I sensi corporei non sono limitati alle prerogative dei cinque sensi che comunemente conosciamo. Visione, olfatto, tatto, gusto e udito rimangono "muti" protagonisti della percezione se l'anima inibisce le facoltà cerebrali dell'emisfero destro di sintetizzare le sensazioni fisiche e le intuizioni psichiche in senso cinestetico, senso di sè e amor di sè.
Prendersi cura del corpo, della mente e dello spirito, la "trinità maschile" che ci permette di interagire con la realtà con "consapevolezza, coscienza e conoscenza di noi stessi", considerata dagli alchimisti la "Trinità femminile" forgiata dalle tre Dee (Kali/Giunone), Lakshmi/Afrodite, Saraswati/Atena, significa espandere la potenza dell'anima di manifestarsi nei "Tre Mondi".
I segreti dell'Alchimia sono racchiusi nella dimensione sessuale, emotiva ed estetica dell'esperienza umana. Il sesso e l'eros (Kali), l'amore e la bellezza (Lakshmi), l'arte e la conoscenza (Saraswati) possono trasformare profondamente l' individuo (l'ego di San Giuseppe)) che rinuncia a identificarsi nel carattere sessuale, sociale, culturale e religioso in cui deve riconoscersi per necessità e destino. La trasformazione annunciata dall'Arte Alchemica (l'Arcangelo Gabriele) all'alchimista dei sensi (La Vergine) avviene in tre gradi:
1. Alchimia della percezione indotta dallo sviluppo del senso di sè spirituale (il Bambino di Betlemme) e dei sette sensi corporei (coordinazione muscolare, presenza psichica, attenzione mentale, concentrazione creativa, focalizzazione cognitiva , riflessione meditativa, contemplazione estetica) illuminati dalla stella a sette punte che conduce i Magi a portare i doni in grado di espandere i sensi corporei nei sensi mentali.
2. Alchimia dell'intuizione che emerge dalla manifestazione del senso di sè (Epifania) nella vita di relazione (il Bambino delle moltitudini). Anche in questo caso non sono sufficienti i cinque sensi della mente per poter dire di comprendere veramente la realtà in cui viviamo. I cinque sensi della mente (memoria, decodificazione visiva, intuizione logica, interpretazione soggettiva, comprensione razionale) rimangono "ciechi" protagonisti dell'intuizione se l'anima inibisce le facoltà dell'emisfero destro di sintetizzate le percezioni psichiche e le intuizioni sensoriali nel senso tragico, estetico e spirituale che contraddistinge la Coscienza Greca e Rinascimentale.
Manifestare le emozioni dell'anima psichica, i sentimenti della coscienza sensoriale e le percezioni dell'intelletto intuitivo , la "Trinità terrestre" che dischiude le porte alla trascendenza, significa imparare l'arte di guardare in faccia la realtà, di intuire le verità nascoste e di conoscere la Verità (aletheia) occultata dalle immagini e dalle parole proiettate dalla libido.
Coltivare il senso critico (Afrodite e Adone), tragico (Meleagro e Arianna) ed estetico (Ninfa Leda e Zeus) conduce a comprendere le dinamiche perverse e i giochi di soppraffazione messi in atto dagli uomini e dalle donne, e dalla società nel suo complesso. La conoscenza dei giochi di coscienza rappresentati nelle trame delle mitologia, dei romanzi e del cinema, ha l'effetto di espendere il "senso del tempo" per cui si inizia a preavvertire (Cassandra) l'irrompere della libido all'interno della coscienza che evolve dalla potenze dell'anima. (vedi il film "Otto donne e un mistero").
Il "senso del tempo" non di rado perfora la dimensione del tempo lineare, poichè l'anima vive perennemente nel tempo ciclico, percepito come foriero di tragedie, drammi e deja - vù che riportano la coscienza ad interrogarsi sul senso della "vera vita". E' all'interno di questa dimensione creativa dell'esistenza generata dall'Arte Alchemica di tradurre le immagini in significati e i significati in simboli, emblemi, metafore e allegorie, che la mente si appropria della capacità di utilizzare le facoltà creative e cognitive di entrambi gli emisferi cerebrali (Castore e Polluce) al fine di evolvere infine nel senso estetico (Elena di Troia) e nel senso morale-spirituale (Clitemnnestra) che caratterizzano le qualità superiori degli Eroi/Artisti.
TAG cinema (31), donne (19), mitologia (18)
0 COMMENTI
02
mar2009
arte alchemicaIl senso del mito e del "rapimento estetico"
scritto da Marta Breuning alle 12:07
[mod] [del]
Per Ortoli e Witkowski (la vasca di Archimede, 1998) "il senso del mito è di fungere da tramite tra la scienza e i comuni mortali (scienziati compresi), fra l'incomprensibile e il quotidiano, il magico e il normale." Come esempi riportano i piccoli miti della vasca di archimede. la mela di Newton, la formula del bemzene di Kekulè, ecc....
Il "ritorno alle origini", peculiare del pensiero mitico-religioso, si innesca per una inadeguatezza della conoscenza. All'origine del mito c'è, per l'uomo comune, il fatto di non riuscire a capire, di sentirsi escluso dal cammino delle idee, di non potere accedere alle grandi teorie scientifiche per mancanza di adeguata preparazione.
Chi conosce la realtà non ha bisogno di miti, ma per chi inibisce la percezione del sangue, dell'orrore, della morte, della sofferenza e non sviluppa il senso tragico della vita, il mito assolve il compito (come nella favola di Hans e Gretel) di disseminare i "semi"* che ci riconducono a casa, fino a che non siamo pronti, da soli (e con entrambi gli emisferi cerebrali), ad affrontare le insidie, i tranelli e le proposte "zuccherose" prodotte dalla falsa conoscenza del corpo, delle sue pulsioni inconscie e dei suoi poteri sovramentali (la strega del bosco)
Tuttavia non bisogna falcidiare il pensiero mitico che emerge dall'universo religioso, mistico e psicologico che pretende, a sua volta, di spiegare la realtà invisibile dei sentimenti, dei sogni e dell'arte attraverso "formule rituali, corrispondenze alchemiche e suggestioni mitiche-magiche" inverificabili e incongruenti.
Una ipotetica "scienza della percezione", rappresentata nella Mitologia dall'Aquila di Zeus, potrebbe spiegare ogni tipo di fenomeno visibile e invisibile, mentre è evidente che l'interpretazione erudita dei miti (antropologica, sociologica, psicologica, psicoanalitica, religiosa e teologica) lascia deboli tracce nel tempo.
Il mito elaborato dalla mente razionale dischiude le porte all'intuizione superiore in cui è ravvisabile il fondamento mistico delle scoperte e delle invenzioni. L'interpretazione mitica-magica della realtà permette invece di accedere a una dimensione morale, etica e spirituale altrimenti inacessibile alla ragione comune, razionalmente ancorata a ciò che è misurabile, concreto e verificabile con il metodo scientifico. Il senso del sacrificio e della rinuncia non avrebbe significato in una società in cui esistesse la certezza della conoscenza.
Il Mito è il trono di Zeus, il sovrano indiscusso dell'Olimpo. Con Zeus non c'è mai una certezza ferma e inossidabile nel tempo, poichè i modelli culturali e spirituali della società continuano a cambiare, evolvere e involvere, attraverso l' incessante ruota del ciclo di vita, morte e rinascita, di costruzione del futuro, distruzione del passato e rinnovamento dei simboli che devono rappresentare il millenario pulsare degli archetipi nella coscienza umana.
Zeus è il Signore della coscienza che emerge dalla psiche Femminile. In vesti di Aquila, la percezione cognitiva della realtà, Zeus aiuta Pische a riempire l'ampolla con le acque dello Stige, metafora di un primo livello di conoscenza del significato simbolico che accompagna ogni manifestazione psichica della mente subconscia, inconscia e iperconscia, e rapisce al cielo Ganinede, emblema del "senso del mito" che è all'origine del "pensiero che vede" .
"Il pensiero che vede" il fondamento "mistico" dell'intuizione scientifica e la disgregazione della "razionalizzazione" operata dall'intuizione mitica e religiosa, non si "delizia" più degli aspetti estetici, filosofici ed edonostici che la vita può riservare all'intelletto che "vaga" alla ricerca delle ragioni del vivere e del morire.
Magritte, pensiero che vede
"Non credo di essere un pittore nella piena accezione del termine. Se, quand'ero giovane, la pittura era un grande piacere, in certi momenti non ero insensibile a un sentimento spontaneo che mi sorprendeva, precisamente quello di esitere senza conoscere la ragione del vivere e del morire. E' questo sentimento che mi ha indotto a rompere con interessi d'ordine puramente estetico. Per esempio mi accadeva di smettere all'improvviso di dipingere per essere stupito di Essere (il mistero), di avere un modello vivente davanti a me (mito) e di sentire che vedere 'la vita' aveva una importanza ben maggiore che dedicarsi ai piaceri dell'arte d'avanguardia. Nel 1925, stanco di quei piaceri, ho pensato che poco importava trovare un nuovo modo di dipingere ma che per me si trattava piuttosto di ciò che bisognava dipingere, di sapere perché il mistero sia messo in questione".
Magritte.
etimologia della parola mito.
"Clemente Alessandrino riferisce che nel gergo jeratico-orfico Mitos significa "semenza" "seme"
sicché ogni mito racchiude il granello o seme di verità, che una volta deposto nel fondo del nostro intimo, farebbe germogliare la coscienza numinosa " (Giovanni Ranella). Questa definizione concorda con l'immagine dei semi disseminati da Hans e Gretel durante la prima fase di allontanamento (forzato) dalla casa dei genitori (la conoscenza e la morale di gruppo).
I semi del mito vengono poi inghiottiti dal sistema della percezione (nella favola vengono mangiati dagli uccelli) e quindi introiettati all'interno del sistema automatico della cognizione (il Se cognitivo). E' grazie al nutrimento del mito che può emergere spontaneamente il senso delal verità indispensabile per riconoscere i falsi profeti, guru e maestri generati dalla cattiva coscienza occidentale (la strega), abile nel manipolare le pulsioni inconscie individuali e collettive (il bosco) con tecniche di trasformazione di sé "edulcorate e volutamente soft", affinché possa esserci l'illusione della guarigione o del cambiamento.
0 COMMENTI
03
mar2009
arte alchemicaIl senso della verità e della fortuna
scritto da Marta Breuning alle 09:03
[mod] [del]
Bellezza e Verità sono due aspetti complementari. Chi realizza il senso del mito e si "immerge" nella conoscenza del significato simbolico delle vicende umane scopre, prima o poi, di possedere lo "scettro di Zeus", simbolo della felicità materiale e della conoscenza della Natura. Sotto l'egida di Zeus l' alchimista espande le facoltà della percezione cognitiva (l'Aquila) e la trasmuta, invertendo i poli magnetici nel cervello, nel "pensiero che vede" peculiare dell'emisfero sinistro degli artisti della "Prima Materia" (istinti, pulsioni e libido).
Il "pensiero che vede" non utilizza schemi preordinati dalla razionalizzazione delle risorse creative e nememno aderisce a qualche scuola di pensiero, ma vive nell'attesa ( e nella fondata speranza) del "pescatore" che getta quotidianamente l'amo nelle profondità sottomarine, regno assoluto dell'immaginazione creativa (gli animali mitologici) di Nettuno, alla ricerca dell' ispirazione artistica e cognitiva (intuizione iperconscia) o dell'ispirazione materiale e amorosa" (fortuna iperconscia, o channelling).
Nel Regno di Zues, rappresentato dall' alchimista del Seicento con tre cerchi concentrici, la mente ( la donna con il pavone) deve smettere di aggrapparsi al mondo esterno. Bellezza interiore (la donna con la lanterna) , Felicità materiale (il toro e la pecora) e Conoscenza simbolica (la donna con il vaso di fiori), il "mondo di mezzo" che Afrodite dona all'anima psichica (il mito della sirena che divenne regina), può essere conquistato attraverso lo sviluppo dei 10 sensi della percezione sottile (i dieci uccelli che volano verso il mondo acquatico) e , soprattutto, aggrappandosi al "filo" (l'amo della canna da pesca lanciato dalla donna che si trova al cospetto di Afrodite) di chi pratica l'alchimia della percezione, dell'intuizione e della conoscenza sensoriale.
Nel "Regno di Mezzo", nella Terra degli uomini celebrata dal "Signore degli anelli", Bellezza e Verità coincidono. Chi cerca la "Bellezza infinita" ( l'inno a Ganimede di W. Goethe) trova la Verità del Padre, ovvero l'unica Verità illuminata da Zeus nell'emisfero sinistro dei poeti, degli artisti, delle donne e dei saggi. Nel "Regno di Mezzo" , Bellezza e Verità diventano complementari a Fortuna e Felicità.
La conoscenza della Psiche (la lanterna di Afrodite) e la conoscenza dei sei fiori (i simboli della metamorfosi) rappresentano le due porte di accesso al "Regno di Nettuno", emblema dell'immaginazione creativa trainata dalla conoscenza degli archetipi e dell'energia iperconscia (il cavallo marino bicefalo).
Ma per entrare nel mondo dell'immaginazione creativa l'alchmista deve far fiorire i primi cinque sensi della coscienza (i cinque fiori) e portare con sè il "senso della verità" (la donna sulla barca). Il senso della verità (quinto senso) non può fare a meno del "senso della ragione" (il quarto senso rappresentato dalla testuggine, simbolo di memoria evolutiva e quindi di razionalità che emerge dall'esperienza).
L'alchimista che si lascia guidare dalla "memoria evolutiva" , sintesi di tutte le esperienze cognitive dirette (esperienze personali) e indirette (esperienze virtuali) filtrate dall'arte, dal cinema e condensate nella mitologia e nei proverbi popolari, riesce a collegarsi con la mano sinistra di Nettuno e sperimentare "l'intuizione iperconscia", rappresentate dal leone marino che emette dalla fronte due getti di acqua.
Nel mondo dell'immaginazione creativa suscitata dalla percezione iperconscia della realtà in tutti i suoi aspetti, per cui un sogno, un evento, una immagine e una sensazione (di natura psichica) sono collegate tra loro da una fitta rete di fili invisibili (la rete di Afrodite), avviene che "Intuizione e ispirazione" , i due getti d'acqua emessi dal leone mitologico", si trasformino nel "bianco latte" che esce dalle mammelle della mente Intuitiva, logica e trans-logica (la donna a cavallo del leone).
Il senso della verità che l' alchimista porta con sè nella "barca della vita" evolve infine nel "senso della fortuna" , la donna interiore (la mente alchemica) dalle cui mammelle (le meningi) zampilla il nettare, l'ambrosia, il soma, l'Elixir che dona amore, giovinezza eterna, salute e gioia del cuore.
Ganimede di W. Goethe
Nello splendore del mattino
come intorno a me tu ardi,
primavera, adorata!
Con mille estasi d'amore
preme sul mio cuore
il sentimento sacro
del tuo eterno calore,
bellezza infinita!
Potessi prenderti
Fra queste braccia!
Ah, sul tuo seno
indugio, delirante,
e i tuoi fiori, la tua erba
fanno tumulto nel mio cuore.
Tu calmi l'ardente
sete del mio petto,
leggiadro vento mattutino!
Mi porti il tenero richiamo
dell'usignolo dalla valle di nebbia.
Vengo, vengo!
Dove? Ah, dove?
In alto! In alto sono attratto.
Volgono in giù le nuvole,
inclinano le nuvole
verso l'amore struggente.
A me! A me!
Nel vostro grembo
lassù!
Abbracciando, abbracciare!
In alto sul tuo petto
colmo d'amore, Padre!
1 COMMENTO
04
mar2009
filosofia della conoscenzaIl senso mentale dell'Io
scritto da Marta Breuning alle 07:52
[mod] [del]
L'arte è una forma di pensiero visivo, crea bellezza, perfezione, ordine, rende visibili le cose invisibili o inaccessibili o del tutto fantastiche, dà espressione alla gioia o alla tristezza. E' una chiave di lettura della realtà, con la quale viene compiuta una trasfigurazione della realtà nella sua verità. L'opera d'arte è sempre incompiuta, così che solo la sua comprensione la porta a compimento; essa è storia di interpretazioni.
L'arte diventa una forma superiore di pensiero quando l'artista, attingendo ispirazione dalla dimensione subconscia (immagini), inconscia (sogni) e iperconscia (visioni), evolve sul piano del linguaggio simbolico (emblemi, metafore e allegorie). Gli artisti istintivi dipingono ciò che sentono, ispirati dalla bellezza delle modelle o dallo stato d'animo (melancolia creativa) in cui si trovano ad operare; non si preoccupano del "messaggio" implicito alla loro opera poichè il processo di interpretazione della realtà sociale/culturale e la sua "trasfigurazione" nella sua verità oggettiva avviene comunque durante la fase in cui "i due emisferi cerebrali" cercano l'armonia nascosta e la bellezza (non necessariamente estetica) della composizione.
Il senso estetico è principalmente senso di armonia, di equilibrio associato a una sensazione (definita sublime dai romantici) di appagamento dell'anima che rintraccia nella Bellezza percepita i semi della Verità spirituale. Bellezza percepita e percezione della Bellezza sono due cose diverse. La prima ha bisogno della presenza del senso dell'Io, mentre la secondo può avvenire passivamente, come pure manifestazione di un godimento sensoriale che coinvolge unicamente i sensi corporei.
La Bellezza percepita è un valore individuale e strettamente personale. Quanto più un individuo manifesta sentimenti inidividualizzati (amore, fiducia, comprensione, stima, ecc) e, e si libera dai sentimenti particolari (rabbia, ira, gelosia,..), tanto più diventa naturale disporre di una percezione personale della realtà e della verità.
Tale percezione, diversa da individuo a individuo, dipende dal Senso dell' Io. L'artista scopre le funzioni dell'io collegate alla dimensione mentale dell'esperienza (induzione, deduzione ed intuizione) ed evolve in forme sempre più astratte di rappresentazione del mondo dominato dalla sfera inconscia (pulsioni)
Il senso del rapimento estetico, raffigurato nella mitologia dal rapimento di Ganimede, evolve nel senso dell'Io quando l'individuo diventa autore di una forma di pensiero consapevole (induzione, deduzione e intuizione), libero da ogni forma di condizionamento. Ancora Ovidio ci descrive il passaggio fondamentale dei sensi mentali in consapevolezza di sè. Giove si innamora della ninfa Io, figlio dell'istinto di riflessione (il padre di Io è un fiume), peculiare dell'anima psichica (la ninfa) che è ansiosa di risolvere i problemi quotidiani, rappresentati metaforicamente dalle "nuvole" che passano davanti alla fronte. E così Giove, racconta Ovidio, per sedurre la ninfa si trasforma in "nuvola" e la abbraccia teneramente
"Se il Ganimede riguarda l'abbraccio del dio e del mortale mentre quest'ultimo è sollevato verso il cielo, Io ritrae invece un dio che scende sulla terra per sedurre una fanciulla. Come narra Ovidio, Giove, per nascondere il suo adulterio allo sguardo indiscreto di sua moglie Giunone, fece calare un velo di oscurità sull'incontro trasformandosi in nuvola.
Correggio esclude ogni dettaglio estraneo e riempie lo spazio con la nuvola densa del dio dissimulato. Giove non è semplicemente nascosto nel vapore; sembrerebbe piuttosto, in una brillante ispirazione figurativa, essere fatto di esso. Incorporeo, egli sembra divenire essenza solo quando entra in contatto con la fanciulla e mentre la sua mano destra le scivola attorno alla vita con la sua protezione di nube, le sue labbra cercano e trovano quelle di lei.
Presto ella verrà avviluppata, ma per un momento possiamo godere della visione fugace della sua estasi. Correggio ne distorce il corpo non solo per creare una coscia smodatamente ampia - taglio a cui era affezionato - ma anche per mostrare la sua gamba destra slanciata in alto e un braccio che avviluppa mentre l'altro la bilancia. La sua mano destra gesticola espressivamente, ma ella necessita di quel sostegno mentre apre la bocca e rovescia il capo, dolcemente disordinato e in puro godimento. La Io di Ovidio fugge via verso i boschi per paura di Giove: qui, invece, prende piacere dalla sua evanescente presenza."
TAG correggio (2), giove (2), mitologia. io (1)
0 COMMENTI
05
mar2009
arte alchemicaGiunone e la Giovenca
scritto da Marta Breuning alle 07:38
[mod] [del]
Pieter Lastman, Giunone scopre Giove con Io, 1618
Il senso dell'io che scaturisce dal rapporto amoroso di Zeus con la ninfa Io è all'origine del pensiero filosofico che emerge dal dubbio e dalla percezione della dualità che ci impedisce di comprendere il significato della vita, il senso delle esperienze e il confine di demarcazione tra il bene e il male, la morale e l'interesse, la libido e l'amore.
Giove, simbolo della ragione discorsiva che prende le mosse dai bisogni, dalle paure e dalle ansie dell'anima psichica (la ninfa), offusca il cielo e insinua il dubbio nella percezione sensoriale, logica e intuitiva, situata nell'emisfero destro, regno incontrastato di Giunone, sua consorte nell'Olimpo degli Dei. Ovidio narra che Giunone, insospettita dalla presenza della nuvola che oscura la "vista" e ottenebra la percezione delle cose, decide di scendere sulla terra sul suo carro trainato dai pavoni.
Il marito si è invaghito della ninfa per cui la dea non è più in grado di percepire e pensare la realtà in forma astratta. L'emisfero destro, specializzato nel dispiegare i simboli come strumento di esonero dalla necessità di comprendere razionalmente la realtà, diventa inefficacie e perde il suo potere quando l'energia psichica (la ninfa) rimane concentrata a risolvere i problemi quotidiani della sopravvivenza.
il simbolo, inteso come forma sostitutiva di pensiero e strumento di anticipazione degli eventi, ci permette di contemplare dimensioni molto ampie di realtà, come la cultura, la politica, la religione e la spiritualità della società nel suo complesso. La vita quotidiana invece è costelllata di problemi, difficoltà e crisi da risolvere. L'anima psichica deve evolvere nel senso dell'io, e cioè nella consapevolezza di dover affrontare il confronto, la disputa,il conflitto e le noie (le nuvole che compaiono all'orizzonte) attraverso le facoltà mentali della riflessione indispensabile per risolvere dubbi, perplessità ed ansie.
"La riflessione può giudicare le cose del mondo, può tematizzarle, oggettivarle, solo perchè queste cose sono già esposte a un corpo che le sente, le vede, le tocca, perchè sono solidali con esso in quell'unità naturale e pre-logica che fa da sfondo a ogni costruzione logica. Il Mondo, infatti è "già là", offerto al nostro corpo prima di ogni giudizio e di ogni riflessione, così come il nostro corpo è già esposto al mondo, in quel contatto ingenuo (la ninfa) che antecede la prima e originaria rilfessione." (Galimberti, Psiche e Techne).
La ninfa Io viene abbracciata da Zeus ed è in grado di di intuire in forme pre-logiche la dinamica degli avvenimenti, ma non è ancora capace di assimilare i contenuti di verità. Giunone, emblema della riflessione logica e intuitiva, decide di indagare sull'origine del dubbio, e allora Giove, allarmato dalla sua proverbiale gelosia, si affretta a trasformare la ninfa in giovenca. Nel dipinto si vede Giove mentre tenta di nascondere la Giovenca alla percezione estetica di Giunone (i pavoni) aiutato da mercurio, ancora putto, e da un uomo in maschera (il senso tragico). La Giovenca è il simbolo della riflessione che scaturisce come latte dalle sue mammelle (le meningi).
"Riflettere è accogliere nel proprio sguardo quelle fugaci impressioni e quelle percezioni inavvertite con cui il mondo mi si offre e con cui mi offro al mondo nel momento in cui gliele restituisco, perchè non le confondo con le mie fantasie e con l'ordine dell'immaginario dove, invece, non rendo quello che sottraggo....ciò significa che le relazioni che il mio corpo aperto al mondo dispiega fanno del mio corpo l'origine di tutte le trascendenze, e da questa origine scaturisce quel sapere che antecede e condiziona tutti i rapporti logico-oggettivi che un cogito astratto può dispiegare" (Galimberti).
La ninfa costruisce attraverso la riflessione "corporea" il senso dell'Io da cui può avere origine il pensiero consapevole e la coscienza di relazione. Tuttavia il senso dell'io non può elaborare un pensiero astratto fino a che le "meningi" (le mammelle della giovenca) non sono capaci di generare sufficiente energia mentale (il latte) attraverso lo sforzo della concentrazione e della focalizzazione dell'energia psichica nel "terzo occhio" (l'occhio del pavone).
Giunone si accorge dei "limiti mentali" della ninfa e ottiene da Giove il permesso di affidarla ad Argo, il famoso guardiano dai cento occhi emblema dell'ego di coloro che credono solo a cio che la loro mente vede, sente e percepisce con i sensi. Per alcuni anni la Giovenca produce il latte della riflessione, fino a che , un bel giorno, Giove decide di liberarla dal controllo dell'ego che finalizza ogni riflessione alla soluzione dei problemi contingenti e "urgenti" a discapito dello sviluppo mentale (il senso dell'io) e spirituale (il senso di sè) dell'anima.
- continua-
TAG argo (2), galimberti (2), giove (2), io (1), lastman (1), mitologia (18)
0 COMMENTI
06
mar2009
arte alchemicaLa morte di Argo e il pungolo di Io
scritto da Marta Breuning alle 08:07
[mod] [del]
Il senso dell'io si forma in età adolescenziale, tempo in cui si diventa consapevoli di ciò che si pensa e soprattutto delle parole con cui esprimiamo sensazioni e paure, emozioni e bisogni, sentimenti e desideri. Lo sviluppo della riflessione ci porta a formulare con sempre maggiore chiarezza gli stati d'animo e soprattutto gli stati di coscienza che nascono dalla percezione dell'ingiustizia, dell'iniquità e del malessere indotto dai rapporti e dai legami personali, famigliari e lavorativi.
La capacità di riflettere diventa sempre più profonda, critica e intuitiva, quanto più la pulsione psichica che struttura il senso di identità (la ninfa Io) evolve in energia mentale (la giovenca e il suo latte). La pulsione a difendere il senso di identità (Argo, il custode dai cento occhi) in rapporto al mondo esterno, peculiare di chi vuole differenziarsi dalla massa o ribadire il proprio punto di vista, è un fattore inizialmente costruttivo della coscienza individuale, sociale e materiale, ma poi si trasforma in un fattore limitativo in quanto impedisce l'espansione della coscienza personale nella coscienza umana (Gesù) e spirituale (Cristo) che caratterizza la ricerca della verità.
La mitologia ci indica in forme metaforiche il processo di trasformazione della pulsione a difendere il nostro punto di vista (Argo ha cento occhi) che origina dall'uso delle meningi (le mammelle della giovenca) e cioà dalla capacità di articolare un pensiero conforme alle aspettative della società. La ninfa Io (il senso di identità) viene trasformata in giovenca (consapevolezza dell'io cogito, "penso dunque sono") e condannata da Giunone (lo spirito alchemico) ad essere custodita da Argo (pulsione a difendere il punto di visto che evolve dall'io cogito).
Passano gli anni e l'individuo matura la comprensione che i pensieri, anche quelli più intimi e personali, sono modellati dalla coscienza di gruppo, dal sistema delle credenze e delle abitudini che ci spingono ad elaborare un pensiero conforme agli scopi. Il pensiero economico, politico e filosofico non è mai un prodotto originale della coscienza individuale e la stessa coscienza è influenzata dai costumi morali e religiosi di riferimento. Siamo un prodotto della società e della cultura in cui sviluppiamo la nostra capacità di far funzionare autonomamemte le nostre meningi (per chi ci riesce).
"Giove impietosito dalla triste sorte di Io, prigioniera della pulsione di difendere la propria identità di pensiero, chiese a Mecurio di liberarla. Il messaggero degli Dei riuscì ad addormentare Argo al dolce suono della sua siringa (il flauto di Pan fatto con due canne) e poi lo uccise. Giunone, infuriata per la morte del suo custode, sfogò la sua rabbia sulla rivale cacciandole nel petto un invisibile pungolo. La ninfa, disperata, iniziò a fuggire per tutto il mondo. Solo in seguito alle preghiere di Giove, la dea placò la sua ira e >Io riprese le sue originarie fattezze. Nel frattempo Giunone , addolorata per la morte di Argo, si accinge a depositare i suoi cento occhi sulla coda del pavone: le offre aiuto Iride il cui attributo è l'arcobaleno, tramite divino tra il cielo e la terra."
1 COMMENTO
07
mar2009
filosofia della conoscenzaIl Flauto di Mercurio
scritto da Marta Breuning alle 08:11
[mod] [del]
Giove impietosito dalla triste sorte di Io, prigioniera della pulsione di difendere la propria identità di pensiero, chiese a Mercurio di liberarla. Il messaggero degli Dei riuscì ad addormentare Argo al dolce suono della sua siringa (il flauto di Pan fatto con due canne) e poi lo uccise. Giunone, infuriata per la morte del suo custode, sfogò la sua rabbia sulla rivale cacciandole nel petto un invisibile pungolo. La ninfa, disperata, iniziò a fuggire per tutto il mondo. Solo in seguito alle preghiere di Giove, la dea placò la sua ira e Io riprese le sue originarie fattezze. Nel frattempo Giunone , addolorata per la morte di Argo, si accinge a depositare i suoi cento occhi sulla coda del pavone: le offre aiuto Iride il cui attributo è l'arcobaleno, tramite divino tra il cielo e la terra.
La "morte" del punto di vista personale, la sua cancellazione, rappresenta una tappa importanta nello sviluppo della coscienza individuale e del senso di identità che ne deriva. La morte di Argo, custode delle sensazioni, delle emozioni e dei sentimenti dell'anima psichica (la ninfa Io) elaborati in pensieri, analisi e intuizioni (il Mercurio), individua simbolicamente il passaggio a una nuova forma di esperienza della realtà.
La realtà non è mai quella che siamo in grado di descrivere utilizzando le parole più idonee per manifestare il nostro punto di vista personale. I giornalisti, soprattutto quelli schierati politicamente, danno prova quotidianamente dei diversi modi, sempre contrapposti, di analizzare e interpretare un fenomeno o un avvenimento. Per gli alchimisti la Realtà è una sola, mentre le verità possono essere molteplici.
Per la cultura occidentale modellata dalla scientismo cartesiano e dal fideismo cattolico, la Verità è una sola ed è quello "collaudata" dal dogmatismo razionale (l'Imperatore) e religioso (il Papa). Ancora oggi il papa invita gli scienziati a confrontarsi sul primato della Fede sui principi della Scienza ipotizzando una possibile conciliazione nel nome di Dio (Zeus), dimenticando che proprio il Figlio (il mercurio mandato da Zeus per uccidere Argo) è invece il protagonista assoluto (il capro espiatorio) dell'esperienza delle molteplici verità che dominano i pensieri degli uomini.
Mercurio/Gesù "soffia " su entrambe le canne del flauto di Pan per dimostrare attraverso le parabole, artificio ermetico in cui parola e immagine si coniugano per descrivere l' Unica Realtà, la dicotomia di analisi che esiste all'interno di tutti gli schemi di pensiero. Le condizioni sociali, economiche e culturali influenzano lo sviluppo del pensiero, per cui in ogni forma di riflessione (e le Leggi che ne conseguono) l'individuo sociale cerca di difendere il potere e lo status sociale ed economico in cui si identifica.
Con acume San Paolo afferma, in una delle sue lettere, che la "Legge" degli uomini si trasforma nel "pungiglione della morte", in quanto tende a disconoscere le ragioni altrui e a inibire lo sviluppo della coscienza (il pungolo che Giunone introduce nel petto della ninfa Io). Mercurio inizia a suonare il flauto (la siringa) e a spiegare ad Argo la dicotomia cerebrale che impedisce ai suoi cento occhi di cogliere l'Unica Realtà. La verità è soggettiva , mentre la Realtà è oggettiva. Alla vittoria dei potenti corrisponde la sconfitta dei deboli, alla ricchezza di pochi si contrappone la povertà della massa, mentre al tempio dei sapienti accorrono gli ignoranti e i bisognosi.
Anche il punto di vista personale, per quanto informato e al di sopra delle parti, è una interpretazione soggettiva della realtà. La Realtà può essere indagata nel momento in cui "Mercurio riesce ad addormentare Argo ed a ucciderlo nel sonno", e cioè a cancellare il sistema delle credenze e delle opinioni personali che inquinano, sporcano e deviano la visione della Realtà così come si presenta al primo sguardo.
Giunone comprende la lezione di Zeus e incolla i cento occhi di Argo nella coda del pavone, il suo simbolo regale, per ribadire la consapevolezza della vanità insita nel pensiero degli uomini. Ogni individuo difende sempre se stesso e la sua casta...è nell'ordine delle cose. La politica è sempre scontro tra interessi contrapposti, ma la vera democrazia è quella impartita da Zeus: la Realtà è tragica, nessuno si può salvare dalla crisi fomentata dalla Libido Universale (il Cinghiale di Meleagro).
TAG argo (2), giunone (1), mitologia (18), san paolo (2), zeus (2)
0 COMMENTI
08
mar2009
filosofia della conoscenzaDanae: il senso mentale creativo
scritto da Marta Breuning alle 08:30
[mod] [del]
Danae
Il padre di Danae era Acrisio, re di Argo. Avvertito da un oracolo che un figlio di lei lo avrebbe ucciso, la imprigionò in una torre. Nel dipinto il Correggio riproduce scrupolosamente questa condizione, non solo mostrandola giacente su un letto a baldacchino splendidamente ampio, con la cortina indaco e oro e i montanti ornati di scudi classici, ma offrendo anche un punto di vista fuori dalla finestra su una splendida distesa di cielo azzurro, in cui le nuvole sono sfumate con accenni di verde turchese. La precauzione fu naturalmente resa inefficace dall'arrivo di Giove, che sedusse Danae tramutato in pioggia d'oro. Nella tela una nube sovraccarica si libra sopra il letto e una pioggia dorata comincia appena a staccarsi dalla sua massa. Tre gocce sono sospese nell'aria, altre già depositate sono visibili nei panneggi che in parte celano il corpo di Danae. In basso, Cupido, rappresentato come un ragazzo di una decina d'anni, siede familiarmente all'estremità del letto, con l'oro del baldacchino fra le cosce e la gamba arretrata che penzola al di là del bordo. Il ragazzo guarda in su verso la nube, e con la mano sinistra lentamente aiuta Danae a togliere il lenzuolo bianco che è la sua ultima copertura e attraverso il qual percepiamo le dita di lui e di lei. Con la mano destra egli indica esplicitamente, seppur superfluamente, al sesso di Danae, che è sul punto di apparire. In quanto a Danae stessa, sebbene afferri gli orli del lenzuolo, non sembra che lo stia trattenendo. Al contrario, le cosce sono aperte sotto la stoffa. Non si unisce a Cupido nel guardare verso il cielo, ma ella è una spettatrice eccitata che assiste al suo stesso svelamento. Sostenuta da cuscini soffici, sorride mentre guarda in giù oltre i piccoli seni alti, verso la lattea distesa del ventre.
Per gli alchimisti il senso creativo è una dote innata nell'anima. Le donne lo manifestano in forma psichica quando sono stimolate dell'eros, mentre, a un livello superiore (la torre, simbolo dell'elaborazione cerebrale degli stimoli) il senso creativo diventa una esperienza mentale quando è "fecondato" dalle parole, dalle immagini e dai contenuti trasmessi dalla conoscenza della natura umana (la pioggia dorata di Giove).
Il senso mentale creativo è eccitato da Cupido, che lentamente toglie il velo e lascia scoperto il sesso femminile, metafora della mente aperta alle suggestioni erotiche ed intellettuali suscitate dalle immagini dell'arte, dalle vicende mitologiche, dalle trame del cinema e dei romanzi.
La mente delle donne non ama l'elucubrazione intellettuale di filosofi e critici, ma si lascia "fecondare" dalla "pioggia" che proviene dalle menti creative che sanno unire intuito e ragione, percezione e conoscenza, amore e sensibilità estetica. Il senso mentale creativo diventa attivo sfogliando le riviste di moda e di arte, e stimola l'anima ad appropriarsi delle parole, delle immagini e dei contenuti di coscienza (le tre gocce) che più sono affini alla sensibilità dell'anima.
La vicenda di Danae assomiglia non poco all' idea che gli alchimisti rinascimentali si erano fatti dell'Immacolata Concezione di Maria. Infatti il senso mentale creativo non ha bisogno di entrare in contatto con il "corpo fisico" , ma assorbe i contenuti di coscienza (chiamato Lithos spermatikos) direttamente dalla "luce" riflessa dalle immagini (le ali multicolori di Gabriele) , oppure tramite l'ispirazione supercosciente (la colomba bianca veicola la pioggia d'oro di Zeus).
Danae e la Vergine Maria sono accumunate dal fatto di concepire "idee e sentimenti cognitivi" ( i due putti ai piedi di Danae affilano una freccia rossa e una freccia blu) in forme "immacolate" e cioè in assenza di maestri o di amanti. Il senso mentale creativo trae ispirazione direttamente dalla percezione della luce e non a caso Corrreggio dipinge un'ampia finestra dalla quale si ammira l'immensità del cielo.
TAG correggiio. mitologia (1), danae (1), donne (19), immacolata concezione (1)
0 COMMENTI
09
mar2009
arte alchemicaLeda: Il senso intuitivo delle cose
scritto da Marta Breuning alle 12:41
[mod] [del]
«Le cose non sono dunque davanti a noi come semplici oggetti neutri da contemplare; ogni cosa simbolizza per noi un determinato comportamento, ce lo ricorda, suscita in noi reazioni favorevoli e sfavorevoli, ed è per questo che i gusti di un uomo, il suo carattere, l’attitudine che ha assunto nei confronti del mondo e dell’essere si leggono negli oggetti di cui si circonda, nei colori che predilige, nei luoghi in cui sceglie di passeggiare. Claudel dice che i cinesi costruiscono giardini di pietre in cui tutto è rigorosamente secco e spoglio. In questa mineralizzazione dell’ambiente circostante, si deve leggere un rifiuto dell’umidità vitale, una preferenza per la morte.
Gli oggetti che vivono nei nostri sogni sono ugualmente significativi. Il nostro rapporto con le cose non è un rapporto a distanza. Ogni cosa parla al nostro corpo e alla nostra vita. Le cose sono rivestite di caratteri umani (docili, dolci, ostili, resistenti) e inversamente esse vivono in noi come altrettanti emblemi dei comportamenti che amiamo o detestiamo. L’uomo è investito nelle cose e le cose sono investite in lui. Per usare una terminologia psicoanalitica, le cose sono dei complessi. Che è poi quel che voleva dire Cézanne quando parlava di un certo “alone” delle cose che si tratterebbe di rendere con la pittura».
(Maurice Merleau-Ponty, Conversazioni [1948], trad. it. Milano 2002, pp. 36-37)
Avere gusto, carattere edonistico e attitudine estetica significa di fatto evolvere nel senso mentale intuitivo, ovvero nella capacità tipica delle donne, degli artisti e degli individui raffinati, ma non per questo dandy, di godere della bellezza, della perfezione e dell'atmosfera creata dalle cose, dalle immagini e dai "luoghi" che ci circondano.
Il gusto del lusso è un carattere mentale innato nell'uomo. Sensualità espressiva, morbidezza tattile, bellezza estetica, incisività erotica e vibrazione emotiva, peculiari delle immagini cariche di valori "epigenetici" disseminati dalla cultura del piacere incentrata sull'oro e sul corpo della donna, descrivono da millenni il carattere edonistico della natura umana. Tutti possono godere delle immagini, anche se non si dispone del denaro per possedere le cose, gli oggetti, i luoghi, e spesso le persone, che definiscono e contraddistinguono stati di pienezza e di gratificazione dell'anima.
Pompei, Ercolano e le residenza degli antichi romani trasmettono una sapienza di "costumi" inavvicinabile e tuttoggi incomprensibile a chi non evolve nel godimento dei sensi mentali. Tuttavia avere la fortuna di manifestare il carattere edonistico non significa possedere una attitudine estetica, gusto raffinato, amore ricambiato per la bellezza, e capacità di intuire il valore effettivo delle cose, delle immagini, dei luoghi e delle persone che desideriamo ardentemente "tenere" presso di noi.
L'Alchimia greca e poi rinascimentale descrive attraverso le vicende mitologiche il processo alchemico di trasmutazione dei sensi corporei in sensi mentali e infine spirituali. L'anima inizia a godersi la vita in tutti i suo aspetti sensoriali, e quindi del vino, del cibo, del sesso, dell'eros, dei giochi, dei rebus e dell'arte quando giunge ad affinare il senso intuitivo delle cose, che come afferma Merleau- Ponty, parlano al nostro corpo e alla nostra vita come emblemi di sogni, desideri o comportamenti che amiamo o detestiamo.
Il senso intuitivo delle cose è un dono quando si manifesta psichicamente attraverso il semplice movimento corporeo. Le "Sette Muse" sintetizzano il talento naturale degli individui che sono dotati di senso plastico, costruttivo, formale, sintetico, spaziale, musicale ed estetico, ma non spiegano come sia possibile giungere per chiunque tradurre il talento psichico in effettiva consapevolezza mentale di poter "godere delle cose" con tutti i sensi mentali.
La ninfa Leda è il modello scelto dagli alchimisti per tradurre la trasmutazione del talento psichico (la ninfa) nel senso mentale intuitivo in grado di avvertire la bellezza, l'eros e la verità in ogni manifestazione artistica di trasformazione della pulsione sessuale in creatività dell'anima (Zeus trasformato in cigno).
"A differenza delle altre mitologie degli Amori di Giove, Leda era un soggetto relativamente comune e con molti precedenti antichi. La trattazione di Correggio differisce dalle altre perché illustra Leda seduta frontalmente, con il cigno fra le cosce. Ella siede comodamente sull'argine, usando i vestiti abbandonati come telo, le dita del suo piede destro penzolano nell'acqua, mentre con una mano aiuta il cigno ad unirsi a lei, mantenendo l'equilibrio. La vellutata morbidezza del suo compagno contrasta in maniera indimenticabile con la calda vita della carne di lei, contrasto carezzevole e temperato da quell'abilità di sfumato in cui il Correggio eccelle. Se pure qualcuno avesse mai potuto descrivere questa scena in termini di stupro, nulla potrebbe essere più lontano dalla concezione del Correggio: la fanciulla si sta divertendo col cigno dalle dimensioni maneggevoli, ed il cigno con lei."
TAG correggio (2), ercolano (1), merleau-ponty (1), mitologia (18)
0 COMMENTI
10
mar2009
filosofia della conoscenzaNemèsi, la Regina della notte.
scritto da Marta Breuning alle 10:04
[mod] [del]
Il romanzo "Narciso e Boccadoro" di H. Hesse descrive in sostanza le due diverse "tecnologie del Se" che ci permettono di "uscire" dal mondo delle illusioni ed entrare nel mondo reale.
Narciso segue la via ascetica del sannyasin, del rinunciante,mentre Bocccadoro percorre la via dell'amore, dell'arte e dell'esperienza del mondo.
Entrambi raggiungono il "punto di illuminazione" del "Se" e realizzano un livello di comprensione della natura umana, della realtà e dell'anima che si "libera" dalla sofferenza, dalla recriminazione e dall'amarezza di non aver realizzato i sogni, le speranze e le aspirazioni dell' io incarnato (il sole di nascita).
Secondo Foucault, in base alla tradizione socratica-platonica, e successivamente cristiana, si è creata una tecnologia del Se che permette agli individui di eseguire, con i propri mezzi e con l'aiuto degli altri, un certo numero di operazioni sul proprio corpo e sulla propria anima -dai pensieri, al comportamento, al modo di essere, - e di realizzare in tal modo una trasformazione di se stessi allo scopo di raggiungere uno stato caratterizzato da felicità, purezza, saggezza, perfezione o immortalità.
Mentre la tradizione alchemica orientale elabora precise tecniche di "illuminazione" dell'energia Kundalini indirizzate al corpo (hatha Yoga), alla mente (tantra Yoga) e allo spirito (jnana yoga), in occidente la tradizione greca elabora la cultura dei giochi (corpo), dell'eros (mente) e dell'arte (spirito) quali strumenti di evoluzione dell'anima fisica (sarx), psichica (psichè) e mentale (pneuma) in consapevolezza (animus), comprensione (spiritus) e conoscenza (intellectus) dei processi di metamorfosi, trasmutazione e trasformazione dell' istinto in amore, della pulsione psichica in coscienza e della libido in conoscenza dell'alchimia spirituale.
La "tecnologia occidentale" si fonda sul ruolo del piacere, della curiosità e dell'interesse ludico nel veicolare la "prima materia" verso livelli evoluti di consapevolezza. E' da questi primi tre livelli di esperienza delle verità del corpo, della psiche e della mente, descritte nella mitologia dall' accoppiamento di Zeus con Nemesi, la Regina della notte, che emerge dal fondo buio e irrazionale la figura della Ninfa Leda, ritenuta dagli alchmisti rinascimentali il punto di svolta, l'anello "mancante" nei processi di evoluzione della materia psichica in materia mentale.
La mitologia individua in Zeus, emblema della ragione discorsiva che emerge dall'esperienza diretta dei sentimenti femminili, l'arteficie dei processi di metamorfosi dell'anima fisica, psichica e pneumatica (Nemesi) in senso psichcio intuitivo (la Ninfa Leda). Zeus è la manifestazione compiuta della tecnologia alchemica (Il padre Urano) nel corpo umano; in Zeus si compiono i riti e i giochi, le iniziazioni e i baccanali, l'arte e la cultura. Zeus è quindi il padre che feconda l'anima, la mente e lo spirito dell'alchimista generando in ogni uomo Eros e piacere, Amor e curiosità, Mercurio e conoscenza (i tre volti del Figlio).
Zeus insegue Nemesi, l'anima psichica sprofondata nel buio irrazionale in cui l'ha gettata Saturno dopo aver castrato il padre Urano, nei tre regni della materia. Nemesi, la regina della notte, fugge al corteggiamento di Zeus e si trasforma prima in pesce e poi in oca generando di volta in volta "l'acqua "dei sentimenti emotivi (pesce) e l'aria in cui vibrano le sensazioni di paura o le emozioni di gioia (l'oca). Toccando terra e diventando un cigno meraviglioso, simbolo della consapevolezza psichica dei sentimenti corporei, Nemèsi è finalmente in grado di accoppiarsi con Zeus trasformato in cigno.
Viene da pensare che la favola del "brutto anatroccolo" rappresenti una variante barocca della vicenda mitologica....
continua-
TAG favole (11), foucault (2), leonardo (16)
0 COMMENTI
11
mar2009
arte alchemicaLe quattro uova di Leda e Zeus
scritto da Marta Breuning alle 12:23
[mod] [del]
La ninfa Leda è un modello di illuminazione di una parte specifica del corpo fisico. Ogni vicenda mitologica descrive un particolare percorso dell'energia spirituale all'interno dei canali energetici "aperti" al transito del Mercurio, simbolo del collegamento tra specifiche arere del "corpo psichico" (Castore) così come del cervello (Polluce).
Espandere l'intelligenza (Mercurio) significa aprire il corpo fisico, mentale e spirituale alle modificazioni chimiche, magnetiche ed elettriche indotte dagli istinti, dalle pulsioni e dalle libido. La riflessione operate dal senso dell'io sulla natura degli umori, degli stati d'animo e dei sentimenti hanno l'effetto di creare "quello" spazio (etere) in cui è possibile coltivare la consapevolezza sensoriale (Venere), discorsiva (Giove) e simbolica (Nettuno) delle esperienze vissute dall'anima attraverso il corpo.
L'alchimista non si identifica con l'io sperimentatore, autore autobiografico di molti diari e blog, ma con Quello (Tu sei Quello!), e cioè con lo spazio di consapevolezza (la sfera sormontata dalla croce) che l'anima crea all'interno dei tre mondi (Le due sfere laterali con al centro la stella a sette punte). Diventare Venere, Zeus e Nettuno significa alla fine diventare sensibili al magnetismo lunare che è all'origine di ogni trascendenza (la filosofia di Afrodite).
La sensibilità lunare peculiare delle donne, degli artisti e dei saggi diventa un fattore prima creativo e poi spirituale nel momento in cui la "consapevolezza dell'Anima" (la Luna congiunta al Sole) si riversa all'interno del "Calice" che alimenta Il "Mercurius", per cui i collegamenti neuronali tra le sinapsi iniziano ad avvenire autonomamente e a ramificarsi nel cervello, come le radici di un albero capovolto che dischiude la chioma verso il cuore.
Le vicende mitologiche traducono in parole e immagini i collegamenti sottili che avvengono all'interno delle mappe corporee, per cui le ghiandole endocrine (Venere) si collegano agli organi di azione (Marte), così come le ghiandole della testa si collegano a specifiche aree del cervello. La mitologia traccia le mappe della trascendenza e definisce in forme metaforiche, analogiche e anagogiche il percorso compiuto dalla consapevolezza lunare (Diana) per giungere fino al cervello, sede della comprensione solare (Apollo).
Alla fine del XV secolo la "ninfa Leda" si trova al centro di un enorme dibattito filosofico-spirituale. Mentre Venere Urania era già sorta dalle acque per annunciare al mondo la nascita dell'Arte alchemica intesa come tecnica di manipolazione consapevole del materiale psichico contenuto nel vaso di Pandora, (Botticelli, Nascita di Venere, 1484), Leda (la ghiandola del timo) descrive il passaggio dal senso psichico intuitivo, al senso psichico estetico (Elena, la ghiandola pineale) e poi etico (Clitennestra, le ghiandole paratiroidee).
Il senso psichico intuitivo è di fondamentale importanza perchè ci permette di differenziare le cose che ci emozionano, da quelle che ci disgustano, e quindi di scegliere istintivamente tra il bello e il brutto (per noi), tra ciò che sentiamo positivo e utile per il nostro benessere e sviluppo, da ciò che invece percepiamo come sbagliato e negativo La ghiandola del timo, ormai atrofizzata negli individui assuefatti a quasiasi stimolo emotivo, è il "pungolo" che Giunone infila nel torace della ninfa Io, ma è anche il "grillo parlante" che la fata Turchina cerca di affibiare a Pinocchio, il burattino di legno.
La ninfa Leda è all'origine della coscienza che non può fare a meno di esprimersi, di parlare e di comunicare l'emozione della gioia o l'emozione della ripulsa. La voce della coscienza è bidirezionale. Quando lo sguardo si rivolge all'interno (Polluce), il senso psichico intuitivo informato dalle sensazioni provenienti dal timo produce il dialogo interiore che annuncia spesso l'origine di un conflitto. Quando lo sguardo si rivolge all'esterno (Castore), allora Leda si collega alla lingua (Zeus trasformato in cigno) e la ninfa non può non esprimere il proprio punto di vista estetico (Elena) e morale (Clitennestra).
Zeus/Cigno (la lingua in quanto organo di azione) genera con Leda due coppie di uova. Dalla prima coppia nascono Castore e Polluce, i Dioscuri protagonisti assoluti di ogni conflitto mentale, abili nello sconfiggere le resistenze interiori (Polluce è abile nel pugilato) e nel superare qualsiasi ostacolo esterno con la dialettica (Castore, domatore di cavalli). Dalla seconda coppia nascono Elena (il senso psichico estetico) e Clitennestra (il senso psichico morale).
continua-
0 COMMENTI
12
mar2009
filosofia della conoscenzaL'amore del Padre (Zeus)
scritto da Marta Breuning alle 08:08
[mod] [del]
La filosofia occidentale insiste da sempre sulla necessità di espandere l'Homo interiore a discapito di quello esteriore, fondando la "cultura dell'anima" sulle opere di Sant'Agostino, il teorico della gnosi cristiana . "Più si studia Agostino e più si constata come egli dipenda da Plotino, tanto da rendere davvero pertinente la questione su dove termini il suo platonismo e dove cominci il suo cristianesimo. Partendo da Plotino, Agostino si convince che la via maestra della conoscenza spirituale di Dio è l'introversione, l'interiorizzazione, giacché da un lato l'Uno è dentro di noi e dall'altro, non è possibile alcuna vera conoscenza di se stessi, se non nell'essere, ovvero in Dio. (Marco Vannini, La morte dell'anima)
Ogni vera conoscenza di sé, dunque, di quel problema che è l'uomo e la sua natura disobbediente (il peccato originale), presuppone una discesa in quella che già i neoplatonici chiamavano "profondità dell'anima" che è, allo stesso tempo, la sua parte più elevata". Per salire in alto, verso il vertice della conoscenza di Dio, occorre scendere in profondità, per esplorare e rischiarare le parti "buie ed irrazionali" (l'Ombra) che incessantemente inducono a comportamenti peccaminosi.
Per l'alchimia cristiana più intransigente il processo di interiorizzazione deve avvenire sulla scia dell'amore, della devozione e della fede, qualità dell'anima razionale a cui si giunge attraverso la rinuncia delle passioni, il distacco da ogni forma di attaccamento e la fiducia assoluta nell'amore esclusivo di Dio per il suo figlio "errante" e "rinunciante " (il sannyasin orientale e il movimento spirituale di San Francesco d'Assisi)
Per il cattolico, pallida controfigura dell'alchmista cristiano, l'atto di scendere in meditazione attraverso la preghiera, la recitazione dei salmi e la contemplazione delle immagini sacre, significa sperimentare l'ambiguo rapporto con il suo creatore.
"A differenza delle grandi divinità cosmiche, naturalistiche o guerriere conosciute dall'antichità indo-europea, il dio cattolico si trasforma in un attore psicologico, in personaggio della vita interiore più profonda e personale. Egli abbandona, tenta, soccorre, si indigna, si offende, gioca d'astuzia, si irrita, mette alla prova, punisce, ecc..., ma prima di tutto ama il proprio "figlio" di un amore infinito". I suoi interventi, testimoniati nelle opere di Francesco di Sales. San Giovanni della Croce e molti altri, scandiscono la ricerca spirituale del credente che si confronta con le proprie debolezze e contraddizioni." (Daniel Dubuisson, la formazione dell'Io)
In questo complesso rapporto con il Padre, l'antropologia cattolica non è mai così lucida e vicina alla situazione esistenziale dell'individuo come quando lo incita a confrontarsi con il Male interiore e volgersi verso Dio. Se si studiano le opere di Sant'Agostino e di San Francesco di Sales come espressioni di una profonda conoscenza bio-psico-logica della natura umana, si può pensare che il Padre, al quale l'anima si rivolge per chiedere aiuto materiale, sostegno psicologico, rivelazione della verità e comprensione degli errori commessi, rappresenti metaforicamente un aspetto dell'Ego biologico (Super-Io), ovvero di quella struttura istintiva (Il Pleroma degli istinti) in grado di proteggere l'Io (il figlio) da processi di disintegrazione dell'identità individuale (il Se) o di inflazione della personalità istintuale (L'Es).
Se si analizza la parabola del "figliol prodigo" partendo da questi presupposti psicologici, ci si accorge che la storia ricalca "la discesa nelle profondità del cuore" compiuta dal mistico (Narciso) in chiave mondana (Boccadoro). Entrambi i protagonisti del romanzo di Herrmann Hesse raggiungono, per strade diverse, l'illuminazione della coscienza. Mentre Narciso si impegna nel raggiungere l'introversione assoluta dell'anima (istinto di morte) in cui avviene l'annullamento dell'egoicità (la libido materiale) intesa come pulsione a vivere e godersi la vita ad ogni costo, Boccadoro è invece l'arteficie della dispersione del "denaro interiore" (il desiderio psichico indotto dal seme) attraverso la soddisfazione di ogni forma di godimento, di pulsione e di gratificazione sensoriale (istinto di piacere)
Con le stesse intenzioni di Boccadoro, il "Figliol prodigo" riceve dal Padre (la razionalità materiale) la sua parte di eredità biologica e culturale (l'istinto di trascendenza dell'io) e abbandona ogni forma di sicurezza economica (il fratello ricco con il mantello rosso), di confort materiale e sensoriale (il secondo fratello seduto su una sedia) e al privilegio sociale indotto dall'istruzione e dalla protezione del gruppo culturale e religioso di appartenenza (il terzo fratello dipinto sullo sfondo).
Il dipinto di Rembrandt descrive quindi un preciso stadio di trasformazione dell'io che procede tramite le Iniziazioni alchemiche.
La decisione di rinunciare alle facili sicurezze dell'ego materiale, alla tentazione di farsi cullare dalla sensibilità dell'anima e il desiderio di essere libero dalla volontà paterna (la società) di istruire con dottrine conformi alle leggi, è la molla che spinge il "Figlio", generoso con se stesso e prodigo nello spendere il denaro del corpo (libido sessuale) e dell'anima (istinto di conoscenza), ad intraprendere il sentiero della trasformazione mondana dell'io.
La trasformazione dell'io attraverso le esperienze del mondo è ardua, difficile, densa di imprevisti e di tentazioni materialistiche. Forse è più difficile di quella mistica, (riservata agli ordini monastici), ma certamente è la via più naturale e conforme alla struttura psicologica dell'uomo comune occidentale, poco incline a rinunciare ai piaceri carnali, materiali e sensoriali.
La mitologia greca raramente afferma la necessità di rinunciare ai piaceri per conquistare la condizione di estasi riservata agli dei e semi-dei dell'Olimpo. Anzi. Il comportamento di Zeus, marito infedele di Giunone e incallito seduttore di ninfe, donne e Dee, lascia supporre che la via occidentale alla trascendenza possa essere praticata attraverso l'illuminazione dei sensi corporei, mentali e spirituali che avviene naturalmente nell'alchimia sessuale (erotica, amorosa e artistica).
Praticando l'amore per il corpo, la mente e lo spirito/coscienza delle donne, Boccadoro trasforma l'eredità paterna (il corpo dominato dagli istinti, dalle pulsioni e dalla libido) in amore, coscienza e conoscenza delle potenzialità trascendenti del Figlio, simbolo dell'intelligenza di relazione (Animus), della coscienza di relazione (Spiritus) e della conoscenza di relazione (Intellectus) che evolvono dall'alchimia sessuale.
La parabola del Figliol Prodigo illumina quindi la "la Via di Mezzo" occidentale. Non è necessario rinchiudersi nei conventi o praticare il digiuno, l'astinenza sessuale e la rinuncia ai beni materiali per conquistare il Regno dei Cieli. Il Figliol Prodigo dissipa il denaro (la libido) del Padre (la razionalità materiale della libido sociale) nei rapporti sociali, affettivi, famigliari, professionali, lavorativi....Incarnando il potere di Zeus di esplorare con la razionalità discorsiva le "Tragedie" della vita, l'alchimista illumina, uno dopo l'altra, le potenzialità trascendenti dell'anima (femminile) di evolvere in "Percezione, Conoscenza sensoriale e Intuizione supercosciente".
Esperto del mondo e della natura umana, compresa nei suoi vizi e nelle sue virtù, Il Figliol Prodigo non è più capace di nutrirsi di "ghiande" e di condividere la vita con i "maiali". La "consumazione" della libido (calcinazione, putrefazione, cancellazione, macerazione e decantazione sensoriale) lo riduce in "povertà" poichè impedisce qualsiasi attività speculativa tesa all'arricchimento personale.
L'assenza di ambizione, di avidità e di passioni egocentriche annuncia il suo "fallimento" sociale, materiale e sentimentale. In queste condizioni di assoluta perdita di identificazione con il nome, la professione, lo status sociale, ecc..., l'alchimista può tornare dal Padre (l'emisfero sinistro) e sedersi al suo fianco (come Gesù Cristo dopo la resurrezione e l'assunzione al cielo).
In suo onore il Padre, ebbro di gioia per il ritorno del figlio alchimista, sacrifica il vitello più grasso, simbolo della "ricchezza interiore" condivisa, non più soggetta alla libido altrui (l'agnello inteso come capro espiatorio). La parabola indica quindi una via diversa da quella ispirata dalla "crocifissione, morte e resurrezione di Cristo", metafora di una autentica opera di redenzione dell'Io dalla volontà di diventare come il Padre (la Legge che inibisce la manifestazione degli istinti, delle pulsioni e della libido).
Adamo fu fatto a immagine e somiglianza di Dio, ma, come insegna la Genesi, non dobbiamo diventare come il Padre, ma sperimentare le potenzialità trascendenti del figlio di evolvere dal grembo della Madre. Dissipare il "denaro interiore" significa esaudire i bisogni, i desideri e le passioni dell'anima che evolvere così in Animus, Spiritus e Intellectus, la triade di potenze che trasformano l'ego nell'identità dell'anima (il Sè).
TAG hesse (1), marco vannini (1), rembrandt (3), sant'agostino (2)
0 COMMENTI
13
mar2009
filosofia della conoscenzaIl concepimento di Bacco
scritto da Marta Breuning alle 19:40
[mod] [del]
Zeus innamoratosi di Semele, figlia di Cadmo e Armonia, scatena per questo l'ira di Giunone. Egli, infatti, unendosi segretamente con la fanciulla, principessa di Tebe, concepisce con lei Bacco. Giunone venuta a sapere che Semele è incinta, diviene furiosa e decide di vendicarsi. Così, scesa dall'Olimpo nella reggia di Cadmo, assume le sembianze di Beroe, nutrice della fanciulla, e riesce ad introdursi nella sua stanza.
Decisa a vendicarsi, fingendo di metterla in guardia, insinua in Semele il dubbio che il suo amante non sia realmente il sovrano degli dei e che per esserne certa avrebbe dovuto chiedergliene una dimostrazione. La fanciulla, persuasa dalla finta nutrice, si convince a chiedere al sua amante, come prova della sua identità, di mostrarsi a lei nello stesso aspetto in cui si mostra alla sua consorte divina. Tale visione non le avrebbe lasciato scampo poiché un mortale non può sopportare la visione divina senza rimanerne ucciso. Certa di essere prossima alla vittoria, Giunone, torna all'Olimpo mentre Giove, ignaro, raggiunge Semele.
La finta nutrice si era raccomandata di far prima promettere il dio e di sottoporgli solo in seguito la richiesta che la giovane ignora essere una richiesta di morte. Non appena il suo amante le è di fronte, Semele fa in modo che egli giuri di accontentare qualsiasi sua richiesta e così il sovrano degli dei, annebbiato dall'amore, le concede il giuramento sacro sullo Stige, giuramento che per una divinità è irreversibile. Non appena la giovane comincia a formulare la sua richiesta, Giove cerca di fermarla, di chiuderle la bocca, ma senza riuscirci.
Così, vincolato dal giuramento, sale all'Olimpo per prendere i lampi, le nubi e i tuoni che gli serviranno per mostrarsi a Semele nello stesso aspetto in cui si mostra ad Era. Commosso, sceglie un fulmine più piccolo per provocarle meno dolore e tornato nella stanza la conflagrazione è tale che Semele resta immediatamente incenerita. Un attimo prima della morte però, Giove estrae Bacco dal ventre di Semele e se lo cuce nella coscia per finirne la gestazione.
Una volta nato, Giove affiderà il piccolo Bacco alla sorella di Semele, Ino, che per questo sarà anch'essa vittima.dell'ira di Giunone. Tra le altre tradizioni della vicenda, tra cui quella orfica, Semele sarebbe stata tirata fuori dall'Ade dal figlio e dunque resa immortale. A seguito di questo passaggio da mortale a immortale, la principessa tebana avrebbe preso il nome di Thyone.
Bacco è l'emblema della coscienza sensoriale che evolve dalla "putrefazione" dei sensi corporei (la frutta quasi marcia), dalla "distillazione" dei sensi mentali (il calice di vino) e dalla "decantazione" delle impressioni suscitate dagli aromi, dai colori, dalle forme che sono all'origine di ogni emozione, tentazione e piacere (il contenitore di liquidi).
Per generare Bacco dentro se stessi è necessario congiungere la cultura dell'anima propria di Zeus con il senso del gusto, rappresentato dalla bellissima Semele. Zeus si congiunge con Semele per espandere la capacità della mente umana di tradurre l'ebbrezza dei sensi in una raffinita consapevolezza di poter godere del cibo, del vino, del sesso e dei piaceri del palato fino all'estasi.
Il peccato di Semele (le ghiandole salivari) è di essersi sostituita a Giunone (la ghiandola pituitaria) nel trasmettere direttamente le informazioni del piacere sensoriale all'emisfero destro (il trono di Giunone), provocando così l'ira della Dea che non può essere detronizzata dal suo ruolo di "coordinatrice" di tutte le ghiandole della testa (le Dee dell'Olimpo) che a loro volta stimolano le ghiandole endocrine del corpo (le donne e le ninfe protagoniste di ogni tragedia).
Non sono ancora stati scritti i romanzi erotici in cui si rivelano i segreti delle donne. I greci li conoscevano. Godere fino allo spasimo di tutte le "cose" ingurgitate dalla gola (9 settimane e mezzo) è una facoltà sensoriale che evolve nelle donne che trasferiscono le informazioni dai sensi corporei ai sensi mentali, e infine ai sensi "spirituali", per cui anche un "dito" infilato tra le labbra diventa un simbolo di collegamento (Sim- ballein= collegare) in grado di eccitare l'immaginazione erotica, la fantasia sessuale e l'attività ghiandolare (l'emisfero destro collegato alla ghiandola del comando, la pituitaria di Giunone).
L'emisfero destro femminile,sede dell'immaginazione, dell'intuizione e della sensibilità divina, è il luogo sacro (il tempio) in cui si celebrano tutti i riti di iniziazione a nuove esperienze. L'iniziazione segna il passaggio tra diversi livelli di consapevolezza. La consapevolezza corporea dei sentimenti (Eva) evolve in consapevolezza sensoriale delle immagini e dei simboli dell'anima (Venere) e infine in consapevolezza mentale delle parole e delle immagini connesse ai sentimenti morali, etici e spirituali (la Vergine Maria).
Fare l'amore con il corpo di Eva e delle ninfe, con la mente di Venere e delle donne, o con lo spirito immacolato delle Dee o della Vergine, significa avere tre esperienze diverse, tre gradi di iniziazione all'amore e tre forme di consapevolezza sensoriale. Solo alla fine di questo trittico di esperienze l'alchimista (uomo e donna) può uscire dal corpo di Semele (la bocca) e tradurre i "gemiti di piacere" in parole capaci di stimolare immagini a loro volta cariche dei simboli dell'eros, della passione e della conoscenza di come godere del corpo, della mente e dello spirito delle donne.
Bacco viene legato da Zeus alla sua coscia, metafora di un periodo di gestazione delle emozioni indispensabile per trasformare la conoscenza razionale - intuitiva (i tuoni e i fulmini di Zeus) in autentica coscienza, comprensione e conoscenza di relazione (il Bacco di Caravaggio).
1 COMMENTO
14
mar2009
arte alchemicaL'emisfero destro vi collega con il presente e l'intuizione femminile
scritto da Marta Breuning alle 12:40
[mod] [del]
La Scienziata e Ricercatrice di Neuroanatomia Jill Taylor Spiega COME il nostro cervello destro è naturalmente programmato per vivere nel momento presente e nell’illuminazione!
La visione di questo video è superconsigliata (se non capisci l’inglese, puoi aiutarti con la traduzione parziale sotto) - ti occorrono 18 minuti di tempo per ascoltare questa incredibile esperienza di premorte. Tra l’altro scoprirai come la scienza confermi il messaggio di Eckhart Tolle: -
Jill spiega:“Le parti del nostro cervello destro sono sempre collegate con il momento presente. Tutto ciò che avviene, avviene ORA. Sono un essere di energia e sono collegata con tutta l’energia intorno a me attraverso la consapevolezza dell’emisfero destro. Tutti siamo essere di energia e siamo collegati fra di noi attraverso l’emisfero destro come una singola famiglia umana. Qui e adesso, siamo tutti fratelli e sorelle su questo pianeta; siamo qui perchè desideriamo creare un mondo migliore. In questo momento siamo perfetti. Siamo completi. E siamo stupendi.” “Il mio emisfero sinistro è completamente diverso. Il nostro emisfero sinistro è collegato col passato e con il futuro. Ma forse ciò che conta maggiormente, è che abbiamo una vocina, che ci dice “Io sono, Io sono.” E quando l’emisfero sinistro mi dice “Io sono”, io mi separo. Mi separo come individuo dal flusso di energia intorno a me e mi separo da te.”
- Mentre Jill vive l’esperienza dell’ictus nella parte sinistra del cervello, dice:
“…all’inizio ero scioccata per il totale silenzio e per l’assenza del pensiero. ma subito dopo fluttuavo nella meravigliosa energia intorno a me. E visto che non riuscivo più ad identificarmi con i limiti del corpo, mi sentivo immensa e illimitata. Mi sentivo una cosa sola con l’energia ed era fantastico.”
- Poi, al risveglio in ospedale, Jill realizza che,
“…se ho raggiunto il nirvana e sono ancora viva, significa che chiunque può ottenere il nirvana…. Vedo l’immagine di un mondo pieno di persone belle, pacifiche e di cuore, che sanno come entrare in questa dimensione a piacimento. E possono liberamente scegliere di identificarsi con l’emisfero destro e vivere nella pace. E poi mi sono resa conto della grandezza di questo dono, di come potrebbe questa importante introiezione influire sul modo in cui viviamo. Questo mi ha motivato a guarire.” “Quindi chi siamo? Siamo una forza del cosmo con una mobilità limitata e con due pensieri cognitivi. E abbiamo il potere della scelta, momento dopo momento, su chi siamo e su che ruolo abbiamo sulla terra. Qui e ora, posso entrare nella consapevolezza dell’emisfero destro, dove tutti siamo “Io sono”, cioè la forza vitale del cosmo, la forza vitale di 50 trilioni di meravigliose molecole geniali, che creano la mia forma. Sono uno con tutto ciò che è. Oppure decido di entrare nell’emisfero sinistro, dove divento un individuo, solido, separato da te. Io sono la dott.ssa Jill Taylor, intellettuale, ricercatrice di neuroanatomia. Questo sono tutti i “noi” dentro di me. “Quale sceglieresti tu? Quale scegli? E quando? Sono convinta che più tempo scegliamo di coltivare il profondo flusso interno di pace dei nostri emisferi destri, maggiore sarà la pace che potremo emanare nel mondo e maggiore sarà la pace sulla terra. Ho pensato che questa idea meritava di essere condivisa con tutti.”
Gli americani sono maestri nel tradurre qualsiasi esperienza in business.
Il problema di fondo è che dobbiamo vivere sulle terra con entrambi gli emisferi. Non è possibile obliterare l'emisfero sinistro, ma , attraverso l'esperienza e lo sviluppo del sistema sensoriale fisico, mentale e spirituale (emisfero destro) è possibile smettere di identificarci con l'identità, le forme e le funzioni cognitive razionalizzatrici strutturate dall'educazione, dall'istruzione e dal sistema di credenze durante i processi di formazione dell'io (emisfero sinistro).
0 COMMENTI
15
mar2009
filosofia della conoscenzaZeus rapisce Europa
scritto da Marta Breuning alle 12:36
[mod] [del]
Tiziano, Ratto d'Europa
sec. II d. C.
Luciano, Dialoghi Marini, XV
ZEFIRO E NOTO
Zef. Da quando esisto e soffio non ho mai veduto un corteo più grandioso sul mare.Tu non l'hai veduto, o Noto?
Not. Di quale corteo parli, o Zefiro? E chi erano i partecipanti?
Zef. Ti sei perduto uno spettacolo piacevolissimo: non so se potrai assistere ad un altro simile.
Not. Io lavoro sull'oceano Indiano, soffiando anche su tutta la parte dell'India che s'affaccia sul mare. Non so nulla di quanto dici.
Zef. Conosci almeno Agenore di Sidone?
Not. Si, il padre di Europa. Ebbene?
Zef. Ti racconterò proprio di lei.
Not. Non che Zeus ne è innamorato da lungo tempo! Questo lo sapevo da un pezzo.
Zef. E allora se sai dell'amore, ascolta quello che viene dopo. Europa era andata sulla spiaggia a divertirsi con le sue coetanee e Zeus, presa la forma di un toro, giocava con loro e aveva un bellissimo aspetto: era di un bianco candido, elegante nella curvatura delle corna, mansueto nello sguardo.Saltava anche lui sulla spiaggia e muggiva con tanta dolcezza che Europa prese coraggio e gli salì in groppa. Non appena questo avvenne, Zeus diede un balzo portandosela verso il mare e vi si gettò cominciando a nuotare, lei spaventatissima si teneva ad un corno con la sinistra, mentre con la destra teneva fermo il pelpo gonfiato dal vento.
Not. Un delizioso spettacolo d'amore o Zefiro, vedere Zeus nuotare portando su di sè l'amata!
Zef. Eppure il seguito è assai più delizioso, o Noto. Il mare si fece subito calmo e stirandosi con la bonaccia diventò una tavola; noi tutti venivamo dietro tranquilli nient'altro che spettatori di quanto accadeva e gli Amorini, che volavano a fianco poco fuori del mare - così da sfiorare talvolta l'acqua con le punte dei piedi -, portavano le fiaccole accese e cantavano l'imeneo, mentre le Nereidi, emerse, cavalcavano accanto sui delfini applaudendo, seminude quasi tutte. La stirpe dei Tritoni e quanti degli abitatori del mare non sono paurosi a vedersi danzavano intorno alla fanciulla: Poseidone precedeva sul suo carro con Anfitrite seduta a fianco e lieto faceva strada al fratello che procedeva a nuoto. E infine due Tritoni portavano Afrodite che, adagiata su una conchiglia, spargeva fiori di ogni genere sulla sposa. Tutto questo dalla Fenicia a Creta. Ma quando toccò l'isola, il toro non si vide più e Zeus, presala per mano, condusse Europa nell'antro Ditteo: ella arrossiva e teneva gli occhi bassi, perchè sapeva già a quale scopo la conduceva. E noi partimmo veloci agitando chi questa chi quella parte del mare.
Not. Beato te, o Zefiro, per quello che hai visto! Io invece vedevo grifi, elefanti e uomini neri. "
Creta è a culla della civiltà e della coscienza greca. Per "l'analogia chemica" Creta è quella piccolissima parte di cervello che si trova in mezzo al mare di neuroni in cui la neuroscienza colloca la sede della coscienza. Sono poche migliaia di cellule, eppure rappresentano il punto "nevralgico" di ogni essere.
Gli studi sul cervello confermano che all'interno del sistema limbico avviene un intenso scambio di informazioni tra la ghiandola dell'amigdala sensibile all'energia psichica (il toro), l'ipotalamo sensibile alle stimolazioni mentali (il tragitto marino che conduce a Cipro) e il talamo, il "letto" nuziale (la grotta di Cipro, l'antro Ditteo) in cui Zeus si accoppia con la bellissima figlia di Agenore, Re fenicio di Tiro.
La figlia di Agenore (la consapevolezza coroporea) va quotidianamente alla spiaggia di Tiro per giocare con le compagne (le sensazioni, le emozioni e i sentimenti). In riva al mare (in prossimità dei neurotrasmettitori che veicolano l'informazione psichica all'amigdala) accade che, prima o poi, la consapevolezza corporea di Europa incontri Zeus, ovvero chi è in grado di tradurre i giochi e le emozioni del cuore in sentimenti cognitivi individualizzati ( i sentimenti che derivano da una scelta e da una decisione).
Zeus si trasforma in Toro mansueto, metafora della capacità dell'individuo di contenere la pulsione psichica e il desiderio, il desiderio e la libido, la libido e l'aggressività suscitata dalle immagini. Si lascia toccare da Europa (la sensibilità psichica) che decide infine di fidarsi e di salire sulla sua groppa, per giocare e divertirsi insieme con le sue ancelle. Ciò avviene quando l'amigdala, ghiandola specializzata nel trasmettere le sensazioni di paura alle surrenali che tramite l'adrenalina nei muscoli innescano meccanismi di fuga, si astiene di funzionare come elemento di allarme. Zeus non vuole intimorire, ma addestrare gradualmente l'anima a non temere le reazioni psichiche e quindi a contenere e controllare le risposte istintive di fuga o di lotta (fly o fight).
Rembrandt, Ratto d'Europa
L'individuo evolve in coscienza quando riesce a stabilire un intervallo di tempo tra la pulsione e l'azione (consapevolezza) e un intervallo di tempo tra azione e successiva riflessione (comprensione). Il Toro allora entra nel mare e attraversa velocemente la distanza che separa la spiaggia di Tiro (l'anticamera del cervello) e l'isola di Cipro (la sede della coscienza). Lungo il percorso attraversa la ghiandola dell'ipotalamo (il mare nostrum degli alchimisti) in cui avviene una sintesi logica e simbolica delle immagini (l'Immaginale) indispensabile per innescare i meccanismi della riflessione estetica (Afrodite trainata da due tritoni), creativa (Poseidone con Anfitrite) e cognitiva (Il toro scompare e riappare Zeus, la ragione discorsiva trasmessa dai miti e dagli archetipi).
Giunti a Creta Zeus conduce Europa nell'antro Ditteo (la ghiandola del Talamo) e si unisce con lei per generare i primi tre figli della coscienza alchemica che nasce dal contenimento della paura, del timore e dell'ansia di risolvere al più presto i problemi che generano stress e preoccupazione. La cattiva coscienza occidentale emerge infatti dall'impulso ad eliminare gli elementi che si oppongono all'irrompere dello stress e della libido nel sistema limbico (Il mostruoso Minotauro si nutre di sette fanciulle e di sette fanciulli)
Zeus genera con Europa tre figli: Minosse (il futuro Re dell'Isola che struttura la coscienza morale in grado di imprigionare il Minotauro), Sarpedone (la coscienza civile) e Radamanto (la coscienza etica e religiosa)
TAG europa (1), mitologia (18), neuroscienza (3), rembrandt (3), tiziano (10)
1 COMMENTO
pagina (2): 1 . 2powered by MenStyle.it - template © PininaFarina [reso in 1.653 sec.]
giovedì 16 aprile 2009
fino al 20 febbraioo 2009
Tempo che i comandamenti di DIo, così la mente intuitiva, connessa al ciclo degli archetipi, ha perso il contatto con il tempo storico ed è tuttora incapace di interpretare la "misura dell'eterno ritorno" dei fenomeni sociali, politici e culturali che generano le guerre, le distruzioni e le crisi economiche.
Lo "spaesamento del cuore sociale" è la descrizione del tempo della crisi, della precarietà, di ciò che diventa visibile non appena siamo costretti ad abbandonare le mura dell'antica casa del linguaggio logico e razionale, ma è anche la premessa indispensabile per la "nascita dell'Arte Alchemica" (dal mare di Citera, dalla schiuma generata dai testicoli di Urano, emerge sopra una conchiglia, simbolo di una sintesi intuitiva, Venere Urania), e cioè un rinnovato (rinascente) desiderio di comprendere il significato spirituale delle esperienze, delle relazioni e delle coincidenze che costellano la vita dell'Anima.
Bisogna abbandonare le mura sicure del linguaggio logico-razionale e le strutture cognitive cementate dalla fiducia illimitata nel progresso che ci impedisce di percepire l'irruzione quotidiana degli archetipi contenuti nel corpo mentale di Venere fecondata in vitro dal seme di Urano, la mente spriituale degli artisti. Trasportati dalla cultura dell'anima trasmessa dalla mitologia e dal cinema (il Vento Zefiro) e dai sentimenti del cuore delle donne (il corpo astrale di Aura), che aspirano più degli uomini a conoscere il destino spirituale della propria anima, gli archetipi contenuti nel corpo di Venere possono essere accolti dalla mente (l'isola di Citera) libera dall'assillo del tempo (le dodici Ore).
La mitologia ci insegna un percorso di conoscenza che ci conduce a scoprire il senso della Bellezza, il settimo senso dell'anima. E' attraverso l'amore per la bellezza del corpo, della mente e dello spirito delle donne che è pssibile giungere a percepire il "mistico suono" delle sette Muse, le sette arti, in grado di veicolare il potere degli archetipi, e quindi della mente universale (il ciclo di Urano), nel nostro cuore.
Se diventiamo sensibili alla bellezza estetica e spirituale trasmessa da Afrodite, significa che abbiamo realizzato il senso di sè mentale e siamo disponibili, come insegna il mito di Narciso, ad abbandonare un concetto astratto di Bellezza per abbracciare invece il potere dell'arte (Matrika shakti) di illuminare la mente attraverso un consapevole dispiegamento di simboli, emblemi, metafore, allegorie e mantra, il linguaggio degli archetipi trasmessi dalla Mente Universale.
L' irrompere dell'archetipo nel cuore dell'iniziato all'Arte (Narciso) provoca una perdita provvisoria del senso dell'io in cui solitamente ci identifichiamo, e cioè in quella parte di cervello che non vuole ascoltare la voce dell'anima (la ninfa Eco) che invece è sensibile al tempo ciclico e ripete incessantemente le prime parole di ogni frase per annunciare (in forma subconscia) un cambiamento di vibrazioni nella Mistica Musica universale.
Narciso è bellissimo perchè dotato di senso estetico, ma non conosce l'effetto trascendente della Bellezza di purificare l'io dalla libido, di trasmutare la pigrizia e l'arroganza in desiderio di conoscenza e di trasformare il senso di sè mentale nel senso di sè spirituale di chi è consapevole di avere un destino, un archetipo da interpretare (il nodo lunare sud).
Se la vita diventa un film di cui siamo spettatori della vita delineata dagli archetipi, anche la vita materiale viene percepita dall'alchimista come Regno dell'Illusione e dell'Ignoranza in cui crediamo di essere ciò che non siamo e crediamo di conoscere ciò che non possiamo decifrare con l'intelletto razionalizzatore.
La mitologia ci insegna un percorso di conoscenza in cui diventiamo ciò che che conosciamo. E' questo il segreto degli alchimisti, il segreto di coloro che decidono di essere illuminati dall'amore, dalla coscienza e dalla conoscenza delle donne figlie di Afrodite; donne sensibili al tempo ciclico della luna e che rinunciano all'ego di declamatre verità che ancora non conoscono, ma che percepiscono con il cuore, la mente subconscia femminile.
Eco, per questa sua pretesa di amare (conoscere) chi non vuole essere amato (conosciuto), viene condannata a diventare uno scoglio, metafora di un processo di pietrificazione delle facoltà psichiche intuitive, mentre Narciso scompare all'interno del proprio riflesso, dentro uno specchio (l'dentificazione razionale nel proprio volto/identità sociale e negli stereotipi della bellezza) in cui non si può più riconoscere.
TAG botticelli (17), donne (19), mitologia (18), poussin (1), statua afrodite (1)
0 COMMENTI
18
feb2009
filosofia della conoscenzaNarciso morente e nascita di Bacco
scritto da Marta Breuning alle 09:24
[mod] [del]
Se diventiamo sensibili alla bellezza estetica e spirituale trasmessa da Afrodite, significa che abbiamo realizzato il senso di sè mentale e siamo disponibili, come insegna il mito di Narciso, ad abbandonare un concetto astratto di Bellezza per abbracciare invece il potere dell'arte di illuminare la mente attraverso un consapevole dispiegamento di simboli, emblemi, metafore, allegorie e mantra (matrika shakti), il linguaggio degli archetipi trasmessi dalla Mente Universale.
Il fenomeno di adesione ai canoni della Bellezza che da millenni illuminano non solo l'arte, ma anche i comportamenti morali, etici e spirituali degli individui che hanno fatto la storia dei sentimenti umani, avviene ogni qualvolta che percepiamo una vibrazione sottile nel cuore e appare, in forme più o meno profonde, il segno del turbamento.
Gli innamorati, le donne e gli artisti sperimentano il fenomeno ciclicamente, ogni volta che l'energia spirituale (Venere urania) si colloca nel "cuore" (la luna è in quadratura al sole, nella fase di luna crescente e decrescente). Il turbamento segna l'inizio di una fase di introversione psichica, mentale e creativa in cui diventa possibile assimilare, in forme subconscie, inconscie e iperconscie, le "sette regole di Afrodite" che sono propedueutiche alla purificazione della libido (amor sui), alla trasmutazione delle sensazioni corporee in consapevolezza percettiva (senso di sè) e trasformazione dell' identità cosciente in comprensione razionale delle potenzialità trascendenti della mente (luna piena) e dei poteri dell'intuizione supercosciente (luna nuova).
L'interpretazione freudiana del mito di Narciso, ricondotta alla sola tematica dell'amor sui, è certamente limitativa, anche se rappresenta il fenomeno più evidente che emerge nell'individuo quando impara l'arte di comunicare (intelligenza di relazione), e quindi di influenzare, persuadere, suggestionare e manipolare la psiche (la ninfa Eco), anche semplicemente ritraendosi e disdegnando il contatto. Il senso di sè mentale, sintesi di tutte le possibili forme di comunicazione e di ricezione delle informazioni che, per quanto possibile, sono in grado di esprimere nelle mie relazioni con mondo, degenera spesso in autocompiacimento, arroganza e presunzione, caratteristiche peculiare di chi viene subito etichettato ironicamente dalle donne come "vanesio", "saputello", "seduttore senza scrupoli" o "quello più bello degli altri".
E' in questa fase che si sviluppa la forza del desiderio e la sensazione di poter realizzare qualsiasi desiderio, a cui corrisponde, in caso di successo, uno sviluppo ipertrofico dell'ego, l'unico in grado, attraverso un processo di motivazione, scelta e decisione finalizzato agli scopi, a dare valore all'oggetto del desiderio. La capacità di orientare il desiderio su un oggetto è chiamato libido. La libido è considerata il carburante dell'alchimia spirituale poichè il suo scopo immediato (subconscio) è di reintegrare a sè l'essenza dell'oggetto desiderato.
Rembrandt, Figliol prodigo
La libido rappresenta la forza mentale primaria che ci permette di integrare dentro di noi le "energie" indispensabili per realizzare l'equilibrio psicologico e materiale. Quando la libido è orientata verso l'esterno l'individuo vaga alla ricerca del denaro, della bellezza e del piacere che rappresentano le esperienze necessarie all'io mentale (il Figliol prodigo) per dissipare tutte le risorse psichiche e materiali e ritornare così alla casa del padre (la razionalità evolutiva). Quando la libido dà forza al desiderio di conoscere se stessi, o di conoscere le verità spirituali, e si rivolge all'interno, accade che l'io mentale "sprofonda" nell'introversione psichica (malinconia adusta) e infine creativa (melanconia generosa), considerati gli stati d'animo che dischiudono all'Alchimia della percezione, della coscienza e della conoscenza di sè.
Anche Narciso è pervaso dall'amor sui, dalla libido di realizzare i desideri del cuore, e non dà retta all'eco della propria anima che lo "segue e lo osserva da lontano nascosta dietro gli alberi", metafora di una condizione subconscia in cui i desideri dell'anima (di introversione amorosa) vengono trascurati per privilegiare i desideri dell'ego. Narciso non solo disdegna di ascoltare i desideri di Eco, ma si prende gioco della libido femminile che, a differenza di quella maschile, cerca nel partner una possibile integrazione di ciò che effettivamente "manca" nel corpo femminile (l'intinto di agire).
Per questo motivo Amore, figlio di Afrodite, decide di punirlo. La punizione è semplice. Amore, simbolo del turbamento estetico e sentimentale, invoca la Dea Nemesi e inverte la direzione della libido dall'esterno verso l'interno. L'introversione del desiderio si traduce in desiderio di conoscenza e accende l'istinto di riflessione iscritto nel dna femminile. L'introversione della libido costringe ogni individuo a "guardarsi allo specchio" e a riflettere sul significato simbolico delle relazioni e dei rapporti che stabiliamo con le persone e le cose.
La libido infatti va alla ricerca di ciò che manca all'Anima per evolvere in coscienza sensoriale di sè (Bacco) ed ascendere "al cielo" (Arianna). L'autoconoscenza, così come insegna il mito di Dioniso che muore mentre si osserva allo specchio, è la soglia che ci permette di comprendere la dimensione illusoria della realtà creata dalla libido egocentrica e il potenziale mistificatorio connesso a tutte le attività mentali e relazioni in cui la libido scende a patti con la libido altrui pur di perseguire i propri scopi. La verità è oltre lo specchio e l'autoconoscenza, frantumando la dimensione dionisiaca dell'esistenza materiale, ci conduce oltre l'illusione, la mistificazione e la ricerca di piaceri sensoriali effimeri.
Poussin, nascita di Bacco, al suo fianco giace Narciso morente
La mitologia greca ci avverte che Narciso a un certo punto si disintegra. L'introversione della libido provoca una graduale dissoluzione dell'ego e l'amor sui si traduce in una nuova e più raffinata coscienza di sè. Narciso "muore" e rimane come addormentato sulla sponda del fiume (narcotizzato dai petali di coscienza da lui stesso generati nel fiore omonimo), mentre al suo fianco "nasce" la figura straordinario di Bacco.
Bacco, interprete sublime della coscienza sensoriale dell'alchimista che introverte la libido per ricercare i piaceri dell'anima attraverso la distillazione dei sensi corporei, mentali e spirituali (gli Elixir), è la prosecuzione logica della Filosofia di Afrodite: Narciso segna la transizione dal "senso di sè mentale" al "senso di sè sensoriale /spirituale" di Bacco. Lo spiritualità non trascende l'uomo, ma è un valore terreno, conquistato attraverso lo sviluppo sensoriale e l'osservanza delle regole dell'Arte.
TAG caravaggio (20), donne (19), mitologia. poussin (1)
0 COMMENTI
pagina (2): 1 . 2powered by MenStyle.it - template © PininaFarina [reso in 1.482 sec.]
Lo "spaesamento del cuore sociale" è la descrizione del tempo della crisi, della precarietà, di ciò che diventa visibile non appena siamo costretti ad abbandonare le mura dell'antica casa del linguaggio logico e razionale, ma è anche la premessa indispensabile per la "nascita dell'Arte Alchemica" (dal mare di Citera, dalla schiuma generata dai testicoli di Urano, emerge sopra una conchiglia, simbolo di una sintesi intuitiva, Venere Urania), e cioè un rinnovato (rinascente) desiderio di comprendere il significato spirituale delle esperienze, delle relazioni e delle coincidenze che costellano la vita dell'Anima.
Bisogna abbandonare le mura sicure del linguaggio logico-razionale e le strutture cognitive cementate dalla fiducia illimitata nel progresso che ci impedisce di percepire l'irruzione quotidiana degli archetipi contenuti nel corpo mentale di Venere fecondata in vitro dal seme di Urano, la mente spriituale degli artisti. Trasportati dalla cultura dell'anima trasmessa dalla mitologia e dal cinema (il Vento Zefiro) e dai sentimenti del cuore delle donne (il corpo astrale di Aura), che aspirano più degli uomini a conoscere il destino spirituale della propria anima, gli archetipi contenuti nel corpo di Venere possono essere accolti dalla mente (l'isola di Citera) libera dall'assillo del tempo (le dodici Ore).
La mitologia ci insegna un percorso di conoscenza che ci conduce a scoprire il senso della Bellezza, il settimo senso dell'anima. E' attraverso l'amore per la bellezza del corpo, della mente e dello spirito delle donne che è pssibile giungere a percepire il "mistico suono" delle sette Muse, le sette arti, in grado di veicolare il potere degli archetipi, e quindi della mente universale (il ciclo di Urano), nel nostro cuore.
Se diventiamo sensibili alla bellezza estetica e spirituale trasmessa da Afrodite, significa che abbiamo realizzato il senso di sè mentale e siamo disponibili, come insegna il mito di Narciso, ad abbandonare un concetto astratto di Bellezza per abbracciare invece il potere dell'arte (Matrika shakti) di illuminare la mente attraverso un consapevole dispiegamento di simboli, emblemi, metafore, allegorie e mantra, il linguaggio degli archetipi trasmessi dalla Mente Universale.
L' irrompere dell'archetipo nel cuore dell'iniziato all'Arte (Narciso) provoca una perdita provvisoria del senso dell'io in cui solitamente ci identifichiamo, e cioè in quella parte di cervello che non vuole ascoltare la voce dell'anima (la ninfa Eco) che invece è sensibile al tempo ciclico e ripete incessantemente le prime parole di ogni frase per annunciare (in forma subconscia) un cambiamento di vibrazioni nella Mistica Musica universale.
Narciso è bellissimo perchè dotato di senso estetico, ma non conosce l'effetto trascendente della Bellezza di purificare l'io dalla libido, di trasmutare la pigrizia e l'arroganza in desiderio di conoscenza e di trasformare il senso di sè mentale nel senso di sè spirituale di chi è consapevole di avere un destino, un archetipo da interpretare (il nodo lunare sud).
Se la vita diventa un film di cui siamo spettatori della vita delineata dagli archetipi, anche la vita materiale viene percepita dall'alchimista come Regno dell'Illusione e dell'Ignoranza in cui crediamo di essere ciò che non siamo e crediamo di conoscere ciò che non possiamo decifrare con l'intelletto razionalizzatore.
La mitologia ci insegna un percorso di conoscenza in cui diventiamo ciò che che conosciamo. E' questo il segreto degli alchimisti, il segreto di coloro che decidono di essere illuminati dall'amore, dalla coscienza e dalla conoscenza delle donne figlie di Afrodite; donne sensibili al tempo ciclico della luna e che rinunciano all'ego di declamatre verità che ancora non conoscono, ma che percepiscono con il cuore, la mente subconscia femminile.
Eco, per questa sua pretesa di amare (conoscere) chi non vuole essere amato (conosciuto), viene condannata a diventare uno scoglio, metafora di un processo di pietrificazione delle facoltà psichiche intuitive, mentre Narciso scompare all'interno del proprio riflesso, dentro uno specchio (l'dentificazione razionale nel proprio volto/identità sociale e negli stereotipi della bellezza) in cui non si può più riconoscere.
TAG botticelli (17), donne (19), mitologia (18), poussin (1), statua afrodite (1)
0 COMMENTI
18
feb2009
filosofia della conoscenzaNarciso morente e nascita di Bacco
scritto da Marta Breuning alle 09:24
[mod] [del]
Se diventiamo sensibili alla bellezza estetica e spirituale trasmessa da Afrodite, significa che abbiamo realizzato il senso di sè mentale e siamo disponibili, come insegna il mito di Narciso, ad abbandonare un concetto astratto di Bellezza per abbracciare invece il potere dell'arte di illuminare la mente attraverso un consapevole dispiegamento di simboli, emblemi, metafore, allegorie e mantra (matrika shakti), il linguaggio degli archetipi trasmessi dalla Mente Universale.
Il fenomeno di adesione ai canoni della Bellezza che da millenni illuminano non solo l'arte, ma anche i comportamenti morali, etici e spirituali degli individui che hanno fatto la storia dei sentimenti umani, avviene ogni qualvolta che percepiamo una vibrazione sottile nel cuore e appare, in forme più o meno profonde, il segno del turbamento.
Gli innamorati, le donne e gli artisti sperimentano il fenomeno ciclicamente, ogni volta che l'energia spirituale (Venere urania) si colloca nel "cuore" (la luna è in quadratura al sole, nella fase di luna crescente e decrescente). Il turbamento segna l'inizio di una fase di introversione psichica, mentale e creativa in cui diventa possibile assimilare, in forme subconscie, inconscie e iperconscie, le "sette regole di Afrodite" che sono propedueutiche alla purificazione della libido (amor sui), alla trasmutazione delle sensazioni corporee in consapevolezza percettiva (senso di sè) e trasformazione dell' identità cosciente in comprensione razionale delle potenzialità trascendenti della mente (luna piena) e dei poteri dell'intuizione supercosciente (luna nuova).
L'interpretazione freudiana del mito di Narciso, ricondotta alla sola tematica dell'amor sui, è certamente limitativa, anche se rappresenta il fenomeno più evidente che emerge nell'individuo quando impara l'arte di comunicare (intelligenza di relazione), e quindi di influenzare, persuadere, suggestionare e manipolare la psiche (la ninfa Eco), anche semplicemente ritraendosi e disdegnando il contatto. Il senso di sè mentale, sintesi di tutte le possibili forme di comunicazione e di ricezione delle informazioni che, per quanto possibile, sono in grado di esprimere nelle mie relazioni con mondo, degenera spesso in autocompiacimento, arroganza e presunzione, caratteristiche peculiare di chi viene subito etichettato ironicamente dalle donne come "vanesio", "saputello", "seduttore senza scrupoli" o "quello più bello degli altri".
E' in questa fase che si sviluppa la forza del desiderio e la sensazione di poter realizzare qualsiasi desiderio, a cui corrisponde, in caso di successo, uno sviluppo ipertrofico dell'ego, l'unico in grado, attraverso un processo di motivazione, scelta e decisione finalizzato agli scopi, a dare valore all'oggetto del desiderio. La capacità di orientare il desiderio su un oggetto è chiamato libido. La libido è considerata il carburante dell'alchimia spirituale poichè il suo scopo immediato (subconscio) è di reintegrare a sè l'essenza dell'oggetto desiderato.
Rembrandt, Figliol prodigo
La libido rappresenta la forza mentale primaria che ci permette di integrare dentro di noi le "energie" indispensabili per realizzare l'equilibrio psicologico e materiale. Quando la libido è orientata verso l'esterno l'individuo vaga alla ricerca del denaro, della bellezza e del piacere che rappresentano le esperienze necessarie all'io mentale (il Figliol prodigo) per dissipare tutte le risorse psichiche e materiali e ritornare così alla casa del padre (la razionalità evolutiva). Quando la libido dà forza al desiderio di conoscere se stessi, o di conoscere le verità spirituali, e si rivolge all'interno, accade che l'io mentale "sprofonda" nell'introversione psichica (malinconia adusta) e infine creativa (melanconia generosa), considerati gli stati d'animo che dischiudono all'Alchimia della percezione, della coscienza e della conoscenza di sè.
Anche Narciso è pervaso dall'amor sui, dalla libido di realizzare i desideri del cuore, e non dà retta all'eco della propria anima che lo "segue e lo osserva da lontano nascosta dietro gli alberi", metafora di una condizione subconscia in cui i desideri dell'anima (di introversione amorosa) vengono trascurati per privilegiare i desideri dell'ego. Narciso non solo disdegna di ascoltare i desideri di Eco, ma si prende gioco della libido femminile che, a differenza di quella maschile, cerca nel partner una possibile integrazione di ciò che effettivamente "manca" nel corpo femminile (l'intinto di agire).
Per questo motivo Amore, figlio di Afrodite, decide di punirlo. La punizione è semplice. Amore, simbolo del turbamento estetico e sentimentale, invoca la Dea Nemesi e inverte la direzione della libido dall'esterno verso l'interno. L'introversione del desiderio si traduce in desiderio di conoscenza e accende l'istinto di riflessione iscritto nel dna femminile. L'introversione della libido costringe ogni individuo a "guardarsi allo specchio" e a riflettere sul significato simbolico delle relazioni e dei rapporti che stabiliamo con le persone e le cose.
La libido infatti va alla ricerca di ciò che manca all'Anima per evolvere in coscienza sensoriale di sè (Bacco) ed ascendere "al cielo" (Arianna). L'autoconoscenza, così come insegna il mito di Dioniso che muore mentre si osserva allo specchio, è la soglia che ci permette di comprendere la dimensione illusoria della realtà creata dalla libido egocentrica e il potenziale mistificatorio connesso a tutte le attività mentali e relazioni in cui la libido scende a patti con la libido altrui pur di perseguire i propri scopi. La verità è oltre lo specchio e l'autoconoscenza, frantumando la dimensione dionisiaca dell'esistenza materiale, ci conduce oltre l'illusione, la mistificazione e la ricerca di piaceri sensoriali effimeri.
Poussin, nascita di Bacco, al suo fianco giace Narciso morente
La mitologia greca ci avverte che Narciso a un certo punto si disintegra. L'introversione della libido provoca una graduale dissoluzione dell'ego e l'amor sui si traduce in una nuova e più raffinata coscienza di sè. Narciso "muore" e rimane come addormentato sulla sponda del fiume (narcotizzato dai petali di coscienza da lui stesso generati nel fiore omonimo), mentre al suo fianco "nasce" la figura straordinario di Bacco.
Bacco, interprete sublime della coscienza sensoriale dell'alchimista che introverte la libido per ricercare i piaceri dell'anima attraverso la distillazione dei sensi corporei, mentali e spirituali (gli Elixir), è la prosecuzione logica della Filosofia di Afrodite: Narciso segna la transizione dal "senso di sè mentale" al "senso di sè sensoriale /spirituale" di Bacco. Lo spiritualità non trascende l'uomo, ma è un valore terreno, conquistato attraverso lo sviluppo sensoriale e l'osservanza delle regole dell'Arte.
TAG caravaggio (20), donne (19), mitologia. poussin (1)
0 COMMENTI
pagina (2): 1 . 2powered by MenStyle.it - template © PininaFarina [reso in 1.482 sec.]
fino al 20 gennaio 2009
Per i filosofi del Rinascimento l'universo, il sistema solare e infine la Terra sono immaginati avviluppati all'interno del grembo della Grande Madre, metafora di un sistema preordinato in grado di elaborare modelli di formazione, crescita e sviluppo sia della vita organica che della coscienza.
Partendo nel mondo della materia i filosofi scoprirono la perfetta identità tra materia e coscienza, poichè il modello di formazione del feto umano all'interno della placenta (la doppia elica spiraliforme del dna) è lo stesso modello che informa lo sviluppo della coscienza dell'individuo che "permane" all'intermo della placenta della Grande Madre.
Il problema di fondo è che la sopravvivenza del corpo nella vita terrestre richiede prima una strutturazione razionale dell''io (la capra allatta un bambino) e poi dell'ego materiale e sociale (Romolo e Remo allattati dalla lupa). L'immagine dell'alchimista suggerisce invece che la consapevolezza dell'individuo deve ritornare nel grembo della madre (Madre Natura) per essere allattata con il latte della conoscenza alchemica. (il latte purissimo della Vergine).
La metafora dell'alchimista annuncia un modello di sviluppo spirituale che si contrappone ai modello paternalistico che si impone dal terzo secolo dopo Cristo su tutto il bacino occidentale e che prenderà forma nel cattolicesimo romano.
... continua
TAG alchimia (35), cattolicesimo (1)
0 COMMENTI
02
gen2009
arte alchemica80. Il Cristo di Emmaus
scritto da Marta Breuning alle 15:08
[mod] [del]
Caravaggio elabora due versioni del Cristo di Emmaus. Nella prima versione (1601) Cristo dispensa il pane ai tre discepoli che lo seguiranno nella Grande Opera, mentre nella seconda versione (1605) ci sono solo due discepoli con i quali celebra il rito della Messa. Alle sue spalle l'oste e l'ostessa portano anche la carne e il vino, a significare che il compimento spirituale (corpus domini) non può prescindere dal godimento dei piaceri della vita.
I tre Apostoli che riconoscono il Cristo sulla strada di Emmaus, la via iniziatica che congiunge l'Arte con la Conoscenza spirituale, sintetizzano i tre tipi di insegnamento dispensati dall'Arte Alchemica.
... continua
TAG caravaggio (20)
0 COMMENTI
04
gen2009
arte alchemica10. La Piccola Opera
scritto da Marta Breuning alle 15:32
[mod] [del]
La nascita di Gesù Bambino a Betlemme è interpretata dagli artisti del Rinascimento come la prima iniziazione ai misteri dell'Arte e della Spiritualità alchemica. Tra la nascita nella mangiatoia e l'arrivo dei Re magi intercorono 12 giorni, corrispondenti alle 12 iniziazioni necessarie all'anima per riannodare i fili con il proprio destino spirituale.
Botticelli rappresenta entrambi i momenti che segnano idealmente la porta di ingresso all'Arte della percezione sensoriale della Verità (25 Dicembre) e all'Arte della percezione corporea della Verità (6 Gennaio). La differenza è sostanziale. Una cosa è esplorare la realtà con i sensi corporei che, per quanto raffinati, sono sempre soggetti alla modificazione della mente; un'altra è indagare la realtà con i cinque organi della mente, rappresentati metaforicamente dalla stella cometa che condurrà i Re magi ai piedi del futuro Re.
Il 25 DIcembre si celebra la nascita della consapevolezza psichica degli istinti (il bue) e delle pulsioni (l'asino) nella mangiatoia del "cuore", mentre dodici giorni, mesi, anni e secoli più tardi, l'Alchimia spirituale celebra la trasformazione della consapevolezza psichica in consapevolezza creativa di ciò che sta accadendo qui e ora (l'emisfero sinistro).
... continua
TAG botticelli (17)
0 COMMENTI
06
gen2009
Fondamenti dell'identità spiritualeL'Epifania dell'Anima
scritto da Marta Breuning alle 09:58
[mod] [del]
Epifania significa manifestazione di sè. Il Bambino di Betlemme descrive almeno quattro fasi di evoluzione della consapevolezza (nascita) e manifestazione di sè (epifania). Per essere consapevoli, e rinascere giorno dopo giorno nella "mangiatoia" del cuore, occorre stabilire un legame indissolubile con i sensi corporei (san Giuseppe) e i sensi dell'anima (Maria). Se non siamo attenti alle sensazioni fisiche ed emotive, alle emozioni e alle vibrazioni, ai sentimenti corporei e agli affetti, non possiamo dire di essere consapevoli di chi siamo, qui e ora.
Botticelll dipinge tre angeli che abbracciano i tre alchimisti che evolvono nella percezione, comprensione e conoscenza sensoriale di se stessi e della realtà. Vicino alla capanna due angeli accompagnano coloro che sono consapevoli dei desideri dell'anima (a sinistra) e delle ambizioni dell'ego (a destra), a significare la necessità di procedere in entrambe le direzioni.
La nascita a Betlemme descrive la nascita di una diversa forma di consapevolezza di sè. Non più legata ai bisogni del corpo, come avviene nello stadio infantile di sviluppo dell'io, o a quello delle necessità dell'anima, costantemente concentrata a soddisfare ansie di sicurezza, confort e status sociale, ma strettamente conenssa ai desideri evolutivi del sè psichico (il bue e l'asimello scaldano la mangiatoia).
Il sè psichico è uno stato in cui le ambizioni sociali e le aspirazioni dell'anima si annullano reciprocamente, liberando la tensione, lo stress, l'ansia e le paure connesse a un possibile fallimento delle aspettive di successo, delle speranze di gratificazione e delle lunghe attese di miglioramento della situazione.
... continua
TAG botticelli (17)
0 COMMENTI
07
gen2009
psicologia della percezione20. Alchimia della percezione
scritto da Marta Breuning alle 09:06
[mod] [del]
Afrodite è dea della Bellezza e dell' Amore, due categorie affini e coincidenti nella percezione. In quanto donne non sarebbe possibile l''innamoramento se non fossimo in grado di cogliere l'emozione di uno sguardo, di un gesto o di un sorriso scagliato come freccie da Eros. In quanto uomini non potremmo apprezzare la bellezza che traspare dagli occhi e dal corpo femminile se non fossimo in sintonia con il fondo della nostro sentire che ci avverte della presenza enigmatica dell' anima alla ricerca di Dio, inteso come unità di amore, coscienza, conoscenza e perfezione.
Amore e Bellezza coincidono nella percezione sensoriale femminile, mentre conoscenza e perfezione coincidono nella percezione analitica maschile. La dicotomia è naturale, intrinseca alla differenziazione sessuale che produce l'effetto di di enfatizzare le facoltà creative e cognitive di un emisfero cerebrale rispetto all'altro.
Gli artisti uomini hanno la possibilità di entrare in contatto con la parte opposta e di congiungere le potenzialità di entrambi gli emisferi sviluppando le doti della percezione sensoriale, intuitiva e simbolica, mentre le donne creative raggiungono livelli elevati di elaborazione della immagini espandendo le qualità della percezione critica, razionale e cognitiva.
La prima operazione dell'Arte Alchemica avviene all'interno del "Vaso della Percezione". Non è necessario impegnarsi nello yoga, nel tantra o nello studio della filosofia per realizzare lo "sguardo androgino", sintesi creativa e cognitiva delle facoltà dei due emisferi cerebrali.
Negli ultimi dieci anni il Cinema è diventato una estensione dell'arte di percepire le verità nascoste e rappresenta un laboratorio permenente in cui è possibile attingere ispirazione e conoscenza alchemica. Il fim "What the woman want" descrive infatti tutte le fasi di trasformazione di ciò che avviene all'interno del "vaso della percezione" quando si innescano processi di "putrefazione" del proprio peculiare, e sessuale, modo di vedere la realtà.
Mentre Mel Gibson apprende la difficile arte di espandere la percezione sensoriale, intuitiva e simbolica di matrice femminile, aiutato da un improvviso black out dell'emisfero sinistro che gli permette di percepire i desideri , i pensieri e le aspirazioni dell'anima femminile (l'emisfero destro), la sua controparte femminile elabora le immagini dei collaboratori con giudizio critico, razionale e cognitivo.
Perché è così importante per gli alchimisti orientali e occidentali studiare il fenomeno della percezione?
Crediamo a ciò che vediamo e siamo indotti a credere agli stimoli sensoriali che ci informano dei contatti (sensazioni), dei rapporti (emozioni) e delle relazioni (sentimenti) che instauriamo con il mondo esterno.
La percezione struttura il sistema di credenze che influenza in modo determinante le nostre convinzioni, pensieri, conoscenze, punti di vista, decisioni ed esperienze.
La qualità della vita dipende dalla nostra capacità di trasferire la percezione sul piano pratico e filosofico, sul piano mentale e creativo. Questo progetto di privilegiare la percezione sull'azione è alla base di una reale trasformazione della coscienza.
Icaro, simbolo dell'azione dell'ego che si proietta verso lo Zenith del sole, metafora del successo materiale, sociale e professionale, è destinato a precipitare nell'acqua, a significare che la costruzione della percezione finalizzata alla realizzazione degli scopi (le ali di Icaro) si "scioglie" rapidamente al contatto con il calore del sole (il Sè).
La psicologia contemporanea presenta teorie della percezione basate sullo stimolo e teorie costruttiviste. Le prime postulano che le caratteristiche di ciò che viene percepito derivino dagli attributi dello stimolo; le seconde che i processi attivi di elaborazione e costruzione interna da parte dell'organismo intervengano sulle caratteristiche sullo stimolo.
La percezione della paura, dell'ansia e del pericolo, e quindi le risposte psichiche automatiche alle sollecitazioni esterne che stimolano l'instinto di combattimento o di fuga (fight o flyte), possono essere modificate e modellate dalle parole, dalla conoscenza di sé e dall'esperienza. Esiste quindi una mente subconscia in grado di interpretare la realtà dei fatti sulla base delle informazioni sensoriali.
Appena viene percepita una variazione di temperatura sulla scala delle frequenze infrarosse, l'ipotalamo informa l'ipofisi (la ghiandola del comando) a secernere gli ormoni adrenalinici in grado di attivare le surrenali a produrre l'adremalina necessaria a mettere in rapido movimento le braccia o le gambe.
Ciò significa che la percezione presuppone due forme di elaborazione della percezione dell'informazione: una ascendente, guidata da dati e informazioni sensoriali (imput) generati dall'ipotalamo, e una discendente, guidata da concetti e rappresentazioni (che porta agli output) che risponde a precise regole epigenetiche connesse all'educazione, alla trasmissione dei miti, alla conoscenza degli archetipi e allo sviluppo della conoscenza dei meccanismi di alterazione della percezione individuale e collettiva (suggestione, manipolazione, persuasione occulta).
Essere liberi significa essenzialmente liberarsi da ogni forma di paura, soggezione, timidezza, manipolazione e sudditanza nei confronti di "coloro" che esercitano un potere superiore di percezione. La favola del "Re nudo" è un chiaro esempio di come la "cecità della percezione" sia un fenomeno sociale, connesso a deliberate forme di controllo dell'anima sensoriale esercitate da parte di "enti" che "costruiscono" abiti mentali tagliati "su misura" (dogmi, ideologie, mode, sistemi di pensiero, dottrine...).
La percezione ascendente (ipotalamo) è automatica, precablata, modulare e poco accessibile all'attività della coscienza. La percezione discendente (la ghiandola pineale) richiede invece una diversa circolazione delle informazioni all'interno del cervello (introversione psichica, mentale e creativa) e permette una diversa interpretazione di ciò che la massa ritiene vero, autentico, credibile e quindi praticabile.
L'alchimia della percezione ha inizio da un capovolgimento della croce degli istinti primari (la IX chiave de la filosofia di Frate Basilio valentino , 1550) . La ghiandola pineale della donna (la testa con sopra il cigno) guida la coppia e può guidare la politica verso fini di conservazione e protezione della specie (il pulcino sotto i piedi) . All'uomo invece il compito di realizzare le condizioni di equilibrio (il grifone) e costruire i mezzi e gli strumenti finalizzati agli scopi (il corvo) individuati dalla percezione femminile.
Capovolgendo le priorità, osservando con attenzione ciò che è giusto, buono e utile per lo sviluppo spirituale, l'alchimista illumina i tre cuori della trasformazione della percezione in consapevolezza (ombelico), comprensione (cuore) e conoscenza dei desideri dell'anima (talamo)
TAG cinema (31), frate basilio valentino (5), ghiandole (1)
1 COMMENTO
08
gen2009
arte alchemica30. Alchimia della Coscienza
scritto da Marta Breuning alle 09:19
[mod] [del]
"Come una spada che taglia, ma non può tagliare se stessa; come un occhio che vede, ma non può vedere se stesso" (Zenrin)
La coscienza è un fenomeno ristretto a un piccolissimo numero di neuroni rispetto ai miliardi di neuroni che agiscono autonomamente nel cervello. Esiste inoltre un certo ritardo di "segnale" tra gli imput di entrata e il processo di decodificazione del segnale, per cui siamo consapevoli sempre "in ritardo" di ciò che accade veramente all'esterno del corpo sensoriale.
A differenza degli animali che reagiscono immediatamente agli stimoli invisibili (vibrazioni di frequenza della luce e del suono nell'etere), la coscienza richiede una risonanza o una riverberazione piuttosto lunga tra differenti circuiti cerebrali provocati da stimoli relativamente intensi e/o persistenti.
La coscienza rivela ciò che è stato posto in discussione a livello energetico dai circuiti cerebrali e traduce ciò che è problematico, incerto per l'inconscio cognitivo (l'Ombra), e che quindi deve essere sottoposto a indagine e vaglio.
Per sviluppare una risposta adeguata alle problematiche sollevate dallo stato di incertezza, precarietà, confusione e caos indotte dall'ambiente naturale o sociale, l'individuo sviluppa circuiti complessi di razionalizzazione che hanno il compito di riportare in equilibrio lo spostamento "eccentrico " dell'energia psichica dal suo stato di quiete.
In questo senso la coscienza rappresenta una modalità assai specifica e utile della mente di carattere autodifensivo; in sé non fa niente. Chi fa è il cervello che sembra funzionare a "bozze multiple".
Per gli alchimisti rinascimentali la scrittura finale della verità avviene attraverso "cinque diversi tipi di "bozze". Secondo questo modello tutti i tipi di percezione si compiono nel cervello attraverso processi di elaborazione e interpretazione a traccia multipla che durano porzioni considerevoli di secondo.
Durante questo lasso di tempo possono prodursi, in ordine diverso, addizioni, interposizioni, emendamenti e riscritture di contenuto. Una volta che un'osservazione particolare di una certa caratteristica è stata effettuata da una sezione specializzata circoscritta del cervello, il contenuto informativo così fissato non deve essere più trasmesso altrove per essere ridiscriminato da un qualche "discriminatore principale" (chiamato Homunculus, rappresentato da Cartesio come un omino che guarda dentro la propria testa).
Questa teoria postula la prevalenza di determinate aree del cervello rispetto ad altre nel processo di elaborazione delle percezioni, dimostrata dal fatto che sappiamo tutti discriminare un uomo dotato di coscienza "genitale" e materiale, rispetto a uno in cui sono prevalenti le riflessioni provenienti dal "cuore" e dai sentimenti.
In fondo l'inferno, il purgatorio e il paradiso danteschi altro non sono (secondo questa teoria) che il prodotto di una separazione forzata, (subconscia, inconscia e iperconscia), di diverse aree cerebrali rispetto alle altre, attuata allo scopo di difendere l'ego, l'io e l'identità dell'anima dalle "intrusioni" esterne.
Questa teoria ci fa pensare che non esiste un solo racconto canonico (la versione finale o pubblicabile) in grado di rappresentare il vero flusso di coscienza del soggetto....ma che esistano diversi racconti (giochi di coscienza) che fluiscono indipendentemente dal fatto che lo sperimentatore o lo stesso soggetto possa avervi accesso.
La coscienza diventa così in una prima fase "l'addetto stampa" delle numerose agenzie cognitive che costituiscono la mente del soggetto, e poi, in una fase più evoluta, la "guida interiore" (Virgilio, il sé intuitivo) in grado di condurre Dante verso il Paradiso.
Nello studio della mente la facoltà senziente fluttua al proprio specifico livello (di coscienza), ben al di sopra delle catene casuali della psicologia e delle neuroscienze. Ciò significa che ogni individuo può sperimentare in determinate condizioni stati alterati di coscienza, ma anche sperimentare la discontinuità della coscienza che, per il pensiero buddhista, sorge, sembra indugiare per un istante e poi svanisce, per essere sostituito dal momento successivo.
Lo scopo dell'Arte alchemica è di rendere stabile il flusso di coscienza nel "Paradiso" del cervello interamente collegato (illuminato) dall'energia spirituale, la stessa che all'inizio dell'evoluzione (il serpente), si sposta eccentricamente dall'asse della colonna vertebrale e determina l'insorgere dell'inconscio cognitivo (la zona d'ombra) in cui pulsano le domande, i dubbi, le frustrazioni, le depressioni e la coazione a ripetere gli stessi errori.
Dante utilizza l'immagine di Beatrice per spiegarci che l'energia spirituale deve essere coltivata all'interno di noi stessi come fosse l'immagine dell'amata.
Il Paradiso alchemico è il luogo cerebrale (nucleo intralaminare talamico) in cui avviene il "matrimonium celeste" con l'amata. L'unione avviene nel "Talamo nuziale", all'interno di un luogo sacro in connessione con tutte le altre 5 parti del cervello: sistema della percezione sensoriale, intuizione dei lobi prefrontali, senso di sé nel tempo e nello spazio, comprensione logica linguistica e memoria evolutiva.
L'Alchimia della Coscienza inizia nel momento in cui la coscienza razionale dell'Anima (l'Assunta in cielo) riceve dal Padre (conoscenza dell'Opera alchemica) e dal Figlio (esperienza dei sentimenti), la "corona", simbolo dell'intelletto (il settimo chakra) illuminato dallo "Spirito Santo".
Lo Spirito Santo è in sintesi il programma dell'Arte Alchemica. L'anima razionale che realizza la consapevolezza corporea permanendo nel talamo, affina i sensi della mente e inizia a recepire gli insegnamenti degli artisti e dei filosofi dell'alchimia occidentale e orientale.
Ogni cinque anni avviene un cambiamento di programma: all'inizio l'artista impara l'arte della percezione, poi assimila il significato dei giochi della coscienza e infine realizza l'alchimia della conoscenza razionale e intuitiva. In Oriente lo Spirito Santo è la Shakti che il Guru impartisce al discepolo. E' di tre tipi: prana shakti, chiti shakti e kundalini shakti e rappresentano tre stadi distinti di insegnamento "integrato" che permette l'accesso alla comprensione simultanea di "realtà e verità".
La verità alchemica emerge dalla "superficie" delle cose, e non da una fittizia "profondità", spesso resa inaccessibile e impenetrabile dagli intellettuali che operano limitatamente alla propria particolare coscienza morale di gruppo, di classe o di casta. E per questo che Caravaggio dipinge la "morte della Vergine" come un atto di deliberata liberazione dai vincoli della "carne" che impediscono alla coscienza razionale di essere "assunta " stabilmente in "cielo" (il talamo), finalmente libera dalle pulsioni psichiche, dai dubbi e dal senso di inferiorità rispetto ai dotti a i sapienti.
TAG caravaggio (20), velazquez (10)
2 COMMENTI
09
gen2009
arte alchemica40. Alchimia della conoscenza
scritto da Marta Breuning alle 12:11
[mod] [del]
La Piccola Opera dell' Arte Alchemica (10) si compie in Quattro Atti. Nel primo Atto (Opera al Nero) l'alchimista della libido (l'angelo vestito di nero) evolve nel "senso di sè" (il Bambino) attraverso l'alchimia della percezione (20).
Nel secondo Atto (Opera al Rosso) l'alchimista della percezione (vestito di rosso) evolve in consapevolezza di sè (il Bambino con il frutto del melograno in mano) attraverso l'alchimia della coscienza (30) .
Nel terzo Atto (Opera al Giallo) l'alchimista della conoscenza (vestito di giallo) evolve in coscienza di sè (Il Bambino Gesù) attraverso l'alchimia delle esperienze (arte nigrescente), delle passioni (arte rubescente) e delle intuizioni (arte albescente) vissute dall'Anima attraverso le sensazioni, le emozioni e i sentimenti del cuore (Gesù guida la mano della Madre)
Nel quarto Atto l'Anima dell'alchimista (la Vergine) inizia a comporre la propria opera (l'nno del Magnificat) poichè le facoltà creative peculiari dell'emisfero sinistro (interpretazione critica, razionale e cognitiva) e le facoltà creative peculiari dell'emisfero destro (immaginazione sensoriale, intuitiva e simbolica) sono in grado di operare simultaneamente sull'elaborazione delle parole e delle immagini, dei testi e delle figure, dei simboli e degli emblemi, delle metafore e delle allegorie.
I due Angeli vestiti di bianco (Opera al Bianco), metafora delle facoltà creative illuminate dall'Arte in entrambi gli emisferi cerebrali, porgono la corona sul capo della Vergine a simboleggiare la realizzazione dell'Intelletto alchemico (Intellectus).
L'anima creativa (8x2=16) può così evolvere nell'Ottuplice sentiero attraverso la comprensione razionale e intuitiva dell'arte alchemica (8x4=32), la conoscenza dei simboli della trasformazione (8x6=48) e dei processi di illuminazione della coscienza spirituale in conoscenza spirituale (8x8=64).
TAG botticelli (17)
0 COMMENTI
10
gen2009
arte alchemica0. Il risveglio della mente (Shaktipat)
scritto da Marta Breuning alle 07:49
[mod] [del]
Sentire significa essere coinvolti. Sentire significa conoscere e sperimentare la vita attraverso gli organi di senso. Ci sono due tipi di organi di senso: gli organi della percezione e gli organi dell'azione.
Gli organi della percezione sensoriale sono: udito, vista,tatto, gusto e olfatto. Gli organi dell'azione sono: la parola, le mani, i piedi, gli organi di riproduzione e quelli di escrezione. La mente è l'undicesimo organo. E' definito un organo interno e coordina ed elabora l'operatività degli organi di percezione e l'attività di quelli dell'azione.
La mente è il software del corpo (hardware). Nei primi anni di vita svolge funzioni primarie di apprendimento delle funzioni di autoregolazione dei bisogni fisiologici e delle pulsioni istintive, ma con il tempo la mente empirica individualizzata (manas, il serpente del paradiso) evolve in memoria di lavoro, a medio e lungo termine (citta), senso dell'io (ahamkara) e intelletto razionale (buddhi) ed è in grado di contenere, controllare e inibire (l'angelo della Temperanza) le pulsioni psichiche (Eva) e gli istinti primari (Adamo).
Il Beato Angelico dipinge sulla sinistra la coppia Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso terrestre dall'Angelo della Temperanza e dispone ai loro piedi tre mele, metafora del primo processo alchemico di trasformazione del desiderio e della libido sessuale in amore, coscienza e conoscenza dei sentimenti corporei.
La mente (Mercurio) rimane un supporto neutro, passivo e privo di intelligenza creativa e coscienza di relazione se non è risvegliato, vivificato e illuminato dalla percezione (Venere), dalla coscienza (Giove) e dall'intelletto (Nettuno) dell'Anima. La vicenda è la stessa descritta nel film in cui un robot (Robin Williams) desidera diventare un umano e sostituisce parti del software con impulsi elettrici modellati sugli schemi percettivi, intuitivi e cognitivi modellati delle sensazioni, delle emozioni e dei sentimenti corporei.
Allo stesso modo l'alchimia rinascimentale immagina di poter risvegliare la mente tramite l'amore, la bellezza e la conoscenza di Afrodite. Dalla congiunzione di Mercurio e Venere nasce l'Arte Alchemica di evolvere gli organi sensoriali del corpo nei cinque organi della mente risvegliati dalle potenze dell'anima.
Sensazione, emozione, vibrazione, preveggenza (opalescenza), chiaroveggenza (luminescenza) sono le potenze naturali dell'anima psichica. Evolvendo nelle 4 funzioni mentali (manas, citta, ahamkara e buddhi) le potenze dell'anima psichica diventano le potenze dell'anima razionale in grado di espandere il proprio sentire nelle sei modalità della percezione mentale: autoavvertimento, propriocezione, introspezione, visualizzazione, immaginazione e contemplazione.
Il processo di trasformazione dell'anima psichica (Eva) in anima razionale (la Vergine), intellettiva (la Madonna) e infine creativa (la Vergine del Magnificat) avviene attraverso i diversi sostrati, funzioni e involucri della mente risvegliati, vivificati e illuminati dall' autocoscienza dell'anima (il Bambino interiore).
Affinando i poteri della mente di integrare le funzione degli organi sensoriale della percezione e dell'azione con l'autocoscienza generata dalle modalità della percezione mentale, scaturisce dal "cuore" (l'immacolata concezione) il riflesso primario di coscienza peculiare del ricercatore spirituale.
Il riflesso di primario di coscienza (jivatma/ Gesù Bambino ) è autocoscienza priva di qualsiasi determinazione e individua uno stato di consapevolezza di sè nel tempo presente che evolve attraverso la memoria, il senso di sè nell'ambiente e nella storia, l'esperienza e la conoscenza empirica.
Questo riflesso di coscienza (autocoscienza), in grado di evolvere in consapevolezza, coscienza e conoscenza di sè, è chiamato il Conoscitore (il Sè cognitivo) che grazie alla propria natura di puro splendore illumina costantemente l'intelletto che percepisce tutti gli oggetti.
La Vergine prima di generare il Figlio di Dio, riveve da Gabriele la triplice opera di risveglio, trasmutazione e illuminazione della mente. Lo Spirito santo non è altro che una espansione delle facoltà della percezione sensoriale, mentale e infine spirituale di recepire, decodificare e interpretare l'intero spettro delle frequenze di luce, dagli infrarossi agli ultravioletti.
L'apertura dell'anima alle frequenze di luce poste agli estremi dello spettro deve essere graduale, seguendo una progressione che va di pari passo alla capacità della mente di accogliere livelli di informazione e di conoscenza sempre più eterogenei, complessi e sofisticati.
Risvegliando i poteri della mente di mantenere l'equilibrio tra le diverse funzioni cerebrali, di collegare le percezioni sensoriali con le frequenze di luce e di assimilare bit di informazione sempre più elevati di frequenza, l'anima psichica di Eva evolve nell'anima razionale della Vergine, per sua natura "capace" di accogliere la Luce del Sole (il Sè universale), "canalizzata" dalla colomba, emblema degli insegnamenti alchemici trasmessi dagli "artisti" attraverso l'etere delle loro opere.
TAG beato angelico (4)
0 COMMENTI
11
gen2009
Fondamenti dell'identità spiritualeAlchimia di coppia e congiunzione degli opposti
scritto da Marta Breuning alle 09:18
[mod] [del]
L'Arte Alchemica è la variante occidentale del Tantra. Occorre all'inizio essere in due per realizzare quall'alchimia di coppia che è il fondamento di ogni successo "maschile" nel mondo materiale. Quante volte abbiamo constatato l'importanza di una moglie, di un consulente o di un elevato "back ground" professionale, culturale, e forse spirituale, nel sostenere l'uomo, il professionista e l'artista in ogni fase della sua carriera.
Gli alchimisti del Rinascimento intuirono che le prime due fasi di trasmutazione della mente in "percezione sottile" (Elixir Rubeum) e "coscienza di relazione" (Elixir Album), indispensabili per conquistare qualsiasi posizione di rilievo nella vita materiale, diventavano possibili grazie alla presenza di una componente "femminile", chiamata soror mystica, a ribadire il carattere fraterno dell'operazione.
La "mistica sorella" veniva raffigurata nei panni di una donna intenta ad agire davanti all'athanor, la fornace alchemica, metafora del corpo psichico in cui possono compiersi le operazioni alchemiche di risveglio, trasmutazione e trasformazione del Mercurio in Animus (amor di sè e intelligenza di relazione), Spiritus (comprensione e intelligenza emotiva) e Intellectus (riconoscimento della realtà e immaginazione creativa).
Si intuisce dall'immagine che la figura femminile svolge un ruolo predominante nella coppia. La figura maschile non è necessariamente un uomo, ma incarna la coscienza dell'individuo che si predispone all'azione e delega alla "consorte" in compito di indagare, esplorare e conoscere la realtà attraverso le facoltà cognitive e creative peculiari dell'emisfero destro (la femmina).
Per la donna il discorso è lo stesso. Se desidera avere successo nella vita materiale deve integrare le facoltà percettive dell'emisfero sinistro maschile caratterizzato dalla logica, dalla razionalità e dalla conoscenza esperta del funzionamento dei meccanismi sociali. Nella dimensione intima della coppia , la soror mystica è di solito la prima moglie o il primo marito. Spesso la moglie svolge anche il compito di consulente sociale, mentre in ambito professionale o pubblico la percezione cognitiva del consulente ha il compito di guidare l'alchimista della "materia" nei meandri delle leggi e delle regole del mercato.
Sopra il forno l'alchimista disegna due finestre ovali, metafora di una diversa apertura al fenomeno della percezione e della coscienza delle immagini, mentre al di fuori del sistema corporeo, dieci uccellini, metafora dei cinque sensi corporei e dei cinque sensi mentali, "conducono" l'informazione all'interno di un nuovo vaso dove cresce e si sviluppa l'intelligenza logica e simbolica (i due angeli) di Hermes (il mercurio con le ali sulla testa). Hermes impugna un piccolo stelo composto da dieci serpentelli tra loro contrapposti, a significare del processo di integrazione dell'intelligenza (percezione, coscienza e conoscenza di relazione) maschile in quella femminile e viceversa.
La soror mystica conduce l'alchimista fino alla realizzazione dell'intelligenza e della sensibilità androgina, per cui l'individuo vede, percepisce e comprende la realtà utilizzando le facoltà cognitive di entrambi gli emisferi. Questo processo di integrazione può rimanere separato in alcune coppie creative , come quella istaurata tra gli stilisti "Dolce e Gabbana", oppure nelle coppie in cui chi fa il creativo. come Valentino, delega l'aspetto finanziario e operativo al consulente/partner.
Spesso, invece, la condizione mentale androgina viene realizzata in ambito finanziario e politico, per cui la furbizia percettiva della "volpe" e l'abilità discorsiva del "gatto" si uniscono in un unico cervello. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Berlusconi, Fini, D'Alema, Letta, tutti i democristiani e i socialisti del passato e i "furbetti" del presente, non sono che modelli di trasmutazione della mente in coscienza sociale di relazione, per cui il potere, la ricchezza e la solidità economica dipendono in larga misura dalla capacità di relazionarsi e di condividere i vantaggi degli affari con i "fratelli" di ventura.
La massoneria, la casta politica e in genere tutte le caste sono formate da individui che evolvono il "Mercurio" all'interno di un preciso schema di relazioni sociali controllate, veicolate e suggerite dalla "soror mystica" di turno.
Tuttavia l'Arte Alchemica vuole andare oltre gli aspetti materiali dell'esistenza e suggerisce, attraverso le opere di Leonardo e Raffaello, la via per "illuminare" la mente di Nettuno (Shiva), praticando quotidianamente l'esercizio dei talenti corporei, delle abilità mentali e delle qualità dell'anima. La "soror mystIca" è dentro noi stessi. E' la donna interiore (Afrodite) in grado di espandere la conoscenza della realtà attraverso le facoltà della consapevolezza, della comprensione e della conoscenza corporea.
Leonardo dipinge se stesso al culmine del triplice processo di integrazione delle facoltà femminili dell'emisfero destro e di discriminazione tra il sapere corporeo (intuizione) e il sapere dell'intelletto razionale (speculazione). Lo fa sciegliendo di ritrarsi come una donna, per lo più sordomuta, a stigmatizzare il carattere di profonda introversione e distacco dal mondo realizzato durante il processo alchemico di sintesi dell'intelligenza maschile e femminile (la riga mediana tra i capelli).
Decide di rappresentarsi come una donna, dal sorriso ineffabile, perchè è consapevole di essere diventato il "corpo, la mente e lo spirito" della "soror mystica" che vive, pensa e opera dentro di lui, come fosse un "consulente esterno".
Leonardo diventa Monna Lisa e ascolta la mistica musica che proviene dal sistema sensoriale "femminile". Monna Lisa si trova infatti al vertice di un processo di elaborazione consapevole delle percezioni sensoriali che avvengono attraverso tre gradi di intelligibilità definiti dalle tre ghiandole più sensibili alle vibrazioni e alle frequenze:
il timo (vibrazioni emotive), la ghiandola pineale (frequenze di luce) e le cinque ghiandole paratoidee che si trovano dietro al lobo dell'orecchio (frequenze uditive)
L'alchimista che non interferisce nel processo di generazione e interpretazione soggettiva delle frequenze recepite e decodificate dall'emisfero destro acquista un nuovo status spirituale, detto il "Sè Testimone".
E' in questo stadio di assenza di ego e di identità sessuale, sociale e intellettuale, che l'alchimista artista diventa un medium (Shiva Nataranja) e canalizza sulla Terra le opere suggerite dallo Spirito del tempo (il ciclo di Nettuno).
TAG leonardo (16), mutus liber (2), shiva (2)
0 COMMENTI
12
gen2009
filosofia della conoscenzaLa conoscenza simbolica
scritto da Marta Breuning alle 10:05
[mod] [del]
Giorgione, Triplo ritratto
L'Arte Alchemica suggerisce un approccio diverso all'esistenza. Le opere dell'arte rinascimentale, le vicende mitologiche, le favole, i romanzi e le trame del cinema possono agire sulla mente subconscia e risvegliare il desiderio di conoscere più a fondo il significato dell'Opera alchemica ( e della propria vita).
Ogni vita è un'opera alchemica. Le esperienze che ci capitano sono iniziazioni a livelli più profondi e complessi di comprensione alle quali la mente si deve adeguare.
Se la "mente" non sta al passo con lo "spirito", accade inevitabilmente una crisi che si manifesta a livello psicosomatico, oppure esistenziale.
Le malattie, gli incidenti, i lutti, le separazioni, le perdite di denaro, di stima, di valore, e i conflitti sono occasioni per espandere l'intelligenza,la coscienza e la conoscenza di relazione.
Invece ci piace rimanere ancorati al vecchio stile di vita e ai nostri schemi di interpretazione della realtà, chiusi nel nostro personale, unico ed originale punto di vista; persino orgogliosi (stupidamente) di ciò che pensiamo e conosciamo di noi stessi e della vita.
L'Arte Alchemica invece conduce gradualmente l'alchimista a diventare Testimone di ciò che gli accade. Il progressivo distacco dagli avvenimenti della vita avviene attraverso la conoscenza delle immagini.
Se impariamo a leggere le immagini, e cioè la luce riflessa dalle cose, possiamo osservare la nostra vita come fossimo spettatori di un film, di cui siamo attori, registi e produttori. Lo stesso concetto viene ribadito da Giorgione che raffigura se stesso intento a contemplare due donne.
La donna vestita di bianco è colta nel gesto di tenere la mano destra (i cinque sensi della mente) sul cuore di una donna vestita di nero, dal profilo decisamente greco. L'artista è al centro, tra le due, spettatore distaccato del divenire dei fenomeni che possono essere interpretati solo alla luce della conoscenza simbolica (la donna in bianco) e della spiritualità alchemica (la donna in nero è il simbolo della Tragedia greca).
Giorgione possiede l'arte della conoscenza simbolica perchè è riuscito a collegare i cinque sensi della mente (percezione razionale, intuizione trans-logica, decodificazione - analogica, letterale, anagogica, simbolica, metaforica e allegorica-, interpretazione e memoria di sintesi), con il cuore della sapienza greca.
La cultura greca è stata la prima a codificare gli archetipi che albergano nella psiche umana in poemi, storie, leggende e tragedie che testimoniano la conoscenza di un preciso tragitto simbolico realizzato da Ermete (il Conoscitore), l'energia spirituale in grado di accendere la fiammella sul capo dei due Dioscuri e illuminare il cammino degli Argonauti, i cercatori spirituali.
Lo sviluppo della percezione simbolica dischiude le porte della conoscenza dei processi di congiunzione del senso estetico (il bianco) con il senso tragico della vita (il nero) inaugurato dai greci. Difficile comprendere la realtà se non si riconoscono i modelli e gli archetipi con cui la natura umana si manifesta immutabile nel tempo, e, viceversa, non è possibile comprendere l'Arte se non si possiede la chiave filosofica (i tre ritratti del Sè) per disgiungere il senso tragico (archetipi) dal senso estetico (immagini).
L'Arte Alchemica offre così uno strumento per comprendere noi stessi "leggendo" le immagini prodotte dagli altri. In ogni immagine è presente l'archetipo, il simbolo e il segno in grado di comporre l'emblema, l'allegoria, la metafora necessaria alla nostra mente per ricomporre il disegno spirtuale di nascita, stravolto nell'età adulta dall'emergere dell'ego materiale, sociale e intellettuale.
Ogni artista, scrittore e poeta compone la propria opera per soddisfare il bisogno "spirituale" di ricomporre il puzzle. Utilizzando le qualità intrinseche del sè cognitivo (il cervello connesso con il cuore) collegato ai due occhi (il sè intuitivo e il sè razionale) ogni individuo può iniziare la Piccola Opera di trasformazione della coscienza individuale in coscienza transpersonale.
Il percorso è lungo e tortuoso. Ci sono ancora molte cose che non capisco e non riesco a decifrare. Nei momenti di crisi ho sognato il Cristo della Trasfigurazione. Nei momenti di cambiamento ho sognato di essere un'aquila. La bellezza dell'Arte alchemica è che influisce sull'inconscio, al punto che certe notti sono più eccitanti della vita diurna. Poi al mattino mi alzo dal letto convinta di interpretare un film di avventure e sento di "possedere" un mio proprio, originale e insostituibile destino.
E' in questo stato di "insostenibile leggerezza dell'essere" che ho certezza di vivere all'interno di una "favola" in cui tutto avviene per il "meglio" e niente accade per "caso".
Per chi volesse approfondire i temi della "conoscenza simbolica" consiglio di leggere " I Quaderni dell'Arte Alchemica" pubblicati da Pietro Negri Editore.
http://issuu.com/peterblack/docs/mh2
http://pietronegrieditore.blogspot.com/
TAG giorgione (5)
0 COMMENTI
13
gen2009
psicologia della percezione12. Osservare la Realtà
scritto da Marta Breuning alle 13:05
[mod] [del]
Pieter Brueghel, Il Paese di Cuccagna
L’educazione alla “percezione critica” è il primo nodo che la cultura occidentale deve sciogliere al più presto, al fine di sviluppare l’attitudine naturale della mente a situare tutte le informazioni in un contesto e in un insieme.
I mezzi di comunicazione di massa hanno svolto per tutto il XX° secolo il compito di assecondare, inibire o stimolare la percezione critica dell’individuo, veicolando in forme sottili il consenso o il dissenso su soluzioni in cui veniva richiesta l’adesione o il rigetto di proposte politiche, sociali e culturali di interesse collettivo.
“Si deve insegnare, e ciò fin dalla scuola elementare, che ogni percezione è una traduzione ricostruttiva, operata dal cervello e dai terminali sensoriali, e che nessuna conoscenza può fare a meno dell’interpretazione.” (Edgar Morin, 2001)
Chi scrive e commenta attraverso i mezzi di comunicazione interpreta la realtà in conformità alla peculiare essenza della sua visione del mondo e della vita.
La capacità dell’individuo di evolvere nella percezione critica non dipende dalla preparazione culturale, dallo status sociale e professionale o dall’orientamento filosofico, politico e religioso. In ogni momento della vita l’individuo manifesta all’esterno ciò che evolve all’interno in termini di consapevolezza di sè, coscienza discriminante e comprensione psicologica della realtà.
Ciò si traduce in un particolare umore, stato d’animo, sentimento di vita, filosofia e coscienza storica che i filosofi rinascimentali definivano sinteticamente con il termine “fondo dell’anima”.
La percezione critica di come il pensiero sia modellato dal “fondo dell’anima”, sintesi del retaggio educativo, delle esperienze personali e di specifiche scelte culturali, diventa di massima utilità per valutare con ragionevole distacco non solo i teoremi, le tesi e le ipotesi elaborate dagli esperti, dai consulenti e dagli specialisti del sapere occidentale, ma anche le proprie convinzioni, scelte e decisioni di carattere morale, etico, religioso, politico, ecc“
Così noi possiamo mostrare che si possono avere, a partire da testimonianze contraddittorie sullo stesso evento, per esempio alla vista di un incidente d’auto, percezioni che comportano spesso delle razionalizzazioni allucinatorie. Si possono descrivere casi di percezione imperfetta, dovuti all’abitudine o un’attenzione solo accennata, a disattenzione verso un dettaglio insignificante, a una interpretazione sbrigativa di un elemento insolito e soprattutto a una scarsa visione d’insieme o un'assenza di riflessione" (E.Morin, 2001).
La differenza sostanziale che esiste tra una buona percezione di tutti gli elementi in gioco da una pessima percezione della realtà, spesso riduttiva e incerta, è dovuta principalmente alla difficoltà dell’individuo di mantenere l’attenzione psichica per un tempo sufficiente affinchè il bit di informazione concluda il ‘percorso circolare’ e si depositi nella memoria, dopo che lo stimolo abbia agito sui tre diversi sistemi: percettivo-cognitivo, dell’attenzione e dell’emozione.
L’attenzione è certamente una facoltà che si può migliorare con lo studio, l’esercizio mentale quotidiano e l’abitudine a soppesare i contenuti cognitivi provenienti dagli ‘imput’ sensoriali. Bisogna imaparare a decodificare non solo gli stimoli sensoriali che soddisfano la curiosità nell’immediato, ma anche analizzare le informazioni che sono spesso invisibili all’occhio fisico, ma non al sistema della percezione corporeo (le ghiandole endocrine) che si è sviluppato nel processo di adattamento all’ambiente.
Brueghel descrive nell’allegoria “Il Paese di Cuccagna” le fasi preliminari della percezione, quelle che portano l’anima psichica ad uscire dal tunnel buio dell’inconsapevolezza per osservare, comodamente adagiata su un cuscino di velluto, gli attori protagonisti della storia e della vita. Una donna con la visiera dell’elmo aperta, protetta da armatura e guanti di ferro, si sporge a guardare la realtà, determinata come un guerriero che ‘deve’ aprire gli occhi sulle crudeltà, le miserie e le illusioni di cui sono piene le cronache quotidiane e le vicende umane.
Guardare in faccia la realtà senza interferire anticipatamente con le facoltà del giudizio soggettivo, spesso elaborato come pregiudizio conformista o rifiuto subconscio di elaborare la diversità, l’angoscia emotiva o le proibizioni morali instillati dai tabù, comporta un atteggiamento di apertura serena e fiduciosa a tutte le “frequenze di luce”, a tutto lo spettro di esperienze che contraddistinguono la vita dell’uomo della terra. Ignorare o fare finta di ignorare l’esistenza del male, della crudeltà, della violenza e del peccato morale, etico o ecologico, significa rimanere ciechi, stupidi ed emarginati dalla realtà e dalla conoscenza della verità per tutta la vita.
Ignorare o far finta di ignorare che l’errore di valutazione dovuto ad un eccesso di razionalizzazione o di pragmatismo, anche volto apparentemente a realizzare il bene collettivo, può comportare il disastro, la distruzione e la fine di ogni speranza di conciliazione degli opposti, significa affondare nell’illusione di stare dalla parte della verità o di avere il pieno controllo della situazione.
Brueghel è l’artista rinascimentale che per primo affonda impietosamente il coltello nelle piaghe della società del suo tempo. Lo fa con la lucidità distaccata del giornalista attento, del critico impietoso, privo di qualsiasi forma di compassione o di giustificazione storica o morale: ciò che guida il suo pennello è una curiosità che evolve rapidamente in percezione critica, ragione discriminante e coscienza etica.
Non è privo di suggestione il fatto che a distanza di appena un anno dalla realizzazione del dipinto “il Paese di Cuccagna” Brueghel raccolga i frutti della sua ricerca: lo sguardo impietoso dell’artista alchemico spinge fino agli estremi le facoltà della percezione critica di indagare a fondo il mondo degli “storpi e dei ciechi”, allegorie straordinarie di una società malata nello spirito, incapace di determinare le proprie azioni con coscienza e di guardare in faccia la realtà in cui sono i governanti, o gli esponenti della coscienza collettiva, ad essere ciechi, incapaci di produrre scelte giuste e decisioni pertinenti ai veri bisogni della collettività, poiché “…ora se un cieco guida un altro cieco, ambedue cadranno nella fossa.”
I tre dipinti hanno un comune denominatore, un unico modello compositivo, un’unica fonte di ispirazione. Brughel, è risaputo, era un alchimista, un mistico, un esoterico. Conosceva i simboli dell’astrologia, dell’alchimia e il significato occulto delle parabole contenute nei vangeli. I suoi attori si muovono in un mondo–teatro che recita la propria follia, la propria libido, la propria sacralità senza tuttavia crederci fino in fondo.
La sua visione non è né morale, né etica. Non si schiera da nessuna parte poiché sceglie, o è costretto suo malgrado, di assumere la posizione del ” Testimone”, cioè di colui che non può fare a meno di osservare la realtà con consapevolezza critica.
Brueghel assimila in Italia, sicuramente a Roma o Firenze, i principi della visione alchemica del mondo materiale e spirituale.
La conoscenza alchemica si struttura in quattro parti definite dai quattro assi della croce, il modello primario della spiritualità e della filosofia alchemica occidentale. L’alchimia è fondamentalmente un processo di introversione della pulsione psichica e creativa (o libido) sul piano orizzontale del tempo al fine di far emergere le facoltà superiori della coscienza razionale intuitiva e trascendente che si sviluppano sul piano verticale, dal ‘fondo dell’anima’ alla Mens imago Dei di cui parla Agostino.
Quando l’asse verticale dell’energia psichica generato dall’ anima evolutiva interseca l’asse orizzontale in cui ‘avviene’ l’espansione della percezione critica sul filo dell’orizzonte, avviene una progressiva ‘distillazione del mercurio’, metafora della trasmutazione dell’intelligenza sensoriale in mente razionale.
La percezione critica dischiude (la visiera dell’elmo sollevata) alla conoscenza delle motivazioni, delle intenzioni e dei sentimenti egocentrici che conducono l’individuo a divenire vittima della libido altrui (il soldato morto con il braccio amputato), della propria libido materialistica (il contadino nel quadrante sottostante giace stremato per terra con la schiena spezzata dal duro lavoro) e del desiderio di evadere dalla realtà con la fantasia e la ricerca dei piaceri sensoriali (il fannullone opulento).
I primi tre quadranti definiti dalla croce descrivono i tre atti di trasmutazione della percezione critica in consapevolezza critica, storica e psicologica delle dinamiche sociali, della libido individuale e collettiva e dei meccanismi subconsci e inconsci di fuga dalle responsabilità personali che conducono inevitabilmente alla distruzione, all’avidità e all’ignoranza. Il cibo è a portata di mano, posto sull’albero della conoscenza, su un piano appena più elevato della coscienza sensoriale, ma nessuno dei tre è in grado di appropriarsene.
Nel quarto quadrante invece un omino “buca la nuvolaglia”, metafora del sistema delle illusioni indotte, delle autoillusioni e delle percezioni erronee, e scende a testa in giù nel “paese di Cuccagna” dove il cibo (e il denaro), gli corrono incontro e le oche, già spennate, si offrono su un piatto d’argento.
L’allegoria di Brueghel si compone di quattro metafore che descrivono compiutamente il passaggio evolutivo compiuto dall'individuo che decide di sollevare la visiera e di guardare la realtà dall’Ascendente (AS), il punto in cui sorge il sole.
Dal punto in cui il sole inizia ad albeggiare, l’alchimista può percepire in anticipo gli effetti devastanti prodotti dalla Libido emergente. E’ facile prevedere gli esiti prodotti dall’ascesa al potere degli individui che sono motivati dall’istinto, dal bisogno e dal desiderio di soddisfare la libido egocentrica, considerata dagli alchimisti rinascimentali il “peccato originale” che bisogna estirpare dalla natura umana.
TAG brueghel (3), edgar morin (1)
0 COMMENTI
14
gen2009
arte alchemicaAmerican Beauty e l'Arte alchemica
scritto da Marta Breuning alle 09:23
[mod] [del]
Trama.
Lester Burnham (Kevin Spacey) è un uomo di 42 anni in piena crisi di mezz'età. A causa di una riduzione del personale rischia di essere licenziato da un impiego redditizio al quale però non tiene affatto; sua moglie Carolyn (Annette Bening) è divorata dall'ambizione di sfondare nel settore immobiliare e sua figlia Jane (Thora Birch), una tipica adolescente piena di rabbia verso tutti, a malapena gli rivolge la parola, considerandolo un immaturo incapace di incarnare la figura di padre.
Due eventi incidono fortemente sul destino di Lester e della sua famiglia. Il primo è l'amicizia di Jane con una graziosa ragazzina di nome Angela (Mena Suvari), che si atteggia a cinica e disinibita. Non è la prima volta che Lester è palesemente attratto da un'amica di sua figlia, ma Angela diventa per lui una vera, se pur deliziosa, ossessione. La ragazza ne è lusingata e flirta apertamente con lui, provocando l'irritazione di Jane. Il secondo evento è l'arrivo, nel villino accanto a quello dei Burnham, della famiglia Fitts, composta dal colonello Frank Fitts (Chris Cooper), sua moglie Barbara (Allison Janney), che sembra essere in perenne stato di shock e il figlio diciottenne Ricky (Wes Bentley).
Il colonnello è un padre ansioso e brutale, che in passato ha fatto ricoverare il figlio in una casa di cura per malattie mentali. Egli è incapace di comprendere che Ricky è un ragazzo particolarmente intelligente, sensibile al fascino della vita e alla sua multiforme bellezza. Al tempo stesso ignora che il ragazzo, di mentalità piuttosto spregiudicata, è uno spacciatore di droga. Il colonnello crede che Ricky guadagni con piccoli lavoretti da cameriere i soldi necessari per finanziare il suo costoso hobby, quello di riprendere con la videocamera ogni cosa, compresa la figlia dei vicini, Jane. A questo proposito Ricky pronuncia la battuta "Mai sottovalutare il potere della negazione", tra le più famose del film.
Nonostante all'inizio ne sia spaventata, Jane comincia a trovare Ricky interessante. Angela crede invece che Ricky sia un pazzo, dato che si mostra del tutto indifferente nei suoi confronti: infatti si considera irresistibile e non fa che elencare gli uomini con cui, a suo dire, è andata a letto per ottenere il loro aiuto nel realizzare il suo sogno di diventare una modella.
Dopo aver conosciuto Angela e Ricky, Lester cambia completamente, come se si fosse risvegliato da un lungo coma. Ha continuamente fantasie su Angela e fa jogging e body-building per diventare più attraente ai suoi occhi. Inoltre l'amicizia con Ricky, il modo di fare disinvolto del ragazzo, sommato alla marijuana che questi inizia a fornirgli regolarmente, fanno cambiare l'atteggiamento di Lester nei confronti della vita. Dopo aver ricattato il suo ex-datore di lavoro per ottenere una cospicua liquidazione, Lester cerca di recuperare il tempo perduto, di ritrovare la spensieratezza giovanile, la gioia di vivere momento per momento, infischiandosene della relazione che sua moglie Carolyn porta avanti con il re delle agenzie immobiliari, Buddy Kane (Peter Gallagher).
Però, Lester deve fare i conti con le reazioni al suo nuovo atteggiamento; con il fatto che Carolyn non gradisca affatto il cambiamento, che Jane abbia chiesto, per scherzo, a Ricky di ucciderlo e che il colonnello Fitts inizi ad avere sospetti sulla natura del rapporto di Lester con suo figlio.
Il film segue passo dopo passo il sentiero dell'Arte Alchemica tracciato dall'Alchimia rinascimentale. Lester è un uomo che vive una vita non sua. E' completamente assorbito dal lavoro e inibito dalle regole imposte dalla moglie (la soror mystica) che lo costringe a contenere la pulsione creativa in schemi di relazione falsi, bigotti, formali e abitudinari in nome del quieto vivere e dell'immagine di ricchezza da esibire come status sociale.
All'età di 42 annni, nel momento in cui Urano celeste (il risveglio) va in opposizione con Urano di nascita (l'energia creativa), viene attratto irresistibilmente dalla bellezza di Angela, una adolescente amica della figlia. Per l'Arte Alchemica l'evento segna il momento del "risveglio della mente" (0) associata alla trasformazione della libido sessuale in creatività, coscienza di relazione e conoscenza di sè.
L'effetto è dirompente. Improvvisamente Lester si risveglia e vede per la prima volta la realtà in tutti i suoi aspetti più deprimenti. Il risveglio della mente stimola infatti la creatività istintiva dell'anima che anela alla felicità e alla liberazione dai vincoli, dal sistema delle abitudini e dalle leggi. Si innesca così la "Piccola Opera" (10) di trasformazione della vita quotidiana facilitata da un diverso e più profondo livello di percezione della verità (20).
La frustazione per il lavoro, l'ambizione sociale della moglie, la "prigione" famigliare, la ricerca del successo e della ricchezza si rivelano ai suoi occhi falsi e inutili, come l'assurda pretesa di non sporcare l'immacolato divano bianco o di perseguire obiettivi che poco hanno a che fare con la felicità dell'anima.
Lester si licenzia, cambia casa e stile di vita e inizia un processo di trasformazione della percezione critica che lo conduce in breve tempo a innescare una diverso rapporto con se stesso, il corpo e i desideri sensoriali. Nel momento in cui il protagonista modifica il rapporto con se stesso, desiderando di essere fisicamente più in forma, tonico e attraente, avviene l'iniziazione all'alchimia della coscienza (30).
Iniziano così a cambiare le relazioni con il prossimo e la capacità di intuire l'aspetto materialistico e utilitarisco di sfruttamento che si agita invisibile in ogni forma di rapporto sociale. Lester cambia lavoro per disporre di maggior tempo libero e incrementa giorno dopo giorno l'intelligenza,la coscienza e la conoscenza di relazione.
La felicità dell'anima dipende in larga misura dalla qualità delle persone che ti stanno vicine e dall'aspetto disinteressato di ogni tipo di relazione, qualunque essa sia. Ciò richiede uno sviluppo "ipertrofico" della "coscienza di relazione" (il quarto chakra dell'alchimia orientale) che si fonda sul rispetto reciproco, l'attenzione, la cura, l'amore, l'ascolto, l'aiuto disinteressato, la condivisione e i sentimenti di amicizia.
Lester costruisce una propria morale individuale e la sua mente, risvegliata dall'attrazione sessuale, trasmuta velocemente grazie alla procastinazione del desiderio di fare l'amore con Angela. Le fantasie erotiche e le rose rosse (le rose "American Beauty") descrivono simbolicamente il passaggio alchemico della libido sessuale e desiderio di possesso, nell'amore del "cuore", l'unico in grado di elaborare la pulsione in creatività e desiderio di conoscenza (40)
I petali rossi delle rose ammantano in sogno il corpo nudo di Angela, desiderata ossessivamente dalla "coscienza del cuore" che si instaura nel suo cervello e gli impedisce, di fatto, di sedurre sessualmente la ragazza, sempre più disponibile a farsi corteggiare. Alla fine Lester rinuncia all'atto sessuale e ciò produce un nuovo cambiamento, poichè la mente divenuta coscienza non può che produrre, attraverso i suoi nuovi cinque sensi, "conoscenza e verità". (50).
L'evento è descritto allegoricamente come un atto di redenzione dell'io e di purificazione definitiva dal "peccato originale" rappresentato dalla "libido di possesso". Alla purificazione del cervelletto, sede degli istinti primari e laboratorio chemico di trasmutazione della mente in coscienza, corrrisponde la "morte" del vecchio ego. Nello stesso momento in cui Lester decide di rinunciare ad Angela, una pallottola lo colpisce alla nuca e lo proietta, simbolicamente, nel Paradiso del Sè (60).
Lester muore fisicamente, ma la sua mente continua a raccontare l'epilogo dell' avventura spirituale. Insieme all'anima, la mente è uscita dal corpo e riflette sul significato di ciò che è avvenuto. E' in questa delicata fase di comprensione delle esperienze, delle ricerche e e delle intuizioni che prende forma l'alchimia della "vera conoscenza" (40) di ciò che significa vivere attraverso l'arte (70) e lo spirito alchemico (80).
TAG cinema (31)
0 COMMENTI
18
gen2009
pedagogia dell'animaLa consapevolezza non è un'opinione
scritto da Marta Breuning alle 07:14
[mod] [del]
Guido Reni, Atalanta Fugens.
Si fa da sempre un gran parlare, nell'ambito delle relazioni umane, della necessità di evolvere in consapevolezza. Sono in molti a predicare, organizzare corsi, scrivere libri e creare scuole di psicologia o di consulenza filosofica facendo "leva" su questo concetto. Ogni volta che si commette un errore ti viene detto di non essere stato sufficientemente consapevole delle conseguenze delle tue azioni.
Non diversamente siamo penosamente consapevoli che il conflitto sociale, relazionale o di coppia è spesso generato da chi parla, agisce e percepisce senza riflettere, inconsapevole del peso e degli effetti spesso devastanti prodotti da questo "mancanza".
La consapevolezza è sempre qualcosa che è assente, forse distratta da altre cose più importanti. Ha a che fare con l'attenzione, ma anche con il rispetto per gli altri, oltre che per noi stessi. Ci manca nei momenti della vita vita in cui commettiamo degli errori. Ma lo sappiamo solo dopo di aver sbagliato e ci giustifichiamo dicendo che sono proprie lo esperienze a farci crescere in consapevolezza.
In realtà c'è molta confusione sull'argomento. Gli esperti si 'riempiono' la bocca di bei concetti, ma non sono in grado di andare oltre le solite frasi di circostanza. Forse alla fine dell'undicesimo colloquio con il consulente, diventi (penosamente) consapevole di aver speso denaro, tempo ed energia con "persone" che non hanno capito niente della natura umana, mentre invece hanno compreso tutto della vita e di come lucrare e vivere agiatamente sulle problematiche altrui.
In fondo anche questa è una esperienza. Devi diventare consapevole che nella vita non c'è nessuno che ti possa veramente aiutare, poichè, come tutti insegnano, guru compresi, è solo la consapevoelzza che ti salva dalla disgrazia, dalla miseria e dal rischio di cadere vittima della "consapevolezza" altrui.
Gran bella cosa la consapevolezza. Ma perchè dobbiamo sempre soffrire e avere esperienze negative per evolvere in questa "funzione" specifica dell'emisfero destro? Gli alchimisti rinascimentali affermavano genericamente che c'erano due modi di evolvere nei sensi della consapevolezza (percezione, intuizione, decodificazione, comprensione e conoscenza): attraverso l'esperienza e la conoscenza diretta (Marte, Saturno e Plutone), oppure tramite l'esperienza e la conoscenza indiretta (Venere, Giove e Nettuno).
Nel secondo caso, il più difficile da praticare per la gente comune, ma decisamente in auge in ambienti di formazione in cui si insegnano tecniche di marketing, la conoscenza inderetta (di matrice femminile) si configura come una attenta analisi e valutazione delle esperienze e delle conoscenze già collaudate dalla "consapevolezza" altrui. Inoltre si può incrementare la consapevolezza di una determinata realtà analizzando le realtà virtuali prospettate dalle trame del cinema, dei romanzi o leggendo i libri che studiano a fondo il fenomeno evolutivo della consapevolezza individuale (le biografie) e collettive (la storia).
Il fenomeno è ben conosciuto nei settori della tecnologia, della scienza e dell'arte applicata nei quali l'innovazione creativa non può che essere partorita da una consapevolezza "storica" e "critica" di ciò che è già stato fatto precedentemente. Il fenomeno invece è trascurato a livello di formazione dell'individuo. La pedagogia scolastica, famigliare, religiosa e civile è diventata una "brutta" parola, quasi repellente. Nessuno ci può insegnare come si deve vivere e come diventare più consapevoli, mentre invece è possibile insegnare a osservare e analizzare lo sviluppo della consapevolezza attraverso la pedagogia trasmessa indirettamente dalle opere dell'arte, della letteratura, della filosofia e del cinema.
L'Arte di Afrodite trasmette quindi una forma di conoscenza indiretta della realtà. Certamente la percezione non può sostituire l'azione diretta, ma può condurre a realizzare più rapidamente non solo una carriera professionale, ma anche una "carriera" spirituale. Per l'alchimia greca non c'è nessuna distinzione tra Materia e Spirito. Entrambe sono generate da un "Tutto" in cui è possibile vedere brillare la luce della consapevolezza non dualistica della Realtà.
Recentemente la scienza quantististica ha scoperto che gli atomi non sono posizionati in modo fisso, univoco e matematicamente rigido, ma sono collocati e oscillano all'interno di stringhe che partecipano, insieme a tutte le altre, a formare l'undicesima dimensione dell'Universo, rappresentata come una membrana reticolare non dissimile dalla gomma piena di aria di un pneumatico. L'universo è un involucro fatto di "coscienza" e le scoperte della scienza dimostrano che l'uomo conosce solo ciò che la sua mente/coscienza è in grado di elaborare in rapporto alla Mente/Coscienza Universale (il Tutto).
La consapevolezza svolge un ruolo determinante nello sviluppo del'individuo. L'Alchimia dell'uomo è figlia dell'Alchimia universale e conosce le leggi che regolano i rapporti tra le diversi parti del corpo e del cervello. Non c'è distinzione tra corpo umano e il corpo cosmico, tra il software della mente individuale e il software della Mente universale (le Costellazioni). Non esiste distinzione perchè è la Coscienza a stabilire un rapporto bidirezionale tra gli accadimenti umani e quelli celesti.
Ciclicamente le civiltà giungono ad esplorare l'Undicesima dimensione della realtà e scoprono, ognuna con un proprio specifico linguaggio e destino, le relazioni invisibili che esistono tra la dimensione umana e quella zodiacale (la civiltà cretese), tra la dimensione visibile dei vivi e quella invisibile dei morti (la civiltà egizia), tra la dimensione astratta del linguaggio e quella astratta dei simboli figurati (egizi) e astratti (sumeri) utilizzati nella scrittura, oppure tra la dimensione "acustica" prodotta dal "suono interiore" generato dalla consapevolezza del Testimone silenzioso e il suono cosmico prodotto dal movimento delle sfere celesti (civiltà vedica).
L'Arte di Afrodite insegnata dai greci è descritta dalla vicenda della ninfa Atalanta. Velocissima nella corsa la bellissima ninfa sfida gli uomini a superarla in velocità e destrezza. Chi non ci riuscirà dovrà perdere la vita o morire, per dirla alla Harry Potter, per mano dei Dissennatori. Ippomene è innamorato di Atalanta, ma ha paura di non farcela. Desidera congiungersi con lei, ma teme di non essere abbastanza veloce per conquistare il suo cuore.
In suo aiuto giunge la Dea Afrodite. E' commossa dall'amore provato dal giovane per l'anima psichica (la ninfa) e gli dona tre mele d'oro per conquistarla con i frutti della consapevolezza percettiva (Venere). Evolvere in consapevolezza attraverso l'arte di Afrodite significa infatti rapportarsi con intelligenza (Eros), coscienza (Amor) e conoscenza (Hermes) di relazione (XI^ dimensione della realtà) non solo con l'altro sesso, ma con tutti gli esseri viventi, la natura e il cosmo intero.
La coscienza ecologica, la conoscenza degli archetipi, e l'intelligenza di rispettare la natura psichica (e il denaro) di ogni essere, rappresentano alcuni dei doni offerti dalla Dea agli uomini che hanno a cuore (Ippomene) l'evoluzione dell'anima psichica (Atalanta) in anima razionale, intellettiva e creativa (la Vergine). Gli uomini e le donne che hanno a cuore l'evoluzione spirituale della propria anima non devono chiudersi in convento (la clinica psicologica) o nei monasteri (la clinica psicoanalitica), ma frequentare i musei, i cinema e le librerie per "fermarsi" a cogliere, una dopo l'altra, le tre mele disseminate da Ippomene sul percorso della ninfa e costringerla così a riflettere sulla propria folle corsa verso un successo materiale privo di senso.
Che cos'è un successo conquistato a discapito di qualcuno? Che senso ha vincere danneggiando il prossimo? L'intelligenza di relazione chiede all' Eros di congiungere azione e percezione, all'Amore di sanare il conflitto tra ragione e sentimento e ad Hermes di informare della presenza invisibile degli archetipi che da millenni "modellano" le anime che si "incarnano" nel corpo umano.
Ma non è una incarnazione proveniente da mondi spirituali celesti. L'anima psichica si "Incarna" nel corpo attraverso la consapevolezza delle sensazioni, delle emozioni e dei sentimenti corporei. La Ninfa Atalanta è l'anima psichica incarnata nel corpo e quindi estrememente sensibile e veloce nel decodificare le informazioni provenienti dai sensi corporei. Questo stadio primario di sviluppo dell'essere (la Piccola Opera) è propedeutico per iniziare l'Arte Alchemica (la Grande Opera) che inizia nel momento in cui l'anima si sofferma a raccogliere le tre mele d'oro e cioè risveglia i poteri latenti della mente (Eros, Amor ed Hermes) di comunicare io desideri dell'anima con intelligenza, coscienza e conoscenza di relazione.
La ninfa Atalanta rallenta la corsa e si ferma a raccogliere le tre mele. Espandendo i cinque sensi della consapevolezza mentale (la Vergine), la ninfa diventa "capace" di accogliere razionalmente gli insegnamenti dell'Arte alchemica e di generare dentro di sè (il seno della Vergine) il frutto autentico della consapevolezza corporea in rapporto al mondo (Gesù Bambino).
L'Arte Alchemica "accade" a a chi "risveglia" la mente. E' un evento descritto nell'Annunciazione (11). L'argangelo Gabriele (alterego di Ippomene) avverte la Vergine (la consapevolezza mentale) di essere stata risvegliata dalle parole (dei libri), dalle immagini (dell'arte) e dai contenuti di coscienza (dei filosofi e dei saggi). Il risveglio della mente annunciato da Gabriele genera il concepimento "immacolato" del figlio, simbolo della "consapevolezza creativa" peculiare di ogni vero artista.
Durer, Madonna del rosario
Attraverso la consapevolezza creativa del "figlio Gesù", emblema delle mente illuminata da Eros, Amor ed Hermes, l'anima può continuare ad evolvere e compiere la sua metamorfosi fino a diventare la "Madonna del Rosario", emblema dell'anima in grado di dispensare lei stessa i doni di Afrodite (la corona deposta sul capo di principi e vescovi). Ai principi, metafora degli uomini impegnati nella realtà materiale, la Madonna dona il rispetto per le donne, la bellezza interiore e l'amore per l'arte. Ai vescovi, metafora degli individui che vogliono evolvere spiritualmente, la Madonna, per mano del figlio, dona la consapevolzza creativa di agire nel mondo della cultura attraverso le opere dello spirito alchemico (arte, filosofia).
Se si riflette sulla straordinaria prolioferazione dell'immagine della Vergine con il Bambino, si intuisce l'importanza spirituale del profondo legame, sopratutto simbolico, che lega la madre con il figlio. La consapevolezza mentale della realtà sperimentata attraverso i sensi sottili della percezione, dell'intuizione, dell'interpretazione, della comprensione e della conoscenza di sintesi, è il fondamento di ogni azione creativa compiuta con amore e rispetto del prossimo e dell'ambiente (inoxia floret, "fiorire senza nuocere" è il motto dell'alchimista che giunge alla XII^ iniziazione)
Gesù Bambino è dunque il simbolo di una effettiva consapevolezza creativa in grado di agire nel mondo con intelligenza, coscienza e conoscenza di relazione. Se non si conquista questo stadio di trasformazione alchemica della libido, ogni successo rimarrà una esperienza effimera e priva di senso, un continuo salire, gradino dopo gradino, verso il nulla, il vuoto della memoria, la perdita dell'identità umana e spirituale e la definitiva la morte dell'anima psichica a cui corrisponde l'annichilamento della coscienza creativa e il decadimento nel mondo materiale.
TAG durer (9), guido reni (1)
0 COMMENTI
19
gen2009
arte alchemicaMedusa e Maddalena
scritto da Marta Breuning alle 11:57
[mod] [del]
Viviamo in una società in cui il culto del denaro è finalizzato al godimento del piacere indotto dal lusso, dalla moda, dalla bellezza, dalle emozioni sensoriali suscitate dai viaggi esotici e di ogni sorta di gratificazione che ci procura la sensazione di fare una bella vita, libera dallo stress, dal bisogno, dall'ansia di invecchiare e dalla paura della solitudine.
La ricerca del piacere sensoriale è iscritta geneticamente nella psiche femminile, in quella parte del genoma in cui sono codificati gli istinti di conservazione della specie e di equilibrio del metabolismo psichico. Da millenni lo sguardo femminile (la ninfa Leda), informato senza soluzione di continuità dalla consapevolezza psichica delle sensazioni corporee (la ninda Atalanta), influenza le scelte e le priorità della collettività, sia essa una tribù, un gruppo, una classe di consumatori o una intera società industriaiizzata.
Dalla preistoria lo sguardo delle donne guida la comunità a migrare in luoghi più salubri e addatti alla prolificazione e influenza in modo determinante la costruzione dell'habitat e delle condizioni materiali, igieniche ed economiche migliori per garantire l'equilibrio psichico dell'individuo, della coppia e della collettività nel suo complesso. Su questa base di conservazione dell'identità sessuale, famigliare e di gruppo sono sorte le città fortificate e la necessità di abbellire e decorare le dimore.
Agio e piacere sono le due forme più evolute di benessere realizzate dalla civiltà mediterranea. Agio e piacere hanno tuttavia stravolto il ruolo "sacro" della donna di "informare" la società sulla necessità di trasformare la libido sessuale maschile in amore, rispetto e amicizia per il corpo sensoriale della donna che evolve dalla consapevolezza dei bisogni materiali nella consapevolezza dei bisogni dell'anima.
E' la società greco-romana a codificare il culto di Apollo e di Medusa. La loro effige viene posta all'ingresso delle terme, dei teatri, delle arene e in tutti i luoghi pubblici (non religiosi) in cui " panem et circenses" rappresentava uno slogan involgarito adatto a descrivere la necessità dell'anima di evolvere il bisogno di cibo in desiderio di creatività e bellezza (Apollo) e il bisogno di godimento (i giochi) in desiderio di agio e piacere (Medusa)
I bisogni primari dell'anima sono infatti collegati al cibo inteso come sintesi metaforica di tutte le forme di energia che permettono all'anima di continuare a godere del corpo e delle sue potenzialità di percepire gli aspetti più sottili del cibo, quali la "luce della bellezza" (creata da Apollo) e la "luce della conoscenza" (fecondata dalla morte di Medusa).
Mentre Apollo diventerà il culto virile dell'individuo che trasforma la libido sessuale in creatività e amore per il corpo (maschile) e l'anima (femminile), Medusa continua a dimorare nel cervello delle donne ancora oggi scisse tra desiderio materiale di agio e piacere (libido appagativa) e desiderio dell'anima di percepire la luce di "Dio" (bellezza e verità).
Medusa era considerata dai greci l'emblema della percezione psichica femminile in grado di individuare, selezionare e scegliere le forme, i colori, le immagini e, per esteso, i giochi, i divertimenti e i piaceri più adatti a scatenare l'eros maschile, attratto dalla sensualità delle forme, dalla bellezza dei colori e delle proporzioni e dal gioco sottile sviluppato dai sensi corporei e mentali.
Terza di tre sorelle specializzate nella percezione degli elementi utili a per soddisfare la libido appetitiva, affermativa e appagativa dei cittadini, Medusa viene condannata da Afrodite a diventare un mostro spaventoso, poichè la sua abilità di appagare gli istinti, i bisogni e i desideri sessuali ed edonistici (i serpenti che adornano la sua testa), repressi dalla cultura e dalla religione nel subconscio (il fondo del mare), impedisce agli uomini di evolvere dalla dimensione materiale a quella spirituale.
Medusa è ancora oggi lo sguardo delle donne ossessionate dal desiderio di possedere le scarpe, le borsette e gli abiti creati dalla moda (apollinea e monosessuale) in quanto oggetti "sensoriali" in grado di soddisfare la libido appagativa e con essa la pulsione psichica di gratificare il bisogno di agio, confort e piacere peculiare dell'anima della ninfa.
Medusa è lo sguardo dell'anima (femminile e/o omosessuale) che desidera inconsciamente di diventare essa stessa "cibo" in grado di sfamare la libido appetitiva e affermativa degli uomini, anche se negli ultimi decenni la libido sessuale della femmina ha invertito i ruoli con lo sguardo famelico del maschio seduttore e l'emergere del femminismo ha ribadito il diritto delle donne di affermarsi sul piano sociale, professionale e politico.
Lo sguardo dell'anima che rimane confinato nel mondo luccicante delle vetrine, delle riviste o delle immagini televisive o che rimane per sempre prigioniero della libido materiale di ricercare e possedere gli oggetti di lusso o di piacere non sarà mai interessato a cogliere la luce spirituale proveniente dai libri e dalle opere dell'arte. Medusa è la divinità interiore che ci permette di godere degli aspetti materiali dell'esistenza, ma diventa un mostro da eliminare ed uccidere nel momento in cui l'individuo percepisce l'urgente di soddisfare altri tipi di bisogni, come quello di esprimere la creatività dell'anima e di soddisfare la sete di conoscenza.
La mitologia descrive l'evento dell'uccisione di Medusa come un atto simbolico compiuto dall'io sperimentatore (Perseo) per amore della propria anima creativa (Andromeda) che desidera evolvere in Intelligenza, coscienza e conoscenza di relazione (la costellazione dello Scorpione).
Caravaggio: Narciso
Assistiamo infatti in questi ultimi decenni all'esplosione generalizzata di una profonda e diffusa consapevolezza psichica delle sensazioni, delle emozioni e dei sentimenti corporei indotti non tanto dall'amore sessuale, ma dal consumo dei prodotti della moda e del lusso. Uomini e donne condividono l'emozione di indossare un abito, un gioiello o un accessorio di firma, oppure il piacere di guidare un'auto di lusso, di possedere una barca o di arredare la casa con mobili di tendenza.
La consapevolezza sensoriale di ciò che che procura il senso di agio e di piacere e stimola il senso estetico è ormai così comunemente condiviso che è diventata parte integrante dell'eterno bisogno di fermare il tempo e di rimanere giovani , piacevoli e belli. (Narciso incontra Medusa sprofondando nell'acqua mentre rimira la sua immagine riflessa dalla superficie)
Caravaggio: Madonna del Rosario
Essere consapevoli dei sentimenti del corpo è già un bel passo in avanti rispetto al Medioevo in cui gli uomini comuni erano considerati degli zotici, mentre certe donne, poco interessate all'esercizio dei sensi, delle streghe dedite al culto del diavolo. Dopo dieci secoli di fustigazione del corpo, sacrificato dal cattolicesimo al ruolo di depositario di passioni diaboliche (maschio) e fonte di depravazioni (femmina), emerge nella cultura italiana delle città feudali (Siena, Firenze, Orvieto, CIttà di Castello, Urbino) il culto della Vergine con il Bambino. La devozione per la Vergine segna il passaggio da una forma di consapevolezza psichica di ciò che si percepisce con gli organi di senso fisici, a una forma di consapevolezza di ciò che si sente con i sensi mentali in relazione al mondo in cui si vive.
La differenza è sostanziale. Il sesso diventa improvvisamente l'amor cortese e nasce l'arte alchemica della poesia e della commedia come forme di interpretazione dei sentimenti umani. La bellezza e l'anima della donna diventano fonte di ispirazione e di sublimazione dell'istinto sessuale in amore, creatività e coscienza di sè in rapporto al modo. I sensi corporei diventano lo strumento principale per entrare in contatto con il Divino e i filosofi, spesso monaci e mistici, iniziano a descrivere il processo di illuminazione dei sensi mentali e spirituali necessari per percepire la luce di Dio.
Ciò significa che è possibile entrare nel mondo spirituale sviluppando le qualità della percezione sensoriale, ovvero le stesse qualità che troviamo nelle donne che sfogliano le riviste di moda e cercano lo stile più adatto per far risaltare la propria bellezza.
Afrodite non è priva di sapienza. L'arte alchemica transita attraverso gli occhi delle donne e si afferma per mano degli artisti e dei filosofi della conoscenza. Ed è così Afrodite suggerisce a Perseo la tecnica per non rimanere pietrificato dallo sguardo di Medusa e sconfiggere la tentazione di rimanere imprigionato nel mondo della materia (Arianna è prigioniera negli inferi).
La tecnica è da millenni sempre la stessa. Perseo non deve guardare Medusa direttamente negli occhi, ma deve osservarla attraverso l'immagine riflessa uno scudo lucente, metafora di un processo "metallurgico" di elaborazione delle immagini percepite indirettamente dagli organi sensoriali della mente (percezione critica, intuizione logica, interpretazione simbolica, comprensione trans-logica e conoscenza di sintesi), capace di difendere l'individuo dall' errore.
Perseo mozza così la testa di Medusa e stacca definitivamente il suo cuore dal cervello "infettato" dalla libido appagativa della Dea. L'atto è ovviamente simbolico. In realtà è una decisione che comporta la scelta di come utilizzare le risorse di tempo, denaro ed energia a disposizione. E come tutte le scelte bisogna porsi una domanda.
La domanda è la seguente: "devo spendere tutte le mie risorse fisiche, mentali, creative e materiali girovagando per vetrine, locali, ristoranti e discoteche, oppure provo, mio malgrado, ad ascoltare l'Eco della mia anima? (nel mito di Narciso, il bellisssimo giovanetto non vuole accorgersi dell'amore della ninfa Eco che lo insegue da lontano).
La decisione da prendere non è difficile, anche perchè l'Arte Alchemica suggerisce una soluzione. Occorre mozzare la testa di Medusa per permettere all'anima di rivivere le vere passioni del cuore (Andromeda viene liberata e diventa una costellazione del cielo visibile da tutti) e realizzare una stupefacente alchimia degna del talento artistico di Caravaggio.
Per Afrodite le donne (e gli artisti) che decidono di liberarsi dalla libido appagativa di Medusa possono percepire simultaneamente sia la bellezza estetica che la bellezza spirituale e coniugare dentro se stessi la tesi degli alchimisti per cui "ciò che è bello dentro è bello anche fuori e ciò che è percepito bello è anche buono, funzionale e utile per l'evoluzione spirituale dell'anima del ricercatore (Andromeda).
Lo "scudo di Afrodite" conduce a considerare l'Arte della percezione come Tecnica Regia che ci permette di entrare in contatto con Dio attraverso l'esperienza della materia, del corpo, del piacere sensoriale e dell'estasi provocata dalla luce della conoscenza.
Caravaggio: La conversione di Maddalena
L'Arte della Percezione è rappresentata nel Vangelo dalla figura della Maddalena. Sempre presente in tutti i momenti chiave di trasformazione spirituale del Cristo, Maddalena compie l'Alchimia della percezione psichica della bellezza (lo specchio) e del piacere fisico (i cinque petali bianchi del fiore) nella percezione psichica della luce emanata da Cristo.
Emblema della donna e dell'anima che vive nella realtà della materia, Maddalena sperimenta l'estasi di percepire simultaneamente la bellezza estetica e quella spirituale. Ciò avviene dopo due momenti di crisi rappresentati da Caravaggio: la conversione e la penitenza.
Caravaggio: Maddalena penitente
Nella "Penitenza di Maddalena" Caravaggio dipinge i simboli della libido appagativa (la collana, i gioielli, i profumi) abbandonati per terra, a significare il distacco simbolico dalle cose e dai riti che gratificano la dimensione corporea dell'anima.
Maddalena concluderà il percorso di salvezza (dell'anima modaiola delle donne) facendosi trovare puntuale il giorno della resurrezione di Cristo dal Santo Sepolcro. Cristo la vede e la avverte: "Noli me tangere", "Non mi toccare", per ribadire il carattere "virtuale " dell'esperienza percettiva.
Questa è l'Arte di Afrodite, questa è l'Arte interpretata straordinariamente da Caravaggio in tutti i suoi aspetti, poichè la bellezza delle immagini deve congiungersi con la bellezza dei contenuti espressi dalle parole, dai simboli, delle metafore e delle allegorie generate dalla filosofia.
TAG caravaggio (20), mitologia (18)
0 COMMENTI
20
gen2009
arte alchemicaAnimus e Psiche (alle origini del vero amore)
scritto da Marta Breuning alle 16:59
[mod] [del]
Nel post di ieri (Il Giardino di Afrodite), scrivendo della bellezza e della ricchezza interiore delle donne, mi è venuta in mente l'immagine delle "Tre Grazie" dipinte da Botticelli nell'Allegoria della Primavera. il tema delle Tre grazie è una "gardenia" della poesia latina, adatta a descrivere in sintesi il legame universale esistente tra i Doni offerti dalla Donna,e i Doni offerti dall'Anima che evolve nei sentimenti di amicizia, rispetto e comprensione.
L'anima di ogni essere realizza una triplice metamorfosi all'interno del corpo. Gli studiosi di neuroscienza e di psicoanalisi affermano che un corpo privo di relazioni con la madre e con l'ambiente, privo di affetti e di attenzioni, di cure e di protezione, di amore e di stimoli sensoriali rischia di rimanere privo di "anima". E' per questo che alcuni psicoanalisti affermano che il "farsi anima" è un processo che non può fare a meno dell'elemento femminile nel corpo, ritenuto dai greci una essenza "maschile".
Per l'Alchimia, scienza esoterica che insegna, dimostra e induce stati di illuminazione della mente, l'anima si incarna nel corpo per mezzo di tre gradi di calore che possiamo definire "psichico", "creativo" e "intellettivo". Sottoposto ai Tre fuochi generati dall'anima della donna, ogni uomo (Marte) inizia a comprendere l'importanza delle sensazioni, delle emozioni e dei sentimenti corporei (Venere) per essere effettivamente consapevole di se stesso e degli altri nel tempo presente.
Stabilendo un legame alchemico con l'anima femminile, l'individuo evolve nel Mercurio e cioè nell'intelligenza, nella coscienza e nella conoscenza di relazione. Botticelli dipinge il giovane Mercurio che ancora indossa i calzari di Marte, a significare che l'anima sta agendo sul corpo e in particolare sta modellando la libido sessuale maschile in amore per il corpo della donna. L'amore che l'uomo nutre per la donna scaturisce da una trasformazione, da un bacio dato dalla principessa al rospo che finalmente si decide di diventare un principe.
La trasformazione della libido sessuale nell'amore del "cuore" in grado di scatenare in entrambi il demone dell'eros, avviene per gradi. In passato occorrevano mesi per fare emergere l'amore romantico, anche se gli uomini sono stati sempre più veloci a imparare il romanticismo di "facciata" per accelerare la consumazione dell'atto. Fino a qualche anno fa l'amante aspettava il terzo appuntamento per capire di aver fatto breccia nell'anima dell'amata, mentre oggi non solo bastano tre ore, ma è la donna, e il suo corpo, ad aver bisogno di essere surriscaldata dal fuoco "psichico, creativo e intellettivo" generato dall'animus maschile.
Il concetto di "animus" è molto importante per comprendere il rovesciamento dei costumi amorosi che è avvenuto in questi ultimi 4 decenni. La donna non ha più bisogno di essere sicura di chi ha di fronte per arrendersi alla passione erotica. L'atto sessuale non è più il "suggello" di un impegno amoroso che condurrà al matrimonio, ma è invece la premessa per stabilire quel famoso rapporto di "comunicazione" che molte donne invocano dopo il femminismo, ma che nessun uomo è in grado di capire e praticare.
Il problema non è quello di contenere la libido sessuale, ormai in fase di decadimento a causa dello stress o sempre più difficile da "rintracciare" per il poco tempo a disposizione per le relazioni sociali e le rare occasioni di incontro. Se si vuole fase sesso è sufficiente andare in discoteca, ma se si desidera il vero amore, l'amore del cuore, bisogna imparare a "percepire" il fascino dell'individuo (Mercurio)che ha un minimo di Animus, e cioè ha maturato "intelligenza di relazione."
Se si trasferisce il ragionamento sul piano mentale, ci si accorge che uomini e donne sono uguali. Bisogna lasciare da parte l'anima e i suoi bisogni psichici di colmare un vuoto, una assenza o una limitatezza. Le donne diventano delle Dee quando vanno oltre le necessità e i desideri dell'anima egocentrica, sempre condizionata da assurde pretese di fedeltà, di riconoscenza, di attenzione e coccole. Ciò che bisogna esprimere non è l'anima, ma l'animus, l'intelligenza di relazione.
Sul piano dell'intelligenza di relazione uomini e donne sono praticamente identici e complementari. A partire dai primi decenni del Novecento si è verificato una diffusa capacità dell'individuo di relazionarsi con le parole, le immagini, l'abbigliamento, i simboli della femminilità e della virilità e i simboli dello status sociale e del successo professionale. Nel giro di pochi anni l'elìte culturale che gravitava attorno alle esperienze artistiche, psicologiche e psicoanalitiche delle "avanguardie" iniziava a percepire la presenza invisibile dell'Animus di scatenare turbamento nell'anima, di eccitare i sensi e di stimolare le fantasie sessuali e l'immaginazione creativa.
L'alchimia di Anima e Animus avviene sul piano mentale. Attraverso la moda, la Bellezza estetica, il glamour, la comunicazione simbolica, i doppi sensi e l'espressione di una sofisticata cultura del corpo, la donna ha imparato a proiettare il "fuoco psichico, creativo e intellettivo" dell'Animus ed a imparare ad eccitare la mente degli uomini. Allo stesso modo gli uomini, anche se con minore consapevolezza, hanno la forza di sprigionare mentalmente l'energia creativa, soprattutto materiale, in grado di sedurre l'anima psichica alla ricerca istintiva di agio e piacere, di benessere e bellezza, di amore e protezione.
Attori, scrittori, poeti, intellettuali, artisti e imprenditori di successo hanno invece la fortuna di incantare la mente delle donne proiettando immagini che incidono sul subconscio psichico in cui l'anima rimane ancorata, per necessità e virtù. Ciò che voglio far notare è che oggi la cultura occidentale non è ancora in grado di comunicare il significato evolutivo delle relazioni sessuali, nè di trasmettere valori e principi già codificati nel Rinascimento e reinterpretati dall'elìte culturale viennese stimolata dalle opere di Freud, Weinenger e Schnitzler.
In poche parole non esiste più una "cultura delle relazioni" e alle donne non resta che rivolgersi agli specialisti, ai libri di psicologia o di astrologia, alle riviste o alle amiche più esperte per tentare di uscire dal tunnel dell'incomprensione permanente. Eppure i concetti non sono difficili da assimilare. Lo si può fare anche al cinema andando a rivedere il film di Kubrik: "Eyes Wide Shut".
Il film è tratto dal libro "Doppio sogno" scritto dal viennese A. Schnitzler nel 1925, un medico influenzato dalle opere di Freud e così ispirato da superare per intuizione il padre della psicoanalisi.
In effetti Kubrik mette in risalto la vicenda psicologica di una donna sposata che rimane "impressionata" dall'Animus di un uomo misterioso, con cui balla a una festa in casa di amici. L'uomo è affascinante perchè è colto, intellegente, sensibile, rispettoso e trasmette sottilmente una notevole capacità di contenere l'energia psichica e l'attrazione sessuale sublimandola in parole che hanno il poetre di turbare l'anima di Nicole Kidman. Tra i due scocca l'Eros, ma è un evento che avviene per Nicole sul piano mentale e porta con sè una nuova coscienza del rapporto matrimoniale.
Nicole si accorge che il marito (Tom Cruise) è un bravo ragazzo, ma ancora ingenuo e sprovveduto. Non conosce la vita vera, non ha coscienza nè coscienza del significato delle relazioni. Tom è innamorato dell'anima della moglie, ma non ha acccesso alla sua mente.
Per accedere alla mente della donna o dell'uomo bisogna accendere dentro se stessi il "fuoco segreto" dell'Animus, ovvero l'intelligenza di rapportarsi con il cuore (amicizia), la coscienza di amare con il cuore (rispetto) e la conoscenza di chi comunica con il cuore (comprensione), dove per cuore si intende quel luogo "sacro" in cui tutto è possibile: dal sacrificio di sè, all'amore incondizionato fino alle esperienze sessuali più fantasiose ed eccitanti.
Nicole è turbata dalla scoperta. Si guarda allo specchio mentre il marito la bacia, ma sente di essere da un'altra parte, lontano dalla passione del cuore che si accende quando l'animus incontra l'anima. E' talmente eccitata mentalmente che non può non confessare al marito di averlo tradito più volte con altri con le fantasie sessuali e l'immaginazione erotica.
Tom Cruise è così, a sua volta, risvegliato dall'Animus della moglie, e intuisce che deve sviluppare una maggiore "coscienza di relazione". Per tutta la notte vaga alla ricerca del significato delle relazioni e, incontro dopo incontro, comprende il segreto del "vero amore". Non è nel sesso, non è nel romanticismo e nemmeno nelle forme mistiche ed esoteriche di sublimazione dell'eros in ascesi iniziatica. che si incontra il vero amore.
Il vero amore si incontra quando la mente realizza l'unione alchemica di Anima e Animus. Tom ritorna da Nicole e le confessa tutte le sue esperienze di trasgressione sessuale, indispensabile viatico per evolvere nella comprensione del cuore.
Da questa incontro, libero dall'influsso astrale (paura, vergogna, gelosia) dell'anima femminile o maschile, scaturisce l'eros del cuore che risveglia i sensi e fa ribolire il sangue di passione.
Sia il libro che il film finiscono con una frase lapidaria: "E' un bene essere stati risvegliati e sarà bene rimanere svegli il più a lungo possibile....per non farsi fuck....aggiunge Kubrik
L'anima della donna si dona a chi evolve nella mente (il Principe azzurro)e la porta con sè nel castello del cuore. All'interno del castello danzano perennemente le "Tre grazie": Venustas (bellezza interiore), Pulchras (ricchezza interiore) e Castità (purezza di intenzioni).
Come a dire: "ti amerò per sempre se continuerai a danzare con le tre grazie nel cuore." Il cuore romantico delle donne conosce da sempre il significato spirituale di Animus. Il principe Azzurro non è un Adone superdotato di tutto, ma è l'immagine archetipica di Mercurio, e cioè dell'intelligenza di rapportarsi con i simboli creati dalla mente (il cavallo bianco), affinchè anche l'anima possa risvegliare dentro di sè i poteri latenti dell'animus di stabilire con il mondo rapporti di vero amore, amicizia, rispetto e comprensione reciproca.
TAG cinema (31)
0 COMMENTI
pagina (2): 1 . 2powered by MenStyle.it - template © PininaFarina [reso in 2.389 sec.]
Partendo nel mondo della materia i filosofi scoprirono la perfetta identità tra materia e coscienza, poichè il modello di formazione del feto umano all'interno della placenta (la doppia elica spiraliforme del dna) è lo stesso modello che informa lo sviluppo della coscienza dell'individuo che "permane" all'intermo della placenta della Grande Madre.
Il problema di fondo è che la sopravvivenza del corpo nella vita terrestre richiede prima una strutturazione razionale dell''io (la capra allatta un bambino) e poi dell'ego materiale e sociale (Romolo e Remo allattati dalla lupa). L'immagine dell'alchimista suggerisce invece che la consapevolezza dell'individuo deve ritornare nel grembo della madre (Madre Natura) per essere allattata con il latte della conoscenza alchemica. (il latte purissimo della Vergine).
La metafora dell'alchimista annuncia un modello di sviluppo spirituale che si contrappone ai modello paternalistico che si impone dal terzo secolo dopo Cristo su tutto il bacino occidentale e che prenderà forma nel cattolicesimo romano.
... continua
TAG alchimia (35), cattolicesimo (1)
0 COMMENTI
02
gen2009
arte alchemica80. Il Cristo di Emmaus
scritto da Marta Breuning alle 15:08
[mod] [del]
Caravaggio elabora due versioni del Cristo di Emmaus. Nella prima versione (1601) Cristo dispensa il pane ai tre discepoli che lo seguiranno nella Grande Opera, mentre nella seconda versione (1605) ci sono solo due discepoli con i quali celebra il rito della Messa. Alle sue spalle l'oste e l'ostessa portano anche la carne e il vino, a significare che il compimento spirituale (corpus domini) non può prescindere dal godimento dei piaceri della vita.
I tre Apostoli che riconoscono il Cristo sulla strada di Emmaus, la via iniziatica che congiunge l'Arte con la Conoscenza spirituale, sintetizzano i tre tipi di insegnamento dispensati dall'Arte Alchemica.
... continua
TAG caravaggio (20)
0 COMMENTI
04
gen2009
arte alchemica10. La Piccola Opera
scritto da Marta Breuning alle 15:32
[mod] [del]
La nascita di Gesù Bambino a Betlemme è interpretata dagli artisti del Rinascimento come la prima iniziazione ai misteri dell'Arte e della Spiritualità alchemica. Tra la nascita nella mangiatoia e l'arrivo dei Re magi intercorono 12 giorni, corrispondenti alle 12 iniziazioni necessarie all'anima per riannodare i fili con il proprio destino spirituale.
Botticelli rappresenta entrambi i momenti che segnano idealmente la porta di ingresso all'Arte della percezione sensoriale della Verità (25 Dicembre) e all'Arte della percezione corporea della Verità (6 Gennaio). La differenza è sostanziale. Una cosa è esplorare la realtà con i sensi corporei che, per quanto raffinati, sono sempre soggetti alla modificazione della mente; un'altra è indagare la realtà con i cinque organi della mente, rappresentati metaforicamente dalla stella cometa che condurrà i Re magi ai piedi del futuro Re.
Il 25 DIcembre si celebra la nascita della consapevolezza psichica degli istinti (il bue) e delle pulsioni (l'asino) nella mangiatoia del "cuore", mentre dodici giorni, mesi, anni e secoli più tardi, l'Alchimia spirituale celebra la trasformazione della consapevolezza psichica in consapevolezza creativa di ciò che sta accadendo qui e ora (l'emisfero sinistro).
... continua
TAG botticelli (17)
0 COMMENTI
06
gen2009
Fondamenti dell'identità spiritualeL'Epifania dell'Anima
scritto da Marta Breuning alle 09:58
[mod] [del]
Epifania significa manifestazione di sè. Il Bambino di Betlemme descrive almeno quattro fasi di evoluzione della consapevolezza (nascita) e manifestazione di sè (epifania). Per essere consapevoli, e rinascere giorno dopo giorno nella "mangiatoia" del cuore, occorre stabilire un legame indissolubile con i sensi corporei (san Giuseppe) e i sensi dell'anima (Maria). Se non siamo attenti alle sensazioni fisiche ed emotive, alle emozioni e alle vibrazioni, ai sentimenti corporei e agli affetti, non possiamo dire di essere consapevoli di chi siamo, qui e ora.
Botticelll dipinge tre angeli che abbracciano i tre alchimisti che evolvono nella percezione, comprensione e conoscenza sensoriale di se stessi e della realtà. Vicino alla capanna due angeli accompagnano coloro che sono consapevoli dei desideri dell'anima (a sinistra) e delle ambizioni dell'ego (a destra), a significare la necessità di procedere in entrambe le direzioni.
La nascita a Betlemme descrive la nascita di una diversa forma di consapevolezza di sè. Non più legata ai bisogni del corpo, come avviene nello stadio infantile di sviluppo dell'io, o a quello delle necessità dell'anima, costantemente concentrata a soddisfare ansie di sicurezza, confort e status sociale, ma strettamente conenssa ai desideri evolutivi del sè psichico (il bue e l'asimello scaldano la mangiatoia).
Il sè psichico è uno stato in cui le ambizioni sociali e le aspirazioni dell'anima si annullano reciprocamente, liberando la tensione, lo stress, l'ansia e le paure connesse a un possibile fallimento delle aspettive di successo, delle speranze di gratificazione e delle lunghe attese di miglioramento della situazione.
... continua
TAG botticelli (17)
0 COMMENTI
07
gen2009
psicologia della percezione20. Alchimia della percezione
scritto da Marta Breuning alle 09:06
[mod] [del]
Afrodite è dea della Bellezza e dell' Amore, due categorie affini e coincidenti nella percezione. In quanto donne non sarebbe possibile l''innamoramento se non fossimo in grado di cogliere l'emozione di uno sguardo, di un gesto o di un sorriso scagliato come freccie da Eros. In quanto uomini non potremmo apprezzare la bellezza che traspare dagli occhi e dal corpo femminile se non fossimo in sintonia con il fondo della nostro sentire che ci avverte della presenza enigmatica dell' anima alla ricerca di Dio, inteso come unità di amore, coscienza, conoscenza e perfezione.
Amore e Bellezza coincidono nella percezione sensoriale femminile, mentre conoscenza e perfezione coincidono nella percezione analitica maschile. La dicotomia è naturale, intrinseca alla differenziazione sessuale che produce l'effetto di di enfatizzare le facoltà creative e cognitive di un emisfero cerebrale rispetto all'altro.
Gli artisti uomini hanno la possibilità di entrare in contatto con la parte opposta e di congiungere le potenzialità di entrambi gli emisferi sviluppando le doti della percezione sensoriale, intuitiva e simbolica, mentre le donne creative raggiungono livelli elevati di elaborazione della immagini espandendo le qualità della percezione critica, razionale e cognitiva.
La prima operazione dell'Arte Alchemica avviene all'interno del "Vaso della Percezione". Non è necessario impegnarsi nello yoga, nel tantra o nello studio della filosofia per realizzare lo "sguardo androgino", sintesi creativa e cognitiva delle facoltà dei due emisferi cerebrali.
Negli ultimi dieci anni il Cinema è diventato una estensione dell'arte di percepire le verità nascoste e rappresenta un laboratorio permenente in cui è possibile attingere ispirazione e conoscenza alchemica. Il fim "What the woman want" descrive infatti tutte le fasi di trasformazione di ciò che avviene all'interno del "vaso della percezione" quando si innescano processi di "putrefazione" del proprio peculiare, e sessuale, modo di vedere la realtà.
Mentre Mel Gibson apprende la difficile arte di espandere la percezione sensoriale, intuitiva e simbolica di matrice femminile, aiutato da un improvviso black out dell'emisfero sinistro che gli permette di percepire i desideri , i pensieri e le aspirazioni dell'anima femminile (l'emisfero destro), la sua controparte femminile elabora le immagini dei collaboratori con giudizio critico, razionale e cognitivo.
Perché è così importante per gli alchimisti orientali e occidentali studiare il fenomeno della percezione?
Crediamo a ciò che vediamo e siamo indotti a credere agli stimoli sensoriali che ci informano dei contatti (sensazioni), dei rapporti (emozioni) e delle relazioni (sentimenti) che instauriamo con il mondo esterno.
La percezione struttura il sistema di credenze che influenza in modo determinante le nostre convinzioni, pensieri, conoscenze, punti di vista, decisioni ed esperienze.
La qualità della vita dipende dalla nostra capacità di trasferire la percezione sul piano pratico e filosofico, sul piano mentale e creativo. Questo progetto di privilegiare la percezione sull'azione è alla base di una reale trasformazione della coscienza.
Icaro, simbolo dell'azione dell'ego che si proietta verso lo Zenith del sole, metafora del successo materiale, sociale e professionale, è destinato a precipitare nell'acqua, a significare che la costruzione della percezione finalizzata alla realizzazione degli scopi (le ali di Icaro) si "scioglie" rapidamente al contatto con il calore del sole (il Sè).
La psicologia contemporanea presenta teorie della percezione basate sullo stimolo e teorie costruttiviste. Le prime postulano che le caratteristiche di ciò che viene percepito derivino dagli attributi dello stimolo; le seconde che i processi attivi di elaborazione e costruzione interna da parte dell'organismo intervengano sulle caratteristiche sullo stimolo.
La percezione della paura, dell'ansia e del pericolo, e quindi le risposte psichiche automatiche alle sollecitazioni esterne che stimolano l'instinto di combattimento o di fuga (fight o flyte), possono essere modificate e modellate dalle parole, dalla conoscenza di sé e dall'esperienza. Esiste quindi una mente subconscia in grado di interpretare la realtà dei fatti sulla base delle informazioni sensoriali.
Appena viene percepita una variazione di temperatura sulla scala delle frequenze infrarosse, l'ipotalamo informa l'ipofisi (la ghiandola del comando) a secernere gli ormoni adrenalinici in grado di attivare le surrenali a produrre l'adremalina necessaria a mettere in rapido movimento le braccia o le gambe.
Ciò significa che la percezione presuppone due forme di elaborazione della percezione dell'informazione: una ascendente, guidata da dati e informazioni sensoriali (imput) generati dall'ipotalamo, e una discendente, guidata da concetti e rappresentazioni (che porta agli output) che risponde a precise regole epigenetiche connesse all'educazione, alla trasmissione dei miti, alla conoscenza degli archetipi e allo sviluppo della conoscenza dei meccanismi di alterazione della percezione individuale e collettiva (suggestione, manipolazione, persuasione occulta).
Essere liberi significa essenzialmente liberarsi da ogni forma di paura, soggezione, timidezza, manipolazione e sudditanza nei confronti di "coloro" che esercitano un potere superiore di percezione. La favola del "Re nudo" è un chiaro esempio di come la "cecità della percezione" sia un fenomeno sociale, connesso a deliberate forme di controllo dell'anima sensoriale esercitate da parte di "enti" che "costruiscono" abiti mentali tagliati "su misura" (dogmi, ideologie, mode, sistemi di pensiero, dottrine...).
La percezione ascendente (ipotalamo) è automatica, precablata, modulare e poco accessibile all'attività della coscienza. La percezione discendente (la ghiandola pineale) richiede invece una diversa circolazione delle informazioni all'interno del cervello (introversione psichica, mentale e creativa) e permette una diversa interpretazione di ciò che la massa ritiene vero, autentico, credibile e quindi praticabile.
L'alchimia della percezione ha inizio da un capovolgimento della croce degli istinti primari (la IX chiave de la filosofia di Frate Basilio valentino , 1550) . La ghiandola pineale della donna (la testa con sopra il cigno) guida la coppia e può guidare la politica verso fini di conservazione e protezione della specie (il pulcino sotto i piedi) . All'uomo invece il compito di realizzare le condizioni di equilibrio (il grifone) e costruire i mezzi e gli strumenti finalizzati agli scopi (il corvo) individuati dalla percezione femminile.
Capovolgendo le priorità, osservando con attenzione ciò che è giusto, buono e utile per lo sviluppo spirituale, l'alchimista illumina i tre cuori della trasformazione della percezione in consapevolezza (ombelico), comprensione (cuore) e conoscenza dei desideri dell'anima (talamo)
TAG cinema (31), frate basilio valentino (5), ghiandole (1)
1 COMMENTO
08
gen2009
arte alchemica30. Alchimia della Coscienza
scritto da Marta Breuning alle 09:19
[mod] [del]
"Come una spada che taglia, ma non può tagliare se stessa; come un occhio che vede, ma non può vedere se stesso" (Zenrin)
La coscienza è un fenomeno ristretto a un piccolissimo numero di neuroni rispetto ai miliardi di neuroni che agiscono autonomamente nel cervello. Esiste inoltre un certo ritardo di "segnale" tra gli imput di entrata e il processo di decodificazione del segnale, per cui siamo consapevoli sempre "in ritardo" di ciò che accade veramente all'esterno del corpo sensoriale.
A differenza degli animali che reagiscono immediatamente agli stimoli invisibili (vibrazioni di frequenza della luce e del suono nell'etere), la coscienza richiede una risonanza o una riverberazione piuttosto lunga tra differenti circuiti cerebrali provocati da stimoli relativamente intensi e/o persistenti.
La coscienza rivela ciò che è stato posto in discussione a livello energetico dai circuiti cerebrali e traduce ciò che è problematico, incerto per l'inconscio cognitivo (l'Ombra), e che quindi deve essere sottoposto a indagine e vaglio.
Per sviluppare una risposta adeguata alle problematiche sollevate dallo stato di incertezza, precarietà, confusione e caos indotte dall'ambiente naturale o sociale, l'individuo sviluppa circuiti complessi di razionalizzazione che hanno il compito di riportare in equilibrio lo spostamento "eccentrico " dell'energia psichica dal suo stato di quiete.
In questo senso la coscienza rappresenta una modalità assai specifica e utile della mente di carattere autodifensivo; in sé non fa niente. Chi fa è il cervello che sembra funzionare a "bozze multiple".
Per gli alchimisti rinascimentali la scrittura finale della verità avviene attraverso "cinque diversi tipi di "bozze". Secondo questo modello tutti i tipi di percezione si compiono nel cervello attraverso processi di elaborazione e interpretazione a traccia multipla che durano porzioni considerevoli di secondo.
Durante questo lasso di tempo possono prodursi, in ordine diverso, addizioni, interposizioni, emendamenti e riscritture di contenuto. Una volta che un'osservazione particolare di una certa caratteristica è stata effettuata da una sezione specializzata circoscritta del cervello, il contenuto informativo così fissato non deve essere più trasmesso altrove per essere ridiscriminato da un qualche "discriminatore principale" (chiamato Homunculus, rappresentato da Cartesio come un omino che guarda dentro la propria testa).
Questa teoria postula la prevalenza di determinate aree del cervello rispetto ad altre nel processo di elaborazione delle percezioni, dimostrata dal fatto che sappiamo tutti discriminare un uomo dotato di coscienza "genitale" e materiale, rispetto a uno in cui sono prevalenti le riflessioni provenienti dal "cuore" e dai sentimenti.
In fondo l'inferno, il purgatorio e il paradiso danteschi altro non sono (secondo questa teoria) che il prodotto di una separazione forzata, (subconscia, inconscia e iperconscia), di diverse aree cerebrali rispetto alle altre, attuata allo scopo di difendere l'ego, l'io e l'identità dell'anima dalle "intrusioni" esterne.
Questa teoria ci fa pensare che non esiste un solo racconto canonico (la versione finale o pubblicabile) in grado di rappresentare il vero flusso di coscienza del soggetto....ma che esistano diversi racconti (giochi di coscienza) che fluiscono indipendentemente dal fatto che lo sperimentatore o lo stesso soggetto possa avervi accesso.
La coscienza diventa così in una prima fase "l'addetto stampa" delle numerose agenzie cognitive che costituiscono la mente del soggetto, e poi, in una fase più evoluta, la "guida interiore" (Virgilio, il sé intuitivo) in grado di condurre Dante verso il Paradiso.
Nello studio della mente la facoltà senziente fluttua al proprio specifico livello (di coscienza), ben al di sopra delle catene casuali della psicologia e delle neuroscienze. Ciò significa che ogni individuo può sperimentare in determinate condizioni stati alterati di coscienza, ma anche sperimentare la discontinuità della coscienza che, per il pensiero buddhista, sorge, sembra indugiare per un istante e poi svanisce, per essere sostituito dal momento successivo.
Lo scopo dell'Arte alchemica è di rendere stabile il flusso di coscienza nel "Paradiso" del cervello interamente collegato (illuminato) dall'energia spirituale, la stessa che all'inizio dell'evoluzione (il serpente), si sposta eccentricamente dall'asse della colonna vertebrale e determina l'insorgere dell'inconscio cognitivo (la zona d'ombra) in cui pulsano le domande, i dubbi, le frustrazioni, le depressioni e la coazione a ripetere gli stessi errori.
Dante utilizza l'immagine di Beatrice per spiegarci che l'energia spirituale deve essere coltivata all'interno di noi stessi come fosse l'immagine dell'amata.
Il Paradiso alchemico è il luogo cerebrale (nucleo intralaminare talamico) in cui avviene il "matrimonium celeste" con l'amata. L'unione avviene nel "Talamo nuziale", all'interno di un luogo sacro in connessione con tutte le altre 5 parti del cervello: sistema della percezione sensoriale, intuizione dei lobi prefrontali, senso di sé nel tempo e nello spazio, comprensione logica linguistica e memoria evolutiva.
L'Alchimia della Coscienza inizia nel momento in cui la coscienza razionale dell'Anima (l'Assunta in cielo) riceve dal Padre (conoscenza dell'Opera alchemica) e dal Figlio (esperienza dei sentimenti), la "corona", simbolo dell'intelletto (il settimo chakra) illuminato dallo "Spirito Santo".
Lo Spirito Santo è in sintesi il programma dell'Arte Alchemica. L'anima razionale che realizza la consapevolezza corporea permanendo nel talamo, affina i sensi della mente e inizia a recepire gli insegnamenti degli artisti e dei filosofi dell'alchimia occidentale e orientale.
Ogni cinque anni avviene un cambiamento di programma: all'inizio l'artista impara l'arte della percezione, poi assimila il significato dei giochi della coscienza e infine realizza l'alchimia della conoscenza razionale e intuitiva. In Oriente lo Spirito Santo è la Shakti che il Guru impartisce al discepolo. E' di tre tipi: prana shakti, chiti shakti e kundalini shakti e rappresentano tre stadi distinti di insegnamento "integrato" che permette l'accesso alla comprensione simultanea di "realtà e verità".
La verità alchemica emerge dalla "superficie" delle cose, e non da una fittizia "profondità", spesso resa inaccessibile e impenetrabile dagli intellettuali che operano limitatamente alla propria particolare coscienza morale di gruppo, di classe o di casta. E per questo che Caravaggio dipinge la "morte della Vergine" come un atto di deliberata liberazione dai vincoli della "carne" che impediscono alla coscienza razionale di essere "assunta " stabilmente in "cielo" (il talamo), finalmente libera dalle pulsioni psichiche, dai dubbi e dal senso di inferiorità rispetto ai dotti a i sapienti.
TAG caravaggio (20), velazquez (10)
2 COMMENTI
09
gen2009
arte alchemica40. Alchimia della conoscenza
scritto da Marta Breuning alle 12:11
[mod] [del]
La Piccola Opera dell' Arte Alchemica (10) si compie in Quattro Atti. Nel primo Atto (Opera al Nero) l'alchimista della libido (l'angelo vestito di nero) evolve nel "senso di sè" (il Bambino) attraverso l'alchimia della percezione (20).
Nel secondo Atto (Opera al Rosso) l'alchimista della percezione (vestito di rosso) evolve in consapevolezza di sè (il Bambino con il frutto del melograno in mano) attraverso l'alchimia della coscienza (30) .
Nel terzo Atto (Opera al Giallo) l'alchimista della conoscenza (vestito di giallo) evolve in coscienza di sè (Il Bambino Gesù) attraverso l'alchimia delle esperienze (arte nigrescente), delle passioni (arte rubescente) e delle intuizioni (arte albescente) vissute dall'Anima attraverso le sensazioni, le emozioni e i sentimenti del cuore (Gesù guida la mano della Madre)
Nel quarto Atto l'Anima dell'alchimista (la Vergine) inizia a comporre la propria opera (l'nno del Magnificat) poichè le facoltà creative peculiari dell'emisfero sinistro (interpretazione critica, razionale e cognitiva) e le facoltà creative peculiari dell'emisfero destro (immaginazione sensoriale, intuitiva e simbolica) sono in grado di operare simultaneamente sull'elaborazione delle parole e delle immagini, dei testi e delle figure, dei simboli e degli emblemi, delle metafore e delle allegorie.
I due Angeli vestiti di bianco (Opera al Bianco), metafora delle facoltà creative illuminate dall'Arte in entrambi gli emisferi cerebrali, porgono la corona sul capo della Vergine a simboleggiare la realizzazione dell'Intelletto alchemico (Intellectus).
L'anima creativa (8x2=16) può così evolvere nell'Ottuplice sentiero attraverso la comprensione razionale e intuitiva dell'arte alchemica (8x4=32), la conoscenza dei simboli della trasformazione (8x6=48) e dei processi di illuminazione della coscienza spirituale in conoscenza spirituale (8x8=64).
TAG botticelli (17)
0 COMMENTI
10
gen2009
arte alchemica0. Il risveglio della mente (Shaktipat)
scritto da Marta Breuning alle 07:49
[mod] [del]
Sentire significa essere coinvolti. Sentire significa conoscere e sperimentare la vita attraverso gli organi di senso. Ci sono due tipi di organi di senso: gli organi della percezione e gli organi dell'azione.
Gli organi della percezione sensoriale sono: udito, vista,tatto, gusto e olfatto. Gli organi dell'azione sono: la parola, le mani, i piedi, gli organi di riproduzione e quelli di escrezione. La mente è l'undicesimo organo. E' definito un organo interno e coordina ed elabora l'operatività degli organi di percezione e l'attività di quelli dell'azione.
La mente è il software del corpo (hardware). Nei primi anni di vita svolge funzioni primarie di apprendimento delle funzioni di autoregolazione dei bisogni fisiologici e delle pulsioni istintive, ma con il tempo la mente empirica individualizzata (manas, il serpente del paradiso) evolve in memoria di lavoro, a medio e lungo termine (citta), senso dell'io (ahamkara) e intelletto razionale (buddhi) ed è in grado di contenere, controllare e inibire (l'angelo della Temperanza) le pulsioni psichiche (Eva) e gli istinti primari (Adamo).
Il Beato Angelico dipinge sulla sinistra la coppia Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso terrestre dall'Angelo della Temperanza e dispone ai loro piedi tre mele, metafora del primo processo alchemico di trasformazione del desiderio e della libido sessuale in amore, coscienza e conoscenza dei sentimenti corporei.
La mente (Mercurio) rimane un supporto neutro, passivo e privo di intelligenza creativa e coscienza di relazione se non è risvegliato, vivificato e illuminato dalla percezione (Venere), dalla coscienza (Giove) e dall'intelletto (Nettuno) dell'Anima. La vicenda è la stessa descritta nel film in cui un robot (Robin Williams) desidera diventare un umano e sostituisce parti del software con impulsi elettrici modellati sugli schemi percettivi, intuitivi e cognitivi modellati delle sensazioni, delle emozioni e dei sentimenti corporei.
Allo stesso modo l'alchimia rinascimentale immagina di poter risvegliare la mente tramite l'amore, la bellezza e la conoscenza di Afrodite. Dalla congiunzione di Mercurio e Venere nasce l'Arte Alchemica di evolvere gli organi sensoriali del corpo nei cinque organi della mente risvegliati dalle potenze dell'anima.
Sensazione, emozione, vibrazione, preveggenza (opalescenza), chiaroveggenza (luminescenza) sono le potenze naturali dell'anima psichica. Evolvendo nelle 4 funzioni mentali (manas, citta, ahamkara e buddhi) le potenze dell'anima psichica diventano le potenze dell'anima razionale in grado di espandere il proprio sentire nelle sei modalità della percezione mentale: autoavvertimento, propriocezione, introspezione, visualizzazione, immaginazione e contemplazione.
Il processo di trasformazione dell'anima psichica (Eva) in anima razionale (la Vergine), intellettiva (la Madonna) e infine creativa (la Vergine del Magnificat) avviene attraverso i diversi sostrati, funzioni e involucri della mente risvegliati, vivificati e illuminati dall' autocoscienza dell'anima (il Bambino interiore).
Affinando i poteri della mente di integrare le funzione degli organi sensoriale della percezione e dell'azione con l'autocoscienza generata dalle modalità della percezione mentale, scaturisce dal "cuore" (l'immacolata concezione) il riflesso primario di coscienza peculiare del ricercatore spirituale.
Il riflesso di primario di coscienza (jivatma/ Gesù Bambino ) è autocoscienza priva di qualsiasi determinazione e individua uno stato di consapevolezza di sè nel tempo presente che evolve attraverso la memoria, il senso di sè nell'ambiente e nella storia, l'esperienza e la conoscenza empirica.
Questo riflesso di coscienza (autocoscienza), in grado di evolvere in consapevolezza, coscienza e conoscenza di sè, è chiamato il Conoscitore (il Sè cognitivo) che grazie alla propria natura di puro splendore illumina costantemente l'intelletto che percepisce tutti gli oggetti.
La Vergine prima di generare il Figlio di Dio, riveve da Gabriele la triplice opera di risveglio, trasmutazione e illuminazione della mente. Lo Spirito santo non è altro che una espansione delle facoltà della percezione sensoriale, mentale e infine spirituale di recepire, decodificare e interpretare l'intero spettro delle frequenze di luce, dagli infrarossi agli ultravioletti.
L'apertura dell'anima alle frequenze di luce poste agli estremi dello spettro deve essere graduale, seguendo una progressione che va di pari passo alla capacità della mente di accogliere livelli di informazione e di conoscenza sempre più eterogenei, complessi e sofisticati.
Risvegliando i poteri della mente di mantenere l'equilibrio tra le diverse funzioni cerebrali, di collegare le percezioni sensoriali con le frequenze di luce e di assimilare bit di informazione sempre più elevati di frequenza, l'anima psichica di Eva evolve nell'anima razionale della Vergine, per sua natura "capace" di accogliere la Luce del Sole (il Sè universale), "canalizzata" dalla colomba, emblema degli insegnamenti alchemici trasmessi dagli "artisti" attraverso l'etere delle loro opere.
TAG beato angelico (4)
0 COMMENTI
11
gen2009
Fondamenti dell'identità spiritualeAlchimia di coppia e congiunzione degli opposti
scritto da Marta Breuning alle 09:18
[mod] [del]
L'Arte Alchemica è la variante occidentale del Tantra. Occorre all'inizio essere in due per realizzare quall'alchimia di coppia che è il fondamento di ogni successo "maschile" nel mondo materiale. Quante volte abbiamo constatato l'importanza di una moglie, di un consulente o di un elevato "back ground" professionale, culturale, e forse spirituale, nel sostenere l'uomo, il professionista e l'artista in ogni fase della sua carriera.
Gli alchimisti del Rinascimento intuirono che le prime due fasi di trasmutazione della mente in "percezione sottile" (Elixir Rubeum) e "coscienza di relazione" (Elixir Album), indispensabili per conquistare qualsiasi posizione di rilievo nella vita materiale, diventavano possibili grazie alla presenza di una componente "femminile", chiamata soror mystica, a ribadire il carattere fraterno dell'operazione.
La "mistica sorella" veniva raffigurata nei panni di una donna intenta ad agire davanti all'athanor, la fornace alchemica, metafora del corpo psichico in cui possono compiersi le operazioni alchemiche di risveglio, trasmutazione e trasformazione del Mercurio in Animus (amor di sè e intelligenza di relazione), Spiritus (comprensione e intelligenza emotiva) e Intellectus (riconoscimento della realtà e immaginazione creativa).
Si intuisce dall'immagine che la figura femminile svolge un ruolo predominante nella coppia. La figura maschile non è necessariamente un uomo, ma incarna la coscienza dell'individuo che si predispone all'azione e delega alla "consorte" in compito di indagare, esplorare e conoscere la realtà attraverso le facoltà cognitive e creative peculiari dell'emisfero destro (la femmina).
Per la donna il discorso è lo stesso. Se desidera avere successo nella vita materiale deve integrare le facoltà percettive dell'emisfero sinistro maschile caratterizzato dalla logica, dalla razionalità e dalla conoscenza esperta del funzionamento dei meccanismi sociali. Nella dimensione intima della coppia , la soror mystica è di solito la prima moglie o il primo marito. Spesso la moglie svolge anche il compito di consulente sociale, mentre in ambito professionale o pubblico la percezione cognitiva del consulente ha il compito di guidare l'alchimista della "materia" nei meandri delle leggi e delle regole del mercato.
Sopra il forno l'alchimista disegna due finestre ovali, metafora di una diversa apertura al fenomeno della percezione e della coscienza delle immagini, mentre al di fuori del sistema corporeo, dieci uccellini, metafora dei cinque sensi corporei e dei cinque sensi mentali, "conducono" l'informazione all'interno di un nuovo vaso dove cresce e si sviluppa l'intelligenza logica e simbolica (i due angeli) di Hermes (il mercurio con le ali sulla testa). Hermes impugna un piccolo stelo composto da dieci serpentelli tra loro contrapposti, a significare del processo di integrazione dell'intelligenza (percezione, coscienza e conoscenza di relazione) maschile in quella femminile e viceversa.
La soror mystica conduce l'alchimista fino alla realizzazione dell'intelligenza e della sensibilità androgina, per cui l'individuo vede, percepisce e comprende la realtà utilizzando le facoltà cognitive di entrambi gli emisferi. Questo processo di integrazione può rimanere separato in alcune coppie creative , come quella istaurata tra gli stilisti "Dolce e Gabbana", oppure nelle coppie in cui chi fa il creativo. come Valentino, delega l'aspetto finanziario e operativo al consulente/partner.
Spesso, invece, la condizione mentale androgina viene realizzata in ambito finanziario e politico, per cui la furbizia percettiva della "volpe" e l'abilità discorsiva del "gatto" si uniscono in un unico cervello. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Berlusconi, Fini, D'Alema, Letta, tutti i democristiani e i socialisti del passato e i "furbetti" del presente, non sono che modelli di trasmutazione della mente in coscienza sociale di relazione, per cui il potere, la ricchezza e la solidità economica dipendono in larga misura dalla capacità di relazionarsi e di condividere i vantaggi degli affari con i "fratelli" di ventura.
La massoneria, la casta politica e in genere tutte le caste sono formate da individui che evolvono il "Mercurio" all'interno di un preciso schema di relazioni sociali controllate, veicolate e suggerite dalla "soror mystica" di turno.
Tuttavia l'Arte Alchemica vuole andare oltre gli aspetti materiali dell'esistenza e suggerisce, attraverso le opere di Leonardo e Raffaello, la via per "illuminare" la mente di Nettuno (Shiva), praticando quotidianamente l'esercizio dei talenti corporei, delle abilità mentali e delle qualità dell'anima. La "soror mystIca" è dentro noi stessi. E' la donna interiore (Afrodite) in grado di espandere la conoscenza della realtà attraverso le facoltà della consapevolezza, della comprensione e della conoscenza corporea.
Leonardo dipinge se stesso al culmine del triplice processo di integrazione delle facoltà femminili dell'emisfero destro e di discriminazione tra il sapere corporeo (intuizione) e il sapere dell'intelletto razionale (speculazione). Lo fa sciegliendo di ritrarsi come una donna, per lo più sordomuta, a stigmatizzare il carattere di profonda introversione e distacco dal mondo realizzato durante il processo alchemico di sintesi dell'intelligenza maschile e femminile (la riga mediana tra i capelli).
Decide di rappresentarsi come una donna, dal sorriso ineffabile, perchè è consapevole di essere diventato il "corpo, la mente e lo spirito" della "soror mystica" che vive, pensa e opera dentro di lui, come fosse un "consulente esterno".
Leonardo diventa Monna Lisa e ascolta la mistica musica che proviene dal sistema sensoriale "femminile". Monna Lisa si trova infatti al vertice di un processo di elaborazione consapevole delle percezioni sensoriali che avvengono attraverso tre gradi di intelligibilità definiti dalle tre ghiandole più sensibili alle vibrazioni e alle frequenze:
il timo (vibrazioni emotive), la ghiandola pineale (frequenze di luce) e le cinque ghiandole paratoidee che si trovano dietro al lobo dell'orecchio (frequenze uditive)
L'alchimista che non interferisce nel processo di generazione e interpretazione soggettiva delle frequenze recepite e decodificate dall'emisfero destro acquista un nuovo status spirituale, detto il "Sè Testimone".
E' in questo stadio di assenza di ego e di identità sessuale, sociale e intellettuale, che l'alchimista artista diventa un medium (Shiva Nataranja) e canalizza sulla Terra le opere suggerite dallo Spirito del tempo (il ciclo di Nettuno).
TAG leonardo (16), mutus liber (2), shiva (2)
0 COMMENTI
12
gen2009
filosofia della conoscenzaLa conoscenza simbolica
scritto da Marta Breuning alle 10:05
[mod] [del]
Giorgione, Triplo ritratto
L'Arte Alchemica suggerisce un approccio diverso all'esistenza. Le opere dell'arte rinascimentale, le vicende mitologiche, le favole, i romanzi e le trame del cinema possono agire sulla mente subconscia e risvegliare il desiderio di conoscere più a fondo il significato dell'Opera alchemica ( e della propria vita).
Ogni vita è un'opera alchemica. Le esperienze che ci capitano sono iniziazioni a livelli più profondi e complessi di comprensione alle quali la mente si deve adeguare.
Se la "mente" non sta al passo con lo "spirito", accade inevitabilmente una crisi che si manifesta a livello psicosomatico, oppure esistenziale.
Le malattie, gli incidenti, i lutti, le separazioni, le perdite di denaro, di stima, di valore, e i conflitti sono occasioni per espandere l'intelligenza,la coscienza e la conoscenza di relazione.
Invece ci piace rimanere ancorati al vecchio stile di vita e ai nostri schemi di interpretazione della realtà, chiusi nel nostro personale, unico ed originale punto di vista; persino orgogliosi (stupidamente) di ciò che pensiamo e conosciamo di noi stessi e della vita.
L'Arte Alchemica invece conduce gradualmente l'alchimista a diventare Testimone di ciò che gli accade. Il progressivo distacco dagli avvenimenti della vita avviene attraverso la conoscenza delle immagini.
Se impariamo a leggere le immagini, e cioè la luce riflessa dalle cose, possiamo osservare la nostra vita come fossimo spettatori di un film, di cui siamo attori, registi e produttori. Lo stesso concetto viene ribadito da Giorgione che raffigura se stesso intento a contemplare due donne.
La donna vestita di bianco è colta nel gesto di tenere la mano destra (i cinque sensi della mente) sul cuore di una donna vestita di nero, dal profilo decisamente greco. L'artista è al centro, tra le due, spettatore distaccato del divenire dei fenomeni che possono essere interpretati solo alla luce della conoscenza simbolica (la donna in bianco) e della spiritualità alchemica (la donna in nero è il simbolo della Tragedia greca).
Giorgione possiede l'arte della conoscenza simbolica perchè è riuscito a collegare i cinque sensi della mente (percezione razionale, intuizione trans-logica, decodificazione - analogica, letterale, anagogica, simbolica, metaforica e allegorica-, interpretazione e memoria di sintesi), con il cuore della sapienza greca.
La cultura greca è stata la prima a codificare gli archetipi che albergano nella psiche umana in poemi, storie, leggende e tragedie che testimoniano la conoscenza di un preciso tragitto simbolico realizzato da Ermete (il Conoscitore), l'energia spirituale in grado di accendere la fiammella sul capo dei due Dioscuri e illuminare il cammino degli Argonauti, i cercatori spirituali.
Lo sviluppo della percezione simbolica dischiude le porte della conoscenza dei processi di congiunzione del senso estetico (il bianco) con il senso tragico della vita (il nero) inaugurato dai greci. Difficile comprendere la realtà se non si riconoscono i modelli e gli archetipi con cui la natura umana si manifesta immutabile nel tempo, e, viceversa, non è possibile comprendere l'Arte se non si possiede la chiave filosofica (i tre ritratti del Sè) per disgiungere il senso tragico (archetipi) dal senso estetico (immagini).
L'Arte Alchemica offre così uno strumento per comprendere noi stessi "leggendo" le immagini prodotte dagli altri. In ogni immagine è presente l'archetipo, il simbolo e il segno in grado di comporre l'emblema, l'allegoria, la metafora necessaria alla nostra mente per ricomporre il disegno spirtuale di nascita, stravolto nell'età adulta dall'emergere dell'ego materiale, sociale e intellettuale.
Ogni artista, scrittore e poeta compone la propria opera per soddisfare il bisogno "spirituale" di ricomporre il puzzle. Utilizzando le qualità intrinseche del sè cognitivo (il cervello connesso con il cuore) collegato ai due occhi (il sè intuitivo e il sè razionale) ogni individuo può iniziare la Piccola Opera di trasformazione della coscienza individuale in coscienza transpersonale.
Il percorso è lungo e tortuoso. Ci sono ancora molte cose che non capisco e non riesco a decifrare. Nei momenti di crisi ho sognato il Cristo della Trasfigurazione. Nei momenti di cambiamento ho sognato di essere un'aquila. La bellezza dell'Arte alchemica è che influisce sull'inconscio, al punto che certe notti sono più eccitanti della vita diurna. Poi al mattino mi alzo dal letto convinta di interpretare un film di avventure e sento di "possedere" un mio proprio, originale e insostituibile destino.
E' in questo stato di "insostenibile leggerezza dell'essere" che ho certezza di vivere all'interno di una "favola" in cui tutto avviene per il "meglio" e niente accade per "caso".
Per chi volesse approfondire i temi della "conoscenza simbolica" consiglio di leggere " I Quaderni dell'Arte Alchemica" pubblicati da Pietro Negri Editore.
http://issuu.com/peterblack/docs/mh2
http://pietronegrieditore.blogspot.com/
TAG giorgione (5)
0 COMMENTI
13
gen2009
psicologia della percezione12. Osservare la Realtà
scritto da Marta Breuning alle 13:05
[mod] [del]
Pieter Brueghel, Il Paese di Cuccagna
L’educazione alla “percezione critica” è il primo nodo che la cultura occidentale deve sciogliere al più presto, al fine di sviluppare l’attitudine naturale della mente a situare tutte le informazioni in un contesto e in un insieme.
I mezzi di comunicazione di massa hanno svolto per tutto il XX° secolo il compito di assecondare, inibire o stimolare la percezione critica dell’individuo, veicolando in forme sottili il consenso o il dissenso su soluzioni in cui veniva richiesta l’adesione o il rigetto di proposte politiche, sociali e culturali di interesse collettivo.
“Si deve insegnare, e ciò fin dalla scuola elementare, che ogni percezione è una traduzione ricostruttiva, operata dal cervello e dai terminali sensoriali, e che nessuna conoscenza può fare a meno dell’interpretazione.” (Edgar Morin, 2001)
Chi scrive e commenta attraverso i mezzi di comunicazione interpreta la realtà in conformità alla peculiare essenza della sua visione del mondo e della vita.
La capacità dell’individuo di evolvere nella percezione critica non dipende dalla preparazione culturale, dallo status sociale e professionale o dall’orientamento filosofico, politico e religioso. In ogni momento della vita l’individuo manifesta all’esterno ciò che evolve all’interno in termini di consapevolezza di sè, coscienza discriminante e comprensione psicologica della realtà.
Ciò si traduce in un particolare umore, stato d’animo, sentimento di vita, filosofia e coscienza storica che i filosofi rinascimentali definivano sinteticamente con il termine “fondo dell’anima”.
La percezione critica di come il pensiero sia modellato dal “fondo dell’anima”, sintesi del retaggio educativo, delle esperienze personali e di specifiche scelte culturali, diventa di massima utilità per valutare con ragionevole distacco non solo i teoremi, le tesi e le ipotesi elaborate dagli esperti, dai consulenti e dagli specialisti del sapere occidentale, ma anche le proprie convinzioni, scelte e decisioni di carattere morale, etico, religioso, politico, ecc“
Così noi possiamo mostrare che si possono avere, a partire da testimonianze contraddittorie sullo stesso evento, per esempio alla vista di un incidente d’auto, percezioni che comportano spesso delle razionalizzazioni allucinatorie. Si possono descrivere casi di percezione imperfetta, dovuti all’abitudine o un’attenzione solo accennata, a disattenzione verso un dettaglio insignificante, a una interpretazione sbrigativa di un elemento insolito e soprattutto a una scarsa visione d’insieme o un'assenza di riflessione" (E.Morin, 2001).
La differenza sostanziale che esiste tra una buona percezione di tutti gli elementi in gioco da una pessima percezione della realtà, spesso riduttiva e incerta, è dovuta principalmente alla difficoltà dell’individuo di mantenere l’attenzione psichica per un tempo sufficiente affinchè il bit di informazione concluda il ‘percorso circolare’ e si depositi nella memoria, dopo che lo stimolo abbia agito sui tre diversi sistemi: percettivo-cognitivo, dell’attenzione e dell’emozione.
L’attenzione è certamente una facoltà che si può migliorare con lo studio, l’esercizio mentale quotidiano e l’abitudine a soppesare i contenuti cognitivi provenienti dagli ‘imput’ sensoriali. Bisogna imaparare a decodificare non solo gli stimoli sensoriali che soddisfano la curiosità nell’immediato, ma anche analizzare le informazioni che sono spesso invisibili all’occhio fisico, ma non al sistema della percezione corporeo (le ghiandole endocrine) che si è sviluppato nel processo di adattamento all’ambiente.
Brueghel descrive nell’allegoria “Il Paese di Cuccagna” le fasi preliminari della percezione, quelle che portano l’anima psichica ad uscire dal tunnel buio dell’inconsapevolezza per osservare, comodamente adagiata su un cuscino di velluto, gli attori protagonisti della storia e della vita. Una donna con la visiera dell’elmo aperta, protetta da armatura e guanti di ferro, si sporge a guardare la realtà, determinata come un guerriero che ‘deve’ aprire gli occhi sulle crudeltà, le miserie e le illusioni di cui sono piene le cronache quotidiane e le vicende umane.
Guardare in faccia la realtà senza interferire anticipatamente con le facoltà del giudizio soggettivo, spesso elaborato come pregiudizio conformista o rifiuto subconscio di elaborare la diversità, l’angoscia emotiva o le proibizioni morali instillati dai tabù, comporta un atteggiamento di apertura serena e fiduciosa a tutte le “frequenze di luce”, a tutto lo spettro di esperienze che contraddistinguono la vita dell’uomo della terra. Ignorare o fare finta di ignorare l’esistenza del male, della crudeltà, della violenza e del peccato morale, etico o ecologico, significa rimanere ciechi, stupidi ed emarginati dalla realtà e dalla conoscenza della verità per tutta la vita.
Ignorare o far finta di ignorare che l’errore di valutazione dovuto ad un eccesso di razionalizzazione o di pragmatismo, anche volto apparentemente a realizzare il bene collettivo, può comportare il disastro, la distruzione e la fine di ogni speranza di conciliazione degli opposti, significa affondare nell’illusione di stare dalla parte della verità o di avere il pieno controllo della situazione.
Brueghel è l’artista rinascimentale che per primo affonda impietosamente il coltello nelle piaghe della società del suo tempo. Lo fa con la lucidità distaccata del giornalista attento, del critico impietoso, privo di qualsiasi forma di compassione o di giustificazione storica o morale: ciò che guida il suo pennello è una curiosità che evolve rapidamente in percezione critica, ragione discriminante e coscienza etica.
Non è privo di suggestione il fatto che a distanza di appena un anno dalla realizzazione del dipinto “il Paese di Cuccagna” Brueghel raccolga i frutti della sua ricerca: lo sguardo impietoso dell’artista alchemico spinge fino agli estremi le facoltà della percezione critica di indagare a fondo il mondo degli “storpi e dei ciechi”, allegorie straordinarie di una società malata nello spirito, incapace di determinare le proprie azioni con coscienza e di guardare in faccia la realtà in cui sono i governanti, o gli esponenti della coscienza collettiva, ad essere ciechi, incapaci di produrre scelte giuste e decisioni pertinenti ai veri bisogni della collettività, poiché “…ora se un cieco guida un altro cieco, ambedue cadranno nella fossa.”
I tre dipinti hanno un comune denominatore, un unico modello compositivo, un’unica fonte di ispirazione. Brughel, è risaputo, era un alchimista, un mistico, un esoterico. Conosceva i simboli dell’astrologia, dell’alchimia e il significato occulto delle parabole contenute nei vangeli. I suoi attori si muovono in un mondo–teatro che recita la propria follia, la propria libido, la propria sacralità senza tuttavia crederci fino in fondo.
La sua visione non è né morale, né etica. Non si schiera da nessuna parte poiché sceglie, o è costretto suo malgrado, di assumere la posizione del ” Testimone”, cioè di colui che non può fare a meno di osservare la realtà con consapevolezza critica.
Brueghel assimila in Italia, sicuramente a Roma o Firenze, i principi della visione alchemica del mondo materiale e spirituale.
La conoscenza alchemica si struttura in quattro parti definite dai quattro assi della croce, il modello primario della spiritualità e della filosofia alchemica occidentale. L’alchimia è fondamentalmente un processo di introversione della pulsione psichica e creativa (o libido) sul piano orizzontale del tempo al fine di far emergere le facoltà superiori della coscienza razionale intuitiva e trascendente che si sviluppano sul piano verticale, dal ‘fondo dell’anima’ alla Mens imago Dei di cui parla Agostino.
Quando l’asse verticale dell’energia psichica generato dall’ anima evolutiva interseca l’asse orizzontale in cui ‘avviene’ l’espansione della percezione critica sul filo dell’orizzonte, avviene una progressiva ‘distillazione del mercurio’, metafora della trasmutazione dell’intelligenza sensoriale in mente razionale.
La percezione critica dischiude (la visiera dell’elmo sollevata) alla conoscenza delle motivazioni, delle intenzioni e dei sentimenti egocentrici che conducono l’individuo a divenire vittima della libido altrui (il soldato morto con il braccio amputato), della propria libido materialistica (il contadino nel quadrante sottostante giace stremato per terra con la schiena spezzata dal duro lavoro) e del desiderio di evadere dalla realtà con la fantasia e la ricerca dei piaceri sensoriali (il fannullone opulento).
I primi tre quadranti definiti dalla croce descrivono i tre atti di trasmutazione della percezione critica in consapevolezza critica, storica e psicologica delle dinamiche sociali, della libido individuale e collettiva e dei meccanismi subconsci e inconsci di fuga dalle responsabilità personali che conducono inevitabilmente alla distruzione, all’avidità e all’ignoranza. Il cibo è a portata di mano, posto sull’albero della conoscenza, su un piano appena più elevato della coscienza sensoriale, ma nessuno dei tre è in grado di appropriarsene.
Nel quarto quadrante invece un omino “buca la nuvolaglia”, metafora del sistema delle illusioni indotte, delle autoillusioni e delle percezioni erronee, e scende a testa in giù nel “paese di Cuccagna” dove il cibo (e il denaro), gli corrono incontro e le oche, già spennate, si offrono su un piatto d’argento.
L’allegoria di Brueghel si compone di quattro metafore che descrivono compiutamente il passaggio evolutivo compiuto dall'individuo che decide di sollevare la visiera e di guardare la realtà dall’Ascendente (AS), il punto in cui sorge il sole.
Dal punto in cui il sole inizia ad albeggiare, l’alchimista può percepire in anticipo gli effetti devastanti prodotti dalla Libido emergente. E’ facile prevedere gli esiti prodotti dall’ascesa al potere degli individui che sono motivati dall’istinto, dal bisogno e dal desiderio di soddisfare la libido egocentrica, considerata dagli alchimisti rinascimentali il “peccato originale” che bisogna estirpare dalla natura umana.
TAG brueghel (3), edgar morin (1)
0 COMMENTI
14
gen2009
arte alchemicaAmerican Beauty e l'Arte alchemica
scritto da Marta Breuning alle 09:23
[mod] [del]
Trama.
Lester Burnham (Kevin Spacey) è un uomo di 42 anni in piena crisi di mezz'età. A causa di una riduzione del personale rischia di essere licenziato da un impiego redditizio al quale però non tiene affatto; sua moglie Carolyn (Annette Bening) è divorata dall'ambizione di sfondare nel settore immobiliare e sua figlia Jane (Thora Birch), una tipica adolescente piena di rabbia verso tutti, a malapena gli rivolge la parola, considerandolo un immaturo incapace di incarnare la figura di padre.
Due eventi incidono fortemente sul destino di Lester e della sua famiglia. Il primo è l'amicizia di Jane con una graziosa ragazzina di nome Angela (Mena Suvari), che si atteggia a cinica e disinibita. Non è la prima volta che Lester è palesemente attratto da un'amica di sua figlia, ma Angela diventa per lui una vera, se pur deliziosa, ossessione. La ragazza ne è lusingata e flirta apertamente con lui, provocando l'irritazione di Jane. Il secondo evento è l'arrivo, nel villino accanto a quello dei Burnham, della famiglia Fitts, composta dal colonello Frank Fitts (Chris Cooper), sua moglie Barbara (Allison Janney), che sembra essere in perenne stato di shock e il figlio diciottenne Ricky (Wes Bentley).
Il colonnello è un padre ansioso e brutale, che in passato ha fatto ricoverare il figlio in una casa di cura per malattie mentali. Egli è incapace di comprendere che Ricky è un ragazzo particolarmente intelligente, sensibile al fascino della vita e alla sua multiforme bellezza. Al tempo stesso ignora che il ragazzo, di mentalità piuttosto spregiudicata, è uno spacciatore di droga. Il colonnello crede che Ricky guadagni con piccoli lavoretti da cameriere i soldi necessari per finanziare il suo costoso hobby, quello di riprendere con la videocamera ogni cosa, compresa la figlia dei vicini, Jane. A questo proposito Ricky pronuncia la battuta "Mai sottovalutare il potere della negazione", tra le più famose del film.
Nonostante all'inizio ne sia spaventata, Jane comincia a trovare Ricky interessante. Angela crede invece che Ricky sia un pazzo, dato che si mostra del tutto indifferente nei suoi confronti: infatti si considera irresistibile e non fa che elencare gli uomini con cui, a suo dire, è andata a letto per ottenere il loro aiuto nel realizzare il suo sogno di diventare una modella.
Dopo aver conosciuto Angela e Ricky, Lester cambia completamente, come se si fosse risvegliato da un lungo coma. Ha continuamente fantasie su Angela e fa jogging e body-building per diventare più attraente ai suoi occhi. Inoltre l'amicizia con Ricky, il modo di fare disinvolto del ragazzo, sommato alla marijuana che questi inizia a fornirgli regolarmente, fanno cambiare l'atteggiamento di Lester nei confronti della vita. Dopo aver ricattato il suo ex-datore di lavoro per ottenere una cospicua liquidazione, Lester cerca di recuperare il tempo perduto, di ritrovare la spensieratezza giovanile, la gioia di vivere momento per momento, infischiandosene della relazione che sua moglie Carolyn porta avanti con il re delle agenzie immobiliari, Buddy Kane (Peter Gallagher).
Però, Lester deve fare i conti con le reazioni al suo nuovo atteggiamento; con il fatto che Carolyn non gradisca affatto il cambiamento, che Jane abbia chiesto, per scherzo, a Ricky di ucciderlo e che il colonnello Fitts inizi ad avere sospetti sulla natura del rapporto di Lester con suo figlio.
Il film segue passo dopo passo il sentiero dell'Arte Alchemica tracciato dall'Alchimia rinascimentale. Lester è un uomo che vive una vita non sua. E' completamente assorbito dal lavoro e inibito dalle regole imposte dalla moglie (la soror mystica) che lo costringe a contenere la pulsione creativa in schemi di relazione falsi, bigotti, formali e abitudinari in nome del quieto vivere e dell'immagine di ricchezza da esibire come status sociale.
All'età di 42 annni, nel momento in cui Urano celeste (il risveglio) va in opposizione con Urano di nascita (l'energia creativa), viene attratto irresistibilmente dalla bellezza di Angela, una adolescente amica della figlia. Per l'Arte Alchemica l'evento segna il momento del "risveglio della mente" (0) associata alla trasformazione della libido sessuale in creatività, coscienza di relazione e conoscenza di sè.
L'effetto è dirompente. Improvvisamente Lester si risveglia e vede per la prima volta la realtà in tutti i suoi aspetti più deprimenti. Il risveglio della mente stimola infatti la creatività istintiva dell'anima che anela alla felicità e alla liberazione dai vincoli, dal sistema delle abitudini e dalle leggi. Si innesca così la "Piccola Opera" (10) di trasformazione della vita quotidiana facilitata da un diverso e più profondo livello di percezione della verità (20).
La frustazione per il lavoro, l'ambizione sociale della moglie, la "prigione" famigliare, la ricerca del successo e della ricchezza si rivelano ai suoi occhi falsi e inutili, come l'assurda pretesa di non sporcare l'immacolato divano bianco o di perseguire obiettivi che poco hanno a che fare con la felicità dell'anima.
Lester si licenzia, cambia casa e stile di vita e inizia un processo di trasformazione della percezione critica che lo conduce in breve tempo a innescare una diverso rapporto con se stesso, il corpo e i desideri sensoriali. Nel momento in cui il protagonista modifica il rapporto con se stesso, desiderando di essere fisicamente più in forma, tonico e attraente, avviene l'iniziazione all'alchimia della coscienza (30).
Iniziano così a cambiare le relazioni con il prossimo e la capacità di intuire l'aspetto materialistico e utilitarisco di sfruttamento che si agita invisibile in ogni forma di rapporto sociale. Lester cambia lavoro per disporre di maggior tempo libero e incrementa giorno dopo giorno l'intelligenza,la coscienza e la conoscenza di relazione.
La felicità dell'anima dipende in larga misura dalla qualità delle persone che ti stanno vicine e dall'aspetto disinteressato di ogni tipo di relazione, qualunque essa sia. Ciò richiede uno sviluppo "ipertrofico" della "coscienza di relazione" (il quarto chakra dell'alchimia orientale) che si fonda sul rispetto reciproco, l'attenzione, la cura, l'amore, l'ascolto, l'aiuto disinteressato, la condivisione e i sentimenti di amicizia.
Lester costruisce una propria morale individuale e la sua mente, risvegliata dall'attrazione sessuale, trasmuta velocemente grazie alla procastinazione del desiderio di fare l'amore con Angela. Le fantasie erotiche e le rose rosse (le rose "American Beauty") descrivono simbolicamente il passaggio alchemico della libido sessuale e desiderio di possesso, nell'amore del "cuore", l'unico in grado di elaborare la pulsione in creatività e desiderio di conoscenza (40)
I petali rossi delle rose ammantano in sogno il corpo nudo di Angela, desiderata ossessivamente dalla "coscienza del cuore" che si instaura nel suo cervello e gli impedisce, di fatto, di sedurre sessualmente la ragazza, sempre più disponibile a farsi corteggiare. Alla fine Lester rinuncia all'atto sessuale e ciò produce un nuovo cambiamento, poichè la mente divenuta coscienza non può che produrre, attraverso i suoi nuovi cinque sensi, "conoscenza e verità". (50).
L'evento è descritto allegoricamente come un atto di redenzione dell'io e di purificazione definitiva dal "peccato originale" rappresentato dalla "libido di possesso". Alla purificazione del cervelletto, sede degli istinti primari e laboratorio chemico di trasmutazione della mente in coscienza, corrrisponde la "morte" del vecchio ego. Nello stesso momento in cui Lester decide di rinunciare ad Angela, una pallottola lo colpisce alla nuca e lo proietta, simbolicamente, nel Paradiso del Sè (60).
Lester muore fisicamente, ma la sua mente continua a raccontare l'epilogo dell' avventura spirituale. Insieme all'anima, la mente è uscita dal corpo e riflette sul significato di ciò che è avvenuto. E' in questa delicata fase di comprensione delle esperienze, delle ricerche e e delle intuizioni che prende forma l'alchimia della "vera conoscenza" (40) di ciò che significa vivere attraverso l'arte (70) e lo spirito alchemico (80).
TAG cinema (31)
0 COMMENTI
18
gen2009
pedagogia dell'animaLa consapevolezza non è un'opinione
scritto da Marta Breuning alle 07:14
[mod] [del]
Guido Reni, Atalanta Fugens.
Si fa da sempre un gran parlare, nell'ambito delle relazioni umane, della necessità di evolvere in consapevolezza. Sono in molti a predicare, organizzare corsi, scrivere libri e creare scuole di psicologia o di consulenza filosofica facendo "leva" su questo concetto. Ogni volta che si commette un errore ti viene detto di non essere stato sufficientemente consapevole delle conseguenze delle tue azioni.
Non diversamente siamo penosamente consapevoli che il conflitto sociale, relazionale o di coppia è spesso generato da chi parla, agisce e percepisce senza riflettere, inconsapevole del peso e degli effetti spesso devastanti prodotti da questo "mancanza".
La consapevolezza è sempre qualcosa che è assente, forse distratta da altre cose più importanti. Ha a che fare con l'attenzione, ma anche con il rispetto per gli altri, oltre che per noi stessi. Ci manca nei momenti della vita vita in cui commettiamo degli errori. Ma lo sappiamo solo dopo di aver sbagliato e ci giustifichiamo dicendo che sono proprie lo esperienze a farci crescere in consapevolezza.
In realtà c'è molta confusione sull'argomento. Gli esperti si 'riempiono' la bocca di bei concetti, ma non sono in grado di andare oltre le solite frasi di circostanza. Forse alla fine dell'undicesimo colloquio con il consulente, diventi (penosamente) consapevole di aver speso denaro, tempo ed energia con "persone" che non hanno capito niente della natura umana, mentre invece hanno compreso tutto della vita e di come lucrare e vivere agiatamente sulle problematiche altrui.
In fondo anche questa è una esperienza. Devi diventare consapevole che nella vita non c'è nessuno che ti possa veramente aiutare, poichè, come tutti insegnano, guru compresi, è solo la consapevoelzza che ti salva dalla disgrazia, dalla miseria e dal rischio di cadere vittima della "consapevolezza" altrui.
Gran bella cosa la consapevolezza. Ma perchè dobbiamo sempre soffrire e avere esperienze negative per evolvere in questa "funzione" specifica dell'emisfero destro? Gli alchimisti rinascimentali affermavano genericamente che c'erano due modi di evolvere nei sensi della consapevolezza (percezione, intuizione, decodificazione, comprensione e conoscenza): attraverso l'esperienza e la conoscenza diretta (Marte, Saturno e Plutone), oppure tramite l'esperienza e la conoscenza indiretta (Venere, Giove e Nettuno).
Nel secondo caso, il più difficile da praticare per la gente comune, ma decisamente in auge in ambienti di formazione in cui si insegnano tecniche di marketing, la conoscenza inderetta (di matrice femminile) si configura come una attenta analisi e valutazione delle esperienze e delle conoscenze già collaudate dalla "consapevolezza" altrui. Inoltre si può incrementare la consapevolezza di una determinata realtà analizzando le realtà virtuali prospettate dalle trame del cinema, dei romanzi o leggendo i libri che studiano a fondo il fenomeno evolutivo della consapevolezza individuale (le biografie) e collettive (la storia).
Il fenomeno è ben conosciuto nei settori della tecnologia, della scienza e dell'arte applicata nei quali l'innovazione creativa non può che essere partorita da una consapevolezza "storica" e "critica" di ciò che è già stato fatto precedentemente. Il fenomeno invece è trascurato a livello di formazione dell'individuo. La pedagogia scolastica, famigliare, religiosa e civile è diventata una "brutta" parola, quasi repellente. Nessuno ci può insegnare come si deve vivere e come diventare più consapevoli, mentre invece è possibile insegnare a osservare e analizzare lo sviluppo della consapevolezza attraverso la pedagogia trasmessa indirettamente dalle opere dell'arte, della letteratura, della filosofia e del cinema.
L'Arte di Afrodite trasmette quindi una forma di conoscenza indiretta della realtà. Certamente la percezione non può sostituire l'azione diretta, ma può condurre a realizzare più rapidamente non solo una carriera professionale, ma anche una "carriera" spirituale. Per l'alchimia greca non c'è nessuna distinzione tra Materia e Spirito. Entrambe sono generate da un "Tutto" in cui è possibile vedere brillare la luce della consapevolezza non dualistica della Realtà.
Recentemente la scienza quantististica ha scoperto che gli atomi non sono posizionati in modo fisso, univoco e matematicamente rigido, ma sono collocati e oscillano all'interno di stringhe che partecipano, insieme a tutte le altre, a formare l'undicesima dimensione dell'Universo, rappresentata come una membrana reticolare non dissimile dalla gomma piena di aria di un pneumatico. L'universo è un involucro fatto di "coscienza" e le scoperte della scienza dimostrano che l'uomo conosce solo ciò che la sua mente/coscienza è in grado di elaborare in rapporto alla Mente/Coscienza Universale (il Tutto).
La consapevolezza svolge un ruolo determinante nello sviluppo del'individuo. L'Alchimia dell'uomo è figlia dell'Alchimia universale e conosce le leggi che regolano i rapporti tra le diversi parti del corpo e del cervello. Non c'è distinzione tra corpo umano e il corpo cosmico, tra il software della mente individuale e il software della Mente universale (le Costellazioni). Non esiste distinzione perchè è la Coscienza a stabilire un rapporto bidirezionale tra gli accadimenti umani e quelli celesti.
Ciclicamente le civiltà giungono ad esplorare l'Undicesima dimensione della realtà e scoprono, ognuna con un proprio specifico linguaggio e destino, le relazioni invisibili che esistono tra la dimensione umana e quella zodiacale (la civiltà cretese), tra la dimensione visibile dei vivi e quella invisibile dei morti (la civiltà egizia), tra la dimensione astratta del linguaggio e quella astratta dei simboli figurati (egizi) e astratti (sumeri) utilizzati nella scrittura, oppure tra la dimensione "acustica" prodotta dal "suono interiore" generato dalla consapevolezza del Testimone silenzioso e il suono cosmico prodotto dal movimento delle sfere celesti (civiltà vedica).
L'Arte di Afrodite insegnata dai greci è descritta dalla vicenda della ninfa Atalanta. Velocissima nella corsa la bellissima ninfa sfida gli uomini a superarla in velocità e destrezza. Chi non ci riuscirà dovrà perdere la vita o morire, per dirla alla Harry Potter, per mano dei Dissennatori. Ippomene è innamorato di Atalanta, ma ha paura di non farcela. Desidera congiungersi con lei, ma teme di non essere abbastanza veloce per conquistare il suo cuore.
In suo aiuto giunge la Dea Afrodite. E' commossa dall'amore provato dal giovane per l'anima psichica (la ninfa) e gli dona tre mele d'oro per conquistarla con i frutti della consapevolezza percettiva (Venere). Evolvere in consapevolezza attraverso l'arte di Afrodite significa infatti rapportarsi con intelligenza (Eros), coscienza (Amor) e conoscenza (Hermes) di relazione (XI^ dimensione della realtà) non solo con l'altro sesso, ma con tutti gli esseri viventi, la natura e il cosmo intero.
La coscienza ecologica, la conoscenza degli archetipi, e l'intelligenza di rispettare la natura psichica (e il denaro) di ogni essere, rappresentano alcuni dei doni offerti dalla Dea agli uomini che hanno a cuore (Ippomene) l'evoluzione dell'anima psichica (Atalanta) in anima razionale, intellettiva e creativa (la Vergine). Gli uomini e le donne che hanno a cuore l'evoluzione spirituale della propria anima non devono chiudersi in convento (la clinica psicologica) o nei monasteri (la clinica psicoanalitica), ma frequentare i musei, i cinema e le librerie per "fermarsi" a cogliere, una dopo l'altra, le tre mele disseminate da Ippomene sul percorso della ninfa e costringerla così a riflettere sulla propria folle corsa verso un successo materiale privo di senso.
Che cos'è un successo conquistato a discapito di qualcuno? Che senso ha vincere danneggiando il prossimo? L'intelligenza di relazione chiede all' Eros di congiungere azione e percezione, all'Amore di sanare il conflitto tra ragione e sentimento e ad Hermes di informare della presenza invisibile degli archetipi che da millenni "modellano" le anime che si "incarnano" nel corpo umano.
Ma non è una incarnazione proveniente da mondi spirituali celesti. L'anima psichica si "Incarna" nel corpo attraverso la consapevolezza delle sensazioni, delle emozioni e dei sentimenti corporei. La Ninfa Atalanta è l'anima psichica incarnata nel corpo e quindi estrememente sensibile e veloce nel decodificare le informazioni provenienti dai sensi corporei. Questo stadio primario di sviluppo dell'essere (la Piccola Opera) è propedeutico per iniziare l'Arte Alchemica (la Grande Opera) che inizia nel momento in cui l'anima si sofferma a raccogliere le tre mele d'oro e cioè risveglia i poteri latenti della mente (Eros, Amor ed Hermes) di comunicare io desideri dell'anima con intelligenza, coscienza e conoscenza di relazione.
La ninfa Atalanta rallenta la corsa e si ferma a raccogliere le tre mele. Espandendo i cinque sensi della consapevolezza mentale (la Vergine), la ninfa diventa "capace" di accogliere razionalmente gli insegnamenti dell'Arte alchemica e di generare dentro di sè (il seno della Vergine) il frutto autentico della consapevolezza corporea in rapporto al mondo (Gesù Bambino).
L'Arte Alchemica "accade" a a chi "risveglia" la mente. E' un evento descritto nell'Annunciazione (11). L'argangelo Gabriele (alterego di Ippomene) avverte la Vergine (la consapevolezza mentale) di essere stata risvegliata dalle parole (dei libri), dalle immagini (dell'arte) e dai contenuti di coscienza (dei filosofi e dei saggi). Il risveglio della mente annunciato da Gabriele genera il concepimento "immacolato" del figlio, simbolo della "consapevolezza creativa" peculiare di ogni vero artista.
Durer, Madonna del rosario
Attraverso la consapevolezza creativa del "figlio Gesù", emblema delle mente illuminata da Eros, Amor ed Hermes, l'anima può continuare ad evolvere e compiere la sua metamorfosi fino a diventare la "Madonna del Rosario", emblema dell'anima in grado di dispensare lei stessa i doni di Afrodite (la corona deposta sul capo di principi e vescovi). Ai principi, metafora degli uomini impegnati nella realtà materiale, la Madonna dona il rispetto per le donne, la bellezza interiore e l'amore per l'arte. Ai vescovi, metafora degli individui che vogliono evolvere spiritualmente, la Madonna, per mano del figlio, dona la consapevolzza creativa di agire nel mondo della cultura attraverso le opere dello spirito alchemico (arte, filosofia).
Se si riflette sulla straordinaria prolioferazione dell'immagine della Vergine con il Bambino, si intuisce l'importanza spirituale del profondo legame, sopratutto simbolico, che lega la madre con il figlio. La consapevolezza mentale della realtà sperimentata attraverso i sensi sottili della percezione, dell'intuizione, dell'interpretazione, della comprensione e della conoscenza di sintesi, è il fondamento di ogni azione creativa compiuta con amore e rispetto del prossimo e dell'ambiente (inoxia floret, "fiorire senza nuocere" è il motto dell'alchimista che giunge alla XII^ iniziazione)
Gesù Bambino è dunque il simbolo di una effettiva consapevolezza creativa in grado di agire nel mondo con intelligenza, coscienza e conoscenza di relazione. Se non si conquista questo stadio di trasformazione alchemica della libido, ogni successo rimarrà una esperienza effimera e priva di senso, un continuo salire, gradino dopo gradino, verso il nulla, il vuoto della memoria, la perdita dell'identità umana e spirituale e la definitiva la morte dell'anima psichica a cui corrisponde l'annichilamento della coscienza creativa e il decadimento nel mondo materiale.
TAG durer (9), guido reni (1)
0 COMMENTI
19
gen2009
arte alchemicaMedusa e Maddalena
scritto da Marta Breuning alle 11:57
[mod] [del]
Viviamo in una società in cui il culto del denaro è finalizzato al godimento del piacere indotto dal lusso, dalla moda, dalla bellezza, dalle emozioni sensoriali suscitate dai viaggi esotici e di ogni sorta di gratificazione che ci procura la sensazione di fare una bella vita, libera dallo stress, dal bisogno, dall'ansia di invecchiare e dalla paura della solitudine.
La ricerca del piacere sensoriale è iscritta geneticamente nella psiche femminile, in quella parte del genoma in cui sono codificati gli istinti di conservazione della specie e di equilibrio del metabolismo psichico. Da millenni lo sguardo femminile (la ninfa Leda), informato senza soluzione di continuità dalla consapevolezza psichica delle sensazioni corporee (la ninda Atalanta), influenza le scelte e le priorità della collettività, sia essa una tribù, un gruppo, una classe di consumatori o una intera società industriaiizzata.
Dalla preistoria lo sguardo delle donne guida la comunità a migrare in luoghi più salubri e addatti alla prolificazione e influenza in modo determinante la costruzione dell'habitat e delle condizioni materiali, igieniche ed economiche migliori per garantire l'equilibrio psichico dell'individuo, della coppia e della collettività nel suo complesso. Su questa base di conservazione dell'identità sessuale, famigliare e di gruppo sono sorte le città fortificate e la necessità di abbellire e decorare le dimore.
Agio e piacere sono le due forme più evolute di benessere realizzate dalla civiltà mediterranea. Agio e piacere hanno tuttavia stravolto il ruolo "sacro" della donna di "informare" la società sulla necessità di trasformare la libido sessuale maschile in amore, rispetto e amicizia per il corpo sensoriale della donna che evolve dalla consapevolezza dei bisogni materiali nella consapevolezza dei bisogni dell'anima.
E' la società greco-romana a codificare il culto di Apollo e di Medusa. La loro effige viene posta all'ingresso delle terme, dei teatri, delle arene e in tutti i luoghi pubblici (non religiosi) in cui " panem et circenses" rappresentava uno slogan involgarito adatto a descrivere la necessità dell'anima di evolvere il bisogno di cibo in desiderio di creatività e bellezza (Apollo) e il bisogno di godimento (i giochi) in desiderio di agio e piacere (Medusa)
I bisogni primari dell'anima sono infatti collegati al cibo inteso come sintesi metaforica di tutte le forme di energia che permettono all'anima di continuare a godere del corpo e delle sue potenzialità di percepire gli aspetti più sottili del cibo, quali la "luce della bellezza" (creata da Apollo) e la "luce della conoscenza" (fecondata dalla morte di Medusa).
Mentre Apollo diventerà il culto virile dell'individuo che trasforma la libido sessuale in creatività e amore per il corpo (maschile) e l'anima (femminile), Medusa continua a dimorare nel cervello delle donne ancora oggi scisse tra desiderio materiale di agio e piacere (libido appagativa) e desiderio dell'anima di percepire la luce di "Dio" (bellezza e verità).
Medusa era considerata dai greci l'emblema della percezione psichica femminile in grado di individuare, selezionare e scegliere le forme, i colori, le immagini e, per esteso, i giochi, i divertimenti e i piaceri più adatti a scatenare l'eros maschile, attratto dalla sensualità delle forme, dalla bellezza dei colori e delle proporzioni e dal gioco sottile sviluppato dai sensi corporei e mentali.
Terza di tre sorelle specializzate nella percezione degli elementi utili a per soddisfare la libido appetitiva, affermativa e appagativa dei cittadini, Medusa viene condannata da Afrodite a diventare un mostro spaventoso, poichè la sua abilità di appagare gli istinti, i bisogni e i desideri sessuali ed edonistici (i serpenti che adornano la sua testa), repressi dalla cultura e dalla religione nel subconscio (il fondo del mare), impedisce agli uomini di evolvere dalla dimensione materiale a quella spirituale.
Medusa è ancora oggi lo sguardo delle donne ossessionate dal desiderio di possedere le scarpe, le borsette e gli abiti creati dalla moda (apollinea e monosessuale) in quanto oggetti "sensoriali" in grado di soddisfare la libido appagativa e con essa la pulsione psichica di gratificare il bisogno di agio, confort e piacere peculiare dell'anima della ninfa.
Medusa è lo sguardo dell'anima (femminile e/o omosessuale) che desidera inconsciamente di diventare essa stessa "cibo" in grado di sfamare la libido appetitiva e affermativa degli uomini, anche se negli ultimi decenni la libido sessuale della femmina ha invertito i ruoli con lo sguardo famelico del maschio seduttore e l'emergere del femminismo ha ribadito il diritto delle donne di affermarsi sul piano sociale, professionale e politico.
Lo sguardo dell'anima che rimane confinato nel mondo luccicante delle vetrine, delle riviste o delle immagini televisive o che rimane per sempre prigioniero della libido materiale di ricercare e possedere gli oggetti di lusso o di piacere non sarà mai interessato a cogliere la luce spirituale proveniente dai libri e dalle opere dell'arte. Medusa è la divinità interiore che ci permette di godere degli aspetti materiali dell'esistenza, ma diventa un mostro da eliminare ed uccidere nel momento in cui l'individuo percepisce l'urgente di soddisfare altri tipi di bisogni, come quello di esprimere la creatività dell'anima e di soddisfare la sete di conoscenza.
La mitologia descrive l'evento dell'uccisione di Medusa come un atto simbolico compiuto dall'io sperimentatore (Perseo) per amore della propria anima creativa (Andromeda) che desidera evolvere in Intelligenza, coscienza e conoscenza di relazione (la costellazione dello Scorpione).
Caravaggio: Narciso
Assistiamo infatti in questi ultimi decenni all'esplosione generalizzata di una profonda e diffusa consapevolezza psichica delle sensazioni, delle emozioni e dei sentimenti corporei indotti non tanto dall'amore sessuale, ma dal consumo dei prodotti della moda e del lusso. Uomini e donne condividono l'emozione di indossare un abito, un gioiello o un accessorio di firma, oppure il piacere di guidare un'auto di lusso, di possedere una barca o di arredare la casa con mobili di tendenza.
La consapevolezza sensoriale di ciò che che procura il senso di agio e di piacere e stimola il senso estetico è ormai così comunemente condiviso che è diventata parte integrante dell'eterno bisogno di fermare il tempo e di rimanere giovani , piacevoli e belli. (Narciso incontra Medusa sprofondando nell'acqua mentre rimira la sua immagine riflessa dalla superficie)
Caravaggio: Madonna del Rosario
Essere consapevoli dei sentimenti del corpo è già un bel passo in avanti rispetto al Medioevo in cui gli uomini comuni erano considerati degli zotici, mentre certe donne, poco interessate all'esercizio dei sensi, delle streghe dedite al culto del diavolo. Dopo dieci secoli di fustigazione del corpo, sacrificato dal cattolicesimo al ruolo di depositario di passioni diaboliche (maschio) e fonte di depravazioni (femmina), emerge nella cultura italiana delle città feudali (Siena, Firenze, Orvieto, CIttà di Castello, Urbino) il culto della Vergine con il Bambino. La devozione per la Vergine segna il passaggio da una forma di consapevolezza psichica di ciò che si percepisce con gli organi di senso fisici, a una forma di consapevolezza di ciò che si sente con i sensi mentali in relazione al mondo in cui si vive.
La differenza è sostanziale. Il sesso diventa improvvisamente l'amor cortese e nasce l'arte alchemica della poesia e della commedia come forme di interpretazione dei sentimenti umani. La bellezza e l'anima della donna diventano fonte di ispirazione e di sublimazione dell'istinto sessuale in amore, creatività e coscienza di sè in rapporto al modo. I sensi corporei diventano lo strumento principale per entrare in contatto con il Divino e i filosofi, spesso monaci e mistici, iniziano a descrivere il processo di illuminazione dei sensi mentali e spirituali necessari per percepire la luce di Dio.
Ciò significa che è possibile entrare nel mondo spirituale sviluppando le qualità della percezione sensoriale, ovvero le stesse qualità che troviamo nelle donne che sfogliano le riviste di moda e cercano lo stile più adatto per far risaltare la propria bellezza.
Afrodite non è priva di sapienza. L'arte alchemica transita attraverso gli occhi delle donne e si afferma per mano degli artisti e dei filosofi della conoscenza. Ed è così Afrodite suggerisce a Perseo la tecnica per non rimanere pietrificato dallo sguardo di Medusa e sconfiggere la tentazione di rimanere imprigionato nel mondo della materia (Arianna è prigioniera negli inferi).
La tecnica è da millenni sempre la stessa. Perseo non deve guardare Medusa direttamente negli occhi, ma deve osservarla attraverso l'immagine riflessa uno scudo lucente, metafora di un processo "metallurgico" di elaborazione delle immagini percepite indirettamente dagli organi sensoriali della mente (percezione critica, intuizione logica, interpretazione simbolica, comprensione trans-logica e conoscenza di sintesi), capace di difendere l'individuo dall' errore.
Perseo mozza così la testa di Medusa e stacca definitivamente il suo cuore dal cervello "infettato" dalla libido appagativa della Dea. L'atto è ovviamente simbolico. In realtà è una decisione che comporta la scelta di come utilizzare le risorse di tempo, denaro ed energia a disposizione. E come tutte le scelte bisogna porsi una domanda.
La domanda è la seguente: "devo spendere tutte le mie risorse fisiche, mentali, creative e materiali girovagando per vetrine, locali, ristoranti e discoteche, oppure provo, mio malgrado, ad ascoltare l'Eco della mia anima? (nel mito di Narciso, il bellisssimo giovanetto non vuole accorgersi dell'amore della ninfa Eco che lo insegue da lontano).
La decisione da prendere non è difficile, anche perchè l'Arte Alchemica suggerisce una soluzione. Occorre mozzare la testa di Medusa per permettere all'anima di rivivere le vere passioni del cuore (Andromeda viene liberata e diventa una costellazione del cielo visibile da tutti) e realizzare una stupefacente alchimia degna del talento artistico di Caravaggio.
Per Afrodite le donne (e gli artisti) che decidono di liberarsi dalla libido appagativa di Medusa possono percepire simultaneamente sia la bellezza estetica che la bellezza spirituale e coniugare dentro se stessi la tesi degli alchimisti per cui "ciò che è bello dentro è bello anche fuori e ciò che è percepito bello è anche buono, funzionale e utile per l'evoluzione spirituale dell'anima del ricercatore (Andromeda).
Lo "scudo di Afrodite" conduce a considerare l'Arte della percezione come Tecnica Regia che ci permette di entrare in contatto con Dio attraverso l'esperienza della materia, del corpo, del piacere sensoriale e dell'estasi provocata dalla luce della conoscenza.
Caravaggio: La conversione di Maddalena
L'Arte della Percezione è rappresentata nel Vangelo dalla figura della Maddalena. Sempre presente in tutti i momenti chiave di trasformazione spirituale del Cristo, Maddalena compie l'Alchimia della percezione psichica della bellezza (lo specchio) e del piacere fisico (i cinque petali bianchi del fiore) nella percezione psichica della luce emanata da Cristo.
Emblema della donna e dell'anima che vive nella realtà della materia, Maddalena sperimenta l'estasi di percepire simultaneamente la bellezza estetica e quella spirituale. Ciò avviene dopo due momenti di crisi rappresentati da Caravaggio: la conversione e la penitenza.
Caravaggio: Maddalena penitente
Nella "Penitenza di Maddalena" Caravaggio dipinge i simboli della libido appagativa (la collana, i gioielli, i profumi) abbandonati per terra, a significare il distacco simbolico dalle cose e dai riti che gratificano la dimensione corporea dell'anima.
Maddalena concluderà il percorso di salvezza (dell'anima modaiola delle donne) facendosi trovare puntuale il giorno della resurrezione di Cristo dal Santo Sepolcro. Cristo la vede e la avverte: "Noli me tangere", "Non mi toccare", per ribadire il carattere "virtuale " dell'esperienza percettiva.
Questa è l'Arte di Afrodite, questa è l'Arte interpretata straordinariamente da Caravaggio in tutti i suoi aspetti, poichè la bellezza delle immagini deve congiungersi con la bellezza dei contenuti espressi dalle parole, dai simboli, delle metafore e delle allegorie generate dalla filosofia.
TAG caravaggio (20), mitologia (18)
0 COMMENTI
20
gen2009
arte alchemicaAnimus e Psiche (alle origini del vero amore)
scritto da Marta Breuning alle 16:59
[mod] [del]
Nel post di ieri (Il Giardino di Afrodite), scrivendo della bellezza e della ricchezza interiore delle donne, mi è venuta in mente l'immagine delle "Tre Grazie" dipinte da Botticelli nell'Allegoria della Primavera. il tema delle Tre grazie è una "gardenia" della poesia latina, adatta a descrivere in sintesi il legame universale esistente tra i Doni offerti dalla Donna,e i Doni offerti dall'Anima che evolve nei sentimenti di amicizia, rispetto e comprensione.
L'anima di ogni essere realizza una triplice metamorfosi all'interno del corpo. Gli studiosi di neuroscienza e di psicoanalisi affermano che un corpo privo di relazioni con la madre e con l'ambiente, privo di affetti e di attenzioni, di cure e di protezione, di amore e di stimoli sensoriali rischia di rimanere privo di "anima". E' per questo che alcuni psicoanalisti affermano che il "farsi anima" è un processo che non può fare a meno dell'elemento femminile nel corpo, ritenuto dai greci una essenza "maschile".
Per l'Alchimia, scienza esoterica che insegna, dimostra e induce stati di illuminazione della mente, l'anima si incarna nel corpo per mezzo di tre gradi di calore che possiamo definire "psichico", "creativo" e "intellettivo". Sottoposto ai Tre fuochi generati dall'anima della donna, ogni uomo (Marte) inizia a comprendere l'importanza delle sensazioni, delle emozioni e dei sentimenti corporei (Venere) per essere effettivamente consapevole di se stesso e degli altri nel tempo presente.
Stabilendo un legame alchemico con l'anima femminile, l'individuo evolve nel Mercurio e cioè nell'intelligenza, nella coscienza e nella conoscenza di relazione. Botticelli dipinge il giovane Mercurio che ancora indossa i calzari di Marte, a significare che l'anima sta agendo sul corpo e in particolare sta modellando la libido sessuale maschile in amore per il corpo della donna. L'amore che l'uomo nutre per la donna scaturisce da una trasformazione, da un bacio dato dalla principessa al rospo che finalmente si decide di diventare un principe.
La trasformazione della libido sessuale nell'amore del "cuore" in grado di scatenare in entrambi il demone dell'eros, avviene per gradi. In passato occorrevano mesi per fare emergere l'amore romantico, anche se gli uomini sono stati sempre più veloci a imparare il romanticismo di "facciata" per accelerare la consumazione dell'atto. Fino a qualche anno fa l'amante aspettava il terzo appuntamento per capire di aver fatto breccia nell'anima dell'amata, mentre oggi non solo bastano tre ore, ma è la donna, e il suo corpo, ad aver bisogno di essere surriscaldata dal fuoco "psichico, creativo e intellettivo" generato dall'animus maschile.
Il concetto di "animus" è molto importante per comprendere il rovesciamento dei costumi amorosi che è avvenuto in questi ultimi 4 decenni. La donna non ha più bisogno di essere sicura di chi ha di fronte per arrendersi alla passione erotica. L'atto sessuale non è più il "suggello" di un impegno amoroso che condurrà al matrimonio, ma è invece la premessa per stabilire quel famoso rapporto di "comunicazione" che molte donne invocano dopo il femminismo, ma che nessun uomo è in grado di capire e praticare.
Il problema non è quello di contenere la libido sessuale, ormai in fase di decadimento a causa dello stress o sempre più difficile da "rintracciare" per il poco tempo a disposizione per le relazioni sociali e le rare occasioni di incontro. Se si vuole fase sesso è sufficiente andare in discoteca, ma se si desidera il vero amore, l'amore del cuore, bisogna imparare a "percepire" il fascino dell'individuo (Mercurio)che ha un minimo di Animus, e cioè ha maturato "intelligenza di relazione."
Se si trasferisce il ragionamento sul piano mentale, ci si accorge che uomini e donne sono uguali. Bisogna lasciare da parte l'anima e i suoi bisogni psichici di colmare un vuoto, una assenza o una limitatezza. Le donne diventano delle Dee quando vanno oltre le necessità e i desideri dell'anima egocentrica, sempre condizionata da assurde pretese di fedeltà, di riconoscenza, di attenzione e coccole. Ciò che bisogna esprimere non è l'anima, ma l'animus, l'intelligenza di relazione.
Sul piano dell'intelligenza di relazione uomini e donne sono praticamente identici e complementari. A partire dai primi decenni del Novecento si è verificato una diffusa capacità dell'individuo di relazionarsi con le parole, le immagini, l'abbigliamento, i simboli della femminilità e della virilità e i simboli dello status sociale e del successo professionale. Nel giro di pochi anni l'elìte culturale che gravitava attorno alle esperienze artistiche, psicologiche e psicoanalitiche delle "avanguardie" iniziava a percepire la presenza invisibile dell'Animus di scatenare turbamento nell'anima, di eccitare i sensi e di stimolare le fantasie sessuali e l'immaginazione creativa.
L'alchimia di Anima e Animus avviene sul piano mentale. Attraverso la moda, la Bellezza estetica, il glamour, la comunicazione simbolica, i doppi sensi e l'espressione di una sofisticata cultura del corpo, la donna ha imparato a proiettare il "fuoco psichico, creativo e intellettivo" dell'Animus ed a imparare ad eccitare la mente degli uomini. Allo stesso modo gli uomini, anche se con minore consapevolezza, hanno la forza di sprigionare mentalmente l'energia creativa, soprattutto materiale, in grado di sedurre l'anima psichica alla ricerca istintiva di agio e piacere, di benessere e bellezza, di amore e protezione.
Attori, scrittori, poeti, intellettuali, artisti e imprenditori di successo hanno invece la fortuna di incantare la mente delle donne proiettando immagini che incidono sul subconscio psichico in cui l'anima rimane ancorata, per necessità e virtù. Ciò che voglio far notare è che oggi la cultura occidentale non è ancora in grado di comunicare il significato evolutivo delle relazioni sessuali, nè di trasmettere valori e principi già codificati nel Rinascimento e reinterpretati dall'elìte culturale viennese stimolata dalle opere di Freud, Weinenger e Schnitzler.
In poche parole non esiste più una "cultura delle relazioni" e alle donne non resta che rivolgersi agli specialisti, ai libri di psicologia o di astrologia, alle riviste o alle amiche più esperte per tentare di uscire dal tunnel dell'incomprensione permanente. Eppure i concetti non sono difficili da assimilare. Lo si può fare anche al cinema andando a rivedere il film di Kubrik: "Eyes Wide Shut".
Il film è tratto dal libro "Doppio sogno" scritto dal viennese A. Schnitzler nel 1925, un medico influenzato dalle opere di Freud e così ispirato da superare per intuizione il padre della psicoanalisi.
In effetti Kubrik mette in risalto la vicenda psicologica di una donna sposata che rimane "impressionata" dall'Animus di un uomo misterioso, con cui balla a una festa in casa di amici. L'uomo è affascinante perchè è colto, intellegente, sensibile, rispettoso e trasmette sottilmente una notevole capacità di contenere l'energia psichica e l'attrazione sessuale sublimandola in parole che hanno il poetre di turbare l'anima di Nicole Kidman. Tra i due scocca l'Eros, ma è un evento che avviene per Nicole sul piano mentale e porta con sè una nuova coscienza del rapporto matrimoniale.
Nicole si accorge che il marito (Tom Cruise) è un bravo ragazzo, ma ancora ingenuo e sprovveduto. Non conosce la vita vera, non ha coscienza nè coscienza del significato delle relazioni. Tom è innamorato dell'anima della moglie, ma non ha acccesso alla sua mente.
Per accedere alla mente della donna o dell'uomo bisogna accendere dentro se stessi il "fuoco segreto" dell'Animus, ovvero l'intelligenza di rapportarsi con il cuore (amicizia), la coscienza di amare con il cuore (rispetto) e la conoscenza di chi comunica con il cuore (comprensione), dove per cuore si intende quel luogo "sacro" in cui tutto è possibile: dal sacrificio di sè, all'amore incondizionato fino alle esperienze sessuali più fantasiose ed eccitanti.
Nicole è turbata dalla scoperta. Si guarda allo specchio mentre il marito la bacia, ma sente di essere da un'altra parte, lontano dalla passione del cuore che si accende quando l'animus incontra l'anima. E' talmente eccitata mentalmente che non può non confessare al marito di averlo tradito più volte con altri con le fantasie sessuali e l'immaginazione erotica.
Tom Cruise è così, a sua volta, risvegliato dall'Animus della moglie, e intuisce che deve sviluppare una maggiore "coscienza di relazione". Per tutta la notte vaga alla ricerca del significato delle relazioni e, incontro dopo incontro, comprende il segreto del "vero amore". Non è nel sesso, non è nel romanticismo e nemmeno nelle forme mistiche ed esoteriche di sublimazione dell'eros in ascesi iniziatica. che si incontra il vero amore.
Il vero amore si incontra quando la mente realizza l'unione alchemica di Anima e Animus. Tom ritorna da Nicole e le confessa tutte le sue esperienze di trasgressione sessuale, indispensabile viatico per evolvere nella comprensione del cuore.
Da questa incontro, libero dall'influsso astrale (paura, vergogna, gelosia) dell'anima femminile o maschile, scaturisce l'eros del cuore che risveglia i sensi e fa ribolire il sangue di passione.
Sia il libro che il film finiscono con una frase lapidaria: "E' un bene essere stati risvegliati e sarà bene rimanere svegli il più a lungo possibile....per non farsi fuck....aggiunge Kubrik
L'anima della donna si dona a chi evolve nella mente (il Principe azzurro)e la porta con sè nel castello del cuore. All'interno del castello danzano perennemente le "Tre grazie": Venustas (bellezza interiore), Pulchras (ricchezza interiore) e Castità (purezza di intenzioni).
Come a dire: "ti amerò per sempre se continuerai a danzare con le tre grazie nel cuore." Il cuore romantico delle donne conosce da sempre il significato spirituale di Animus. Il principe Azzurro non è un Adone superdotato di tutto, ma è l'immagine archetipica di Mercurio, e cioè dell'intelligenza di rapportarsi con i simboli creati dalla mente (il cavallo bianco), affinchè anche l'anima possa risvegliare dentro di sè i poteri latenti dell'animus di stabilire con il mondo rapporti di vero amore, amicizia, rispetto e comprensione reciproca.
TAG cinema (31)
0 COMMENTI
pagina (2): 1 . 2powered by MenStyle.it - template © PininaFarina [reso in 2.389 sec.]
Iscriviti a:
Post (Atom)
