischio diventa uno "speculatore", per cui non c'è più distinzione tra chi "guadagna e chi perde". Così come la Legge non ammette l'ignoranza delle regole, così i risparmiatori che hanno investito su titoli consigliati dai funzionari di banca non possono essere esenti da "colpe". Il DIo Legatore costruisce e disfa la "coscienza di relazione"; sta a noi sciogliere i nodi che ci rendono vittime della nostra stessa libido.

Consiglio di "leggere" con attenzione le vicende della famiglia Simpson, modello perfetto di "straniamento" da tutte le regole definite dalla coscienza di gruppo.


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11
ott2008
Fondamenti dell'identità spiritualeIl Martirio di Sant'Orsola
scritto da Marta Breuning alle 12:02
[mod] [del]



Caravaggio, Martirio di Sant'Orsola

La coscienza di relazione cristiana

Il Vangelo cristiano segna l'inizio di una nuova epoca spirituale per l'umanità. Per la prima volta, dopo tremila anni di evoluzione della coscienza collettiva fondata sulla "croce" degli istinti primari (l'albero di Adamo) e sui rapporti conflittuali esistenti tra libido personale (il Vitello d'oro) e leggi sociali (i dieci comandamenti di Mosè) che garantiscono la convivenza pacifica tra gli uomini, diventano visibili ed espliciti gli insegnamenti che rappresentano il fondamento della "coscienza di relazione".

"Ama il prossimo tuo come te stesso, non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te stesso, porgi l'altra guancia, chi è senza peccato scagli la prima pietra" sono solo alcune delle esortazioni che hanno lo scopo di espandere la consapevolezza dell'altro, inteso come strumento divino con cui dialogare e conquistare la salvezza dell'anima (la morte della libido) e la redenzione dell' io (il superamento dell'ego e la nascita del Sè)

Il Cristianesimo dei primi secoli ha l'obiettivo di creare le basi spirituali su cui innescare l'alchimia degli istinti in consapevolezza di sè, delle pulsioni psichiche in comprensione e delle riflessioni condivise in conoscenza della natura umana. Mentre San Paolo e poi Sant'Agostino conducono la riflessione ai massimi gradi di comprensione dei processi di trasformazione della libido che infiamma la carne (sarx), l'anima (psichè) e la mente (pneuma) nella "coscienza di relazione" di Gesù, avviene un parallelo fenomeno di esasperato paganesimo in cui è possibile rintracciare il rifiuto dell'individuo di farsi omologare da una forma di spiritualità decisamente "folle e incomprensibile". I martiri cristiani non dovevano apparire a quel tempo delle persone "normali", poichè il sacrificio di sè non appartiene al codice genetico dell'uomo biologicamente coinvolto nella sopravvivenza.

La coscienza di relazione rinascimentale

Il rinascimento alchemico, che si sviluppa tra il 1330 e il 1660, riprende la riflessione sui martiri al fine di ripristinare una logica per lo meno simbolica, dei loro gesti. Ogni martire descrive infatti una particolare rinuncia alla propria personale libido, che si manifesta in forme sottili di arroganza, permalosità, autosufficenza, snobismo, alterigia, testardaggine e presunzione, espressioni consapevoli dell'anima derivate da un eccesso di "amor di Dio" e quindi di "amor di sè."

La vicenda di Sant'Orsola è emblematica. Orsola è sorella di un Re che la promette in sposa a un barbaro, in cambio della pace territoriale. La giovane vergine salpa con diecimila ancelle per essere sacrificata alle necessità politiche, ma una volta giunta al cospetto del Re rifiuta di concedersi. Il Re barbaro, adirato da tanta protervia ostentata per amore di DIo e della purezza cristiana, la trafigge con una freccia. Anche le diecimila ancelle, suggestionate dal "martirio" della principessa, decidono di sacrificarsi e vengono tutte uccise.

Caravaggio è chiamato ad interpretare la vicenda. E' consapevole che chi possiede elevati ideali spesso è incapace di scorgere i principi spirituali che sono connaturati alla Realtà, così come si presenta. Il martire esprime infatti una "coscienza di relazione" egocentrica, poichè egli non è fedele alla vita in genere e all'amore per l'altro, ma unicamente alla propria personale visione della religione, del sacrificio, del "lavoro ", e persino del "sesso".

Caravaggio rappresenta se stesso nel gesto di sostenere la martire mentre viene trafitta dalla freccia, come a dire che l'arte della percezione è in grado di discriminare la "follia della fede" da una "fede folle".

Per andare oltre la propria libido e interpretare alla lettera l'esempio di Cristo, è necessario rimuovere l'ego non solo sessuale, materiale e sociale, ma soprattutto quello spirituale, quello che ci impedisce di comprendere la fede altrui, compresa quella pagana dei barbari.

Caravaggio spinge in avanti il petto di Orsola affinchè attraverso la morte avvenga una definitiva "purificazione" collettiva dalla folle certezza del cattolicesimo di essere l'unica religione rivelata da Dio attraverso l'incarnazione del suo Figlio sulla terra.



La "coscienza di relazione"insegnata da Gesù attraverso le parabole diventa concreta, reale e rivoluzionaria se l'individuo crocifigge sulla croce i tre Ego di I.N.R.I., rappresentati efficacemente da Diego Velazquez qualche decennio dopo la morte di Caravaggio.

Sopra la testa di Cristo Velazquez dipinge il cartiglio in cui sono scritte in tre lingue le parole "Gesù, Nazareno, Re dei Giudei" a rimarcare la triplice morte della libido materiale (Gesù falegname), sociale (Il Nazareno) e spirituale (Re dei Giudei), considerati dagli alchimisti i tre draghi che impediscono alla coscienza di relazione (il Sè) di manifestarsi con vero amore e senso di giustizia.


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13
ott2008
arte alchemicaGli incontri più importanti....
scritto da Marta Breuning alle 19:51
[mod] [del]

Ti prego solo di non andartene, perché se te ne vai ora non fai più ritorno. Fuggirai oltre i confini del mondo e non vorrai ricordarti di quello che è iniziato qui, tra me e te, quando l’anima si apre così, lentamente e con dolore, verso un’altra persona. Non smettere di scrivere, aggrappati alla penna con la forza che ti è rimasta. Stai tremando per lo sforzo, ma continua a scrivere, affondando in me le tue radici. Non avere paura. Nemmeno di quel pensiero che hai fatto un milione di anni fa, o due giorni fa, quando avresti voluto risvegliarti senza memoria, dopo un incidente o un intervento chirurgico, ricordando a poco a poco, la tua storia e la mia per raccontarla a te stesso, dall’inizio senza sapere, nemmeno per un momento, se in quella storia tu sei l’uomo o la donna. Vorrei che tu potessi ricordare come ci si sente quando si è donna, e come ci si sente quando non si è né uomo né donna. Solo “essere”, prima di tutto, prima delle definizioni, dei pronomi personali, delle parole e dei generi. Forse in questo modo, potresti anche arrivare, quasi per caso, alla possibilità primordiale di essere me.

David Grossman, Che tu sia per me il coltello



"Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prim'ancora che i corpi si vedano. Generalmente, essi avvengono quando arriviamo a un limite, quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente.

Gli incontri ci aspettano, ma la maggior parte delle volte evitiamo che si verifichino.

Se siamo disperati, invece, se non abbiamo più nulla da perdere oppure siamo entusiasti della vita, allora l'ignoto si manifesta e il nostro universo cambia rotta.

Tutti sanno amare, poiché nascono con questo dono.

Alcuni praticano l'amore naturalmente, ma la maggioranza deve apprendere di nuovo, ricordare come si ama; e tutti - senza alcuna eccezione - hanno bisogno di bruciare nel fuoco delle proprie emozioni passate, di rivivere gioie e dolori, cadute e riprese, fino al momento in cui sono in grado di intravedere il filo conduttore che esiste dietro ogni nuovo incontro.

Sì, perché c'è un filo."


Paulo Coelho Undici minuti




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14
ott2008
filosofia della conoscenzaL'intelligenza delle cose
scritto da Marta Breuning alle 08:58
[mod] [del]



Per gli alchimisti del rinascimento l 'intelligenza (il mercurio) è la capacità sensoriale, intuitiva e cognitiva (radicata nel corpo come l'albero nella terra) di mettere in relazione le sensazioni, le emozioni e i sentimenti corporei sperimentati nel vissuto (la luna/Beya) con i "sistemi di relazione" (famiglia, partner, società, senso di sè) che li hanno generati (il sole/Gabricius).

Allo sviluppo della consapevolezza sensoriale determinata dal rappporto creativo che si instaura tra polarità "sessuali" opposte (Marte e Venere), corrisponde una espansione dell'intelligenza in percezione critica, (razionale/mano destra e intuitiva/mano sinistra) fondamento della nascita della "coscienza di relazione" e di ogni forma di conoscenza umana (le mele che nascono dalle sue fronde).

Religione e la Filosofia evolvono dalla "coscienza di relazione" intuitiva, mentre Scienza e Tecnica emergono da processi di razionalizzazione critica della materia innescati spontaneamente dalla "coscienza di relazione razionale" che esiste tra tutti gli elementi chimici della materia

Gli alchimisti orientali e occidentali si spingono ancora oltre e affermano che tutto l'Universo è avvolto da un collante invisibile (la colla d'aquila), da una energia mentale universale (l'orgone di Reich) che è il fondamento dei concetti spirituali di Karma (destino) e reincarnazione (fato).

"La coscienza di relazione intuitiva" (il Se intuitivo) e la "coscienza di relazione razionale" (il Se razionale) sono il fondamento della Filosofia Alchemica, le due classi di apprendimento che permettono all'anima di comprendere il nesso che esiste tra causa ed effetto, di percepire l'intelligenza delle cose e degli avvenimenti e di prevenire, per quanto possibile, la proliferazione del Karma, inteso come conseguenza inevitabile di decisioni, atteggiamenti e sistemi di relazione "drogati o infettati" dalla libido individuale e collettiva.

La decisione di "salvare" le banche nasconde il tentativo di perpetuare un sistema di potere che opera al di fuori della "coscienza di relazione universale" e quindi in perenne contrapposizione alle "leggi universali" che regolano i rapporti tra gli uomini. Se Tremonti fosse un alchimista non esiterebbe a trasformare alcune banche in Pubblic Company non dissimili dalle banche Etiche che si stanno costituendo in ogni parte del mondo e che non hanno come scopo finale il "profitto finanziario". Anche il costo del denaro, non meno del pane, deve essere frutto della "coscienza di relazione razionale" che contraddistingue l'incontro tra domanda e offerta, tra bisogni dei consumatori e aspettative dei produttori.

Henry Bergson ha intuito che la coscienza di relazione intuitiva, peculiare del periodo Rinascimentale, era stata spodestata dai processi di razionalizzazione attivati dall'intelligenza speculativa.L'illuminismo, lo sviluppo della scienza, il progresso, la specializzazione tecnica, le regole del Mercato e il desiderio di una vita agiata e sicura, spingono la collettività e l'individuo a sviluppare la precezione critica razionale che rappresenta una forma spuria di coscienza.

"Nell'uomo, la coscienza è soprattutto intelligenza: avrebbe dovuto, avrebbe potuto essere anche intuizione. Intuizione e intelligenza rappresentano due direzioni opposte dell'attività cosciente: la prima, procede nel senso stesso della vita; la seconda, in senso inverso, e come tale è naturalmente regolata sul movimento della materia. Un'umanità compiuta e perfetta sarebbe quella in cui tali forme dell'attività cosciente raggiungessero ambedue il loro pieno sviluppo.

[…] Di fatto, nell'umanità di cui facciam parte, l'intuizione è quasi completamente sacrificata all'intelligenza. Sembra che la coscienza abbia consumato il meglio della sua forza nella lotta per conquistar la materia e per riconquistare se stessa. Tale conquista, date le condizioni particolari in cui si è realizzata, esigeva che la conoscenza si adattasse alle abitudini della materia e concentrasse su questa la propria attenzione: ossia, che si determinasse specialmente come intelligenza. Tuttavia, l'intuizione sussiste sempre, ancorché vaga e, soprattutto, discontinua, simile a una lampada quasi spenta, che si rianimi solo a tratti, per brevi istanti. Di queste intuizioni evanescenti, che illuminano il loro oggetto solo a tratti, deve impossessarsi la filosofia, dapprima per sostenerle, poi per dilatarle e per collegarle insieme. Quanto più procede nel suo lavoro, essa si avvede che l'intuizione è lo spirito stesso, e, in un certo senso, la vita stessa: l'intelligenza si ritaglia in essa attraverso un processo che imita quello che ha generato la materia.

Solo così si rivela l'unità della vita mentale: ponendosi nell'intuizione per muovere da questa all'intelligenza, perché dall'intelligenza è impossibile passare all'intuizione. Tutti questi problemi rimarranno senza risposta, una filosofia fondata sull'intuizione sarà la negazione della scienza e verrà, presto o tardi, spazzata via dalla scienza, se non si deciderà a cercare la vita del corpo là dove questa effettivamente si trova: sulla via che conduce alla vita dello spirito. Ma in questo caso essa non avrà più da fare con questo o quell'essere vivente: la vita tutt'intera, a partire dall'impulso iniziale che l'ha lanciata nel mondo, le apparirà come un'onda che sale e che si oppone al movimento discendente della materia.

Sulla massima parte della sua superficie, ad altezze diverse, la corrente vien convertita dalla materia in un vortice: su un punto solo essa passa liberamente, trascinando con sé l'ostacolo, che appesantirà il suo cammino ma non lo arresterà. In questo punto è l'umanità; e qui sta la nostra posizione privilegiata. D'altra parte, questa onda che sale è la coscienza.

La coscienza è essenzialmente libera: è, anzi, la libertà stessa; ma non può attraversar la materia senza modellarsi su di essa, senza adattarsi ad essa. Tale adattamento è ciò che si chiama "intellettualità". Ora, l'intelligenza, rivolgendosi verso la coscienza agente, cioè libera, la fa rientrare naturalmente negli schemi in cui è avvezza a veder inserirsi la materia. Perciò vede sempre la libertà sotto forma di necessità, trascura sempre la parte di novità o di creazione inerente all'atto libero; sostituisce sempre all'azione un'immagine artificiale e approssimativa di essa, ottenuta associando l'antico con l'antico e l'identico con l'identico. Così agli occhi di una filosofia che si sforza di riassorbire l'intelligenza nell'intuizione, molte difficoltà svaniscono o si attenuano. Ma una tale filosofia non solo rende più facile la speculazione; ci dà altresì più forza per vivere. In virtù di essa non ci sentiamo più isolati nell'umanità, e l'umanità non ci appare più isolata nella natura che essa domina: come il più piccolo granello di polvere è connesso con tutto intero il nostro sistema solare, ed è trascinato con esso in quel moto indivisibile di discesa che è la materialità stessa, così tutti gli esseri organici, dal più umile al più elevato, dalle origini prime della vita sino a oggi, in tutti i luoghi come in tutti i tempi, non fanno che manifestare in modo sensibile un impulso unico, inverso al movimento della materia e, in se stesso indivisibile.

Tutti gli esseri viventi sono congiunti insieme, e tutti obbediscono al medesimo formidabile impulso. L'animale ha il suo punto d'appoggio nella pianta, l'uomo nella animalità, e l'umanità intera, nello spazio e nel tempo, è come uno sterminato esercito che galoppa al fianco di ciascuno di noi, avanti e dietro a noi, in una carica travolgente capace di rovesciare tutte le resistenze e di superare moltissimi ostacoli, forse anche la morte.

Henry Bergson




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15
ott2008
arte alchemicaMorte della Modernità, ritorno al Rinascimento
scritto da Marta Breuning alle 15:44
[mod] [del]



Pieter Brueghel, la Forca

La civiltà occidentale che si configura dopo l'industrializzazione "mollando gli ormeggi con il passato, pensava di dirigersi verso un futuro di progresso all'infinito, grazie ai progressi congiunti della scienza, della ragione, della storia, dell'economia, della democrazia. Noi abbiamo compreso, con Hiroshima, che la scienza era ambivalente. Abbiamo visto la ragione regredire e il delirio staliniano indossare la maschera della ragione storica; abbiamo visto che non c'erano leggi della Storia a guidare irresistibilmente verso un futuro radioso. Abbiamo visto che il trionfo della democrazia, non era definitivamente assicurato in nessun posto. Abbiamo visto che lo sviluppo industriale poteva comportare devastazioni culturali e inquinamenti mortifetri. Abbiamo visto che la civiltà del benessere poteva produrre nello stesso tempo malessere. Se la modernità si definisce attraverso la fede incondizionata nel progresso, nella tecnica e nella scienza, nello sviluppo economico, allora questa modernità è morta." (Edgar Morin, i Sette saperi necessari al tempo futuro).

E se questa forma di fede è andata progressivamente affievolendo negli sguardi della gente che osserva con timore al proprio futuro (I due uomini dipinti da Brueghel in piedi davanti alla forca), mentre il popolo "zotico e ignorante" continua a ballare e divertirsi come niente fosse (la festa danzante di contadini), significa che la "percezione collettiva" si trova di fronte alla scelta di attraversare nuovamente la "Forca del Tempo".

La gazza, simbolo della percezione asservita agli scopi materialistici della vita, è collocata da Brueghel sopra la forca, quasi ad ammonire l'anima ad abbandonare le "futili certezze" di un futuro non più garantito da nessun Ente civile e nemmeno religioso. Attraversare la forca del "tempo relativo" (soggettivo e autocentrico) e del "tempo individuale" (carriera, successo, denaro), significa entrare in un nuovo mondo in cui si può sperimentare il tempo assoluto (la croce) e il tempo ciclico (il mulino ad acqua).

Focalizzare la coscienza nel "tempo presente" e comprendere "l'eterno ritorno" delle cause che portano alla degenerazione della cultura, dell'arte e della spiritualità, significa entrare all'interno di un nuovo paesaggio (mentale, cognitivo ed evolutivo) denso di significati emotivi (il fiume) , di emergenze storiche (il castello) e di intuizioni sensoriali (le alte montagne all'orizzonte).

Attraversando la "Forca del Tempo " la cultura esce definitivamente dalla Modernità e ritorna ai principi spirituali del Rinascimento alchemico fondati sul "senso di sè", la "coscienza di relazione individuale" e la "coscienza di relazione universale".

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16
ott2008
Fondamenti dell'identità spiritualeVoglio la sola realtà
scritto da Marta Breuning alle 11:00
[mod] [del]

Sono un guardiano del gregge
Il gregge sono i miei pensieri
E i miei pensieri sono tutti sensazioni.
Penso con gli occhi e con le orecchie
E con le mani e coi piedi
E con il naso e con la bocca..
Pensare un fiore, è vederlo e respirarlo.
E mangiare un frutto è saperne il senso.
Ecco perché quando un giorno di caldo
Mi sento triste di goderne tanto,
E mi stendo completamente nell'erba,
E chiudo gli occhi che bruciano,
Sento che tutto il corpo è steso nella realtà,
So la verità e sono felice.
Tu dici, vivi nel presente;
Vivi solo nel presente.
Ma io non voglio il presente, voglio la realtà:
Voglio le cose che esistono, non il tempo
Che le misura.
Cos'è il presente?
È qualcosa di relativo al passato e al futuro.
È una cosa che esiste in funzione dell'esistenza
Di altre cose.
Ma io voglio la sola realtà, le cose senza presente.
Non voglio includere il tempo nel mio schema.
Non voglio pensare le cose in quanto presenti:
Le voglio pensare in quanto a cose.
Non le voglio separare da esse stesse,
Trattandole come presenti.
Non dovrei nemmeno trattarle come reali.
Non dovrei trattarle affatto.
Dovrei solo vederle, semplicemente vederle;
Vederle fino al punto di non poterle pensare,
Vederle fuori dal tempo, fuori dallo spazio,
Vederle con la facoltà di toglier tutto tranne il visibile.
Ecco la scienza del vedere, che non è scienza.

Fernando Pessoa


L'Arte alchemica del rinascimento utilizza il linguaggio translogico (analogico, anagogico e letterale) delle allegorie, delle metafore e dei simboli per insegnare essenzialmente l'Arte di vedere l'Unica Realtà. Per gli alchimisti esistono molteplici verità, tante quanti sono i punti di vista (le percezioni individuali), ma una sola Realtà.

Come afferma Pessoa, la Realtà non è da confondersi con il presente, poichè non dipende dal tempo e nemmeno si può circoscrivere all'interno di uno spazio limitato, come invece deve fare la Scienza per indagare i meccanismi di una infinitesima porzione di realtà. L'arte di vedere l'Unica Realtà richiede infatti una esplorazione artistica della materia che esplicita in forme razionali tali da giustificare in parte la psicologia, la psicoanalisi, la psicosomatica, la filosofia, ecc..., anch'esse destinate a indagare solo parti frammentate di ciò che non è visibile agli occhi, ma esiste all'interno delle relazioni che l'anima instaura con il corpo e con gli altri esseri.

L'eros che ci fa fremere di emozione, che secca la gola e "chiude" lo stomaco è reale quanto la busta paga mensile che ci libera invece dall'ansia del tempo futuro, così come la nausea, un mal di denti o una crisi di rigetto per un rapporto d'amore o di lavoro ci informa che qualcosa di molto reale sfugge alla nostra comprensione.

Esiste un solo modo per conoscere la realtà in tutte le sue infine manifestazioni ed è quello di imparare a vedere le immagini riflesse dagli oggetti, dai corpi e dai mezzi di comunicazione ascoltando le sensazioni corporee (Venere).

Venere in Ariete (la percezione sensoriale dell'energia) diventa la sposa di Saturno in Bilancia (la categorizzazione razionale delle vibrazioni) per generare la percezione sensoriale cognitiva dell'anima. Si impara a guardare in faccia la realtà quando siamo in grado di attribuire alle sensazioni il giusto significato, per cui anche il minimo turbamento (i moti dell'animo) è classificato come un segnale di avvertimento proveniente dalla "divinità interiore" (il se individuale) o della "divinità cosmica" (il se universale).

Pessoa intuisce che il corpo è fatto della stessa sostanza dell'universo e obbedisce alle leggi di equilibrio del psicosoma (la struttura elicoidale del genoma) e a quelli della Natura (le leggi di equilibrio universali). Non si può comandare al corpo di non ammalarsi e nemmeno è possibile dettare condizioni. Il corpo (il se istintuale) è un frammento della realtà universale, perfettamente autonomo e indipendente, anche quando è assente la coscenza dell'individuo in quanto persona (vedi i casi di coma vegetativo).

Il corpo/energia è il nostro principio di realtà e l'inizio di ogni trascendenza. Gli alchimisti lo descrivono come la "Persona dotata di una propria anima, coscienza e intelletto" che si manifesta durante gli stati più profondi della meditazione. In alcuni casi avviene che il corpo/persona possa comunicare 'telepaticamente' alla coscienza del meditante con le stesse parole utilizzate da Pessoa:

"Io sono il Se, sono ovunque e dappertutto, ho mille occhi e mille mani, sento qualsiasi cosa e divento qualsiasi cosa. Penso con gli occhi e con le orecchie
E con le mani e coi piedi
E con il naso e con la bocca..io sono in te , come Te".

Nel "Dialogo tra Shiva e Parvati" è scritto:

"Lo yogi raggiunge quel Supremo Sè eterno, che è puro, ineguagliabile, informe, senza supporti, senza desideri, al di là della coppia di opposti, privo di illusioni e con potere intatto"

"Lo yogi raggiunge quel Supremo Sè eterno, che non è molteplice, nè uno, nè nessuno dei due, nè un altro. E' libero dalla piccolezza, dalla larghezza, dalla vastità e dalla vacuità. E' privo di misura, di dimensione e identità.

"Quando lo yogi raggiunge quel supremo Sè, trascende le ingiunzioni e le proibizioni delle Scritture. Non vi è l'idea di purezza o impurità, nè può sorgere alcun pensiero cattivo nella mente indifferenziata dello yogi. Qualsiasi cosa sia vietata agli altri è invece permessa a lui perchè ha superato tutte le regole."

"Colui che raggiunge la Realtà suprema è libero dall'attaccamento e dall'avversione. è devoto al benessere di tutti gli esseri, è sereno e possiede un intelletto stabile."

"Così come lo spazio del vaso diventa una cosa sola con lo spazio cosmico quando il vaso viene distrutto, così lo yogi (l'identità), dopo la morte, si fonde nella sua vera natura, il Supremo Sè."







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17
ott2008
arte alchemicaLa Realtà oltre l'apparenza
scritto da Marta Breuning alle 18:34
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"L'arte non è un passatempo o una questione secondaria, ma la più educativa di tutte le attività umane e il luogo in cui la natura della moralità può essere vista.
L'arte conferisce chiarezza a molte idee che se incontrate altrove appaiono enigmatiche, e ci fa capire ciò che avviene altrove.

La comprensione di qualsiasi arte implica un riconoscimento di gerarchie e autorità. Ci sono differenze di livello molto evidenti, ci sono momenti culminanti e disparità; nemmeno Shakespeare è perfetto. La grande arte, a differenza dell'arte mediocre, a differenza degli happening, è qualcosa che si trova al di fuori di noi e che resiste alla nostra coscienza.

Ci arrendiamo alla sua autorità con un amore generoso e altruista. Solo l'arte può mostrarci in che modo il permanente e incorruttibile è compatibile con il transitorio. Sia figurativa o non figurativa, l'arte ci rivela aspetti del mondo che la nostra coscienza ordinaria, confusa e sognatrice non è in grado di cogliere.

L'arte lacera il velo e dà senso all'idea dell'esistenza di una realtà (lo sfondo marrone) oltre l'apparenza (il tendaggio rosso si sta aprendo). Essa espone la virtù (la Venere nuda di spalle) nel suo aspetto più autentico (riflessa da uno specchio/coscienza) nel contesto della morte (il lenzuolo nero) e del caso (un putto alato, simbolo dello spirito e delle necessità del tempo, sostiene lo specchio). "

Iris Murdoch, Rileggendo Platone, 1964 - 1986.
Diego Velazquez, Venere allo specchio.


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18
ott2008
arte alchemicaHoly Smoke
scritto da Marta Breuning alle 07:53
[mod] [del]



Per la psicologia alchemica il corpo è pervaso da due fonti di energia che hanno origine entrambe dalle ghiandole sessuali .

La prima, la più importante per la sopravvivenza della specie (maschile), opera sui meccanismi razionali peculiari dell'emisfero sinistro affinchè gli istinti, le pulsioni e la volontà di esistere (libido) siano elaborati e trasformati in azioni, sentimenti e pensieri consapevoli, finalizzati al vivere materiale, sociale e morale della società.

A questa fonte di energia è possibile ricondurre al nascita e lo sviluppo dell'ego teso a soddisfare i bisogni corporei, dell'individualismo dell'anima, dell'identità di relazione e della personalità sociale. La maggior parte degli uomini e delle donne, in forme diverse, strutturano in questo modo la 'maschera' dell'io, uno specifico ruolo all'interno della famiglia e una particolare proiezione della priopria identità e personalità nel mondo delle relazioni e in quello professionale.

Questo processo di costruzione della personalità sociale richiede una certa dose di sacrificio dell' istinto di piacere collegato alle ghiandole sessuali, lo stesso richiesto da Noè ai sui tre figli (istinti, pulsioni e libido) dopo aver sperimentato l'ebbrezza del vino (vedi Michelangelo nella Sistina).

La società civile, e la morale che la informa, è fondata sul presupposto che si debba sacrificare l'energia vitalistica (la cicala) per produrre, attraverso il lavoro quotidiano, le risorse necessarie alla sopravvivenza individuale e collettiva (la formica). Lo studio delle personalità bipolari dimostra che la salute mentale, l'equilibrio psicosomatico, la soddisfazione emotiva e la ricerca della felicità (gli uomini gettano il bastone che li sorregge) diventano possibili quando l'energia maschile che circola nell'emisfero sinistro è equilibrata dall'energia femminile che pervade naturalmente l'emisfero destro, considerato dalla neuroscienza alchemica il "paradiso terrestre", il luogo incontaminato in cui fantasia, immaginazione e creatività hanno il potere di nominare le cose e costruire così un mondo di significati intelleggibili.

La polarità cerebrale è all'origine del peccato. Eva, emblema dell' energia femminile in grado di equilibrare l'ego di Adamo, raccoglie la mela della conoscenza offerta dal serpente (l'energia spirituale indiferrenziata che sostiene i processi biopsicosomatici del corpo fisico), perchè solo lei (l'energia femminile) è in grado di realizzare l'alchimia tra i due emisferi (il Diavolo dei Tarocchi) e realizzare , nell'introversione biologica, psichica e mentale i tre gradi di trasformazione della materia corporea di Adamo in amore, coscienza e conoscenza di sè.



La neuroscienza alchemica è descritta in sintesi nell'immagine del caduceo, simbolo sia orientale che occidentale del triplice processo di purificazione degli istinti, di trasmutazione delle pulsioni e di trasformazione della libido indispensabile per "illuminare" l'energia spirituale indifferenziata (la Kundalini dei tantrici), ovvero l'energia trascendente in grado di generare l'Elixir di lunga vita (salute), la Pietra filosofale (coscienza di relazione/il Sè) e l'Oro alchemico (illuminazione della Mente alchemica, logica e translogica).

L'energia maschile e femminile (il Maschio e la Femmina) confluiscono come due ruscelli alla base del Vas Hermeticum dove vengono trasformati in un unico vapore dal fuoco generato dal desiderio di conoscenza. In Oriente questa operazione di convergenza avviene per mezzo della 'Grazia' trasmessa da un Guru. In occidente invece accade naturalmente quando lo stress esistenziale diventa creativo e la necessità di trovare soluzioni stimola l'introversione naturale dell'energia sessuale (venere in scorpione)e la sua sublimazione in mente (mercurio in scorpione). All'interno del Vaso, metafora di un luogo chiuso in cui può avvenire la 'coniuncto oppositionis' degli elementi, il corpo genera il "fumo sacro" (mercurio in pesci), ovvero l'adrenalina creativa necessaria a superare i conflitti, risolvere i problemi e intuire le soluzioni più efficaci per superare il dualismo implicito sia nella psiche che nel mondo della materia.

Il film "Holy Smoke" di Jane Campion descrive nei dettagli le fasi di trasformazione della psiche maschile e femmnile quando la coppia elabora l'energia sessuale in un luogo "chiuso", privo di contaminazioni esterne. L'Alchimia di coppia simula ciò che avviene all'interno del ricercatore quando decide di prendersi cura di sè, del corpo e dell'anima, della mente e della coscienza, dell'intelletto e dello spirito.



Per la spiritualità alchemica rinascimentale tale decisione corrisponde a un evento iniziatico descritto dalla nascita di Gesù Bambino (il Senso di Sè) a Betlemme e dall'Epifania (manifestazione) di una nuova coscienza di sè. All'interno di questa logica di trasformazione del Mercurio Bambino (la mente intuitiva) in coscienza di relazione (Oro), conoscenza degli opposti (incenso) e sapienza iniziatica (mirra) è possibile rintracciare il senso cristiano del Dono (il Segno del Toro) offerto dai sapienti orientali al ricercatore occidentale. Durer dipinge se stesso con l'incenso in mano, a significare la piena comprensione del conflitto che emerge dalla contrapposizione degli opposti, per cui dove c'è il Bene resiste il Male, dove c 'è generosità permane l'avidità, dove c'è disponibilità sussiste l'egoismo, dove si manifestano i buoni sentimenti e i buoni propositi continuano a prosperare plagio e invidia.




TAG alchimia (35), arte (34), cinema (31), durer (9), michelangelo (6)
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19
ott2008
Fondamenti dell'identità spiritualeUna vita erotica (Kalì), estetica (Lakshmi) e contemplativa (Saraswati)
scritto da Marta Breuning alle 13:53
[mod] [del]



"Tra interiorità (trattenere il tempo) e motricità (espandere il tempo) c'è un nesso profondo, l'una vive del contenimento dell'altra. Grazie a questo contenimento è concessa all'uomo la possibilità di una vita contemplativa e di una vita estetica" (U. Galimberti).

All'individuo è concessa la facoltà di trattenere il tempo relativo (quello della propria vita) attraverso opere autobiografiche, diari, fotografie, ricordi, poesie e sentimenti che testimoniano l'inarrestabile procedere del tempo, dalla nascita alla morte. La consapevolezza dell'inellutabilità del decadimento fisico, dell'effimero e della caducità delle cose spinge l'anima a rimanere costante nel mutamento per crearsi uno spazio esistenziale in cui crescere ed evolversi.

"Non c'è altra salvezza possibile in un mondo in cui nessun attimo può essere fermato, in cui tutto si dissolve e sembra precipitare nel nulla. E' necessario vincere la tentazione di precipitare se stessi in questo nulla (horror vacui), assieme alle cose e agli avvenimenti del mondo." (Franco Rella commentando il Faust di Goethe)

Per l'alchimista l'unica salvezza è rimanere costante nel mutamento.



La consapevolezza delle emozioni (intensità, durata e qualità), la comprensione dei sentimenti dell'anima (desiderio, amore, conflitto) e la conoscenza delle facoltà dell'immaginazione (il mercurio), della memoria (il sale) e dell'amore/libido (lo solfo) di trascendere le "rigide magile" del tempo relativo, rappresentano le tre fasi di metamorfosi dell'anima, della coscienza e dell'intelletto che contraddistinguono tutto l'Opus.

I testi buddhisti descrivono tre fasi ben distinte di sviluppo dell'interiorità:

1. L'ottuplice sentiero dell'anima

1. L'ottuplice sentiero della coscienza

3. L'ottuplice sentiero dell'intelletto alchemico.

Sant'Agostino indicava il percorso come esplorazione delle potenze dell'anima. Tre Potenze come le Tre Dee dell'Induismo: Dea Kalì, Dea Lakshmi e Dea Saraswati.



Ognuna di esse dona all'uomo lo splendore di Afrodite (surfur), ovvero una vita all'insegna dei piaceri dell'Eros, dell'Arte e della Conoscenza. Perchè la Vita è Piacere e il Piacere è Vita, se le tre Vie si congiungono insieme nel centro del cuore, luogo dell'estasi dei sensi.



" Nella psicologia di Aristotele l'organo dell' aisthesis è il cuore, i percorsi degli organi di senso arrivano lì: è lì che l'anima "prende fuoco". Il pensiero di quel cuore è intrinsecamente estetico e sensorialmente legato al mondo.
Questo legame tra il cuore e gli organi di senso non è semplice sensazionismo meccanico: è un legame estetico. E infatti, in greco, l'attività di percepire o di sentire è aisthesis, la cui radice significa "assumere" e "inspirare" - un rimaner senza fiato, la risposta estetica primaria.
I traduttori hanno reso aisthesis con "percezione dei sensi", una nozione
dell'empirismo britannico, la sensazione di John Locke. Ma la "percezione dei sensi" greca
non può essere intesa senza tener conto della Dea greca dei sensi, o dell' "organo della
sensazione" greco, il cuore, e della radice che la parola racchiude - quel fiutare, quel restare
senza fiato, quell'inspirare il mondo." (J.Hillmann)



Se si congiungono i tre fili della metamorfosi dell'Anima nel centro del cuore è possibile provare "Piacere" in ogni luogo terra. Nelle remote valli del Mustang (Nepal), come nelle più umili case di La Paz (Bolivia), nella povertà come nella ricchezza, nel successo come nel fallimento.

Mantenere la costanza nel mutamento del Piacere, e della Vita, è il segreto della felicità alchemica, intesa come stato duraturo, imperturbabile e inattaccabile di amore, coscienza ed estasi del cuore (la Beatitudine del Sè - Sat- Chit - Ananda)



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