giovedì 16 aprile 2009

giugno 2008

scritto da Marta Breuning alle 13:44
[mod] [del]




L'Arte nella sua forma naturale si configura come una tecnica (karmamudra) in grado di sviluppare una reale conoscenza di sé (Jnanamudra). L'approccio creativo alla vita scaturisce dal bisogno spirituale di conoscere Dio e, per riflesso, se stessi.



L'arte alchemica, a differenza della vita reale, non ha inizio con l'azione, ma con l'immaginazione creativa, che parte essa stessa da un'accettazione e valutazione della realtà. Il suo intento non è quello di rendere la Realtà conforme alle proprie illusioni, ma di comprenderla meglio, (e per Realtà si intende sempre il filo rosso che collega la realtà interna e quella esterna), così da arrichire l'esperienza che se ne ha.



L'arte arricchisce l'esperienza di sé in rapporto al mondo nel momento in cui l'espressione creativa (karmamudra) individua una situazione di vita reale che attraverso la conoscenza simbolica (Jinanamudra) viene esperita più significativamente e più soddisfacemente.
Ad esempio: dipingere un vaso di fiori (realtà emotiva) o una natura morta (realtà riflessiva) acquista un valore significativo se diventa un esercizio di proiezione delle sensazioni, delle emozioni e dei sentimenti nei colori, nelle forme e nella composizione.



Nell'arte indiana esiste un corrispettivo più immediato. Il danzatore attualizza il dramma della sua vita; egli presenta una serie di immagini -base che, nella loro combinazione, rivelano una immensa varietà di situazioni la cui'incarnazione' visibile è costituita dal danzatore stesso. La realtà si manifesta attraverso immagini suscitate dai movimenti e dai gesti del danzatore/artista.




L'accento sul ritmo/colore e il movimento/forma è parimenti ravvisabile nella scultura indiana. Le curve sinuose delle vite snelle e degli opulenti fianchi e seni dei nudi e seminudi femminili ci invitano a partecipare alla vita delle sue figure, il che costituisce una esperienza sia intuitiva che intellettuale.



La loro "forza" non è assolutamente nella bellezza o contenuto estetico, ma nel contenuto concreto a cui rimandano attraverso il gioco dei simboli di unione e integrazione delle energie maschili e femminili. Perciò i tantrici non parlano mai di contenuti estetici, ma di "rasa", 'linfa vitale', comprendente ciò che noi separiamo in sentimento, emozione, significati, valori.



L'arte alchemica è tale quando trasmette il "rasa", la linfa vitale capace di accendere nello sguardo del fruitore un interesse che travalica ogni tentativo di concettualizzazione o di comprensione razionale.



Il senso di stupore e di meraviglia è sempre suscitato dalla "bellezza enigmatica" che si presenta "nuda" al mondo e non si "rappresenta". L'Arte Alchemica (la Venere di Botticelli) è "presentazione" e non "rappresentazione". Emerge dalle acque profonde (le emozioni dell'anima) sopra la vulva di una conchiglia (le riflessioni dell'anima) priva di vestiti (concetti, ideologie, sovrastrutture filtrate dall'intelletto), presentando se stessa per quello che è, e cioè arricchita di quella linfa vitale (la lunga treccia di capelli rossi) che appartiene di diritto all'opera alchemica di trasformazione dell'energia sessuale in amore, creatività e coscienza di sé (la treccia giunge fino al pube).



Essendo una "presentazione" di sé, priva di ogni pretesa di "rappresentare" una realtà o un pensiero sia esso spirituale o sociale, l'arte alchemica può aprirci gli occhi al mondo reale (una delle Ore si appresta ad accoglierla nel momento dell'approdo a terra) in modo tale che ci sembra di vederlo per la prima volta nella sua novità primèva, originaria. La sua presenza stessa nel mondo materiale è qualcosa di paradossale, perché è qualcosa e nulla allo stesso tempo.
Chi non percepisce il rasa non può comprenderla, mentre chi coltiva dentro di sé il senso di sé psichico (Aura) e mentale (Zefiro) "soffia" verso questa forma di autoespressione dell'anima che è, per sua natura, purificatrice e generatrice di nuova linfa.



L'Arte diventa alchemica quando l'anima "presenta" se stessa con umiltà e devozione. "La presentazione di Maria al tempio" è il passo successivo. Sullo sfondo del dipinto realizzato da Botticelli, si intravede una Venere nuda, fiammeggiante di linfa vitale.



TAG arte indiana (1), botticelli (17)
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27
giu2008
arte alchemicaIL GIARDINO DELLE DELIZIE
scritto da Marta Breuning alle 12:27
[mod] [del]

Nella sua forma più immediata, scevra da ogni elaborazione filosofica o spirituale del concetto, il Se è un meccanismo automatico di selezione delle immagini, dei segni e dei simboli che sono necessari all'anima psichica per evolvere all'interno del corpo in coscienza di sè.

Dal punto di vista neuropsicologico è chiamato il "filo del Se" il collegamento esistente tra la ghiandola dell'ipotalamo e la ghiandola pineale, responsabili del processo di selezione delle frequenze di luce in grado di avvertire la presenza di un elemento pericoloso per la sopravvivenza o favorevole allo sviluppo materiale o sociale dell'individuo. Il Se è una facoltà naturale dell'individuo che privilegia la percezione all'azione e che agisce, non sulla base di ragionamenti o schemi preordinati dalla razionalità organizzatrice, ma sulla base delle necesssità del tempo presente.

I bisogni, le necessità e i desideri si manifestano attraverso sensazioni, emozioni e sentimenti corporei che stimolano l'individuo all'azione. La consapevolezza di ciò che si prova all'interno di se stessi, sviluppata attraverso l'azione della propriocezione, è il principio generatore dell'anima. Nelle società civili stabilizzate, libere dai problemi della sopravvivenza della specie, l'anima prende il sopravvento e crea per mezzo le premesse per il miglioramento del confort, la nascita dell'arte e l'evoluzione dei costumi sociali. E' facile intuire che in questa forma di società, modellata dagli individui più sensibili alle esigenze dell'anima, evolva una forma di coscienza collettiva influenzata dal Se psichico, e cioè dalla capacità naturale della percezione femminile e artistica di selezionare gli elementi più gratificanti dal punto di vista estetico ed edonistico.

La "coscienza psichica primaria", fortemente influenzata dal bisogno di gratificarsi con la bellezza, l'eros e l'agiatezza economica, è sempre stata antagonista alla coscienza di gruppo e alla morale di riferimento per il suo carattere di alterità morale, anticamera del libertinaggio e degli eccessi che spingono alla consumazione di baccanali e di feste dionisiache. La coscienza psichica è una espressione latente sia nell'individuo che nella società: i sacrifici si accettano per essere conformi alle regole o procastinare la soddisfazione dei bisogni in vista di un bene più elevato.

Appare evidente che il senso di felicità materiale sia strettamente connesso al libero "funzionamento" del Se psichico e cioè della capacità dell'anima di selezionare con lo sguardo gli oggetti, le forme o i colori che più appagano il "sistema omeostatico" dell'organismo. L'azione, anche ormonale o sessuale, provoca infatti un continuo sbilanciamento dell'energia vitale dal suo asse centrale, chiamata dagli alchimisti orientali con il termine Sushumma. La deviazione eccentrica dell'energia subconscia dal centro della colonna vertebrale, provoca l'insorgere del bisogno di riequilibrare lo status biopsiconeurologico alterato dal movimento. A livello fisico lo sguardo inizia così a ricercare il cibo o l'energia necessaria per riportare l'omeostasi nell'organismo.

Il "Sistema di controllo omeostatico" dell'organismo è qualcosa che viene prima della coscienza individuale modellata dalla morale di gruppo. Lo yogi sperimenta nell'Hatha Yoga lo straordinario potere dell'energia magnetica collocata alla base della colonna vertebrale di riportare in equilibrio l'organismo alterato dalla presenza di condizioni proibitive di sopravvivenza come la mancanza di cibo, di aria e di temperatura. Ciò significa che il corpo possiede una propria coscienza attivata automaticamente dall'energia magnetica arteficie di tutti i meccanismi psichici di controllo e modificazione dei processi di metabolizzazione e conservazione dell'energia vitale indispensabile alla sopravvivenza. La coscienza corporea attivata dall'energia magnetica è il fondamento della "scienza e della filosofia del Sè "

Ciò significa che la consapevolezza di "cosa" cerchiamo con lo sguardo (percezione psichica consapevole) porta alla luce la comprensione delle motivazioni che hanno alterato il istema di controllo omeostatico dell'organismo. Questo semplice meccanismo di autoavvertimento psichico cognitivo, descritto meravigliosamente dalla vicenda mitologica di "Leda e il Cigno", ha la capacità di espandere non solo la conoscenza di noi stessi, ma anche del mondo in cui viviamo. Percepire attraverso il filo del Se espande la coscienza del Sè , considerato dagli alchimisti la Persona divina che vive dentro di te, come Te.

Anche gli alchimisti del Rinascimento praticavano e studiavano la scienza e la filosofia del Sè. Gli artisti erano spesso impegnati a rappresentare in chiave allegorica, non diversamente da Dante, i processi di modificazione della Materia Psichica (la pietra grezza) nella Coscienza creativa attivata dal filo del Se (L'elixir) fino alla scoperta della coscienza del Sè (la Pietra Filosofale)

J. Bosch, Il giardino delle delizie

Per Bosch esistono tre stadi di evoluzione della coscienza creativa attivata dalla percezione psichica di ciò che riporta in equilibrio l'organismo.
Nella parte inferiore ci sono i rappresentanti della "percezione psichica", cioè di coloro che percepiscono i segni e i simboli in grado di eccitare la pulsione sessuale e materiale (cibo, fantasie erotiche, ecc), ma anche di garantire la felicità materiale dell'esistenza (Sat)

Nella parte mediana l'artista dipinge la cavalcata della libidine, allegoria della "percezione mentale" di coloro che si appropriano dei segni e dei simboli in grado di suscitare eros, piacere e una sana e consapevole libidine, vissuta con coscienza e rispetto di sè e degli altri (Chit)


Nella parte superiore emerge la "percezione spirituale" di chi interpreta i segni e i simboli della realtà per costruire le opere dell'intelletto alchemico, luogo sublime in cui fantasia e immaginazione, creatività e coscienza, utopia e pragmatismo, ecc.. hanno il potere di suscitare riflessione, introversione e un senso di appagamento interiore (Ananda, la beatitudine del Se)

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