Per i filosofi del Rinascimento l'universo, il sistema solare e infine la Terra sono immaginati avviluppati all'interno del grembo della Grande Madre, metafora di un sistema preordinato in grado di elaborare modelli di formazione, crescita e sviluppo sia della vita organica che della coscienza.
Partendo nel mondo della materia i filosofi scoprirono la perfetta identità tra materia e coscienza, poichè il modello di formazione del feto umano all'interno della placenta (la doppia elica spiraliforme del dna) è lo stesso modello che informa lo sviluppo della coscienza dell'individuo che "permane" all'intermo della placenta della Grande Madre.
Il problema di fondo è che la sopravvivenza del corpo nella vita terrestre richiede prima una strutturazione razionale dell''io (la capra allatta un bambino) e poi dell'ego materiale e sociale (Romolo e Remo allattati dalla lupa). L'immagine dell'alchimista suggerisce invece che la consapevolezza dell'individuo deve ritornare nel grembo della madre (Madre Natura) per essere allattata con il latte della conoscenza alchemica. (il latte purissimo della Vergine).
La metafora dell'alchimista annuncia un modello di sviluppo spirituale che si contrappone ai modello paternalistico che si impone dal terzo secolo dopo Cristo su tutto il bacino occidentale e che prenderà forma nel cattolicesimo romano.
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TAG alchimia (35), cattolicesimo (1)
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02
gen2009
arte alchemica80. Il Cristo di Emmaus
scritto da Marta Breuning alle 15:08
[mod] [del]
Caravaggio elabora due versioni del Cristo di Emmaus. Nella prima versione (1601) Cristo dispensa il pane ai tre discepoli che lo seguiranno nella Grande Opera, mentre nella seconda versione (1605) ci sono solo due discepoli con i quali celebra il rito della Messa. Alle sue spalle l'oste e l'ostessa portano anche la carne e il vino, a significare che il compimento spirituale (corpus domini) non può prescindere dal godimento dei piaceri della vita.
I tre Apostoli che riconoscono il Cristo sulla strada di Emmaus, la via iniziatica che congiunge l'Arte con la Conoscenza spirituale, sintetizzano i tre tipi di insegnamento dispensati dall'Arte Alchemica.
... continua
TAG caravaggio (20)
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04
gen2009
arte alchemica10. La Piccola Opera
scritto da Marta Breuning alle 15:32
[mod] [del]
La nascita di Gesù Bambino a Betlemme è interpretata dagli artisti del Rinascimento come la prima iniziazione ai misteri dell'Arte e della Spiritualità alchemica. Tra la nascita nella mangiatoia e l'arrivo dei Re magi intercorono 12 giorni, corrispondenti alle 12 iniziazioni necessarie all'anima per riannodare i fili con il proprio destino spirituale.
Botticelli rappresenta entrambi i momenti che segnano idealmente la porta di ingresso all'Arte della percezione sensoriale della Verità (25 Dicembre) e all'Arte della percezione corporea della Verità (6 Gennaio). La differenza è sostanziale. Una cosa è esplorare la realtà con i sensi corporei che, per quanto raffinati, sono sempre soggetti alla modificazione della mente; un'altra è indagare la realtà con i cinque organi della mente, rappresentati metaforicamente dalla stella cometa che condurrà i Re magi ai piedi del futuro Re.
Il 25 DIcembre si celebra la nascita della consapevolezza psichica degli istinti (il bue) e delle pulsioni (l'asino) nella mangiatoia del "cuore", mentre dodici giorni, mesi, anni e secoli più tardi, l'Alchimia spirituale celebra la trasformazione della consapevolezza psichica in consapevolezza creativa di ciò che sta accadendo qui e ora (l'emisfero sinistro).
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06
gen2009
Fondamenti dell'identità spiritualeL'Epifania dell'Anima
scritto da Marta Breuning alle 09:58
[mod] [del]
Epifania significa manifestazione di sè. Il Bambino di Betlemme descrive almeno quattro fasi di evoluzione della consapevolezza (nascita) e manifestazione di sè (epifania). Per essere consapevoli, e rinascere giorno dopo giorno nella "mangiatoia" del cuore, occorre stabilire un legame indissolubile con i sensi corporei (san Giuseppe) e i sensi dell'anima (Maria). Se non siamo attenti alle sensazioni fisiche ed emotive, alle emozioni e alle vibrazioni, ai sentimenti corporei e agli affetti, non possiamo dire di essere consapevoli di chi siamo, qui e ora.
Botticelll dipinge tre angeli che abbracciano i tre alchimisti che evolvono nella percezione, comprensione e conoscenza sensoriale di se stessi e della realtà. Vicino alla capanna due angeli accompagnano coloro che sono consapevoli dei desideri dell'anima (a sinistra) e delle ambizioni dell'ego (a destra), a significare la necessità di procedere in entrambe le direzioni.
La nascita a Betlemme descrive la nascita di una diversa forma di consapevolezza di sè. Non più legata ai bisogni del corpo, come avviene nello stadio infantile di sviluppo dell'io, o a quello delle necessità dell'anima, costantemente concentrata a soddisfare ansie di sicurezza, confort e status sociale, ma strettamente conenssa ai desideri evolutivi del sè psichico (il bue e l'asimello scaldano la mangiatoia).
Il sè psichico è uno stato in cui le ambizioni sociali e le aspirazioni dell'anima si annullano reciprocamente, liberando la tensione, lo stress, l'ansia e le paure connesse a un possibile fallimento delle aspettive di successo, delle speranze di gratificazione e delle lunghe attese di miglioramento della situazione.
... continua
TAG botticelli (17)
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07
gen2009
psicologia della percezione20. Alchimia della percezione
scritto da Marta Breuning alle 09:06
[mod] [del]
Afrodite è dea della Bellezza e dell' Amore, due categorie affini e coincidenti nella percezione. In quanto donne non sarebbe possibile l''innamoramento se non fossimo in grado di cogliere l'emozione di uno sguardo, di un gesto o di un sorriso scagliato come freccie da Eros. In quanto uomini non potremmo apprezzare la bellezza che traspare dagli occhi e dal corpo femminile se non fossimo in sintonia con il fondo della nostro sentire che ci avverte della presenza enigmatica dell' anima alla ricerca di Dio, inteso come unità di amore, coscienza, conoscenza e perfezione.
Amore e Bellezza coincidono nella percezione sensoriale femminile, mentre conoscenza e perfezione coincidono nella percezione analitica maschile. La dicotomia è naturale, intrinseca alla differenziazione sessuale che produce l'effetto di di enfatizzare le facoltà creative e cognitive di un emisfero cerebrale rispetto all'altro.
Gli artisti uomini hanno la possibilità di entrare in contatto con la parte opposta e di congiungere le potenzialità di entrambi gli emisferi sviluppando le doti della percezione sensoriale, intuitiva e simbolica, mentre le donne creative raggiungono livelli elevati di elaborazione della immagini espandendo le qualità della percezione critica, razionale e cognitiva.
La prima operazione dell'Arte Alchemica avviene all'interno del "Vaso della Percezione". Non è necessario impegnarsi nello yoga, nel tantra o nello studio della filosofia per realizzare lo "sguardo androgino", sintesi creativa e cognitiva delle facoltà dei due emisferi cerebrali.
Negli ultimi dieci anni il Cinema è diventato una estensione dell'arte di percepire le verità nascoste e rappresenta un laboratorio permenente in cui è possibile attingere ispirazione e conoscenza alchemica. Il fim "What the woman want" descrive infatti tutte le fasi di trasformazione di ciò che avviene all'interno del "vaso della percezione" quando si innescano processi di "putrefazione" del proprio peculiare, e sessuale, modo di vedere la realtà.
Mentre Mel Gibson apprende la difficile arte di espandere la percezione sensoriale, intuitiva e simbolica di matrice femminile, aiutato da un improvviso black out dell'emisfero sinistro che gli permette di percepire i desideri , i pensieri e le aspirazioni dell'anima femminile (l'emisfero destro), la sua controparte femminile elabora le immagini dei collaboratori con giudizio critico, razionale e cognitivo.
Perché è così importante per gli alchimisti orientali e occidentali studiare il fenomeno della percezione?
Crediamo a ciò che vediamo e siamo indotti a credere agli stimoli sensoriali che ci informano dei contatti (sensazioni), dei rapporti (emozioni) e delle relazioni (sentimenti) che instauriamo con il mondo esterno.
La percezione struttura il sistema di credenze che influenza in modo determinante le nostre convinzioni, pensieri, conoscenze, punti di vista, decisioni ed esperienze.
La qualità della vita dipende dalla nostra capacità di trasferire la percezione sul piano pratico e filosofico, sul piano mentale e creativo. Questo progetto di privilegiare la percezione sull'azione è alla base di una reale trasformazione della coscienza.
Icaro, simbolo dell'azione dell'ego che si proietta verso lo Zenith del sole, metafora del successo materiale, sociale e professionale, è destinato a precipitare nell'acqua, a significare che la costruzione della percezione finalizzata alla realizzazione degli scopi (le ali di Icaro) si "scioglie" rapidamente al contatto con il calore del sole (il Sè).
La psicologia contemporanea presenta teorie della percezione basate sullo stimolo e teorie costruttiviste. Le prime postulano che le caratteristiche di ciò che viene percepito derivino dagli attributi dello stimolo; le seconde che i processi attivi di elaborazione e costruzione interna da parte dell'organismo intervengano sulle caratteristiche sullo stimolo.
La percezione della paura, dell'ansia e del pericolo, e quindi le risposte psichiche automatiche alle sollecitazioni esterne che stimolano l'instinto di combattimento o di fuga (fight o flyte), possono essere modificate e modellate dalle parole, dalla conoscenza di sé e dall'esperienza. Esiste quindi una mente subconscia in grado di interpretare la realtà dei fatti sulla base delle informazioni sensoriali.
Appena viene percepita una variazione di temperatura sulla scala delle frequenze infrarosse, l'ipotalamo informa l'ipofisi (la ghiandola del comando) a secernere gli ormoni adrenalinici in grado di attivare le surrenali a produrre l'adremalina necessaria a mettere in rapido movimento le braccia o le gambe.
Ciò significa che la percezione presuppone due forme di elaborazione della percezione dell'informazione: una ascendente, guidata da dati e informazioni sensoriali (imput) generati dall'ipotalamo, e una discendente, guidata da concetti e rappresentazioni (che porta agli output) che risponde a precise regole epigenetiche connesse all'educazione, alla trasmissione dei miti, alla conoscenza degli archetipi e allo sviluppo della conoscenza dei meccanismi di alterazione della percezione individuale e collettiva (suggestione, manipolazione, persuasione occulta).
Essere liberi significa essenzialmente liberarsi da ogni forma di paura, soggezione, timidezza, manipolazione e sudditanza nei confronti di "coloro" che esercitano un potere superiore di percezione. La favola del "Re nudo" è un chiaro esempio di come la "cecità della percezione" sia un fenomeno sociale, connesso a deliberate forme di controllo dell'anima sensoriale esercitate da parte di "enti" che "costruiscono" abiti mentali tagliati "su misura" (dogmi, ideologie, mode, sistemi di pensiero, dottrine...).
La percezione ascendente (ipotalamo) è automatica, precablata, modulare e poco accessibile all'attività della coscienza. La percezione discendente (la ghiandola pineale) richiede invece una diversa circolazione delle informazioni all'interno del cervello (introversione psichica, mentale e creativa) e permette una diversa interpretazione di ciò che la massa ritiene vero, autentico, credibile e quindi praticabile.
L'alchimia della percezione ha inizio da un capovolgimento della croce degli istinti primari (la IX chiave de la filosofia di Frate Basilio valentino , 1550) . La ghiandola pineale della donna (la testa con sopra il cigno) guida la coppia e può guidare la politica verso fini di conservazione e protezione della specie (il pulcino sotto i piedi) . All'uomo invece il compito di realizzare le condizioni di equilibrio (il grifone) e costruire i mezzi e gli strumenti finalizzati agli scopi (il corvo) individuati dalla percezione femminile.
Capovolgendo le priorità, osservando con attenzione ciò che è giusto, buono e utile per lo sviluppo spirituale, l'alchimista illumina i tre cuori della trasformazione della percezione in consapevolezza (ombelico), comprensione (cuore) e conoscenza dei desideri dell'anima (talamo)
TAG cinema (31), frate basilio valentino (5), ghiandole (1)
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08
gen2009
arte alchemica30. Alchimia della Coscienza
scritto da Marta Breuning alle 09:19
[mod] [del]
"Come una spada che taglia, ma non può tagliare se stessa; come un occhio che vede, ma non può vedere se stesso" (Zenrin)
La coscienza è un fenomeno ristretto a un piccolissimo numero di neuroni rispetto ai miliardi di neuroni che agiscono autonomamente nel cervello. Esiste inoltre un certo ritardo di "segnale" tra gli imput di entrata e il processo di decodificazione del segnale, per cui siamo consapevoli sempre "in ritardo" di ciò che accade veramente all'esterno del corpo sensoriale.
A differenza degli animali che reagiscono immediatamente agli stimoli invisibili (vibrazioni di frequenza della luce e del suono nell'etere), la coscienza richiede una risonanza o una riverberazione piuttosto lunga tra differenti circuiti cerebrali provocati da stimoli relativamente intensi e/o persistenti.
La coscienza rivela ciò che è stato posto in discussione a livello energetico dai circuiti cerebrali e traduce ciò che è problematico, incerto per l'inconscio cognitivo (l'Ombra), e che quindi deve essere sottoposto a indagine e vaglio.
Per sviluppare una risposta adeguata alle problematiche sollevate dallo stato di incertezza, precarietà, confusione e caos indotte dall'ambiente naturale o sociale, l'individuo sviluppa circuiti complessi di razionalizzazione che hanno il compito di riportare in equilibrio lo spostamento "eccentrico " dell'energia psichica dal suo stato di quiete.
In questo senso la coscienza rappresenta una modalità assai specifica e utile della mente di carattere autodifensivo; in sé non fa niente. Chi fa è il cervello che sembra funzionare a "bozze multiple".
Per gli alchimisti rinascimentali la scrittura finale della verità avviene attraverso "cinque diversi tipi di "bozze". Secondo questo modello tutti i tipi di percezione si compiono nel cervello attraverso processi di elaborazione e interpretazione a traccia multipla che durano porzioni considerevoli di secondo.
Durante questo lasso di tempo possono prodursi, in ordine diverso, addizioni, interposizioni, emendamenti e riscritture di contenuto. Una volta che un'osservazione particolare di una certa caratteristica è stata effettuata da una sezione specializzata circoscritta del cervello, il contenuto informativo così fissato non deve essere più trasmesso altrove per essere ridiscriminato da un qualche "discriminatore principale" (chiamato Homunculus, rappresentato da Cartesio come un omino che guarda dentro la propria testa).
Questa teoria postula la prevalenza di determinate aree del cervello rispetto ad altre nel processo di elaborazione delle percezioni, dimostrata dal fatto che sappiamo tutti discriminare un uomo dotato di coscienza "genitale" e materiale, rispetto a uno in cui sono prevalenti le riflessioni provenienti dal "cuore" e dai sentimenti.
In fondo l'inferno, il purgatorio e il paradiso danteschi altro non sono (secondo questa teoria) che il prodotto di una separazione forzata, (subconscia, inconscia e iperconscia), di diverse aree cerebrali rispetto alle altre, attuata allo scopo di difendere l'ego, l'io e l'identità dell'anima dalle "intrusioni" esterne.
Questa teoria ci fa pensare che non esiste un solo racconto canonico (la versione finale o pubblicabile) in grado di rappresentare il vero flusso di coscienza del soggetto....ma che esistano diversi racconti (giochi di coscienza) che fluiscono indipendentemente dal fatto che lo sperimentatore o lo stesso soggetto possa avervi accesso.
La coscienza diventa così in una prima fase "l'addetto stampa" delle numerose agenzie cognitive che costituiscono la mente del soggetto, e poi, in una fase più evoluta, la "guida interiore" (Virgilio, il sé intuitivo) in grado di condurre Dante verso il Paradiso.
Nello studio della mente la facoltà senziente fluttua al proprio specifico livello (di coscienza), ben al di sopra delle catene casuali della psicologia e delle neuroscienze. Ciò significa che ogni individuo può sperimentare in determinate condizioni stati alterati di coscienza, ma anche sperimentare la discontinuità della coscienza che, per il pensiero buddhista, sorge, sembra indugiare per un istante e poi svanisce, per essere sostituito dal momento successivo.
Lo scopo dell'Arte alchemica è di rendere stabile il flusso di coscienza nel "Paradiso" del cervello interamente collegato (illuminato) dall'energia spirituale, la stessa che all'inizio dell'evoluzione (il serpente), si sposta eccentricamente dall'asse della colonna vertebrale e determina l'insorgere dell'inconscio cognitivo (la zona d'ombra) in cui pulsano le domande, i dubbi, le frustrazioni, le depressioni e la coazione a ripetere gli stessi errori.
Dante utilizza l'immagine di Beatrice per spiegarci che l'energia spirituale deve essere coltivata all'interno di noi stessi come fosse l'immagine dell'amata.
Il Paradiso alchemico è il luogo cerebrale (nucleo intralaminare talamico) in cui avviene il "matrimonium celeste" con l'amata. L'unione avviene nel "Talamo nuziale", all'interno di un luogo sacro in connessione con tutte le altre 5 parti del cervello: sistema della percezione sensoriale, intuizione dei lobi prefrontali, senso di sé nel tempo e nello spazio, comprensione logica linguistica e memoria evolutiva.
L'Alchimia della Coscienza inizia nel momento in cui la coscienza razionale dell'Anima (l'Assunta in cielo) riceve dal Padre (conoscenza dell'Opera alchemica) e dal Figlio (esperienza dei sentimenti), la "corona", simbolo dell'intelletto (il settimo chakra) illuminato dallo "Spirito Santo".
Lo Spirito Santo è in sintesi il programma dell'Arte Alchemica. L'anima razionale che realizza la consapevolezza corporea permanendo nel talamo, affina i sensi della mente e inizia a recepire gli insegnamenti degli artisti e dei filosofi dell'alchimia occidentale e orientale.
Ogni cinque anni avviene un cambiamento di programma: all'inizio l'artista impara l'arte della percezione, poi assimila il significato dei giochi della coscienza e infine realizza l'alchimia della conoscenza razionale e intuitiva. In Oriente lo Spirito Santo è la Shakti che il Guru impartisce al discepolo. E' di tre tipi: prana shakti, chiti shakti e kundalini shakti e rappresentano tre stadi distinti di insegnamento "integrato" che permette l'accesso alla comprensione simultanea di "realtà e verità".
La verità alchemica emerge dalla "superficie" delle cose, e non da una fittizia "profondità", spesso resa inaccessibile e impenetrabile dagli intellettuali che operano limitatamente alla propria particolare coscienza morale di gruppo, di classe o di casta. E per questo che Caravaggio dipinge la "morte della Vergine" come un atto di deliberata liberazione dai vincoli della "carne" che impediscono alla coscienza razionale di essere "assunta " stabilmente in "cielo" (il talamo), finalmente libera dalle pulsioni psichiche, dai dubbi e dal senso di inferiorità rispetto ai dotti a i sapienti.
TAG caravaggio (20), velazquez (10)
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09
gen2009
arte alchemica40. Alchimia della conoscenza
scritto da Marta Breuning alle 12:11
[mod] [del]
La Piccola Opera dell' Arte Alchemica (10) si compie in Quattro Atti. Nel primo Atto (Opera al Nero) l'alchimista della libido (l'angelo vestito di nero) evolve nel "senso di sè" (il Bambino) attraverso l'alchimia della percezione (20).
Nel secondo Atto (Opera al Rosso) l'alchimista della percezione (vestito di rosso) evolve in consapevolezza di sè (il Bambino con il frutto del melograno in mano) attraverso l'alchimia della coscienza (30) .
Nel terzo Atto (Opera al Giallo) l'alchimista della conoscenza (vestito di giallo) evolve in coscienza di sè (Il Bambino Gesù) attraverso l'alchimia delle esperienze (arte nigrescente), delle passioni (arte rubescente) e delle intuizioni (arte albescente) vissute dall'Anima attraverso le sensazioni, le emozioni e i sentimenti del cuore (Gesù guida la mano della Madre)
Nel quarto Atto l'Anima dell'alchimista (la Vergine) inizia a comporre la propria opera (l'nno del Magnificat) poichè le facoltà creative peculiari dell'emisfero sinistro (interpretazione critica, razionale e cognitiva) e le facoltà creative peculiari dell'emisfero destro (immaginazione sensoriale, intuitiva e simbolica) sono in grado di operare simultaneamente sull'elaborazione delle parole e delle immagini, dei testi e delle figure, dei simboli e degli emblemi, delle metafore e delle allegorie.
I due Angeli vestiti di bianco (Opera al Bianco), metafora delle facoltà creative illuminate dall'Arte in entrambi gli emisferi cerebrali, porgono la corona sul capo della Vergine a simboleggiare la realizzazione dell'Intelletto alchemico (Intellectus).
L'anima creativa (8x2=16) può così evolvere nell'Ottuplice sentiero attraverso la comprensione razionale e intuitiva dell'arte alchemica (8x4=32), la conoscenza dei simboli della trasformazione (8x6=48) e dei processi di illuminazione della coscienza spirituale in conoscenza spirituale (8x8=64).
TAG botticelli (17)
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10
gen2009
arte alchemica0. Il risveglio della mente (Shaktipat)
scritto da Marta Breuning alle 07:49
[mod] [del]
Sentire significa essere coinvolti. Sentire significa conoscere e sperimentare la vita attraverso gli organi di senso. Ci sono due tipi di organi di senso: gli organi della percezione e gli organi dell'azione.
Gli organi della percezione sensoriale sono: udito, vista,tatto, gusto e olfatto. Gli organi dell'azione sono: la parola, le mani, i piedi, gli organi di riproduzione e quelli di escrezione. La mente è l'undicesimo organo. E' definito un organo interno e coordina ed elabora l'operatività degli organi di percezione e l'attività di quelli dell'azione.
La mente è il software del corpo (hardware). Nei primi anni di vita svolge funzioni primarie di apprendimento delle funzioni di autoregolazione dei bisogni fisiologici e delle pulsioni istintive, ma con il tempo la mente empirica individualizzata (manas, il serpente del paradiso) evolve in memoria di lavoro, a medio e lungo termine (citta), senso dell'io (ahamkara) e intelletto razionale (buddhi) ed è in grado di contenere, controllare e inibire (l'angelo della Temperanza) le pulsioni psichiche (Eva) e gli istinti primari (Adamo).
Il Beato Angelico dipinge sulla sinistra la coppia Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso terrestre dall'Angelo della Temperanza e dispone ai loro piedi tre mele, metafora del primo processo alchemico di trasformazione del desiderio e della libido sessuale in amore, coscienza e conoscenza dei sentimenti corporei.
La mente (Mercurio) rimane un supporto neutro, passivo e privo di intelligenza creativa e coscienza di relazione se non è risvegliato, vivificato e illuminato dalla percezione (Venere), dalla coscienza (Giove) e dall'intelletto (Nettuno) dell'Anima. La vicenda è la stessa descritta nel film in cui un robot (Robin Williams) desidera diventare un umano e sostituisce parti del software con impulsi elettrici modellati sugli schemi percettivi, intuitivi e cognitivi modellati delle sensazioni, delle emozioni e dei sentimenti corporei.
Allo stesso modo l'alchimia rinascimentale immagina di poter risvegliare la mente tramite l'amore, la bellezza e la conoscenza di Afrodite. Dalla congiunzione di Mercurio e Venere nasce l'Arte Alchemica di evolvere gli organi sensoriali del corpo nei cinque organi della mente risvegliati dalle potenze dell'anima.
Sensazione, emozione, vibrazione, preveggenza (opalescenza), chiaroveggenza (luminescenza) sono le potenze naturali dell'anima psichica. Evolvendo nelle 4 funzioni mentali (manas, citta, ahamkara e buddhi) le potenze dell'anima psichica diventano le potenze dell'anima razionale in grado di espandere il proprio sentire nelle sei modalità della percezione mentale: autoavvertimento, propriocezione, introspezione, visualizzazione, immaginazione e contemplazione.
Il processo di trasformazione dell'anima psichica (Eva) in anima razionale (la Vergine), intellettiva (la Madonna) e infine creativa (la Vergine del Magnificat) avviene attraverso i diversi sostrati, funzioni e involucri della mente risvegliati, vivificati e illuminati dall' autocoscienza dell'anima (il Bambino interiore).
Affinando i poteri della mente di integrare le funzione degli organi sensoriale della percezione e dell'azione con l'autocoscienza generata dalle modalità della percezione mentale, scaturisce dal "cuore" (l'immacolata concezione) il riflesso primario di coscienza peculiare del ricercatore spirituale.
Il riflesso di primario di coscienza (jivatma/ Gesù Bambino ) è autocoscienza priva di qualsiasi determinazione e individua uno stato di consapevolezza di sè nel tempo presente che evolve attraverso la memoria, il senso di sè nell'ambiente e nella storia, l'esperienza e la conoscenza empirica.
Questo riflesso di coscienza (autocoscienza), in grado di evolvere in consapevolezza, coscienza e conoscenza di sè, è chiamato il Conoscitore (il Sè cognitivo) che grazie alla propria natura di puro splendore illumina costantemente l'intelletto che percepisce tutti gli oggetti.
La Vergine prima di generare il Figlio di Dio, riveve da Gabriele la triplice opera di risveglio, trasmutazione e illuminazione della mente. Lo Spirito santo non è altro che una espansione delle facoltà della percezione sensoriale, mentale e infine spirituale di recepire, decodificare e interpretare l'intero spettro delle frequenze di luce, dagli infrarossi agli ultravioletti.
L'apertura dell'anima alle frequenze di luce poste agli estremi dello spettro deve essere graduale, seguendo una progressione che va di pari passo alla capacità della mente di accogliere livelli di informazione e di conoscenza sempre più eterogenei, complessi e sofisticati.
Risvegliando i poteri della mente di mantenere l'equilibrio tra le diverse funzioni cerebrali, di collegare le percezioni sensoriali con le frequenze di luce e di assimilare bit di informazione sempre più elevati di frequenza, l'anima psichica di Eva evolve nell'anima razionale della Vergine, per sua natura "capace" di accogliere la Luce del Sole (il Sè universale), "canalizzata" dalla colomba, emblema degli insegnamenti alchemici trasmessi dagli "artisti" attraverso l'etere delle loro opere.
TAG beato angelico (4)
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11
gen2009
Fondamenti dell'identità spiritualeAlchimia di coppia e congiunzione degli opposti
scritto da Marta Breuning alle 09:18
[mod] [del]
L'Arte Alchemica è la variante occidentale del Tantra. Occorre all'inizio essere in due per realizzare quall'alchimia di coppia che è il fondamento di ogni successo "maschile" nel mondo materiale. Quante volte abbiamo constatato l'importanza di una moglie, di un consulente o di un elevato "back ground" professionale, culturale, e forse spirituale, nel sostenere l'uomo, il professionista e l'artista in ogni fase della sua carriera.
Gli alchimisti del Rinascimento intuirono che le prime due fasi di trasmutazione della mente in "percezione sottile" (Elixir Rubeum) e "coscienza di relazione" (Elixir Album), indispensabili per conquistare qualsiasi posizione di rilievo nella vita materiale, diventavano possibili grazie alla presenza di una componente "femminile", chiamata soror mystica, a ribadire il carattere fraterno dell'operazione.
La "mistica sorella" veniva raffigurata nei panni di una donna intenta ad agire davanti all'athanor, la fornace alchemica, metafora del corpo psichico in cui possono compiersi le operazioni alchemiche di risveglio, trasmutazione e trasformazione del Mercurio in Animus (amor di sè e intelligenza di relazione), Spiritus (comprensione e intelligenza emotiva) e Intellectus (riconoscimento della realtà e immaginazione creativa).
Si intuisce dall'immagine che la figura femminile svolge un ruolo predominante nella coppia. La figura maschile non è necessariamente un uomo, ma incarna la coscienza dell'individuo che si predispone all'azione e delega alla "consorte" in compito di indagare, esplorare e conoscere la realtà attraverso le facoltà cognitive e creative peculiari dell'emisfero destro (la femmina).
Per la donna il discorso è lo stesso. Se desidera avere successo nella vita materiale deve integrare le facoltà percettive dell'emisfero sinistro maschile caratterizzato dalla logica, dalla razionalità e dalla conoscenza esperta del funzionamento dei meccanismi sociali. Nella dimensione intima della coppia , la soror mystica è di solito la prima moglie o il primo marito. Spesso la moglie svolge anche il compito di consulente sociale, mentre in ambito professionale o pubblico la percezione cognitiva del consulente ha il compito di guidare l'alchimista della "materia" nei meandri delle leggi e delle regole del mercato.
Sopra il forno l'alchimista disegna due finestre ovali, metafora di una diversa apertura al fenomeno della percezione e della coscienza delle immagini, mentre al di fuori del sistema corporeo, dieci uccellini, metafora dei cinque sensi corporei e dei cinque sensi mentali, "conducono" l'informazione all'interno di un nuovo vaso dove cresce e si sviluppa l'intelligenza logica e simbolica (i due angeli) di Hermes (il mercurio con le ali sulla testa). Hermes impugna un piccolo stelo composto da dieci serpentelli tra loro contrapposti, a significare del processo di integrazione dell'intelligenza (percezione, coscienza e conoscenza di relazione) maschile in quella femminile e viceversa.
La soror mystica conduce l'alchimista fino alla realizzazione dell'intelligenza e della sensibilità androgina, per cui l'individuo vede, percepisce e comprende la realtà utilizzando le facoltà cognitive di entrambi gli emisferi. Questo processo di integrazione può rimanere separato in alcune coppie creative , come quella istaurata tra gli stilisti "Dolce e Gabbana", oppure nelle coppie in cui chi fa il creativo. come Valentino, delega l'aspetto finanziario e operativo al consulente/partner.
Spesso, invece, la condizione mentale androgina viene realizzata in ambito finanziario e politico, per cui la furbizia percettiva della "volpe" e l'abilità discorsiva del "gatto" si uniscono in un unico cervello. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Berlusconi, Fini, D'Alema, Letta, tutti i democristiani e i socialisti del passato e i "furbetti" del presente, non sono che modelli di trasmutazione della mente in coscienza sociale di relazione, per cui il potere, la ricchezza e la solidità economica dipendono in larga misura dalla capacità di relazionarsi e di condividere i vantaggi degli affari con i "fratelli" di ventura.
La massoneria, la casta politica e in genere tutte le caste sono formate da individui che evolvono il "Mercurio" all'interno di un preciso schema di relazioni sociali controllate, veicolate e suggerite dalla "soror mystica" di turno.
Tuttavia l'Arte Alchemica vuole andare oltre gli aspetti materiali dell'esistenza e suggerisce, attraverso le opere di Leonardo e Raffaello, la via per "illuminare" la mente di Nettuno (Shiva), praticando quotidianamente l'esercizio dei talenti corporei, delle abilità mentali e delle qualità dell'anima. La "soror mystIca" è dentro noi stessi. E' la donna interiore (Afrodite) in grado di espandere la conoscenza della realtà attraverso le facoltà della consapevolezza, della comprensione e della conoscenza corporea.
Leonardo dipinge se stesso al culmine del triplice processo di integrazione delle facoltà femminili dell'emisfero destro e di discriminazione tra il sapere corporeo (intuizione) e il sapere dell'intelletto razionale (speculazione). Lo fa sciegliendo di ritrarsi come una donna, per lo più sordomuta, a stigmatizzare il carattere di profonda introversione e distacco dal mondo realizzato durante il processo alchemico di sintesi dell'intelligenza maschile e femminile (la riga mediana tra i capelli).
Decide di rappresentarsi come una donna, dal sorriso ineffabile, perchè è consapevole di essere diventato il "corpo, la mente e lo spirito" della "soror mystica" che vive, pensa e opera dentro di lui, come fosse un "consulente esterno".
Leonardo diventa Monna Lisa e ascolta la mistica musica che proviene dal sistema sensoriale "femminile". Monna Lisa si trova infatti al vertice di un processo di elaborazione consapevole delle percezioni sensoriali che avvengono attraverso tre gradi di intelligibilità definiti dalle tre ghiandole più sensibili alle vibrazioni e alle frequenze:
il timo (vibrazioni emotive), la ghiandola pineale (frequenze di luce) e le cinque ghiandole paratoidee che si trovano dietro al lobo dell'orecchio (frequenze uditive)
L'alchimista che non interferisce nel processo di generazione e interpretazione soggettiva delle frequenze recepite e decodificate dall'emisfero destro acquista un nuovo status spirituale, detto il "Sè Testimone".
E' in questo stadio di assenza di ego e di identità sessuale, sociale e intellettuale, che l'alchimista artista diventa un medium (Shiva Nataranja) e canalizza sulla Terra le opere suggerite dallo Spirito del tempo (il ciclo di Nettuno).
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12
gen2009
filosofia della conoscenzaLa conoscenza simbolica
scritto da Marta Breuning alle 10:05
[mod] [del]
Giorgione, Triplo ritratto
L'Arte Alchemica suggerisce un approccio diverso all'esistenza. Le opere dell'arte rinascimentale, le vicende mitologiche, le favole, i romanzi e le trame del cinema possono agire sulla mente subconscia e risvegliare il desiderio di conoscere più a fondo il significato dell'Opera alchemica ( e della propria vita).
Ogni vita è un'opera alchemica. Le esperienze che ci capitano sono iniziazioni a livelli più profondi e complessi di comprensione alle quali la mente si deve adeguare.
Se la "mente" non sta al passo con lo "spirito", accade inevitabilmente una crisi che si manifesta a livello psicosomatico, oppure esistenziale.
Le malattie, gli incidenti, i lutti, le separazioni, le perdite di denaro, di stima, di valore, e i conflitti sono occasioni per espandere l'intelligenza,la coscienza e la conoscenza di relazione.
Invece ci piace rimanere ancorati al vecchio stile di vita e ai nostri schemi di interpretazione della realtà, chiusi nel nostro personale, unico ed originale punto di vista; persino orgogliosi (stupidamente) di ciò che pensiamo e conosciamo di noi stessi e della vita.
L'Arte Alchemica invece conduce gradualmente l'alchimista a diventare Testimone di ciò che gli accade. Il progressivo distacco dagli avvenimenti della vita avviene attraverso la conoscenza delle immagini.
Se impariamo a leggere le immagini, e cioè la luce riflessa dalle cose, possiamo osservare la nostra vita come fossimo spettatori di un film, di cui siamo attori, registi e produttori. Lo stesso concetto viene ribadito da Giorgione che raffigura se stesso intento a contemplare due donne.
La donna vestita di bianco è colta nel gesto di tenere la mano destra (i cinque sensi della mente) sul cuore di una donna vestita di nero, dal profilo decisamente greco. L'artista è al centro, tra le due, spettatore distaccato del divenire dei fenomeni che possono essere interpretati solo alla luce della conoscenza simbolica (la donna in bianco) e della spiritualità alchemica (la donna in nero è il simbolo della Tragedia greca).
Giorgione possiede l'arte della conoscenza simbolica perchè è riuscito a collegare i cinque sensi della mente (percezione razionale, intuizione trans-logica, decodificazione - analogica, letterale, anagogica, simbolica, metaforica e allegorica-, interpretazione e memoria di sintesi), con il cuore della sapienza greca.
La cultura greca è stata la prima a codificare gli archetipi che albergano nella psiche umana in poemi, storie, leggende e tragedie che testimoniano la conoscenza di un preciso tragitto simbolico realizzato da Ermete (il Conoscitore), l'energia spirituale in grado di accendere la fiammella sul capo dei due Dioscuri e illuminare il cammino degli Argonauti, i cercatori spirituali.
Lo sviluppo della percezione simbolica dischiude le porte della conoscenza dei processi di congiunzione del senso estetico (il bianco) con il senso tragico della vita (il nero) inaugurato dai greci. Difficile comprendere la realtà se non si riconoscono i modelli e gli archetipi con cui la natura umana si manifesta immutabile nel tempo, e, viceversa, non è possibile comprendere l'Arte se non si possiede la chiave filosofica (i tre ritratti del Sè) per disgiungere il senso tragico (archetipi) dal senso estetico (immagini).
L'Arte Alchemica offre così uno strumento per comprendere noi stessi "leggendo" le immagini prodotte dagli altri. In ogni immagine è presente l'archetipo, il simbolo e il segno in grado di comporre l'emblema, l'allegoria, la metafora necessaria alla nostra mente per ricomporre il disegno spirtuale di nascita, stravolto nell'età adulta dall'emergere dell'ego materiale, sociale e intellettuale.
Ogni artista, scrittore e poeta compone la propria opera per soddisfare il bisogno "spirituale" di ricomporre il puzzle. Utilizzando le qualità intrinseche del sè cognitivo (il cervello connesso con il cuore) collegato ai due occhi (il sè intuitivo e il sè razionale) ogni individuo può iniziare la Piccola Opera di trasformazione della coscienza individuale in coscienza transpersonale.
Il percorso è lungo e tortuoso. Ci sono ancora molte cose che non capisco e non riesco a decifrare. Nei momenti di crisi ho sognato il Cristo della Trasfigurazione. Nei momenti di cambiamento ho sognato di essere un'aquila. La bellezza dell'Arte alchemica è che influisce sull'inconscio, al punto che certe notti sono più eccitanti della vita diurna. Poi al mattino mi alzo dal letto convinta di interpretare un film di avventure e sento di "possedere" un mio proprio, originale e insostituibile destino.
E' in questo stato di "insostenibile leggerezza dell'essere" che ho certezza di vivere all'interno di una "favola" in cui tutto avviene per il "meglio" e niente accade per "caso".
Per chi volesse approfondire i temi della "conoscenza simbolica" consiglio di leggere " I Quaderni dell'Arte Alchemica" pubblicati da Pietro Negri Editore.
http://issuu.com/peterblack/docs/mh2
http://pietronegrieditore.blogspot.com/
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13
gen2009
psicologia della percezione12. Osservare la Realtà
scritto da Marta Breuning alle 13:05
[mod] [del]
Pieter Brueghel, Il Paese di Cuccagna
L’educazione alla “percezione critica” è il primo nodo che la cultura occidentale deve sciogliere al più presto, al fine di sviluppare l’attitudine naturale della mente a situare tutte le informazioni in un contesto e in un insieme.
I mezzi di comunicazione di massa hanno svolto per tutto il XX° secolo il compito di assecondare, inibire o stimolare la percezione critica dell’individuo, veicolando in forme sottili il consenso o il dissenso su soluzioni in cui veniva richiesta l’adesione o il rigetto di proposte politiche, sociali e culturali di interesse collettivo.
“Si deve insegnare, e ciò fin dalla scuola elementare, che ogni percezione è una traduzione ricostruttiva, operata dal cervello e dai terminali sensoriali, e che nessuna conoscenza può fare a meno dell’interpretazione.” (Edgar Morin, 2001)
Chi scrive e commenta attraverso i mezzi di comunicazione interpreta la realtà in conformità alla peculiare essenza della sua visione del mondo e della vita.
La capacità dell’individuo di evolvere nella percezione critica non dipende dalla preparazione culturale, dallo status sociale e professionale o dall’orientamento filosofico, politico e religioso. In ogni momento della vita l’individuo manifesta all’esterno ciò che evolve all’interno in termini di consapevolezza di sè, coscienza discriminante e comprensione psicologica della realtà.
Ciò si traduce in un particolare umore, stato d’animo, sentimento di vita, filosofia e coscienza storica che i filosofi rinascimentali definivano sinteticamente con il termine “fondo dell’anima”.
La percezione critica di come il pensiero sia modellato dal “fondo dell’anima”, sintesi del retaggio educativo, delle esperienze personali e di specifiche scelte culturali, diventa di massima utilità per valutare con ragionevole distacco non solo i teoremi, le tesi e le ipotesi elaborate dagli esperti, dai consulenti e dagli specialisti del sapere occidentale, ma anche le proprie convinzioni, scelte e decisioni di carattere morale, etico, religioso, politico, ecc“
Così noi possiamo mostrare che si possono avere, a partire da testimonianze contraddittorie sullo stesso evento, per esempio alla vista di un incidente d’auto, percezioni che comportano spesso delle razionalizzazioni allucinatorie. Si possono descrivere casi di percezione imperfetta, dovuti all’abitudine o un’attenzione solo accennata, a disattenzione verso un dettaglio insignificante, a una interpretazione sbrigativa di un elemento insolito e soprattutto a una scarsa visione d’insieme o un'assenza di riflessione" (E.Morin, 2001).
La differenza sostanziale che esiste tra una buona percezione di tutti gli elementi in gioco da una pessima percezione della realtà, spesso riduttiva e incerta, è dovuta principalmente alla difficoltà dell’individuo di mantenere l’attenzione psichica per un tempo sufficiente affinchè il bit di informazione concluda il ‘percorso circolare’ e si depositi nella memoria, dopo che lo stimolo abbia agito sui tre diversi sistemi: percettivo-cognitivo, dell’attenzione e dell’emozione.
L’attenzione è certamente una facoltà che si può migliorare con lo studio, l’esercizio mentale quotidiano e l’abitudine a soppesare i contenuti cognitivi provenienti dagli ‘imput’ sensoriali. Bisogna imaparare a decodificare non solo gli stimoli sensoriali che soddisfano la curiosità nell’immediato, ma anche analizzare le informazioni che sono spesso invisibili all’occhio fisico, ma non al sistema della percezione corporeo (le ghiandole endocrine) che si è sviluppato nel processo di adattamento all’ambiente.
Brueghel descrive nell’allegoria “Il Paese di Cuccagna” le fasi preliminari della percezione, quelle che portano l’anima psichica ad uscire dal tunnel buio dell’inconsapevolezza per osservare, comodamente adagiata su un cuscino di velluto, gli attori protagonisti della storia e della vita. Una donna con la visiera dell’elmo aperta, protetta da armatura e guanti di ferro, si sporge a guardare la realtà, determinata come un guerriero che ‘deve’ aprire gli occhi sulle crudeltà, le miserie e le illusioni di cui sono piene le cronache quotidiane e le vicende umane.
Guardare in faccia la realtà senza interferire anticipatamente con le facoltà del giudizio soggettivo, spesso elaborato come pregiudizio conformista o rifiuto subconscio di elaborare la diversità, l’angoscia emotiva o le proibizioni morali instillati dai tabù, comporta un atteggiamento di apertura serena e fiduciosa a tutte le “frequenze di luce”, a tutto lo spettro di esperienze che contraddistinguono la vita dell’uomo della terra. Ignorare o fare finta di ignorare l’esistenza del male, della crudeltà, della violenza e del peccato morale, etico o ecologico, significa rimanere ciechi, stupidi ed emarginati dalla realtà e dalla conoscenza della verità per tutta la vita.
Ignorare o far finta di ignorare che l’errore di valutazione dovuto ad un eccesso di razionalizzazione o di pragmatismo, anche volto apparentemente a realizzare il bene collettivo, può comportare il disastro, la distruzione e la fine di ogni speranza di conciliazione degli opposti, significa affondare nell’illusione di stare dalla parte della verità o di avere il pieno controllo della situazione.
Brueghel è l’artista rinascimentale che per primo affonda impietosamente il coltello nelle piaghe della società del suo tempo. Lo fa con la lucidità distaccata del giornalista attento, del critico impietoso, privo di qualsiasi forma di compassione o di giustificazione storica o morale: ciò che guida il suo pennello è una curiosità che evolve rapidamente in percezione critica, ragione discriminante e coscienza etica.
Non è privo di suggestione il fatto che a distanza di appena un anno dalla realizzazione del dipinto “il Paese di Cuccagna” Brueghel raccolga i frutti della sua ricerca: lo sguardo impietoso dell’artista alchemico spinge fino agli estremi le facoltà della percezione critica di indagare a fondo il mondo degli “storpi e dei ciechi”, allegorie straordinarie di una società malata nello spirito, incapace di determinare le proprie azioni con coscienza e di guardare in faccia la realtà in cui sono i governanti, o gli esponenti della coscienza collettiva, ad essere ciechi, incapaci di produrre scelte giuste e decisioni pertinenti ai veri bisogni della collettività, poiché “…ora se un cieco guida un altro cieco, ambedue cadranno nella fossa.”
I tre dipinti hanno un comune denominatore, un unico modello compositivo, un’unica fonte di ispirazione. Brughel, è risaputo, era un alchimista, un mistico, un esoterico. Conosceva i simboli dell’astrologia, dell’alchimia e il significato occulto delle parabole contenute nei vangeli. I suoi attori si muovono in un mondo–teatro che recita la propria follia, la propria libido, la propria sacralità senza tuttavia crederci fino in fondo.
La sua visione non è né morale, né etica. Non si schiera da nessuna parte poiché sceglie, o è costretto suo malgrado, di assumere la posizione del ” Testimone”, cioè di colui che non può fare a meno di osservare la realtà con consapevolezza critica.
Brueghel assimila in Italia, sicuramente a Roma o Firenze, i principi della visione alchemica del mondo materiale e spirituale.
La conoscenza alchemica si struttura in quattro parti definite dai quattro assi della croce, il modello primario della spiritualità e della filosofia alchemica occidentale. L’alchimia è fondamentalmente un processo di introversione della pulsione psichica e creativa (o libido) sul piano orizzontale del tempo al fine di far emergere le facoltà superiori della coscienza razionale intuitiva e trascendente che si sviluppano sul piano verticale, dal ‘fondo dell’anima’ alla Mens imago Dei di cui parla Agostino.
Quando l’asse verticale dell’energia psichica generato dall’ anima evolutiva interseca l’asse orizzontale in cui ‘avviene’ l’espansione della percezione critica sul filo dell’orizzonte, avviene una progressiva ‘distillazione del mercurio’, metafora della trasmutazione dell’intelligenza sensoriale in mente razionale.
La percezione critica dischiude (la visiera dell’elmo sollevata) alla conoscenza delle motivazioni, delle intenzioni e dei sentimenti egocentrici che conducono l’individuo a divenire vittima della libido altrui (il soldato morto con il braccio amputato), della propria libido materialistica (il contadino nel quadrante sottostante giace stremato per terra con la schiena spezzata dal duro lavoro) e del desiderio di evadere dalla realtà con la fantasia e la ricerca dei piaceri sensoriali (il fannullone opulento).
I primi tre quadranti definiti dalla croce descrivono i tre atti di trasmutazione della percezione critica in consapevolezza critica, storica e psicologica delle dinamiche sociali, della libido individuale e collettiva e dei meccanismi subconsci e inconsci di fuga dalle responsabilità personali che conducono inevitabilmente alla distruzione, all’avidità e all’ignoranza. Il cibo è a portata di mano, posto sull’albero della conoscenza, su un piano appena più elevato della coscienza sensoriale, ma nessuno dei tre è in grado di appropriarsene.
Nel quarto quadrante invece un omino “buca la nuvolaglia”, metafora del sistema delle illusioni indotte, delle autoillusioni e delle percezioni erronee, e scende a testa in giù nel “paese di Cuccagna” dove il cibo (e il denaro), gli corrono incontro e le oche, già spennate, si offrono su un piatto d’argento.
L’allegoria di Brueghel si compone di quattro metafore che descrivono compiutamente il passaggio evolutivo compiuto dall'individuo che decide di sollevare la visiera e di guardare la realtà dall’Ascendente (AS), il punto in cui sorge il sole.
Dal punto in cui il sole inizia ad albeggiare, l’alchimista può percepire in anticipo gli effetti devastanti prodotti dalla Libido emergente. E’ facile prevedere gli esiti prodotti dall’ascesa al potere degli individui che sono motivati dall’istinto, dal bisogno e dal desiderio di soddisfare la libido egocentrica, considerata dagli alchimisti rinascimentali il “peccato originale” che bisogna estirpare dalla natura umana.
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14
gen2009
arte alchemicaAmerican Beauty e l'Arte alchemica
scritto da Marta Breuning alle 09:23
[mod] [del]
Trama.
Lester Burnham (Kevin Spacey) è un uomo di 42 anni in piena crisi di mezz'età. A causa di una riduzione del personale rischia di essere licenziato da un impiego redditizio al quale però non tiene affatto; sua moglie Carolyn (Annette Bening) è divorata dall'ambizione di sfondare nel settore immobiliare e sua figlia Jane (Thora Birch), una tipica adolescente piena di rabbia verso tutti, a malapena gli rivolge la parola, considerandolo un immaturo incapace di incarnare la figura di padre.
Due eventi incidono fortemente sul destino di Lester e della sua famiglia. Il primo è l'amicizia di Jane con una graziosa ragazzina di nome Angela (Mena Suvari), che si atteggia a cinica e disinibita. Non è la prima volta che Lester è palesemente attratto da un'amica di sua figlia, ma Angela diventa per lui una vera, se pur deliziosa, ossessione. La ragazza ne è lusingata e flirta apertamente con lui, provocando l'irritazione di Jane. Il secondo evento è l'arrivo, nel villino accanto a quello dei Burnham, della famiglia Fitts, composta dal colonello Frank Fitts (Chris Cooper), sua moglie Barbara (Allison Janney), che sembra essere in perenne stato di shock e il figlio diciottenne Ricky (Wes Bentley).
Il colonnello è un padre ansioso e brutale, che in passato ha fatto ricoverare il figlio in una casa di cura per malattie mentali. Egli è incapace di comprendere che Ricky è un ragazzo particolarmente intelligente, sensibile al fascino della vita e alla sua multiforme bellezza. Al tempo stesso ignora che il ragazzo, di mentalità piuttosto spregiudicata, è uno spacciatore di droga. Il colonnello crede che Ricky guadagni con piccoli lavoretti da cameriere i soldi necessari per finanziare il suo costoso hobby, quello di riprendere con la videocamera ogni cosa, compresa la figlia dei vicini, Jane. A questo proposito Ricky pronuncia la battuta "Mai sottovalutare il potere della negazione", tra le più famose del film.
Nonostante all'inizio ne sia spaventata, Jane comincia a trovare Ricky interessante. Angela crede invece che Ricky sia un pazzo, dato che si mostra del tutto indifferente nei suoi confronti: infatti si considera irresistibile e non fa che elencare gli uomini con cui, a suo dire, è andata a letto per ottenere il loro aiuto nel realizzare il suo sogno di diventare una modella.
Dopo aver conosciuto Angela e Ricky, Lester cambia completamente, come se si fosse risvegliato da un lungo coma. Ha continuamente fantasie su Angela e fa jogging e body-building per diventare più attraente ai suoi occhi. Inoltre l'amicizia con Ricky, il modo di fare disinvolto del ragazzo, sommato alla marijuana che questi inizia a fornirgli regolarmente, fanno cambiare l'atteggiamento di Lester nei confronti della vita. Dopo aver ricattato il suo ex-datore di lavoro per ottenere una cospicua liquidazione, Lester cerca di recuperare il tempo perduto, di ritrovare la spensieratezza giovanile, la gioia di vivere momento per momento, infischiandosene della relazione che sua moglie Carolyn porta avanti con il re delle agenzie immobiliari, Buddy Kane (Peter Gallagher).
Però, Lester deve fare i conti con le reazioni al suo nuovo atteggiamento; con il fatto che Carolyn non gradisca affatto il cambiamento, che Jane abbia chiesto, per scherzo, a Ricky di ucciderlo e che il colonnello Fitts inizi ad avere sospetti sulla natura del rapporto di Lester con suo figlio.
Il film segue passo dopo passo il sentiero dell'Arte Alchemica tracciato dall'Alchimia rinascimentale. Lester è un uomo che vive una vita non sua. E' completamente assorbito dal lavoro e inibito dalle regole imposte dalla moglie (la soror mystica) che lo costringe a contenere la pulsione creativa in schemi di relazione falsi, bigotti, formali e abitudinari in nome del quieto vivere e dell'immagine di ricchezza da esibire come status sociale.
All'età di 42 annni, nel momento in cui Urano celeste (il risveglio) va in opposizione con Urano di nascita (l'energia creativa), viene attratto irresistibilmente dalla bellezza di Angela, una adolescente amica della figlia. Per l'Arte Alchemica l'evento segna il momento del "risveglio della mente" (0) associata alla trasformazione della libido sessuale in creatività, coscienza di relazione e conoscenza di sè.
L'effetto è dirompente. Improvvisamente Lester si risveglia e vede per la prima volta la realtà in tutti i suoi aspetti più deprimenti. Il risveglio della mente stimola infatti la creatività istintiva dell'anima che anela alla felicità e alla liberazione dai vincoli, dal sistema delle abitudini e dalle leggi. Si innesca così la "Piccola Opera" (10) di trasformazione della vita quotidiana facilitata da un diverso e più profondo livello di percezione della verità (20).
La frustazione per il lavoro, l'ambizione sociale della moglie, la "prigione" famigliare, la ricerca del successo e della ricchezza si rivelano ai suoi occhi falsi e inutili, come l'assurda pretesa di non sporcare l'immacolato divano bianco o di perseguire obiettivi che poco hanno a che fare con la felicità dell'anima.
Lester si licenzia, cambia casa e stile di vita e inizia un processo di trasformazione della percezione critica che lo conduce in breve tempo a innescare una diverso rapporto con se stesso, il corpo e i desideri sensoriali. Nel momento in cui il protagonista modifica il rapporto con se stesso, desiderando di essere fisicamente più in forma, tonico e attraente, avviene l'iniziazione all'alchimia della coscienza (30).
Iniziano così a cambiare le relazioni con il prossimo e la capacità di intuire l'aspetto materialistico e utilitarisco di sfruttamento che si agita invisibile in ogni forma di rapporto sociale. Lester cambia lavoro per disporre di maggior tempo libero e incrementa giorno dopo giorno l'intelligenza,la coscienza e la conoscenza di relazione.
La felicità dell'anima dipende in larga misura dalla qualità delle persone che ti stanno vicine e dall'aspetto disinteressato di ogni tipo di relazione, qualunque essa sia. Ciò richiede uno sviluppo "ipertrofico" della "coscienza di relazione" (il quarto chakra dell'alchimia orientale) che si fonda sul rispetto reciproco, l'attenzione, la cura, l'amore, l'ascolto, l'aiuto disinteressato, la condivisione e i sentimenti di amicizia.
Lester costruisce una propria morale individuale e la sua mente, risvegliata dall'attrazione sessuale, trasmuta velocemente grazie alla procastinazione del desiderio di fare l'amore con Angela. Le fantasie erotiche e le rose rosse (le rose "American Beauty") descrivono simbolicamente il passaggio alchemico della libido sessuale e desiderio di possesso, nell'amore del "cuore", l'unico in grado di elaborare la pulsione in creatività e desiderio di conoscenza (40)
I petali rossi delle rose ammantano in sogno il corpo nudo di Angela, desiderata ossessivamente dalla "coscienza del cuore" che si instaura nel suo cervello e gli impedisce, di fatto, di sedurre sessualmente la ragazza, sempre più disponibile a farsi corteggiare. Alla fine Lester rinuncia all'atto sessuale e ciò produce un nuovo cambiamento, poichè la mente divenuta coscienza non può che produrre, attraverso i suoi nuovi cinque sensi, "conoscenza e verità". (50).
L'evento è descritto allegoricamente come un atto di redenzione dell'io e di purificazione definitiva dal "peccato originale" rappresentato dalla "libido di possesso". Alla purificazione del cervelletto, sede degli istinti primari e laboratorio chemico di trasmutazione della mente in coscienza, corrrisponde la "morte" del vecchio ego. Nello stesso momento in cui Lester decide di rinunciare ad Angela, una pallottola lo colpisce alla nuca e lo proietta, simbolicamente, nel Paradiso del Sè (60).
Lester muore fisicamente, ma la sua mente continua a raccontare l'epilogo dell' avventura spirituale. Insieme all'anima, la mente è uscita dal corpo e riflette sul significato di ciò che è avvenuto. E' in questa delicata fase di comprensione delle esperienze, delle ricerche e e delle intuizioni che prende forma l'alchimia della "vera conoscenza" (40) di ciò che significa vivere attraverso l'arte (70) e lo spirito alchemico (80).
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18
gen2009
pedagogia dell'animaLa consapevolezza non è un'opinione
scritto da Marta Breuning alle 07:14
[mod] [del]
Guido Reni, Atalanta Fugens.
Si fa da sempre un gran parlare, nell'ambito delle relazioni umane, della necessità di evolvere in consapevolezza. Sono in molti a predicare, organizzare corsi, scrivere libri e creare scuole di psicologia o di consulenza filosofica facendo "leva" su questo concetto. Ogni volta che si commette un errore ti viene detto di non essere stato sufficientemente consapevole delle conseguenze delle tue azioni.
Non diversamente siamo penosamente consapevoli che il conflitto sociale, relazionale o di coppia è spesso generato da chi parla, agisce e percepisce senza riflettere, inconsapevole del peso e degli effetti spesso devastanti prodotti da questo "mancanza".
La consapevolezza è sempre qualcosa che è assente, forse distratta da altre cose più importanti. Ha a che fare con l'attenzione, ma anche con il rispetto per gli altri, oltre che per noi stessi. Ci manca nei momenti della vita vita in cui commettiamo degli errori. Ma lo sappiamo solo dopo di aver sbagliato e ci giustifichiamo dicendo che sono proprie lo esperienze a farci crescere in consapevolezza.
In realtà c'è molta confusione sull'argomento. Gli esperti si 'riempiono' la bocca di bei concetti, ma non sono in grado di andare oltre le solite frasi di circostanza. Forse alla fine dell'undicesimo colloquio con il consulente, diventi (penosamente) consapevole di aver speso denaro, tempo ed energia con "persone" che non hanno capito niente della natura umana, mentre invece hanno compreso tutto della vita e di come lucrare e vivere agiatamente sulle problematiche altrui.
In fondo anche questa è una esperienza. Devi diventare consapevole che nella vita non c'è nessuno che ti possa veramente aiutare, poichè, come tutti insegnano, guru compresi, è solo la consapevoelzza che ti salva dalla disgrazia, dalla miseria e dal rischio di cadere vittima della "consapevolezza" altrui.
Gran bella cosa la consapevolezza. Ma perchè dobbiamo sempre soffrire e avere esperienze negative per evolvere in questa "funzione" specifica dell'emisfero destro? Gli alchimisti rinascimentali affermavano genericamente che c'erano due modi di evolvere nei sensi della consapevolezza (percezione, intuizione, decodificazione, comprensione e conoscenza): attraverso l'esperienza e la conoscenza diretta (Marte, Saturno e Plutone), oppure tramite l'esperienza e la conoscenza indiretta (Venere, Giove e Nettuno).
Nel secondo caso, il più difficile da praticare per la gente comune, ma decisamente in auge in ambienti di formazione in cui si insegnano tecniche di marketing, la conoscenza inderetta (di matrice femminile) si configura come una attenta analisi e valutazione delle esperienze e delle conoscenze già collaudate dalla "consapevolezza" altrui. Inoltre si può incrementare la consapevolezza di una determinata realtà analizzando le realtà virtuali prospettate dalle trame del cinema, dei romanzi o leggendo i libri che studiano a fondo il fenomeno evolutivo della consapevolezza individuale (le biografie) e collettive (la storia).
Il fenomeno è ben conosciuto nei settori della tecnologia, della scienza e dell'arte applicata nei quali l'innovazione creativa non può che essere partorita da una consapevolezza "storica" e "critica" di ciò che è già stato fatto precedentemente. Il fenomeno invece è trascurato a livello di formazione dell'individuo. La pedagogia scolastica, famigliare, religiosa e civile è diventata una "brutta" parola, quasi repellente. Nessuno ci può insegnare come si deve vivere e come diventare più consapevoli, mentre invece è possibile insegnare a osservare e analizzare lo sviluppo della consapevolezza attraverso la pedagogia trasmessa indirettamente dalle opere dell'arte, della letteratura, della filosofia e del cinema.
L'Arte di Afrodite trasmette quindi una forma di conoscenza indiretta della realtà. Certamente la percezione non può sostituire l'azione diretta, ma può condurre a realizzare più rapidamente non solo una carriera professionale, ma anche una "carriera" spirituale. Per l'alchimia greca non c'è nessuna distinzione tra Materia e Spirito. Entrambe sono generate da un "Tutto" in cui è possibile vedere brillare la luce della consapevolezza non dualistica della Realtà.
Recentemente la scienza quantististica ha scoperto che gli atomi non sono posizionati in modo fisso, univoco e matematicamente rigido, ma sono collocati e oscillano all'interno di stringhe che partecipano, insieme a tutte le altre, a formare l'undicesima dimensione dell'Universo, rappresentata come una membrana reticolare non dissimile dalla gomma piena di aria di un pneumatico. L'universo è un involucro fatto di "coscienza" e le scoperte della scienza dimostrano che l'uomo conosce solo ciò che la sua mente/coscienza è in grado di elaborare in rapporto alla Mente/Coscienza Universale (il Tutto).
La consapevolezza svolge un ruolo determinante nello sviluppo del'individuo. L'Alchimia dell'uomo è figlia dell'Alchimia universale e conosce le leggi che regolano i rapporti tra le diversi parti del corpo e del cervello. Non c'è distinzione tra corpo umano e il corpo cosmico, tra il software della mente individuale e il software della Mente universale (le Costellazioni). Non esiste distinzione perchè è la Coscienza a stabilire un rapporto bidirezionale tra gli accadimenti umani e quelli celesti.
Ciclicamente le civiltà giungono ad esplorare l'Undicesima dimensione della realtà e scoprono, ognuna con un proprio specifico linguaggio e destino, le relazioni invisibili che esistono tra la dimensione umana e quella zodiacale (la civiltà cretese), tra la dimensione visibile dei vivi e quella invisibile dei morti (la civiltà egizia), tra la dimensione astratta del linguaggio e quella astratta dei simboli figurati (egizi) e astratti (sumeri) utilizzati nella scrittura, oppure tra la dimensione "acustica" prodotta dal "suono interiore" generato dalla consapevolezza del Testimone silenzioso e il suono cosmico prodotto dal movimento delle sfere celesti (civiltà vedica).
L'Arte di Afrodite insegnata dai greci è descritta dalla vicenda della ninfa Atalanta. Velocissima nella corsa la bellissima ninfa sfida gli uomini a superarla in velocità e destrezza. Chi non ci riuscirà dovrà perdere la vita o morire, per dirla alla Harry Potter, per mano dei Dissennatori. Ippomene è innamorato di Atalanta, ma ha paura di non farcela. Desidera congiungersi con lei, ma teme di non essere abbastanza veloce per conquistare il suo cuore.
In suo aiuto giunge la Dea Afrodite. E' commossa dall'amore provato dal giovane per l'anima psichica (la ninfa) e gli dona tre mele d'oro per conquistarla con i frutti della consapevolezza percettiva (Venere). Evolvere in consapevolezza attraverso l'arte di Afrodite significa infatti rapportarsi con intelligenza (Eros), coscienza (Amor) e conoscenza (Hermes) di relazione (XI^ dimensione della realtà) non solo con l'altro sesso, ma con tutti gli esseri viventi, la natura e il cosmo intero.
La coscienza ecologica, la conoscenza degli archetipi, e l'intelligenza di rispettare la natura psichica (e il denaro) di ogni essere, rappresentano alcuni dei doni offerti dalla Dea agli uomini che hanno a cuore (Ippomene) l'evoluzione dell'anima psichica (Atalanta) in anima razionale, intellettiva e creativa (la Vergine). Gli uomini e le donne che hanno a cuore l'evoluzione spirituale della propria anima non devono chiudersi in convento (la clinica psicologica) o nei monasteri (la clinica psicoanalitica), ma frequentare i musei, i cinema e le librerie per "fermarsi" a cogliere, una dopo l'altra, le tre mele disseminate da Ippomene sul percorso della ninfa e costringerla così a riflettere sulla propria folle corsa verso un successo materiale privo di senso.
Che cos'è un successo conquistato a discapito di qualcuno? Che senso ha vincere danneggiando il prossimo? L'intelligenza di relazione chiede all' Eros di congiungere azione e percezione, all'Amore di sanare il conflitto tra ragione e sentimento e ad Hermes di informare della presenza invisibile degli archetipi che da millenni "modellano" le anime che si "incarnano" nel corpo umano.
Ma non è una incarnazione proveniente da mondi spirituali celesti. L'anima psichica si "Incarna" nel corpo attraverso la consapevolezza delle sensazioni, delle emozioni e dei sentimenti corporei. La Ninfa Atalanta è l'anima psichica incarnata nel corpo e quindi estrememente sensibile e veloce nel decodificare le informazioni provenienti dai sensi corporei. Questo stadio primario di sviluppo dell'essere (la Piccola Opera) è propedeutico per iniziare l'Arte Alchemica (la Grande Opera) che inizia nel momento in cui l'anima si sofferma a raccogliere le tre mele d'oro e cioè risveglia i poteri latenti della mente (Eros, Amor ed Hermes) di comunicare io desideri dell'anima con intelligenza, coscienza e conoscenza di relazione.
La ninfa Atalanta rallenta la corsa e si ferma a raccogliere le tre mele. Espandendo i cinque sensi della consapevolezza mentale (la Vergine), la ninfa diventa "capace" di accogliere razionalmente gli insegnamenti dell'Arte alchemica e di generare dentro di sè (il seno della Vergine) il frutto autentico della consapevolezza corporea in rapporto al mondo (Gesù Bambino).
L'Arte Alchemica "accade" a a chi "risveglia" la mente. E' un evento descritto nell'Annunciazione (11). L'argangelo Gabriele (alterego di Ippomene) avverte la Vergine (la consapevolezza mentale) di essere stata risvegliata dalle parole (dei libri), dalle immagini (dell'arte) e dai contenuti di coscienza (dei filosofi e dei saggi). Il risveglio della mente annunciato da Gabriele genera il concepimento "immacolato" del figlio, simbolo della "consapevolezza creativa" peculiare di ogni vero artista.
Durer, Madonna del rosario
Attraverso la consapevolezza creativa del "figlio Gesù", emblema delle mente illuminata da Eros, Amor ed Hermes, l'anima può continuare ad evolvere e compiere la sua metamorfosi fino a diventare la "Madonna del Rosario", emblema dell'anima in grado di dispensare lei stessa i doni di Afrodite (la corona deposta sul capo di principi e vescovi). Ai principi, metafora degli uomini impegnati nella realtà materiale, la Madonna dona il rispetto per le donne, la bellezza interiore e l'amore per l'arte. Ai vescovi, metafora degli individui che vogliono evolvere spiritualmente, la Madonna, per mano del figlio, dona la consapevolzza creativa di agire nel mondo della cultura attraverso le opere dello spirito alchemico (arte, filosofia).
Se si riflette sulla straordinaria prolioferazione dell'immagine della Vergine con il Bambino, si intuisce l'importanza spirituale del profondo legame, sopratutto simbolico, che lega la madre con il figlio. La consapevolezza mentale della realtà sperimentata attraverso i sensi sottili della percezione, dell'intuizione, dell'interpretazione, della comprensione e della conoscenza di sintesi, è il fondamento di ogni azione creativa compiuta con amore e rispetto del prossimo e dell'ambiente (inoxia floret, "fiorire senza nuocere" è il motto dell'alchimista che giunge alla XII^ iniziazione)
Gesù Bambino è dunque il simbolo di una effettiva consapevolezza creativa in grado di agire nel mondo con intelligenza, coscienza e conoscenza di relazione. Se non si conquista questo stadio di trasformazione alchemica della libido, ogni successo rimarrà una esperienza effimera e priva di senso, un continuo salire, gradino dopo gradino, verso il nulla, il vuoto della memoria, la perdita dell'identità umana e spirituale e la definitiva la morte dell'anima psichica a cui corrisponde l'annichilamento della coscienza creativa e il decadimento nel mondo materiale.
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19
gen2009
arte alchemicaMedusa e Maddalena
scritto da Marta Breuning alle 11:57
[mod] [del]
Viviamo in una società in cui il culto del denaro è finalizzato al godimento del piacere indotto dal lusso, dalla moda, dalla bellezza, dalle emozioni sensoriali suscitate dai viaggi esotici e di ogni sorta di gratificazione che ci procura la sensazione di fare una bella vita, libera dallo stress, dal bisogno, dall'ansia di invecchiare e dalla paura della solitudine.
La ricerca del piacere sensoriale è iscritta geneticamente nella psiche femminile, in quella parte del genoma in cui sono codificati gli istinti di conservazione della specie e di equilibrio del metabolismo psichico. Da millenni lo sguardo femminile (la ninfa Leda), informato senza soluzione di continuità dalla consapevolezza psichica delle sensazioni corporee (la ninda Atalanta), influenza le scelte e le priorità della collettività, sia essa una tribù, un gruppo, una classe di consumatori o una intera società industriaiizzata.
Dalla preistoria lo sguardo delle donne guida la comunità a migrare in luoghi più salubri e addatti alla prolificazione e influenza in modo determinante la costruzione dell'habitat e delle condizioni materiali, igieniche ed economiche migliori per garantire l'equilibrio psichico dell'individuo, della coppia e della collettività nel suo complesso. Su questa base di conservazione dell'identità sessuale, famigliare e di gruppo sono sorte le città fortificate e la necessità di abbellire e decorare le dimore.
Agio e piacere sono le due forme più evolute di benessere realizzate dalla civiltà mediterranea. Agio e piacere hanno tuttavia stravolto il ruolo "sacro" della donna di "informare" la società sulla necessità di trasformare la libido sessuale maschile in amore, rispetto e amicizia per il corpo sensoriale della donna che evolve dalla consapevolezza dei bisogni materiali nella consapevolezza dei bisogni dell'anima.
E' la società greco-romana a codificare il culto di Apollo e di Medusa. La loro effige viene posta all'ingresso delle terme, dei teatri, delle arene e in tutti i luoghi pubblici (non religiosi) in cui " panem et circenses" rappresentava uno slogan involgarito adatto a descrivere la necessità dell'anima di evolvere il bisogno di cibo in desiderio di creatività e bellezza (Apollo) e il bisogno di godimento (i giochi) in desiderio di agio e piacere (Medusa)
I bisogni primari dell'anima sono infatti collegati al cibo inteso come sintesi metaforica di tutte le forme di energia che permettono all'anima di continuare a godere del corpo e delle sue potenzialità di percepire gli aspetti più sottili del cibo, quali la "luce della bellezza" (creata da Apollo) e la "luce della conoscenza" (fecondata dalla morte di Medusa).
Mentre Apollo diventerà il culto virile dell'individuo che trasforma la libido sessuale in creatività e amore per il corpo (maschile) e l'anima (femminile), Medusa continua a dimorare nel cervello delle donne ancora oggi scisse tra desiderio materiale di agio e piacere (libido appagativa) e desiderio dell'anima di percepire la luce di "Dio" (bellezza e verità).
Medusa era considerata dai greci l'emblema della percezione psichica femminile in grado di individuare, selezionare e scegliere le forme, i colori, le immagini e, per esteso, i giochi, i divertimenti e i piaceri più adatti a scatenare l'eros maschile, attratto dalla sensualità delle forme, dalla bellezza dei colori e delle proporzioni e dal gioco sottile sviluppato dai sensi corporei e mentali.
Terza di tre sorelle specializzate nella percezione degli elementi utili a per soddisfare la libido appetitiva, affermativa e appagativa dei cittadini, Medusa viene condannata da Afrodite a diventare un mostro spaventoso, poichè la sua abilità di appagare gli istinti, i bisogni e i desideri sessuali ed edonistici (i serpenti che adornano la sua testa), repressi dalla cultura e dalla religione nel subconscio (il fondo del mare), impedisce agli uomini di evolvere dalla dimensione materiale a quella spirituale.
Medusa è ancora oggi lo sguardo delle donne ossessionate dal desiderio di possedere le scarpe, le borsette e gli abiti creati dalla moda (apollinea e monosessuale) in quanto oggetti "sensoriali" in grado di soddisfare la libido appagativa e con essa la pulsione psichica di gratificare il bisogno di agio, confort e piacere peculiare dell'anima della ninfa.
Medusa è lo sguardo dell'anima (femminile e/o omosessuale) che desidera inconsciamente di diventare essa stessa "cibo" in grado di sfamare la libido appetitiva e affermativa degli uomini, anche se negli ultimi decenni la libido sessuale della femmina ha invertito i ruoli con lo sguardo famelico del maschio seduttore e l'emergere del femminismo ha ribadito il diritto delle donne di affermarsi sul piano sociale, professionale e politico.
Lo sguardo dell'anima che rimane confinato nel mondo luccicante delle vetrine, delle riviste o delle immagini televisive o che rimane per sempre prigioniero della libido materiale di ricercare e possedere gli oggetti di lusso o di piacere non sarà mai interessato a cogliere la luce spirituale proveniente dai libri e dalle opere dell'arte. Medusa è la divinità interiore che ci permette di godere degli aspetti materiali dell'esistenza, ma diventa un mostro da eliminare ed uccidere nel momento in cui l'individuo percepisce l'urgente di soddisfare altri tipi di bisogni, come quello di esprimere la creatività dell'anima e di soddisfare la sete di conoscenza.
La mitologia descrive l'evento dell'uccisione di Medusa come un atto simbolico compiuto dall'io sperimentatore (Perseo) per amore della propria anima creativa (Andromeda) che desidera evolvere in Intelligenza, coscienza e conoscenza di relazione (la costellazione dello Scorpione).
Caravaggio: Narciso
Assistiamo infatti in questi ultimi decenni all'esplosione generalizzata di una profonda e diffusa consapevolezza psichica delle sensazioni, delle emozioni e dei sentimenti corporei indotti non tanto dall'amore sessuale, ma dal consumo dei prodotti della moda e del lusso. Uomini e donne condividono l'emozione di indossare un abito, un gioiello o un accessorio di firma, oppure il piacere di guidare un'auto di lusso, di possedere una barca o di arredare la casa con mobili di tendenza.
La consapevolezza sensoriale di ciò che che procura il senso di agio e di piacere e stimola il senso estetico è ormai così comunemente condiviso che è diventata parte integrante dell'eterno bisogno di fermare il tempo e di rimanere giovani , piacevoli e belli. (Narciso incontra Medusa sprofondando nell'acqua mentre rimira la sua immagine riflessa dalla superficie)
Caravaggio: Madonna del Rosario
Essere consapevoli dei sentimenti del corpo è già un bel passo in avanti rispetto al Medioevo in cui gli uomini comuni erano considerati degli zotici, mentre certe donne, poco interessate all'esercizio dei sensi, delle streghe dedite al culto del diavolo. Dopo dieci secoli di fustigazione del corpo, sacrificato dal cattolicesimo al ruolo di depositario di passioni diaboliche (maschio) e fonte di depravazioni (femmina), emerge nella cultura italiana delle città feudali (Siena, Firenze, Orvieto, CIttà di Castello, Urbino) il culto della Vergine con il Bambino. La devozione per la Vergine segna il passaggio da una forma di consapevolezza psichica di ciò che si percepisce con gli organi di senso fisici, a una forma di consapevolezza di ciò che si sente con i sensi mentali in relazione al mondo in cui si vive.
La differenza è sostanziale. Il sesso diventa improvvisamente l'amor cortese e nasce l'arte alchemica della poesia e della commedia come forme di interpretazione dei sentimenti umani. La bellezza e l'anima della donna diventano fonte di ispirazione e di sublimazione dell'istinto sessuale in amore, creatività e coscienza di sè in rapporto al modo. I sensi corporei diventano lo strumento principale per entrare in contatto con il Divino e i filosofi, spesso monaci e mistici, iniziano a descrivere il processo di illuminazione dei sensi mentali e spirituali necessari per percepire la luce di Dio.
Ciò significa che è possibile entrare nel mondo spirituale sviluppando le qualità della percezione sensoriale, ovvero le stesse qualità che troviamo nelle donne che sfogliano le riviste di moda e cercano lo stile più adatto per far risaltare la propria bellezza.
Afrodite non è priva di sapienza. L'arte alchemica transita attraverso gli occhi delle donne e si afferma per mano degli artisti e dei filosofi della conoscenza. Ed è così Afrodite suggerisce a Perseo la tecnica per non rimanere pietrificato dallo sguardo di Medusa e sconfiggere la tentazione di rimanere imprigionato nel mondo della materia (Arianna è prigioniera negli inferi).
La tecnica è da millenni sempre la stessa. Perseo non deve guardare Medusa direttamente negli occhi, ma deve osservarla attraverso l'immagine riflessa uno scudo lucente, metafora di un processo "metallurgico" di elaborazione delle immagini percepite indirettamente dagli organi sensoriali della mente (percezione critica, intuizione logica, interpretazione simbolica, comprensione trans-logica e conoscenza di sintesi), capace di difendere l'individuo dall' errore.
Perseo mozza così la testa di Medusa e stacca definitivamente il suo cuore dal cervello "infettato" dalla libido appagativa della Dea. L'atto è ovviamente simbolico. In realtà è una decisione che comporta la scelta di come utilizzare le risorse di tempo, denaro ed energia a disposizione. E come tutte le scelte bisogna porsi una domanda.
La domanda è la seguente: "devo spendere tutte le mie risorse fisiche, mentali, creative e materiali girovagando per vetrine, locali, ristoranti e discoteche, oppure provo, mio malgrado, ad ascoltare l'Eco della mia anima? (nel mito di Narciso, il bellisssimo giovanetto non vuole accorgersi dell'amore della ninfa Eco che lo insegue da lontano).
La decisione da prendere non è difficile, anche perchè l'Arte Alchemica suggerisce una soluzione. Occorre mozzare la testa di Medusa per permettere all'anima di rivivere le vere passioni del cuore (Andromeda viene liberata e diventa una costellazione del cielo visibile da tutti) e realizzare una stupefacente alchimia degna del talento artistico di Caravaggio.
Per Afrodite le donne (e gli artisti) che decidono di liberarsi dalla libido appagativa di Medusa possono percepire simultaneamente sia la bellezza estetica che la bellezza spirituale e coniugare dentro se stessi la tesi degli alchimisti per cui "ciò che è bello dentro è bello anche fuori e ciò che è percepito bello è anche buono, funzionale e utile per l'evoluzione spirituale dell'anima del ricercatore (Andromeda).
Lo "scudo di Afrodite" conduce a considerare l'Arte della percezione come Tecnica Regia che ci permette di entrare in contatto con Dio attraverso l'esperienza della materia, del corpo, del piacere sensoriale e dell'estasi provocata dalla luce della conoscenza.
Caravaggio: La conversione di Maddalena
L'Arte della Percezione è rappresentata nel Vangelo dalla figura della Maddalena. Sempre presente in tutti i momenti chiave di trasformazione spirituale del Cristo, Maddalena compie l'Alchimia della percezione psichica della bellezza (lo specchio) e del piacere fisico (i cinque petali bianchi del fiore) nella percezione psichica della luce emanata da Cristo.
Emblema della donna e dell'anima che vive nella realtà della materia, Maddalena sperimenta l'estasi di percepire simultaneamente la bellezza estetica e quella spirituale. Ciò avviene dopo due momenti di crisi rappresentati da Caravaggio: la conversione e la penitenza.
Caravaggio: Maddalena penitente
Nella "Penitenza di Maddalena" Caravaggio dipinge i simboli della libido appagativa (la collana, i gioielli, i profumi) abbandonati per terra, a significare il distacco simbolico dalle cose e dai riti che gratificano la dimensione corporea dell'anima.
Maddalena concluderà il percorso di salvezza (dell'anima modaiola delle donne) facendosi trovare puntuale il giorno della resurrezione di Cristo dal Santo Sepolcro. Cristo la vede e la avverte: "Noli me tangere", "Non mi toccare", per ribadire il carattere "virtuale " dell'esperienza percettiva.
Questa è l'Arte di Afrodite, questa è l'Arte interpretata straordinariamente da Caravaggio in tutti i suoi aspetti, poichè la bellezza delle immagini deve congiungersi con la bellezza dei contenuti espressi dalle parole, dai simboli, delle metafore e delle allegorie generate dalla filosofia.
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20
gen2009
arte alchemicaAnimus e Psiche (alle origini del vero amore)
scritto da Marta Breuning alle 16:59
[mod] [del]
Nel post di ieri (Il Giardino di Afrodite), scrivendo della bellezza e della ricchezza interiore delle donne, mi è venuta in mente l'immagine delle "Tre Grazie" dipinte da Botticelli nell'Allegoria della Primavera. il tema delle Tre grazie è una "gardenia" della poesia latina, adatta a descrivere in sintesi il legame universale esistente tra i Doni offerti dalla Donna,e i Doni offerti dall'Anima che evolve nei sentimenti di amicizia, rispetto e comprensione.
L'anima di ogni essere realizza una triplice metamorfosi all'interno del corpo. Gli studiosi di neuroscienza e di psicoanalisi affermano che un corpo privo di relazioni con la madre e con l'ambiente, privo di affetti e di attenzioni, di cure e di protezione, di amore e di stimoli sensoriali rischia di rimanere privo di "anima". E' per questo che alcuni psicoanalisti affermano che il "farsi anima" è un processo che non può fare a meno dell'elemento femminile nel corpo, ritenuto dai greci una essenza "maschile".
Per l'Alchimia, scienza esoterica che insegna, dimostra e induce stati di illuminazione della mente, l'anima si incarna nel corpo per mezzo di tre gradi di calore che possiamo definire "psichico", "creativo" e "intellettivo". Sottoposto ai Tre fuochi generati dall'anima della donna, ogni uomo (Marte) inizia a comprendere l'importanza delle sensazioni, delle emozioni e dei sentimenti corporei (Venere) per essere effettivamente consapevole di se stesso e degli altri nel tempo presente.
Stabilendo un legame alchemico con l'anima femminile, l'individuo evolve nel Mercurio e cioè nell'intelligenza, nella coscienza e nella conoscenza di relazione. Botticelli dipinge il giovane Mercurio che ancora indossa i calzari di Marte, a significare che l'anima sta agendo sul corpo e in particolare sta modellando la libido sessuale maschile in amore per il corpo della donna. L'amore che l'uomo nutre per la donna scaturisce da una trasformazione, da un bacio dato dalla principessa al rospo che finalmente si decide di diventare un principe.
La trasformazione della libido sessuale nell'amore del "cuore" in grado di scatenare in entrambi il demone dell'eros, avviene per gradi. In passato occorrevano mesi per fare emergere l'amore romantico, anche se gli uomini sono stati sempre più veloci a imparare il romanticismo di "facciata" per accelerare la consumazione dell'atto. Fino a qualche anno fa l'amante aspettava il terzo appuntamento per capire di aver fatto breccia nell'anima dell'amata, mentre oggi non solo bastano tre ore, ma è la donna, e il suo corpo, ad aver bisogno di essere surriscaldata dal fuoco "psichico, creativo e intellettivo" generato dall'animus maschile.
Il concetto di "animus" è molto importante per comprendere il rovesciamento dei costumi amorosi che è avvenuto in questi ultimi 4 decenni. La donna non ha più bisogno di essere sicura di chi ha di fronte per arrendersi alla passione erotica. L'atto sessuale non è più il "suggello" di un impegno amoroso che condurrà al matrimonio, ma è invece la premessa per stabilire quel famoso rapporto di "comunicazione" che molte donne invocano dopo il femminismo, ma che nessun uomo è in grado di capire e praticare.
Il problema non è quello di contenere la libido sessuale, ormai in fase di decadimento a causa dello stress o sempre più difficile da "rintracciare" per il poco tempo a disposizione per le relazioni sociali e le rare occasioni di incontro. Se si vuole fase sesso è sufficiente andare in discoteca, ma se si desidera il vero amore, l'amore del cuore, bisogna imparare a "percepire" il fascino dell'individuo (Mercurio)che ha un minimo di Animus, e cioè ha maturato "intelligenza di relazione."
Se si trasferisce il ragionamento sul piano mentale, ci si accorge che uomini e donne sono uguali. Bisogna lasciare da parte l'anima e i suoi bisogni psichici di colmare un vuoto, una assenza o una limitatezza. Le donne diventano delle Dee quando vanno oltre le necessità e i desideri dell'anima egocentrica, sempre condizionata da assurde pretese di fedeltà, di riconoscenza, di attenzione e coccole. Ciò che bisogna esprimere non è l'anima, ma l'animus, l'intelligenza di relazione.
Sul piano dell'intelligenza di relazione uomini e donne sono praticamente identici e complementari. A partire dai primi decenni del Novecento si è verificato una diffusa capacità dell'individuo di relazionarsi con le parole, le immagini, l'abbigliamento, i simboli della femminilità e della virilità e i simboli dello status sociale e del successo professionale. Nel giro di pochi anni l'elìte culturale che gravitava attorno alle esperienze artistiche, psicologiche e psicoanalitiche delle "avanguardie" iniziava a percepire la presenza invisibile dell'Animus di scatenare turbamento nell'anima, di eccitare i sensi e di stimolare le fantasie sessuali e l'immaginazione creativa.
L'alchimia di Anima e Animus avviene sul piano mentale. Attraverso la moda, la Bellezza estetica, il glamour, la comunicazione simbolica, i doppi sensi e l'espressione di una sofisticata cultura del corpo, la donna ha imparato a proiettare il "fuoco psichico, creativo e intellettivo" dell'Animus ed a imparare ad eccitare la mente degli uomini. Allo stesso modo gli uomini, anche se con minore consapevolezza, hanno la forza di sprigionare mentalmente l'energia creativa, soprattutto materiale, in grado di sedurre l'anima psichica alla ricerca istintiva di agio e piacere, di benessere e bellezza, di amore e protezione.
Attori, scrittori, poeti, intellettuali, artisti e imprenditori di successo hanno invece la fortuna di incantare la mente delle donne proiettando immagini che incidono sul subconscio psichico in cui l'anima rimane ancorata, per necessità e virtù. Ciò che voglio far notare è che oggi la cultura occidentale non è ancora in grado di comunicare il significato evolutivo delle relazioni sessuali, nè di trasmettere valori e principi già codificati nel Rinascimento e reinterpretati dall'elìte culturale viennese stimolata dalle opere di Freud, Weinenger e Schnitzler.
In poche parole non esiste più una "cultura delle relazioni" e alle donne non resta che rivolgersi agli specialisti, ai libri di psicologia o di astrologia, alle riviste o alle amiche più esperte per tentare di uscire dal tunnel dell'incomprensione permanente. Eppure i concetti non sono difficili da assimilare. Lo si può fare anche al cinema andando a rivedere il film di Kubrik: "Eyes Wide Shut".
Il film è tratto dal libro "Doppio sogno" scritto dal viennese A. Schnitzler nel 1925, un medico influenzato dalle opere di Freud e così ispirato da superare per intuizione il padre della psicoanalisi.
In effetti Kubrik mette in risalto la vicenda psicologica di una donna sposata che rimane "impressionata" dall'Animus di un uomo misterioso, con cui balla a una festa in casa di amici. L'uomo è affascinante perchè è colto, intellegente, sensibile, rispettoso e trasmette sottilmente una notevole capacità di contenere l'energia psichica e l'attrazione sessuale sublimandola in parole che hanno il poetre di turbare l'anima di Nicole Kidman. Tra i due scocca l'Eros, ma è un evento che avviene per Nicole sul piano mentale e porta con sè una nuova coscienza del rapporto matrimoniale.
Nicole si accorge che il marito (Tom Cruise) è un bravo ragazzo, ma ancora ingenuo e sprovveduto. Non conosce la vita vera, non ha coscienza nè coscienza del significato delle relazioni. Tom è innamorato dell'anima della moglie, ma non ha acccesso alla sua mente.
Per accedere alla mente della donna o dell'uomo bisogna accendere dentro se stessi il "fuoco segreto" dell'Animus, ovvero l'intelligenza di rapportarsi con il cuore (amicizia), la coscienza di amare con il cuore (rispetto) e la conoscenza di chi comunica con il cuore (comprensione), dove per cuore si intende quel luogo "sacro" in cui tutto è possibile: dal sacrificio di sè, all'amore incondizionato fino alle esperienze sessuali più fantasiose ed eccitanti.
Nicole è turbata dalla scoperta. Si guarda allo specchio mentre il marito la bacia, ma sente di essere da un'altra parte, lontano dalla passione del cuore che si accende quando l'animus incontra l'anima. E' talmente eccitata mentalmente che non può non confessare al marito di averlo tradito più volte con altri con le fantasie sessuali e l'immaginazione erotica.
Tom Cruise è così, a sua volta, risvegliato dall'Animus della moglie, e intuisce che deve sviluppare una maggiore "coscienza di relazione". Per tutta la notte vaga alla ricerca del significato delle relazioni e, incontro dopo incontro, comprende il segreto del "vero amore". Non è nel sesso, non è nel romanticismo e nemmeno nelle forme mistiche ed esoteriche di sublimazione dell'eros in ascesi iniziatica. che si incontra il vero amore.
Il vero amore si incontra quando la mente realizza l'unione alchemica di Anima e Animus. Tom ritorna da Nicole e le confessa tutte le sue esperienze di trasgressione sessuale, indispensabile viatico per evolvere nella comprensione del cuore.
Da questa incontro, libero dall'influsso astrale (paura, vergogna, gelosia) dell'anima femminile o maschile, scaturisce l'eros del cuore che risveglia i sensi e fa ribolire il sangue di passione.
Sia il libro che il film finiscono con una frase lapidaria: "E' un bene essere stati risvegliati e sarà bene rimanere svegli il più a lungo possibile....per non farsi fuck....aggiunge Kubrik
L'anima della donna si dona a chi evolve nella mente (il Principe azzurro)e la porta con sè nel castello del cuore. All'interno del castello danzano perennemente le "Tre grazie": Venustas (bellezza interiore), Pulchras (ricchezza interiore) e Castità (purezza di intenzioni).
Come a dire: "ti amerò per sempre se continuerai a danzare con le tre grazie nel cuore." Il cuore romantico delle donne conosce da sempre il significato spirituale di Animus. Il principe Azzurro non è un Adone superdotato di tutto, ma è l'immagine archetipica di Mercurio, e cioè dell'intelligenza di rapportarsi con i simboli creati dalla mente (il cavallo bianco), affinchè anche l'anima possa risvegliare dentro di sè i poteri latenti dell'animus di stabilire con il mondo rapporti di vero amore, amicizia, rispetto e comprensione reciproca.
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giovedì 16 aprile 2009
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