giovedì 16 aprile 2009

fino al 31 dicembre 2008

L'Arte Alchemica indica nello sviluppo e nell'espansione delle potenze femminili la "Via Umida" della trasformazione dell'identità umana (l'io) nell'identità spirituale (il Sè Testimone) che scaturisce dal matrimonio celeste tra le funzioni maschili di San Giuseppe (corpo, mente e spirito) e le funzioni femminili della Vergine Maria (anima, coscienza e intelletto)



San Giuseppe è il padre putativo del Bambino Gesù. Nel Vangelo si sente parlare di lui per breve tempo e comunque non oltre la vicenda in cui Gesù dodicenne entra nella Sinagoga e parla ai dottori. Gli artisti del Rinascimento ricamano su di lui poche ma intense immagini nelle quali appare, come da tradizione, "distaccato" rispetto a ciò che accade alla coppia evolutiva Madre Maria/ Figlio Gesù.




Nello "Sposalizio della Vergine", Raffaello dipinge San Giuseppe attorniato da quattro uomini (uno non si vede, ma si intuisce che c'è) che reggono lo "scettro" maschile, simbolo di abilità in azione mentre un quinto è in primo piano a destra intento a spezzarne uno con le mani e le ginocchia.
Dalla parte opposta l'artista dispone tre donne sullo sfondo e altre due donne in primo piano, nella funzione di damigelle della Vergine sposa, mentre in lontananza si erge il Battistero a sedici lati, simbolo della realizzazione della metamorfosi dell'anima psichica (2x2), in anima sensibile (4x2) e intellettiva (8x2) che si compie nelle 8 potenze femminili dei numeri pari (2,4,5,6,10,12.14.16)



Raffaello sintetizza in una unica immagine la metamorfosi dell'anima praticata dal Buddhismo attraverso la disciplina dell'Hatha, del Tantra e del Jnana yoga. L'anima evolve nelle potenze femminili quando l'individuo inizia a contenere, controllare, veicolare e introvertire (i quattro scettri) la pulsione istintiva all'interno del corpo sensoriale (i fazzoletti sui capelli delle donne).



Le dame situate più lontano dalla Vergine rappresentano uno stadio di trasformazione della pulsione istintiva all'azione (lo solfo) nella pulsione psichica evolutiva che inizia gradualmente a modellare, purificare e trasmutare la mente subconscia (il mercurio) in consapevolezza, coscienza e conoscenza sensoriale (le tre cuffie di colore diverso).



La metamorfosi psichica compiuta dalle prime tre Dame trasmuta la pulsione psichica in percezione, lo strumento che permette all'anima sensoriale di evolvere nell'anima intellettiva in grado di tradurre le sensazioni, le emozioni e i sentimenti corporei in gesti e parole (la consapevolezza creativa della donna con il copricapo nero ) e immagini e simboli (la comprensione creativa della donna priva di copricapo).



L'espansione della percezione sensoriale si traduce in breve tempo nella "consapevolezza, coscienza e conoscenza cognitiva" che caratterizza l'anima intellettiva della Vergine. A questo punto di metamorfosi della pulsione creativa (istinto di conoscenza) in pulsione cognitiva (desiderio di conoscenza) può avvenire il "matrimonium celeste" tra l' anima intellettiva (la Vergine) con l'alchimista (San Giuseppe) che permane in uno stato di testimone silenzioso dei processi di evoluzione della pulsione in consapevolezza e comprensione prima creativa e poi cognitiva.



San Giuseppe rappresenta il senso di identità che evolve gradualmente attraverso le potenze dell'anima in ego materiale (l'uomo che non si vede), individualità psicologica, identità di relazione e personalità sociale (i tre uomini muniti di copricapo). Tuttavia San Giuseppe, lo sposo della Vergine, è al di fuori da ogni forma di catalogazione. Rappresenta infatti l'individuo che non si identifica con il mondo dei nomi, delle forme o degli oggetti percepitio dai sensi. Non si identifica con gli oggetti posseduti, percepiti o conosciuti, ma rimane libero da ogni forma di razionalizzazione e catalogazione della realtà.



San Giuseppe (il senso dell'identità umana che evolve dall'esperienza dei sentimenti corporei) si congiunge con l'anima intellettiva della Vergine per celebrare il matrimonio da cui emerge il Sè testimone, metafora dell'individuo che "spezza" il filo della percezione conforme agli schemi, agli scopi e ai modelli di identificazione sociali e incorpora dentro se stesso le sei modalità della percezione alchemica: autoavvertimento, propriocezione, introspezione, visualizzazione, contemplazione e meditazione.

Il Sè testimone è una identità spirituale priva di identità materiale, sociale e intellettuale, arteficie dell'intelletto passivo e attivo (il nous aristotelico) in grado di recepire le immagini, le informazioni e le frequenze provenienti dall'etere come una "lastra fotosensibile",(come una tavoletta di cera) pronta ad essere utilizzata, plasmata e modellata dal Sè creativo (il Bambino gesù).





TAG aristotle (1), buddhismo (1), raffaello (6)
0 COMMENTI
16
dic2008
arte alchemica14. Monna Lisa e l'anima alchemica
scritto da Marta Breuning alle 09:52
[mod] [del]





C'è un filo verticale che unisce il dito anulare di Monna Lisa e la sommità della fronte, punto in cui inizia la riga che separa i capelli nel mezzo della testa. Per gli alchimisti il linguaggio della dita è di fondamentale importanza per lo sviluppo cognitivo dell'anima. In Oriente le dita si incorociano formando le mudra, mentre in occidente l'artista mette in evidenza alcune dita rispetto ad altre per contestualizzare l'opera all'interno di uno specifico "campo concettuale".



Per la filosofia alchemica l'anima è all'origine "animale" (il pollice) e si identifica con il sistema degli istinti conenssi alla soddisfazione della fame e alla necessità di appagare i bisogni primari. Poi diventa "vegetativa" (l'indice) e subentrano i bisogni, le necessità e i desideri di natura psichica e psicologica , come la ricerca del confort, della sicurezza materiale e dei piaceri sensoriali. Infine evolve nella sfera "minerale" (il medio), regno dello scambio mentale, della fusione e della comunicazione, delle intenzioni e della volontà di manifestare la propria identità, anche modificando il carattere e modellando se stessi in una relazione, un rapporto e o uno scopo dell'anima.



L'anima non è un dato di fatto già evoluto al momento del concepimento, ma evolve e si "fa" all'interno dei "tre regni" del corpo fisico e poi dei cinque involucri della mente, considerati prima il bozzolo in cui la crisalide (psichè) evolve in farfalla (anemos), e poi la placenta in grado di nutrire il bambino, simbolo delle prima forma di consapevolezza di essere l'anima alchemica incarnata prima nel corpo, poi nella mente e infine nello spirito.



Quando l'anima incarnata nel corpo inizia ad evolvere nella dimensione mentale, per cui mi guardo allo specchio e mi riconosco come corpo fisico, ma penso a me stesso in quanto fatto di sostanza mentale, anche il codice delle dita cambia significato. Le cinque dita della mano sinistra rappresentano i cinque involucri della mente che l'anima deve gradualmente perforare per diventare una cosa sola con l'energia mentale subconscia (l'energia mentale kundalini dei tantrici) che sostiene autonomamente i processi cognitivi collegati alla memoria, al pensiero e all'autocoscienza.



E' in questa fase che prendono forma i ricordi delle esperienze affettive nella memoria emotiva, l'elaborazione delle sensazioni nei pensieri e le parole del cuore e la consapevolezza di relazione in intelligenza emotiva. In questa fase di metamorfosi l'anima sensibile (Venere in gemelli) si sposa con l'intelligenza emotiva (Mercurio in cancro) e la percezione emotiva (la ghiandola del timo frequentemente atrofizzata) evolve in coscienza e conoscenza prima sensoriale e poi creativa e razionale- intuitiva, le tre forme di conoscenza sensoriale che danno origine origina alla Sophia, la conoscenza corporea di Monna Lisa.



Leonardo dipinge Monna Lisa come se il busto fosse in rotazione, sezionato in due parti, mentre la testa si gira a guardare verso lo spettatore. Dal dito anulare parte l'asse verticale (axis mundi) attorno a cui avviene la graduale illuminazione dei cinque involucri della mente compiuta dalla consapevolezza corporea (primo calice), dalla comprensione del cuore (secondo calice) e conoscenza razionale e intuitiva (il terzo calice) dell'anima alchemica.



Dalla spalla sinistra scende uno strano scialle composto da un fitto intreccio di fili, metafora dei collegamenti mercuriali intrecciati durante il matrimonio corporale che avviene (nel cuore) tra la percezione sensoriale di Venere e l'intelligenza emotiva, creativa e infine logica-intuitiva di Mercurio.



Il filo si conclude sulla riga tra i capelli, metafora della capacità dell'anima intellettiva di discriminare tra il bene e il male, tra il giusto e l'iniquo, tra l'utile e il dannoso. La discriminazione sensoriale emerge dall'unione "celeste" tra le facoltà intuitive e discorsive dell'emisfero destro (Zeus) e le facoltà logiche e razionali dell'emisfero sinistro (Saturno). Monna Lisa riempie il calice della conoscenza psicologica, creativa e razionale/intuitiva divenendo l'emblema della conoscenza perfetta della natura e dei fenomeni di trasformazione della prima materia (istinti, pulsioni e libido) in coscienza umana e spirituale (Sophia).


TAG leonardo (16)
0 COMMENTI
17
dic2008
filosofia della conoscenzaIl Buddha e il Cristo della trasfigurazione.
scritto da Marta Breuning alle 15:51
[mod] [del]



Raffaello, Trasfigurazione di Cristo



"Solo un essere umano è il particolare tipo di ente che ha la prerogativa di costruire quelle singolari, irripetibili figure che chiamiamo pensieri umani, secondo modalità pur esse singolari e irripetibili. Pratichiano il mentale (il soma mentale) quando ci mettiamo a sentire i sentimenti, a pensare i pensieri, a progettare i progetti, ad accorgerci che esistiamo. Lo pratichiamo quando imponiamo sensi e regole, quando valutiamo persone e situazioni, quando deliberiamo atti e stili di condotta. E' nel corso di tali pratiche che scopriamo di essere persone. (Moravia, L'enigma della mente, 1987)



Per San Paolo la coscienza corporea (il soma) evolve nel tempo, naturalmente, attraverso il soma sarchico dominato dagli istinti della carne (sarx), il soma psichico influenzato dalla pulsione (psichè) e il soma mentale in cui l'analisi, la riflessione e l'immaginazione (il pneuma) sono finalizzati alla realizzazione dello status sociale e dell'identità.



San Paolo afferma che la realizzazione del soma mentale, equivalente alla coscienza corporea cognitiva di chi apprende la verità ascoltando se stesso, è la base di partenza per andare oltre i limiti della natura umana ed entrare nella dimensione spirituale.



L'alchimia occidentale ha origine dai principi filosofici della gnosi paolina, l'unica nel panorama cattolico ad affermare che la salvezza dell'uomo non è un evento trascendente, ma un processo di trasformazione alchemica del soma, della coscienza corporea.



L'Apostolo afferma la necessità per ogni individuo di espandersi nel corpo spirituale di Cristo, emblema dell'individuo in grado di "trasfigurare" la coscienza corporea mentale (il pneuma) nella coscienza corporea cognitiva (il pneuma spirituale) di chi conosce la verità con il "cuore" e diventa "fisicamente" incapace di danneggiare o far male al prossimo, così come a tutte le altre creature viventi.



Allo scadere del primo ciclo di 28 anni di saturno, pianeta dell'introversione della pulsione psichica e quindi della melanconia che stimola l'istinto di riflessione, il Buddha esce da palazzo e inizia a viaggiare tra la gente del suo paese. Il giovane principe ha concluso la trasformazione del soma sarchico in soma mentale ed è quindi in grado di fare esperienza della realtà che percepisce attraverso i cinque sensi corporei e i cinque sensi della mente.



Egli sente i sentimenti percepiti dal corpo alla vista della miseria e dell'infelicità della gente, pensa ai pensieri che affiorano alla mente e progetta di scoprire la via della Realizzazione della felicità meditando per cinque anni sotto un albero di banano (l'iperconscio archetipale).



Durante il periodo di assoluta immersione nelle potenzialità del corpo di conoscere senza agire (il sè cognitivo), semplicemente chiudendo gli occhi, il principe "perfora" uno dopo l'altro i cinque involucri della mente (guaine) e che impediscono alla mente di realizzare la comprensione del Tutto.



Nel primo involucro (pranamayakosa) lo sperimentatore del Sè è dotato solo dei poteri di cognizione sensoriale per cui la coscienza corporea è caratterizzata da sensazioni, emozioni e sentimenti di attrazione repulsione.


Nel secondo involucro (mano-maya-kosa) lo sperimentatore integra le facoltà della cognizione razionale ed è quindi in grado di investigare i rapporti tra il soggetto e gli oggetti da conoscere con gli strumenti della capacità analitica, selettiva e deduttiva che elabora ed organizza la reazione istintuale attrattiva-repulsiva verso l'oggetto esterno.



Nel terzo involucro (vijnana-maya-kosa) lo sperimentatore integra le facoltà dell'intelligenza intuitiva ed è in grado non solo di analizzare i dati percepiti ma anche di riconoscefre, da una prospettiva più ampia, i fattori che compongono il suo giudizio.



Nel quarto involucro (ananda maya kosa) lo sperimentatore integra il principio di essere l'anima vivente all'interno del corpo e perciò percepisce non soli i processi della mente nella loro totale relazione di causa ed effetto, ma anche la relazione tra la mente nella sua totalità e gli archetipi universali a cui essa è collegata.



Nel quinto involucro (atman) lo sperimentatore trasfigura nel corpo atmico /creativo in cui la conoscenza è omnicomprensiva, soggetto e oggetto sono reintegrati del Soggetto assoluto e riconosciuti come parte di se stesso senza alterità e differenziazione.







Dopo cinque anni di meditazione profonda (a 33 anni) il principe illumina la coscienza corporea cognitiva del Buddhan (l'aura a forma di uovo) e trasfigura nel corpo atmico (la luce dorata) che caratterizza la coscienza corporea dello sperimentatore assorbito nel Testimone, ovvero in uno stato di percezione assoluta delle frequenze elettromagnetiche attirate dall'organo spirituale del cuore (magnetico) e decodificate in linguaggio (sruti) dall'emisfero sinistro.




L'Illuminazione del Buddha corrisponde alla Trasfigurazione di Cristo sul monte Tabor. Gesù sale sul monte da solo lasciandosi i tre apostoli addormentati alle sue pendici. I tre apostoli rappresentano i tre stadi del soma mentale (istintivo, creativa e cognitivo) che devono essere trascesi nel "corpo buddhico, atmico e spirituale" di Cristo. I tre apostoli dipinti dal Beato angelico dimostrano diverse capacità di affrontare, scorgere e percepire la luce emanata dal corpo di Cristo.



Sulla sommità del Monte Tabor Gesù trasfigura nel Cristo, nel Sè cognitivo in grado di integrare nella coscienza corporea mentale lo schema di "selezione" dei principi morali (indicati dalle tavole della legge di Mosè) e un diverso processo di d"assimilazione" delle conoscenze fondate sulla tradizione alchemica comune a tutte le religioni (Elia tiene in mano i libri delle profezie).


Gesù sale sul monte Tabor e incontra con Pietro (le istituzioni) gli esponenti del "Verbo di Dio" (Mosè ed Elia). Pietro vorrebbe costruire tre tende (tre scuole di pensiero diverse come la psichiatria, la psicologia e la psicoanalisi), ma in quel momento una nuvola avvolge tutti e dal cielo risuona la stessa frase già udita nel giorno del Battesimo.

"Questo è il figlio mio prediletto, in cui mi sono compiaciuto, ascoltatelo!."


TAG buddha (1), raffaello (6), vangelo (4)
0 COMMENTI
18
dic2008
filosofia della conoscenzaLezioni di canto
scritto da Marta Breuning alle 08:25
[mod] [del]



Albrecht Durer, Pifferaio e suonatore di tamburo



Gli artisti del rinascimento vivevano immersi in un proprio mondo di immagini, simboli e metafore con le quali ideavano opere piene di suggestione e dense di significati nascosti, ma non per questo indecifrabili.



Eredi del linguaggio "Argotiques" importato in Italia dai trovatori francesi e delle immagini popolari della Passione messe in scena, nelle edicole di strada, dai cantori della Via Crucis, gli artisti medioevali italiani comunicarono per alcuni secoli un preciso schema di conoscenze spirituali utilizzando un codice simbolico che è andato poi a disperdersi nel buio della razionalità moderna.



L'arte di argomentare richiedeva infatti una precisa disposizione della mente di ricorrere simultaneamente a parole e immagini cariche di valori simbolici ed allegorici, secondo una disposizione che impegnava gradualmente la mente a "cambiare" di "sostanza".



La metafora più utilizzata per rappresentare il processo di cambiamento della sostanza mentale, indispensabile per comprendere il linguaggio argotico e argomentare con arte, era la musica. La musica è una sostanza invisibile che vibra nell'etere, così come la sostanza della mente è una musica che vibra all'interno del corpo umano.



In accordo con la spiritualità araba del tempo, erede della sapienza greca -alessandrina dei primi secoli, l'essere umano, la sua identità spirituale, è concepito come uno strumento che dà fiato alla sostanza mentale che è dentro di lui. L'uomo che si libera dall'identificazione con il corpo, l'identità sociale e materiale e prende distacco dal sistema delle credenze assimilate dalla morale e dalla cultura di riferimento, è un flauto (il sè fisico) che fa vibrare , attraverso la sostanza della mente, la voce dell'anima.





Giorgione, Lezioni di canto



L'essere vivente che vive attraverso il corpo è il musico dell'anima, l'unico interprete della propria evoluzione. Tuttavia anche i migliori artisti sono stati istruiti ad emettere la voce dell'anima con sapienza (il pifferaio di Durer) e ad apprendere le "tecniche" per elevare la qualità della sostanza mentale (Le lezioni di canto di Giorgione)



Per Giorgione, come per gli alchimisti del suo tempo, la materia mentale grezza evolve in una sostanza sempre più fluida e luminosa. Ci sono tre gradi di trasmutazione metallica dei fattori mentali che corrispondono alle tre età della vita adulta, metafora del compimento della coscienza corporea mentale.



Nel ragazzo giovane la sostanza è ancora grezza, pesante, caratterizzata dall'indolenza, dall'apatia e dalla pigrizia (il tamas) che rappresentano un ostacolo allo sviluppo della mente e poi dell'intelletto creativo. Nell'uomo maturo, impegnato quotidianamente a risolvere problemi e sollecitato psichicamente dall'anima (propria o della moglie) a trovare soluzioni concrete (il dito indice significa "pulsione psichica") la sostanza mentale è più lumionosa (rajas) , disciplinata, coordinata, priva di indecisione e finalizzata a contenere la paura per il tempo futuro e la precarietà materiale.



Nell'uomo anziano, metafora di uno stadio finale di illuminazione della sostanza mentale, avviene un ulteriore affinamento e purificazione degli involucri della mente che sfocia nell'intuizione e nella percezione logica e simbolica. (Sattva).



"Gli attributi del tamas sono: l'ignoranza, la rilassatezza, la pigrizia, il torpore, la negligenza e l'ottusità. Colui che vi soggiace non comprende più niente e rimane addormentato come un pezzo di legno o di pietra." (Vivekacudamani, sutra 116).



"I funesti attributi del rajas sono: il desiderio, la collera, l'avidità, l'arroganza, l'odio, l'egoismo, l'invidia, la gelosia...ecc.; da esso nascono le attività estrovertite, è sempre esso la causa della schiavitù". (Vivekacudamani, sutra 112)



"Le proprietà del sattva sono: assenza di orgoglio, non violenza, sincerità, distacco, continenza, non possessività, purezza, contentezza, aspirazione, abbandono al divino, fede, devozione, anelito alla liberazione, profonda avversione per il non-reale" (Vivekacudamani, sutra 118).



Ciò che le scritture del Vedanta non possono rivelare sono i tempi necessari alla trasformazione della sostanza mentale caratterizzata dal tamas nella sostanza luminosa, creativa e cognitiva del sattva, e le possibili tecniche di apprendimento della MI-STI-CA -MU- SI- CA, le sei sillabe divine (il mantra occidentale) che discendono dall'Om primordiale.



La qualità della musica che l'anima (soffio o anemos) riesce a suonare attraverso lo strumento del corpo dipende dalla capacità del suonatore (il Sè mentale) di affinare lo strumento, di purificare i sensi e di sciogliere i nodi della coscienza corporea condizionata dall'ego materiale, dall'anima che ricerca il confort , dalla mente che si illude di intuire la verità, ma intravede solo verità parziali.



"Secondo la Tradizione Vedantica solo le qualità sattviche strutturano la percezione dell'interezza (il Tutto in tutto) e conseguentemente sono consustanziali alla visione trascendente: in altre parole, solo nella condizione della mente purificata e pregna di valori spirituali si realizza l'intuizione supercosciente che consente l'accesso all'esperienza archetipica e al tempio dell'anima." (Laura Boggio Gilot: Il sè transpersonale")





Leonardo: "La Vergine delle rocce"



La trasformazione della "musica primordiale" nella "musica sattvica" richiede un lungo processo di disidentificazione dalle impressioni karmiche, dal sistema di credenze, dal punto di vista soggettivo e dalle opinioni proprie ed altrui. (la longhissima via)



Procedendo a distaccarsi dal mondo percepito dal "senso comune", l'alchimista "perfora " le cinque guaine della mente (le cinque dita della mano), giungendo infine a sentire la realtà (l'unica realtà) con i sensi della Vergine Maria (memoria, percezione, intuizione, senso di sè, comprensione e conoscenza di sintesi) e, infine, con i sensi dello spirito (memoria evolutiva, percezione simbolica, intuizione supercosciente, ispirazione, comprensione trascendente) illuminati dalla "Vergine delle rocce" sul capo di Giovannino.







L'interprete principale di questo lungo cammino di illuminazione della "mistica musica" presente all'interno di ogni essere è Giovanni Battista. L'iconografia rinascimentale lo investe del ruolo di sperimentatore della mente. Botticelli individua le prime tappe e Leonardo le porta a compimento, ma è Caravaggio a sancire il carattere iniziatico della "Decollazione di Giovanni Battista", emblema dell'alchimista che si distacca dalla mondanità, ma è incapace di resistere alle tentazioni sensoriali del mondo materiale (la danza di Salomè).



Lo sperimentatore impiega in genere 15 anni per illuminare la mente sul Calvario (la sommità della testa). Come Buddha insegna si inizia a 28anni; poi a 33 anni il ladrone pentito (tamas) finisce sulla prima croce; a 38 si crocifigge Barabba (rajas) sulla seconda croce, e infine a 43 anni si sale sulla croce di INRI (sattva) per rinunciare definitivamente a ogni presunzione intellettuale, sociale o spirituale.



Ma questa è una storia che gli alchimisti rinascimentali non poterono mai scrivere e documentare, pena la morte per eresia.


TAG durer (9), giorgione (5), vedanta (1)
0 COMMENTI
19
dic2008
Fondamenti dell'identità spiritualeLe tre croci sul Calvario
scritto da Marta Breuning alle 08:47
[mod] [del]





Il corpo è la cittadella e il tempio di Dio. All'interno di Christianapolis c'è il Battistero dell'anima. L'anima alchemica si manifesta all'interno dei cinque involucri della mente che strutturano la cittadella dell'alchimia interiore, metafora di una progressiva trasformazione della coscienza di sè attraverso stadi sempre più evoluti di "percezione, intuizione, consapevolezza, comprensione e conoscenza" della realtà.



Per entrare nella cittadella di Cristo è necessario, per dirla come San Paolo, "spogliarsi dell'uomo vecchio" e rivestirsi del soma mentale di Cristo. Ciò è possibile se si attua la trasformazione del soma sarchico (28 anni) in soma psichico (33 anni) e infine in soma pneumatico (38 anni).



A 38 anni Il Buddha illumina la Via di mezzo, ovvero uno stato di liberazione definitiva dai tre guna, ci fattori mentali che influiscono sulla percezione che il soggetto ha di sè e del mondo e la qualità del pensiero, per cui si diventa "ciò che si pensa" e si pensano solo pensieri che riflettono ciò che si è dentro (tu sei Quello!).



Buddha realizza la metamorfosi dell'anima attraversando i tre fattori mentali (guna) che evolvono spontaneamente nel ricercatore che procede ad introvertire la pulsione psichica (il ciclo di Saturno) e a sperimentare le potenzialità del corpo (il ciclo di Marte) di espandersi in coscienza corporea sensoriale (percezione, coscienza e conoscenza sensoriale) e coscienza corporea (consapevolezza, comprensione e conoscenza corporea).



A 38 anni Il Buddha illumina la sostanza mentale del sattva e diventa il Buddha della compassione. Si è lasciato aalle spalle il guna del tamas e il guna del rajas nei quali non si sviluppano le qualità etiche ed elimina così la causa principale della condizione di sofferenza. Sotto la pressione del rajas gli aspetti dell'intenzionalità e della volontà sono asserviti a fini utilitaristici. Il rajas è quella sete razionalizzante irta di motivazioni acquisitive ed egoistiche che ha il fine di ricercare il potere personale. Buddha illumina il guna sattva e inizia un percorso di elaborazione delle virtù spirituali come la comprensione umana, la compassione del cuore, la chiarezza della visione.



Nella mistica cristiana l'illuminazione del Buddha corrisponde al momento in cui l'alchimista inizia a comprendere il significato iniziatico delle tre croci sul calvario. Insieme a Cristo vengono infatti crocifissi il ladrone pentito (tamas) e Barabba (rajas). Per il cristiano l'illuminazione significa accedere a un più elevato grado di compassione per la natura condizionata dall' avidità e dall'egocentrismo e dominata dalla paura della sofferenza.



Se il corpo è pervaso dal tamas, ovvero dalla pigrizia (mentale), dall'indolenza, dall'apatia, dall'ossessiva ricerca della bellezza estetica, del confort o dei privilegi socieli (staus, identità professionale, oggetti), anche l'anima manifesterà quelle specifiche qualità mentali (di "ignoranza") che contraddistinguono la massa degli individui, divenendo sensibile all'invidia, alla gelosia, al pettegolezzo, al discredito, all'illazione, alla cattiveria, al conformismo, all'imitazione e all'omologazione (il buon ladrone, poi pentito)



Se il corpo è pervaso di rajas, ovvero dal desiderio di affermarsi nella vita, di avere successo, di impegnarsi nel mondo e di affrontare le difficoltà con volontà e determinazione, anche l'anima manifesterà prevalentemente sentimenti di collera, di avidità e di arroganza ed evolverà nelle qualità mentali, verbali, logiche e intuitive che sono il fondamento della manipolazione psichica della coscienza corporea e della possibilità di appropriarsi delle risorse altrui (Barabba).



Se il corpo infine "trasfigura" nella sostanza del sattva, l'energia mentale più nobile e sensibile alle sollecitazioni di carattere morale, etico e spirituale, anche l'anima manifesterà i buoni sentimenti, la continenza, la non possessività, la tolleranza, la generosità, la compassione discriminante e il desiderio di studiare che evolve in un ardente anelito di liberazione.












TAG buddha. cristo (1), guna (1)
0 COMMENTI
21
dic2008
neuroscienza cognitivaIl soma spirituale
scritto da Marta Breuning alle 08:47
[mod] [del]





Cerbero, l'ultima barriera a difesa dell'io

In un disegno pubblicato nel 1496 tratto da “Practica Musicae" di Gaffurio, l'autore rappresenta una visione verticale delle nove muse all'interno di sfere separate, ma armomiosamente connesse al tutto.



Al centro della rappresentazione un serpente irrompe drammaticamente attraversando i quattro elementi, per poi dividersi in tre teste: quella di un leone al centro, quello di un lupo a sinistra e quella di un cane a destra.



L'immagine è ispirata dalla figura mitologica del Cerbero dell’Ade che nel periodo ellenistico era stato rappresentato come un cane con tre teste e una coda di serpente. In epoca alessandrina (I sec. d.C), la ricerca filosofica collettiva inaugurata dagli alchimisti greci, arabi, spagnoli ed egizi che convergono nella capitale della cultura meditterranea, codifica nel mito di Cerbero, il mostro tricefalo, quell'insieme di forze primarie che si pongono a difesa della fragilità dell'io, nudo, spaurito e in balia di forze istintuali e pulsionali che incessantemente lo dominano e lo corrompono.



L'istinto di sopravvivenza e di realizzazione dei mezzi di sussistenza e l'istinto di conservazione e di realizzazione delle condizioni di equilibrio biopsicologiche, sono inscritti nell'ordine genetico della specie umana, all'interno di quella struttura caudale che i neuroscienziati identificano nel tronco encefalico (la coda del serpente).



Ma se la coda del serpente è il tronco encefalico, allora il corpo di Cerbero indica l'organo del cervelletto, sede delle pulsioni psichiche di azione (il lupo a sinistra), di difesa (il cane a destra) e di reazione creativa e individualizzata alle sollecitazioni esterne (il leone).



Recenti studi hanno dimostrato che il cervelletto ha un ruolo fondamentale nel processo di elaborazione dei comportamenti morali, delle credenze religiose e delle scelte esistenziali. I meccanismi individuali di risposta ai problemi di conservazione e di adattamento dell'io (automatici nello stadio infantile) dipendono dalla qualità delle connessioni mentali che mettono in comunicazione il cervelletto con il lobo frontale destro (il cane, difesa e conservazione dell'equilibrio proiettato nel tempo futuro) e il lobo frontale sinistro (il lupo, aggressività e acquisizione dei mezzi di sussistenza necessari nel tempo presente).



Per la psicoanalisi, un sistema di linguaggio in grado di interpretare con punti di vista teoretici e regole tecniche tutte le possibili interconnessioni simboliche dell'inconscio (Habermas, 1973), definisce Es, l'insieme delle funzioni automatiche di difesa dell'io che rimangono a livello automatico, per cui l'individuo reagisce alla paura con la fuga e agisce aggressivamente alle minacce.



Il processo di evoluzione delle risposte automatiche in risposte individualizzate, consapevoli, riflesse e meditate, rappresenta invece il percorso di formazione dell'Io conscio (il leone, elaborazione delle risposte a partire dalle esperienza del passato a dalle regole di gruppo), che dischiude poi alle esperienze trascendenti connesse all'integrazione del Super-io (le nove muse) all'interno di una unica coscienza di sé (la Musica delle sfere celesti).



"Recentemente gli sforzi compiuti da Karen Kaplan - Solm e Mark Solm (2002) per integrare su una solida base empirica la psicoanalisi e le neuroscienze (neuropsicoanalisi) hanno aperto interessanti prospettive sia cliniche che teoretiche. Per questi autori l'Es ha il suo centro nevralgico nelle strutture che circondano il IV ventricolo e nel sistema attivante ascendente (formazione reticolare, ecc) con le sue connessioni limbiche, gli ultimi e più profondi strati della strutturazione dell'Io risiedono nei lobi prefrontali (il Mosè di Michelangelo), mentre le funzioni del Super-Io sono particolarmente legate alla regioni ventromediali del lobo frontale, che è il punto in cui i lobi frontali si incuneano all'interno del sistema limbico". Questa zona rappresenta per gli stimoli, l 'ultima barriera (Cerbero) a protezione dell'Io." (Ronconi, Dal cervello alla mente, 2006).



Ultimatum alla Terra (il film)

Cerbero protegge l'individuo dalle "forze cosmiche" e in particolare dall'energia elettromagnetica generata dal corpo quando il sangue diventa carente di ferro e il pancreras (il plesso solare) diventa il secondo centro di polarizzazione dell'energia elettrostatica, oltre a quello presente alla base della colonna vertebrale (olesso lunare).

Nellle donne la carenza di ferro stimola naturalmente i sistemi di difesa automatici dell'io al punto che possiamo riconoscere nella mente femminile una razionalità diversa da quella maschile, la stessa che informa le decisioni che mirano alla conservazione della salute, dell'equilibrio sociale psicosomatico, la protezione della prole e tutte quelle scelte di natura economica, politica e culturale indirizzate a difendere non solo l'io individuale, ma la sopravvivenza dell'umanità intera.

Per gli alchimisti esiste una stretta analogia tra la vita della terra e la vita del corpo fisico. Così come la rotazione della terra intorno al sole è garantita dal nucleo magnetico, anche la vita nel corpo umano dipende dal nucleo magnetico che permette un continuo flusso di energia intorno al centro di coscienza (il sole).



Il corpo spirituale di Cristo

La spiritualità alchemica dei cakra è fondato su questa indispensabile relazione tra centro magnetico e flusso di energia elettrostatica ed elettrodinamica. I centri di coscienza sono come il sole attorno a cui ruotano i nostri interessi, desideri e speranze.



Se rimaniamo ancorati all'energia magnetica del primo cakra, che si trova alla base della colonna vertebrale, siamo molto vicini a Cerbero che ci difende e ci protegge (rimanere con i piedi per terra) da tutti i pericoli e le tentazioni causate dall'inflazione dell'Io, dall'egopatia e dalla libido che emergono nell'individuo quando il polo magnetico si sposta verso l'alto e l'energia elettrodinamica (mercurio in leone) stimola parti del cervello bypassando i lobi frontali (i due fori sulla fronte di Mosè).



Anche quando ci sono carenze di ferro nel sangue, provocate 0 dal ciclo mestrulale lunare, o da una intensa attività nervosa, si diventa per brevi periodi di tempo delle personalità bipolari. Perdiamo il contatto con la coscienza centrale (il sole) e la precaria consapevolezza dell'io oscilla tra due estremi inconciliabili: il vittimismo e l'egocentrismo, la vittima e il carnefice.



Le patologie dell'anima sono tutte connesse allo spostamento eccentrico dell'energia magnetica dal suo asse. A volte un incidente, una manomissione erronea della colonna vertebrale, condizioni di frustrazione sessuale ed affettiva o intense sofferenze causate da perdite, fallimenti o lutti, possono rimuovere "cerbero" dal suo compito di proteggere la fragilità dell'io, alterando la consapevolezza equilibrata di sè in rapporto al mondo.



La spiritualità tantrica insegna che l'evoluzione spirituale dipende da una graduale ascensione del polo magnetico lungo l'asse verticale della colonna. Attraverso la "mediazione delle Muse e delle Dee" che governano i chakra è possibile mantenere costante la quantità di ferro nel sangue, e quindi l'equilibrio psicosomatico, durante i periodi di tempo in cui il ciclo di rotazione della luna celeste (magnetica) congiunge la luna di nascita (elelttrostatica).



Nelle fasi di luna nuova l'energia elettrodinamica (mercurio) espande le potenzialità del cervello di comprendere parti di realtà che normalmente rimangono al di sotto la soglia di coscienza (mente subconscia), oppure "illumina" aree del cervello (mente inconscia) che vengono poi esplorate in fasi di rilassamento profondo. (meditazione o sonno).





0 COMMENTI
22
dic2008
Fondamenti dell'identità spirituale50. La Deposizione di Cristo
scritto da Marta Breuning alle 08:34
[mod] [del]

Gli artisti del Rinascimento avevano compreso che la Passione, Morte e Resurrezione di Cristo costituiva il momento culminante dell'introversione della pulsione cognitiva, rappresentata come un lunghissimo percorso (14 anni) in grado di condurre l'anima nel labirinto della psiche (Arianna), negli archetipi della mente subconscia (Narciso), nelle contraddizioni insite nella coscienza razionale (Medusa) e infine nella dissoluzione dell'ego connesso all'identificazione intellettuale e spirituale (San Gerolamo) con una determinata cultura o religione, oppure al ruolo sociale e politico (Davide e Golia).



Al termine di questo percorso di conoscenza della natura umana compiuto attraverso i miti e le immagini dell'arte, l'artista comprendeva il significato simbolico della morte di Cristo sul Calvario e iniziava la fase del regressun ad uterum (la Deposizione di Cristo) nel Grembo della Madre



L'archetipo della Grande Madre può svolgere un ruolo ambivalente, come dimostra il tema del regressum ad uterum, ossia del ritorno al grembo materno, che significa sia la morte che la rigenerazione dell'individuo. I Purana descrivono il ritorno dell'individuo nel grembo della Dea, "padrona di tutti i desideri e di tutte le gioie".



Chi si immergeva nel grembo della dea e ne beveva gli umori entrando in comunione con lei, subiva una trasformazione alchemica e raggiungeva una condizione di immortalità. Anche per gli alchimisti del Rinascimento il regressum ad uterum è una metafora della padronanza del tempo e della conoscenza, quindi un prerequisito essenziale per la conquista dell'immortalità. Il ritorno alla vita intrauterina sembra essere la via Regia al conseguimento della conoscenza perfetta: l'aurea Apprehensio dell'alchimia occidentale, lo jnana nei termini induisti e buddhisti, il sama rasa, e cioè il superamento della dualità sessuale nella non dualità, nei termini del tantrismo e dell'alchimia indiana.





Per conseguire l'iniziazione, il neofita doveva rinascere dopo essere passato attraverso tutte le fasi del regressus. La "Grande Opera" immaginata dai filosofi/artisti del Rinascimento individua nell'Opera al Rosso, la Passione di Cristo, la fase cruciale del passaggio da una vita spesa a consumare la "libido" (l'energia sessuale) nel mondo esterno, a una nuova vita in cui la "libido" rimane introversa nella sua sede naturale. Questa condizione di introversione è sperimentata naturalmente dall'artista che nella meditazione e nel raccogliemento pschico regredisce di fatto nell'utero della madre.



L'Arte si configura quindi come "tecnica regia" per trasformare l'estroversione sociale della libido nei "frutti creativi del grembo della madre" (il Bambino). Per lo yoga il regressum ad uterum a livello psichico è il regresso della materia mentale (citta) al grembo originale (Prakrti) che culmina nella liberazione.





Osservando con attenzione la Deposizione di Cristo di Caravaggio, è possibile "leggere" nelle figure femminili i tre stati di trasformazione della materia psichica (la donna che alza le braccia) in consapevolezza emotiva (la Maddalena piangente) e coscienza sensoriale di sintesi (la Vergine), ovvero i tre stati che corrispondono all'Opera al nero immaginata dall'Arte Alchemica.
Al termine invece dell'Opera al rosso, indispensabile per trasformare la libido psichica (Gesù) in libido creativa e cognitiva (Cristo), l'adepto impara l'arte di "morire e rinascere" dalle illusioni psichiche che investono il mondo sociale, sentimentale e spirituale, e, dopo la Deposizione, rientra nell'utero della Madre (il sacro sepolcro). Questo processo di morte delle illusioni è realizzato attraverso la pratica dell'Arte della percezione.





San Giovanni e Nicodemo si trovano infatti alle estremità del corpo di Cristo lungo una linea orizzontale che rimanda metaforicamente all'"orizzonte" contemplato dallo sguardo dominato dalle frequenze del "giallo" (percezione critica) e del "rosso e blu" (percezione intuitiva). Cristo, metafora dell'iniziato che depone ogni illusione sopra la "pietra angolare" definita dalla Grande Opera, ripiega il dito indice (l'energia psichica) e mostra il dito medio (energia mentale) per comunicare a tutti di aver realizzato il regressum ad uterum di ciò che è mentale (parole, immagini, pensieri e simboli) nel grembo della Dea.

0 COMMENTI
23
dic2008
Fondamenti dell'identità spirituale55. La Resurrezione
scritto da Marta Breuning alle 16:35
[mod] [del]



Piero della Francesca, Resurrezione



La salvezza dell'anima e la redenzione dell'io sono eventi reali e concreti che non dipendono dalla pratica religiosa, dall'assunzione dei sacramenti e nemmeno da una quotidiana confessione ed assoluzione dei peccati.



San Paolo è stato il primo occidentale a definire la Resurrezione nel corpo e nello spirito di Cristo come un fenomeno somatico che avviene unicamente tramite l'amore del Redentore per l'umanità intera e la condivisione quotidiana del "suo" cibo spirituale (il Verbo che diventa l'acqua e il vino di salvezza).



Piero della Francesca tenta di spiegare ai contemporanei il senso della lezione paolina dipingendo quattro uomini apparentemente assopiti o incapaci di sostenere la Luce del Cristo risorto, metafora del soma mentale che precede l'evento iniziatico della morte della libido sul Calvario delle sofferenze dell'anima.



Il primo soldato addormentato in alto a destra incarna il soma mentale dell'individuo dominato dal "tamas", e cioè dalla pigrizia, dall'apatia e dall'indolenza. Il secondo soldato è girato di spalle,semirovesciato, a indicare la condizione del soma mentale dominato dal rajas in cui sono prevalgono i desideri di natura materiale, sessuale e sociale. Il terzo soldato invece sta piangendo, poichè nel soma dominato dal sattva l'individuo sperimenta i sentimenti della compassione e la comprensione dei valori etici e spirituali.



Infine, in alto a sinistra, Piero dipinge se stesso in uno stato di meditazione. L'artista non è più soggetto all'alterazione del pensiero provocato dai tre guna inferiori e manifesta le qualità del soma Buddhico, cioè di chi è in grado di arrestare il flusso dei pensieri e può percepire ( con i sensi mentali) le onde che vibrano nelle basse e nelle alte frequenze, oltre la dimensione normale di consapevolezza delle immagini, delle sensazioni corporee e delle vibrazioni sottili.



Per l'alchimia della trasformazione esistono sei gradi di evoluzione del soma mentale, chiamato da San Paolo Soma pneumatico. Oltre il soma Buddhico, di solito rappresentato nell'arte sacra dall'aureola rotonda e dorata dei santi e dei martiri, ci sono altri due "corpi": il corpo aurico, atmico o creativo conquistato dal Cristo della Trasfigurazione e dal Buddha illuminato, e il corpo spirituale di chi realizza la consapevolezza, la comprensione e la conoscenza corporea della Realtà e della Verità.



Per trasfigurare nel corpo creativo di Cristo occorre affrontare le prove inizatiche descritte dalla Passione (l' Opera al Rosso). Il soma mentale di professionisti, manager, artisti, imprenditori e in genere dei consulenti ha le peculiarità di percepire i bisogni del tamas, i desideri del rajas e le aspirazioni del sattva e di utilizzare tale conoscenza per realizzare i propri scopi.



Cristo compie il passaggio decisivo e abbandona sulla terza croce (l'ego della mente) la pretesa di essere il Re dei Giudei, il condottiero dei Nazareni o di utilizzare i poteri della mente (suggestione delle immagini, manipolazione dei documenti e uso strumentale della razionalità discorsiva) per salvare se stesso o difendere i propri interessi (Ecce Homo).



Attraverso il sacrificio della mente intuitiva (il figlio di Dio/Coscienza), compiuto in nome di un bene "celeste" più elevato, Cristo realizza il corpo atmico (il Se creativo) e corpo spirituale (il Sè cognitivo). L'aureola di Cristo diventa orrizzontale, a significare un livello evoluto di percezione e decodificazione delle immagini, delle parole, dei simboli, delle metafore e delle allegorie che partecipano dello straordinario gioco di coscienza, chiamato da duemila anni: Il Vangelo di Gesù Cristo.



Cristo esce dal Sepolcro, simbolo di introversione della pulsione creativa e spirituale che inibisce la creatività finalizzata al lucro e la tentazione di insegnare e fare proselitismo, tenendo in mano una nuova Croce, simbolo di una diversa disposizione degli istinti primari.



Il Cristo risorge portando con sè il segreto della trasformazione alchemica della materia, il "solve e coagula" che è l'essenza del rito della Comunione. Il soma di Cristo (coscienza corporea spirituale) non è più influenzato dalla libido di affermarsi nel mondo, o dal desiderio di amore, denaro, potere o sesso, ma è diventato il corpo, la mente e lo spirito dell'energia spirituale che lo vivifica dall'interno e agisce nel mondo attraverso l'istinto del cuore (il Sè assoluto) che è per sua natura Sat- chit - ananda, ovvero esistenza, coscienza e beatitudine della conoscenza del Dio interiore, "che vive in te come Te".




TAG piero della francesca (7)
0 COMMENTI
24
dic2008
Fondamenti dell'identità spiritualeIl Santo Grall: il segreto del successo
scritto da Marta Breuning alle 08:48
[mod] [del]







Esistono persone che hanno più successo di altre, pur non avendo talenti superiori alla media o doti eccezionali per primeggiare. Soprattutto gli artisti sono sensibili a questa "discriminazione divina". Madonna (la cantante) ha avuto un successo planetario pur non avendo un granchè di talento vocale, per non parlare di molti altri come Jovanotti, Baglioni, ecc... e , nelle arti figurative, di Picasso, Gauguin e Mondrian.



Il segreto del successo è custodito nel Santo Grall, il misterioso "piatto d'argento" in grado di raccogliere il cibo spirituale di Cristo, fonte di creatività (il pane) e ispirazione divina (il vino). L'immaginazione creativa e l'ispirazione trascendente (che anticipa i tempi) permettono infatti ad ogni artista, intellettuale, imprenditore, professionista, inventore, scienzato, artigiano o impiegato che sia, di collegarsi con lo Spirito del Tempo, lo Spirito Santo (la colomba bianca dei cattolici, l'aquila dalle ali spiegate degli antichi egizi) che informa la mente (subconscia, inconscia e iperconscia) su ciò che è indispensabile "canalizzare" e "materializzare" sulla terra per evolvere in benessere, salute e intelligenza attraverso l'espansione del senso estetico e del senso di sè.



L'immagine estetica e il pensiero che la sostiene sono il presupposto dello stile creativo. Per gli alchimisti il pensiero non emana solo dal cervello, ma anche dalle mani di un artista, di un artigiano, di un orafo. Il pensiero manuale informa la maggior parte delle immagini, mentre il design richiede che sia l'occhio ad esprimere incessantemente un giudizio sull'organizzazione armonica delle forme e dei colori, dei segni e dei simboli, delle funzioni e delle metafore che collegano ogni oggetto alle esperienze sensoriali della mente.



La mano di un artista (artigiano) che si collega al cuore, luogo speciale di ascolto della sinfonia proveniente dalle sfere celesti, concretizza l'espressione dell'istinto di fare (Giuda) ,agire (Pietro) e pensare (Giovanni) che caratterizza la mente che accede al cibo contenuto nel Santo Grall.



L'occhio dell'artista (design) che si collega all'emisfero sinistro, centro di consapevolezza delle immagini associate ai contenuti verbali e iconografici, logici e translogici, concretizza l'azione di coloro (Filippo, Giacomo e Tommaso) che sono chiamati a migliorare, rendere più bello e utile, ciò che è stato inventato, ideato e concepito dalla triade di fuoco (Giuda, Pietro e Giovanni).



Organizzare le informazioni (Tommaso), gestire le pulsioni (Giacomo) e sviluppare le novità (Filippo) è il talento dei produttori che osservano le nuove creazioni e le traducono in opere concrete e fruibili a tutti attraverso le abilità della mente di modellare gli oggetti per renderli gradevoli al gusto degli acquirenti.



Dalla nuca di Giovanni e dalla tempio sinistra di Filippo partono i due fili dell'intelligenza alchemica che convergono davanti al corpo di Cristo dove si trova il piatto d'argento, il Santo Grall, il contenitore da cui è possibile trarre ispirazione artististica (il vino) e immaginazione creativa (il pane degli alchimisti)









Il Cenacolo dipinto da Leonardo è stato realizzato per descrivere in sintesi il significato del "Sè creativo", sintesi di tutte le possibili azioni, risposte, idee e reazioni che possono essere concepite da un individuo che è padrone della propria mente (Apostolo di Cristo). La scena rappresenta il momento in cui Cristo informa gli apostoli che da lì a poco uno di loro lo avrebbe tradito.



I quattro gruppi di Apostoli reagiscono secondo modalità specifiche, a dimostrare che la natura umana è influenzata dalla qualità del soma mentale (il mercurio), sintesi di consapevolezza, comprensione e conoscenza di ciò che sta accadendo qui e ora.



Solo il quarto gruppo, quello disposto a sulla detra di Gesù, manifesta istintivamente una reazione di rabbia (Pietro impugna un coltello), di scherno (Giovanni si allontana da Cristo quasi offeso dall'insinuazione) e di difesa della propria posizione (Giuda afferra con la mano destra un pezzo di pane prima che sia troppo tardi).



E' evidente che questo terzetto di Apostoli appartiene alla dimensione dei creativi che agiscono assecondando la pulsione del cuore. La pulsione del cuore individua uno stadio in cui la soggettività è trascesa e l'individuo mette in atto azioni, gesti e idee direttamente ispirati da Sè creativo e cognitivo (il Cristo con le vesti rosse blu).



Giovanni purifica il cervelletto dalla libido e non è più interessato al mondo della materia, Pietro si spinge a difendere gli interessi di casta rinnegando il Cristo per tre volte, mentre Giuda non esita a tradire il Sè creativo (il suo stesso sè) per amore del denaro e della sicurezza materiale.






TAG leonardo (16)
3 COMMENTI
26
dic2008
Fondamenti dell'identità spirituale60. La Resurrezione nella luce del Sè
scritto da Marta Breuning alle 10:42
[mod] [del]



Tiziano, Cristo Risorto



Nel mezzo del cammin di nostra vita (33 anni) Dante incontra la lupa (libido appetitiva), la lonza (libido appagativa) e il leone (libido affermativa) nella selva oscura (il cervelletto), rappresentazione metaforica dell'ombra che viene gradualmente purificata dalla sostanza illuminante e rigeneratrice del sattva.



Dante incontra le tre belve ai piedi della collina , ovvero nel cervelletto alla base del cranio. Sulla sommità intravede Virgilio (il sè cognitivo) che lo rassicura e lo invita a continuare sul sentiero della conoscenza, poichè si diventa ciò che si pensa e si pensa ciò che si conosce.



La trasformazione spirituale è dunque un lungo viaggio di conoscenza. A ogni tappa si sperimentano stati di coscienza diversi, sempre più evoluti e complessi, a cui fanno seguito scoperte, intuizioni e rivelazioni che configurano nuovi schemi di percezione e di conoscenza della realtà e delle molteplici verità.



Alla fine del viaggio nei meandri del cervelletto, oltre le colonne d'Ercole rappresentate dalle due Ilee, si sperimenta, si comprende e si conosce il Sè e, tramite la conoscenza del Sè, si diventa il Sè.



Per percorrere questo ultimo passaggio abbiamo bisogno di una guida, di un guru, di un maestro che ci riveli in anticipo l'essenza del sè assoluto.



Jung ha descritto l'esistenza di un diverso modo di vivere la vita, ma non è stato in grado di condurci per mano nella dimensione spirituale in cui si manifestano la sincronicità delle idee, dei pensieri con le esperienze della vita quotidiana e le visioni dell'inconscio percepite nei sogni (sincoronicity) e la coincidenza esistente tra i segni, gli indizi e i simboli che ci appaiono alla coscienza con gli incontri apparentemente casuali che ci accadono nella realtà (serendipity).



La dimensione della sincronicità e della serendipità, lo stesso sperimentata dal Faraone egiziano quando si innalza a diventare il Dio Sole (il Sè Assoluto), diventa possibile quando l'individuo affronta e conclude il lungo percorso iniziatico di morte degli innumerevoli ego che pullulano la dimensione materiale dell'esistenza.



Infine, a conclusione della Grande Opera, anche l'io spirituale che si forma nella dimensione della coscienza alchemica, deve morire a se stesso per penetrare gradualemente negli strati della materia invisibile.



Salendo sul Calvario, attraverso le 14 stazioni della Via Crucis, l'io gradualmente si libera dall'infezione dell'ego del corpo, della mente e dell'intelletto (I.N.R.I) di volersi prendersi cura dell'anima dei bisognosi, degli indifesi e degli ignoranti e, divenendo il Sè assoluto, si abbandona alla volontà del Padre (il Sè universale).



La Resurrezzione nel Sè dischiude all'esperienza divina in cui si percepisce di essere parte di un Tutto che, nella sua essenza, pura Coscienza in divenire (il Brahman). La Beatitudine del Sè nasce da questa estasi interiore, in cui si deventa Uno con l'Universo visibile e invisibile e si gode immersi nelal dimensione divina della sincronicità della coscienza e nella serendipità degli avveniventi


TAG dante (1), emblemi (1), jung (6), tiziano (10)
0 COMMENTI
31
dic2008
arte alchemicaIl Magistero dell'Arte
scritto da Marta Breuning alle 09:40
[mod] [del]



Caravaggio. Amor



L'opera alchemica è una operazione artistica. Non si compie all'interno di laboratori chimici e neppure studiando il mistero delle cattedrali di Fulcanelli o i segreti di trasmutazione del piombo in oro.



L'obiettivo dell'arte alchemica è di sviluppare la capacità sensoriale di vedere la realtà, di espandere la qualità dell'intuizione di svelare le verità nascoste e scoprire il proprio naturale talento corporeo (il daimon) di assimilare e rigenerare "Bellezza".



Frate Basilio Valentino inizia la sua opera "Azoth" con queste parole:

"Il segreto di quest'Arte non deve essere trasmesso a nessuno se non copertamente e sotto il velo delle parabole, che bisogna saper considerare e soppesare con esattezza; bisogna inoltre aver già preso conoscenza dei libri e degli studi degli altri filosofi.



In effetti per praticare quest'Arte non sono richiesti grandi studi ed operazioni; le spese sono minime e gli strumenti poco costosi, perchè quest'Arte può venir appresa in dodici ore, e portata a termine nello spazio di otto giorni, quando contenga in sè il proprio principio; mentre le altre arti richiedono sei o sette anni d'apprendimento, prima di poter essere praticate. Alcuni, tuttavia le hanno dedicato trenta o quarant'anni, con grandi spese, senza essere mai riusciti a giungere alla fine di questo magistero




Ma gli artisti per i quali tale fine è conosciuto e sperimentato, si sforzano di nascondere quest' Opera e di mantenerla nell'assoluto segreto, il che non manca di stupire coloro che si dedicano di opere mondane. Ma tutte queste cose dipendono dalla grazia di Dio, e la nostra Opera richiede soltanto l'Azoth ed il Fuoco: il che non significa altro che lavare, cuocere, dissolvere, putrefare, coagulare e fissare.



Questo può essere compiuto sia dal povero e dal bisognoso che dal ricco, e non è necessario mettere per iscritto questa pratica nel timore di poterla scordare. Essa può essere conosciuta per tradizione orale."




Per diventare un artista del Magistero, come lo fu Caravaggio in ogni momento della sua breve vita, sono necessari l'Azoth e il Fuoco, due elementi che si trovano all'interno del corpo umano, ma che devono essere attivati attraverso progressivi stadi di introversione (anche di breve durata) della pulsione psichica (malinconia), creativa (melanconia) e cognitiva (melancholia).



Ogni artista che si ritiri all'interno del proprio studio per germinare le idee e le immagini dell'anima attiva naturalmente il Fuoco, ovvero la combustione dell'energia sessuale e la sua trasformazione in energia creativa. Mentre Eros è il piccolo demone alato che trafigge il cuore e permette la trasformazione dell'istinto sessuale nei sentimenti di coppia (Venere/Marte), Amor è un bambino sorridente, simbolo del desiderio di conoscenza (Venere/Mercurio) che suscita la trasformazione diretta della pulsione sessuale in fantasia e immaginazione.



Se il desiderio di conoscere le verità dell'anima è superiore a qualsiasi altra passione, l'artista può produrre l'Azoth praticando la meditazione, la contemplazione e l'assorbimento totale nell'opera da realizzare. L'Azoth. è il fumo sacro degli sciamani, è una sostanza volativa generata dall'adrenalina prodotta dalle surrenali eccitate dalla "frequenze di luce" che si trovano agli estremi della banda visibile.



Gli Auguri latini scrutavano il futuro osservando le viscere degli animali perchè la vista del sangue alterato dall'adrenalina aveva l'affetto di alterare la percezione. Allo stesso modo l'artista può penetrare all'interno del mondo invisibile in cui sono vigenti, da millenni, le regole e i pricipi del magistero alchemico.



Ogni fase del Magistero dell'Arte corrisponde a una esperienza creativa ben definita. L'arte nigrescente, rubescente e albescente circoscrivono i tre passaggi decisivi per diventare un alchimista dell'Arte. Alcuni artisti compiono solo una di queste opere, altri invece le attraversano tutte, fino in fondo.







Caravaggio, ad esempio, tra il 1592 e i 1601 compie un tragitto iperbolico, diventando in poco tempo una mente straordinariamente creativa, mentre Raffaello e Durer solcano rapidamente tutte e tre le forme artistiche, esplorando in sintesi il tema della metamorfosi della coscienza.



La sfida più grande che un artista alchemico deve affrontare è quella di rimanere se stesso e nello stesso tempo negare se stesso. Caravaggio compie i tre atti di evoluzione della percezione, dell'intuizione e della contemplazione rimanendo fedele al proprio istinto creativo, naturalmente proiettato a tradurre in immagini le esperienze personali filtrate dalla consapevolezza delle proprie emozioni.



La devozione verso la propria arte corrisponde alla devozione che il mistico nutre per il proprio Se, la Persona divina capace di "accendere la fiamma del cuore". L'amore per l'arte è amore del Se. Per questo suo modo istintivo di esplorare i temi della realtà, della verità e della bellezza, Caravaggio è il modello dell'artista che più di ogni altro dissipa l'energia fisica, psichica, mentale e creativa fino al totale annullamento dell'ego nella percezione della luce.





Caravaggio, Bacchino malato



Portando a compimento, con Bacchino malato, le sei fasi dell''arte nigrescente (lavare, cuocere, dissolvere, putrefare, coagulare, fissare), Caravaggio completa la Piccola Opera ed entra nella Grande Opera di trasformazione della mente sensoriale in coscienza sensoriale (Bacco)







Tra il 1601, anno in cui dipinge la Conversione di Saulo, e il 1610, anno della sua morte, l'artista elabora il percorso iniziatico (l'Opera al nero) che conduce alla dissoluzione dell'ego della mente attuata attraverso la cancellazione del punto di vista personale (Golia), la rinuncia al proprio crisma creativo e intellettuale (S. Francesco) e alla definitiva "morte" della libido spirituale (la decapitazione di Giovanni Battista).



L'Arte alchemica è di fatto un sentiero spirituale di trasformazione dell'energia creativa in coscienza e conoscenza del "cuore". Non è possibile una mediazione intellettuale poiché l'artista opera attraverso un collegamento primario che si instaura tra la mano, l'occhio destro, l'udito e l'emisfero sinistro che rivela la stupefacente capacità "dell'istinto del cuore" (il Sè principiale) di creare realtà, verità e bellezza.

Al termine dell'Arte alchemica avviene una "Trasfigurazione", ovvero il passaggio a un diverso stato di coscienza in cui l'atto di creare immagini diventa contemporaneamente un atto di conoscenza dei contenuti simbolici che segnano ogni stadio di trasformazione.






TAG caravaggio (20), frate basilio valentino (5)
3 COMMENTI

Nessun commento:

Posta un commento